Fattore emotivo.

Fattore emotivo

– Allora ? – gli disse con ancora la pistola in mano puntata contro di lui.

Jim non se ne curò minimamente. Attese qualche secondo come se volesse raccogliere con tutto il suo cervello quello che gli era stato appena detto.

Poi diede le spalle al sicario che gli puntava l’arma addosso. Questo gesto lo fece incazzare parecchio. Come dargli torto ? Il comportamento di Jim il più delle volte avrebbe fatto girare i coglioni pure ad un santo in Paradiso.

Figurarsi quindi alla maggior parte della risma di cui sia lui che Jim facevano parte, che era composta da un clou di persone dal carattere difficile e soprattutto grilletto facile.

Quel che al sicario tratteneva di sparare a quel pezzo di merda era appunto il suo comportamento menefreghista. Ma stavolta Jim se la sarebbe cavata ? Non ne era sicuro neppure il sicario mentre lo seguiva nei suoi occhi che di tanto in tanto gli degnavano attenzione. Ovviamente Jim manteneva voltate le spalle.

Con i suoi passi, aveva tracciato una circonferenza del raggio di quattro metri.

Il sicario vide il ragazzo tirare fuori qualcosa dalla tasca della sua giacca di pelle.

– Attento a te! – gli disse forse un po’ per mostrargli chi comandava.

Non aveva in realtà vere motivazioni di preoccuparsi visto che prima i suoi uomini lo avevano perquisito. Jim aveva capito benissimo dove voleva andare a parare e stette al gioco sorridendogli con gentilezza. Era quello che il gesto che faceva fumare di rabbia il sicario e che gli mandava in cancrena il cervello. Ed ancora non aveva premuto quel fottuto proiettile: Per quale cazzo di motivo ancora ?

Jim proseguì con quel sorriso sentendo l’odore di nervi del sicario. Questo non gli faceva venire la minima voglia di smettere d’essere così provocatorio, anzi.

Ma era anche vero che quello che voleva fare era semplicemente tirare fuori da quel taschino il minuscolo e sottilissimo cilindretto bianco con la punta arancione sotto: una sigaretta.

Il sicario riconobbe il tabacco e ne ebbe conferma dall’odore che fluiva nella stanza, in beffa al cartello di Non Fumare posto ai lati del muro di cemento armato: Winston Blue Centos.

Quando ancora erano amici, una volta Jim aveva finito le sigarette ed il sicario gli offrì la sua Camel. La rifiutò prontamente affermando che il suo fosse tabaccaccio. Non era cambiato di una virgola e forse era proprio questo il punto della situazione.

Poi d’un tratto Jim si fermò nei suoi passi.

In quell’attimo breve che pareva esserci un silenzio di tomba, Jim aveva già sentito fuori tutto: le auto, il tram e persino il vociare dei mille pedoni che andavano nelle mille direzioni della loro vita.

Aspirò poi il fumo ancora un poco, osservando nuovamente di tanto in tanto il sicario. Curiosamente avevano la stessa tonalità azzurro cielo, pur non essendo parenti. Mirò qualcosa in quell’arma come per averne una conferma della sua ipotesi. Era una Berretta 45 e Jim la riconobbe: era quella che gli aveva regalato. Poi rispose solenne

– Sì! – Jim rispose solenne poi stropicciando il mozzicone a terra. Allora notò le sue nocche impallidirsi.

Forse in un’altra situazione e con qualche anno in meno di esperienza, Jim avrebbe giurato che si sarebbe messo a sparargli sul serio stavolta e ucciderlo.

Forse sarebbe stato già morto quando lo aveva trascinato in quella stanza.

Forse …

Quello che Jim invece non aveva calcolato nella sua mente fredda e analitica era il fattore più semplice, il più banale. Il fattore con cui si marcano le differenze tra i due sessi e che determinano le differenze tra un uomo dispiaciuto e una donna sofferente ed in lacrime.

Il fattore emotivo.

Parlando di fattore emotivo, da dove cominciamo ...

  • Notte fonda, al Museo Egizio di Torino. Sembra che vada tutto bene ... o no ? Jim, che fai ? (0%)
    0
  • In una camera d'albergo, dove una coppia si diverte un pochino, se sapete che si intende. Ma Jim sente qualcosa. (67%)
    67
  • a Inis More, Contea di Galway, Sopra una scogliera e sotto un tempo che promette tempesta. Un uomo calvo con la barba bianca chiama Jim. (33%)
    33
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

5 Commenti

  • Letti entrambi gli incipit, molto interressante come storia, sono curiosa di vedere come finisce, la mia scelta attuale è uno sparo di mitraglietta nella Hall. Anche se la classica telefonata del capo che interrompe tutto ci sta sempre bene.

  • Incipit che lascia più interrogativi che risposte e una storia presa a metà che deve essere svelata. Una combinazione che adoro. 🙂 Anche io ho costruito il mio racconto in questo modo Ps. Un fantasy che mi piacerebbe che leggessi (sempre che il genere ti piaccia).
    Per le scelte… sono stata attirata dal Museo Egizio di Torino. Ma la parte più razionale di me crede sia più logico la camera d’albergo. Potrebbe essere stato quello il momento in cui Jim si è messo neo guai, magari ha sentito qualcosa di troppo 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi