Fattore emotivo.

Dove eravamo rimasti?

Parlando di fattore emotivo, da dove cominciamo ... In una camera d'albergo, dove una coppia si diverte un pochino, se sapete che si intende. Ma Jim sente qualcosa. (67%)

Tutte le donne nell’intimo sono troie.

Laura Witton aveva conosciuto Jim Houston al Club 33 verso le undici e ventitré di sera.

Era un giovedì torrido d’estate, come lo era in realtà per tutti gli altri giorni della stagione a Miami. Agosto però faceva come al solito gli straordinari di caldo. Ciò nonostante era sorprendente vedere le discoteche sempre affolate e così piene di ragazzi pieni di energia da impiegare a scatenarsi.

Vuoi per l’odore di anidride carbonica sublimata che dava la testa.

Vuoi per i colori psichedelici che tendevano dal verde limone e blu oltremare fino a sfumare all’arancio agrume ed al rosso rosa o rosa passione.

Quei colori rappresentavano tutte le emozioni di quei ragazzi e ragazzini dalla gioventù sprecata o forse passata troppo presto.

L’obiettivo di Jim Houston erano loro e li controllava sempre. Forse perché in realtà gli piacevano. O meglio, gli piacevano anche loro, seppur meno dei dollari che spendevano per quelle pastiglie di Ecstasy prodotte da quella enorme copertura che era il Club 33.

E che cos’era il Club 33 ?

Ufficialmente un Night Club.

Ufficiosamente un cartello mafioso spacciato per un Night.

Il vero motivo per cui era là però era che gli piaceva il suo lavoro e pertanto giorno libero o settimana lavorativa per lui poco cambiava, rispetto alla moltitudine di quei figli di operai, impiegate e gente che si spaccava la schiena per guadagnare un centesimo o un millesimo di quello che la vita realmente poteva offrire loro. Bastava solo dare la gente quello che voleva e quello che voleva era semplice: il non essere.

Certo, era vero. C’era anche un altro motivo valido per non andarsene che forse era il premio corporeo per le fatiche fisiche che metteva nel locale. A dire il vero data la sua abilità avrebbe potuto cercarne ovunque con la sua abilità. A dire il vero data la sua disponibilità economica, avrebbe potuto ricontattare la Escort e pagarla per fargli fare tutto quello che vuole.

Ma poiché non riteneva la misura adeguata alla sua arte, decise di mettersi a mescolare con la folla per ritrovare almeno per un frangente di secondo quel non essere che era la folla.

Passavano gli anni ma la base, su quella musica non cambiava. Non che gli piacesse ma piaceva a loro. Forse neanche loro ma a loro piaceva piacere ed essere guardate. Anche se non lo avrebbero detto mai e si sarebbero coperte delle scuse più idiote. Jim le avrebbe lasciate fare ma qualcuna sapeva che era così. Più raro era trovare qualcuno che amava la danza. Ma Jim era stato fortunato a trovare la Witton. Lasciava una luce diversa e che ovviamente attraeva quella moltitudine di uomini. Jim li aveva letteralmente penetrati per andare da lei. Questo ne fece apprezzare l’audacia con un sorriso che Jim ricambiò.

Qualche tocco lungo il corpo per entrare in confidenza anche fisica già subito.

Per poi riallontanarsi entrambi verso il bancone ad ordinare un Mojito a testa ed offrire lui. Lei ringraziò teneramente. Un vero zucchero che meritava il complimento.

– Sai, non ho mai visto nessuno con gli occhi verdi come i tuoi. Devono essere qualche smeraldo in mezzo alla foresta – ammiccò Jim con l’occhiolino e mostrandole i suoi azzurri. Era questo il vero segreto di Jim con le donne: dire la verità amplificandone i sensi. Naturalmente questo era anche il segreto del suo mestiere e sempre naturalmente c’era modo e modo di dire la verità. Occhi verdi ne aveva già visti in realtà ma ricordavano sfumature sempre diverse. Comunque il risultato non cambiava. Lei arrossì per il complimento.

– Jim Houston – le fece tendendole subito la mano.

– Laura Witton – rispose sorpresa per il gesto e per il sorriso. C’era più tenerezza che seduzione. Nonsembrava capace dei denti da squalo che aveva avuto quando aveva silurato gli altri uomini. Che si erano già dimenticati ? O forse non la meritavano abbastanza ?

Poi loro due erano usciti delicatamente fuori. Lei doveva tornare a casa perché il giorno dopo aveva lavoro. Laura lo aveva salutato con quel rossore. Jim a quel punto irruppe fiondandosi sulle labbra alla ricerca della bocca e della lingua di lei. Non trovò sorpresa nel sentire lei fare altrettanto.

Proseguirono quel bacio pure dentro il veicolo il quale cambiò la destinazione verso un Hotel in cui veniva solitamente Jim per queste cose. Arrivato dentro la camera Jim scoprì le sue mani già nella patta dei suoi pantaloni che facevano subito confermare a Jim la verità di quanto realmente pensava dal principio: tutte le donne nell’intimo sono troie.

Dopo venti secondi il pavimento era già pieno dei vestiti di entrambi.

Dopo trenta Jim stava già sotto i seni sodi di lei scolpiti dalla natura e ad essere cavalcato dalla meravigliosa bionda dagli occhi verdi.

Che continuava ad urlare di piacere fino a coprire il rumore del condizionatore

fino a coprire i gemiti di Jim.

fino a quasi coprire quello che Jim aveva sentito e che lo aveva immediatamente dismesso dal completare l’amplesso ed a farla cadere dal pavimento come una pera cotta.

Ovviamente Laura si incazzerà come una iena per il gesto. Resta il fatto che i gemiti di Laura quasi coprivano cosa ?

  • Il cellulare di Jim. Era Andrea Ferro, il capo del suo cartello. (0%)
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  • Un urlo di un uomo di una coppia nella camera accanto. (0%)
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  • Uno sparo di mitraglietta nella Hall. (100%)
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5 Commenti

  • Letti entrambi gli incipit, molto interressante come storia, sono curiosa di vedere come finisce, la mia scelta attuale è uno sparo di mitraglietta nella Hall. Anche se la classica telefonata del capo che interrompe tutto ci sta sempre bene.

  • Incipit che lascia più interrogativi che risposte e una storia presa a metà che deve essere svelata. Una combinazione che adoro. 🙂 Anche io ho costruito il mio racconto in questo modo Ps. Un fantasy che mi piacerebbe che leggessi (sempre che il genere ti piaccia).
    Per le scelte… sono stata attirata dal Museo Egizio di Torino. Ma la parte più razionale di me crede sia più logico la camera d’albergo. Potrebbe essere stato quello il momento in cui Jim si è messo neo guai, magari ha sentito qualcosa di troppo 🙂

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