Natura Morta

Dove eravamo rimasti?

E adesso? Cecilia riesce a leggere qualcosa ma viene interrotta. (67%)

“Cosa può lavare via la pioggia?”

Per mesi Cecilia aveva fantasticato sul contenuto dell’agenda. Adesso, mentre si apprestava a leggerla, provava imbarazzo.

Se fosse stato un diario? Che diritto aveva d’infrangere l’intimità di uno sconosciuto?

Anche se fossero state poesie incompiute, non sarebbe cambiato molto, sempre intimità era, di altro tipo ma ugualmente sacra. Quando ancora aveva una camera oscura, detestava che qualcuno entrasse a curiosare tra i suoi negativi.

Indugiava con la mano sulle pieghe della pelle blu, contemplando le infinite possibilità celate dall’ennesima scatola della giornata, della vita.

Solo una sbirciatina.”

Con delicatezza prese a sfogliare le pagine: alcune strappate, altre piene di scarabocchi, disegni stilizzati e parole in stampatello come: “immobilità”, “schermo”, “labirinti a spirale mistica.”

Si soffermò su una parte scritta in corsivo, dal tratto leggero e minuto.

Sulla superficie di un pianeta deserto, abbagliato dalle radiazioni di un sole morente, osservo la Luna mentre innaffio crateri aridi con il sale delle lacrime arse.”

“La bambina che ha smesso di piangere mi saluta con la mano, la turista mi fotografa distratta, l’acqua della fontanella muore nelle mani a conca di un giovane e io, vorrei solo riuscire a muovermi.

“E più mi osservano, più io osservo loro, e il confine si scioglie, fra schermo e spettatore, tra me e te, statue entrambi, e i colori del mondo ruotano attorno.”

Cecilia venne distratta dal tamburellare delle gocce di pioggia sulle foglie: calò di ritmo e d’intensità all’improvviso.

Richiuse l’agenda e la infilò nella felpa, decisa ad approfittare della tregua concessa dal temporale per tornarsene a casa. Controllò le sue condizioni: nonostante la gamba destra fradicia dal ginocchio in giù, le macchie scure sulla felpa, il cappellino umido, era piuttosto asciutta, poteva andarle molto peggio senza l’ingegnosità di un senzatetto anonimo.

Un dubbio congelò tutto come un’istantanea. E poi? Cosa avrebbe fatto una volta letto tutte le parole di Charlie?

Devi restituirgli l’agenda.”

Era tutto facile per l’altra Cecilia, se Charlie non fosse più tornato?

«Come diavolo faccio a trovarlo.»

Comprese in quel momento quanto il contenuto dell’agenda blu fosse irrilevante, l’unico motivo che l’aveva spinta fin lì era la voglia di restituirla al suo legittimo proprietario.

Una mano le si posò sulla spalla, accompagnata da una voce:

«Ehi, tutto…»

Recuperò lo spray al peperoncino che teneva tra le cosce e iniziò a spruzzare alla cieca fuori dal rifugio, agitando il braccio in ogni possibile direzione.

«Cazzo! Brucia!»

Cecilia aprì gli occhi. Vide un uomo voltato di spalle, zuppo e, accanto a lui, una manciata di fogli scritti galleggiavano in una larga pozzanghera.

«Volevo sapere se stavi bene, non ti stavo aggredendo» disse e intanto si sfregava gli occhi e fissava le nuvole, nel tentativo d’intercettare le ultime gocce di pioggia, quasi il cielo fosse una gigantesca boccetta di collirio.

Cecilia uscì veloce dal nascondiglio. Di nuovo in piedi, una folata di vento umido le baciò il collo, profumava di erba, avvertì la pelle d’oca lungo tutto il corpo.

«Non ci si avvicina di nascosto per aiutare le persone.» lo ammonì.

«Di nascosto?!» esclamò l’uomo, voltandosi verso di lei.

«Sei lo scrittore! Davanti al Cerchi di fumo poco fa, ci siamo scontrati» affermò, rincuorata dal viso conosciuto.

«Tu? Che diavoli ci facevi lì sotto?»

«Io…»

«I miei appunti, non posso perdere anche quelli dopo il taccuino!» gridò lo scrittore, accortosi delle pagine nell’acqua.

Provò a raggiungerle, ma, dopo pochi passi, inciampò contro un sasso e finì in ginocchio nella pozzanghera. L’onda provocata dal suo movimento increspò il riflesso della Luna nell’acquitrino improvvisato e i fogli galleggiarono verso la riva opposta.

Un’idea si fece largo nella mente di Cecilia, ma non poteva essere vera, quante probabilità c’erano che quello fosse il suo:

«Charlie?»

[Black hole sun]

Mi scuso per il ritardo, questo racconto doveva finire da un pezzo... anyway, Charlie e Cecilia si sono incontrati, ancora una volta e...

  • Arriverà il proprietario del rifugio (9%)
    9
  • Si conosceranno (82%)
    82
  • Ci sarà un veloce scambio di batutte (9%)
    9
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217 Commenti

  1. Mi sento un po’ stupido, non riesco a trovare la connessione tra Cecilia madre e figlia (se esiste una Cecilia madre). Per quanto mi riguarda, questa storia è il sogno psichedelico di un’artista durante la sua fase creativa. Delirio probabilmente dovuto al dolore del suo lutto. Per me, con quella frase finale, Cecilia è finalmente pronta a elaborare il dolore della perdita.
    Questa ovviamente è la mia personale interpretazione e la vedo bene così 🙂
    Grazie Zeta,

    a presto

  2. Hopper, De Chirico e Magritte insieme: va bene che i figli di genitori talentuosi ereditano di grandi doti (i miei pargoli, infatti, sono quasi dei geni 😜), ma qui eccediamo.
    E credo che in Italia non si possa dare il proprio nome ai figli… no, era solo per cominciare rompendoti le scatole: delizioso, Gabriele, c’è tutto senza mettere troppo. La storia di Charlie e Cécilia ognuno se la racconta come vuole, sapendo che hanno dato vita a una creatura sensibile e talentuosa. E un po’ complicata come sua madre.
    Bello bello bello.
    L’arte di De Chirico è una delle passioni viscerali della mia vita: i suoi Ettore e Andromaca, in tutte le loro innumerevoli versioni… ah, meraviglia.
    Ciao

    P.S. Direi che La condition humaine potrebbe essere l’immagine, il filo conduttore, l’ispirazione e la trama di questo racconto… una finestra sul cortile senza delitti 🙂

  3. Ciao Gabriele,
    Lo sapevo che avresti concluso con garbo e con un dipinto… il tuo quadro a me risulta perfetto. Il tuo racconto mi è piaciuto fin dalla prima riga e sono felice di aver seguito la tua storia, perché ho avuto modo di leggere qualcosa di bello.
    Io adoro i colpi di scena e i finali ad effetto, perciò ti rinnovo i complimenti! Bravo, spero di leggere presto un tuo nuovo racconto!

    • Lo hai capito dal mio precedente commento che avrei terminato con un dipinto o perché cito pittori appena posso 🙂
      Sono contento che hai apprezzato la sorpresa finale, in un racconto privo di colpi di scena mi sembrava carino.
      Grazie di aver seguito il racconto, i tuoi commenti sono stati fonte di ispirazione 😉

  4. La figlia di Cecilia si chiama Cecilia?
    Perché hai usato due donne? Cioè, dov’è tematico che fossero lesbiche in una storia il cui tema era un altro? La conclusione col quadro che immortala la storia che finora abbiamo è bellissima, mi è molto piaciuto l’espediente narrativo. Peccato per “dubbio” che mi hai scatenato col finale…

  5. A volte l’attesa viene ripagata….
    Ciao Gabriele, purtroppo l’ultimo mese è stato per me denso di emergenze… e arrivederci scrittura&lettura. Pensavo a tutte le storie in corso e alla mia… Pazienza, mi dicevo, arriverà il momento buono. E che bello, adesso, leggere il tuo finale con la pioggia che si fa sentire fuori dalla finestra.
    Confermo quello che già avevo scritto in un commento precedente. La tua storia mi ha fatto proprio bene.
    Alla fine l’uomo con cui si scontra Cecilia è proprio Charlie. Lo desideravo così tanto che avevo scambiato per certezza quello che in realtà non avevi ancora svelato.
    Complimenti Gabriele, hai mantenuto un’atmosfera delicata e poetica dall’inizio alla fine. In fondo da un grande dolore può nascere qualcosa di molto buono e profondo. E tu l’hai dimostrato.
    Spero di rileggerti presto. Buona serata 🙂

  6. Ciao, Gabriele.

    Allora, premetto che cerco di non leggere i commenti degli altri ma l’occhio mi è caduto, aggiungo che leggendo non mi sono affatto accorto dell’apostrofo galeotto e concludo che non sono affatto d’accordo sul fatto che il finale sia in tono minore.
    (Se poi si intende in tono minore per un apostrofo in più non potrei essere più in disaccordo).
    Al contrario, il finale mi pare la degna conclusione, o forse la conclusione naturale, di una storia delicata e poetica.
    MI fai scervellare con quel “epimero”, ancora mi chiedo quale significato preferire tra quelli che il vocabolario Treccani mi propone. Io sarei per il significato “chimico”: epimeri sono Cecilia e Charlie, anime affini con un insignificante atomo in posizione diversa. Epimero è la giovane Cecilia, un rimescolamento di geni che riassume in sé le qualità (e – fai intuire – anche qualche difetto) di entrambi i genitori.
    Mi è piaciuto.
    Vorrei aggiungere che ho avuto l’impressione che la tua scrittura si sia ulteriormente affinata, raggiungendo un’efficacia e un’eleganza che non ha molti paragoni qui dentro. Perché non è solo tecnica, sterile manierismo. Insomma, per rimanere nell’ambito del racconto: io posso impostare il diaframma per avere la giusta profondità di campo, comporre la scena seguendo la regola dei terzi, sincronizzare il flash sulla seconda tendina 😀 e fare un sacco di cose che ho letto nei libri di fotografia.
    Ma alla fine, è la sensibilità del fotografo che trasforma un’immagine in un’opera d’arte. Tu, a mio parere, hai una sensibilità rara.
    Il resto sono sensazioni, emozioni, poesia, quelle che ci hai voluto regalare con questo bel racconto.
    Complimenti, una volta di più.

    Ciao, a presto

    • Non trovo sia in tono minore, a parte l’erroraccio dell’apostrofo, se avesse vinto la mattina dopo o la notte, l’epilogo sarebbe stato diverso 😉
      E Cecilia è il suo secondo nome, l’ha deciso Charlie dopo che… ma questa è un’altra storia 🙂
      Grazie Napo

  7. Ciao,
    Ora che conosco Richard Tuschman e i suoi lavori, nella mia testa prendono vita immagini chiare delle scene che descrivi con tanta maestria, almeno di quelle che coinvolgono i due personaggi.
    Trovo che la pioggia sia poetica, perfetta per fare da scenografia a questo racconto, credo che tu abbia mescolato ad arte i colori e le sfumature giuste per creare un quadro perfetto.
    Alla prossima.
    Io vorrei dare una sbirciatina al futuro.

    • Mi piacerebbe sapere dipingere ma sono negato, quindi provo con la scrittura a creare quadri… perfetti? Non ne sono sicuro, mi auguro siano almeno coinvolgenti.
      Grazie, anche per il suggerimento, leggendo il tuo commento su Tuschman ho avuto l’epifania sul diorama in pezzi 😉

  8. Un salto nel futuro.
    Perché questo racconto è un esperimento per te? Comunque direi che è riuscito, no?
    A me fin qui è piaciuto, a parte lo scivolone – ma è solo il mio gusto personale – su Charlie che deve finire il suo “libro”: qui è pieno di racconti dove prima o poi spunta un personaggio che scrive. Sarebbe stato bello se tu avessi fatto dire a Charlie che le poesie voleva tenerle per sé.

    • Sì, tutto sommato l’esperimento, che consisteva nell’avere solo il protagonista in scena senza nessuno con cui parlare, è riuscito, ho anche avuto un discreto numero di lettori visti gli argomenti e i modi nei quali sono trattati.
      Se Charlie tenesse le poesie per sé, non smetterebbe di fare la statua 😉
      Grazie Napo

  9. Rieccomi, Gabriele. Ho votato perché si conoscano.
    Be’, se tu individui una frase poetica nel mio finale, io cosa dovrei fare? Sottolineare il tuo capitolo per intero? Mi è piaciuto molto. La situazione, le frasi del taccuino (una di esse pare pennellare una versione post-apocalittica del Piccolo Principe 😀 ), profonde, suggestive… poetiche, appunto.
    Toglierei solo una cosa, quel “dopo il taccuino”, perché dal seguito ci potremmo arrivare anche da soli. Ma lo sai, io spesso non mi faccio capire abbastanza 😀
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

  10. Siamo quasi alla fine, è ora che si conoscono, tanto più che fin dall’inizio Charlie è la ola persona che sembra interessare Cecilia, anche nella sua autoreclusione ed esclusione dal mondo.
    Bellissima la versione di Black Hole Sun, non la conoscevo, diversa ma suggestiva.
    trovo che l’effetto dello spray al peperoncino si dissipino in fretta, sul povero Charlie, ma è solo una quisquilia da psicotica del verosimile 🙂

    • Non sappiamo se Charlie sia stato colpito in pieno o solo di striscio o se è riuscito a ripararsi in qualche modo, il punto di vista è quello di Cecilia e lei ha gli occhi chiusi quando usa lo spray. E così si conclude la mia arringa 🙂 😀
      Tornando seri, hai ragione, è un punto debole, avrei potuto allungare la cecità di Charlie e sfruttarla per fare compiere a Cecilia un’ulteriore passo in avanti.
      Grazie Maré

  11. Per coerenza col mio commento precedente ho votato per il proprietario del rifugio, però va bene anche l’opzione che sta vincendo. D’altra parte adesso Cecilia è ormai in mare aperto, e non ha molti appigli su cui ancorarsi, tanto vale che si conoscano meglio in maniera diretta.
    Il racconto deve finire quando decide di finire, non sei tu a comandare in questi casi.
    Ciao Zeta,

    a presto

  12. Ciao Gabriele.
    Io voto per la conoscenza tra i due. Immagino che Cecilia abbia bisogno di una figura positiva per evadere dalla sua condizione di reclusa o almeno di dividerla con qualcuno, e chi meglio di Charlie, con le sue considerazioni sulla vita e sulle persone che lo guardano, come fa lei, d’altronde, dalla sua finestra.
    Alla prossima.
    Grazie alla tua immagine del profilo ho scoperto le opere di i Richard Tuschman. Non so molto di arte e pittura ma mi piace Hopper, ho scritto due racconti che in qualche modo hanno a che fare con i suoi dipinti, quindi grazie ?

  13. Ciao Gabriele,
    non preoccuparti (mi riferisco alle scuse) d’altra parte siamo persone, oltre che vaghe ed indistinte presenze scrittrici sul sito, e quindi capita a tutti di avere dei problemi 😉
    Mi è piaciuto l’episodio, soprattutto il pudore di Cecilia ad entrare nell’intimo di un’altra persona leggendone gli appunti.
    Io ho votato per la conoscenza, visto che ormai il ghiaccio è rotto, soprattutto per Cecilia…nel senso che ha visto più volte Charlie da lontano, si è scontrata con lui anche se non l’aveva ancora riconosciuto, e poi ha dato una sbirciatina ai suoi pensieri…e quindi non ha esattamente a che fare con una persona del tutto sconosciuta che potrebbe destabilizzarla.
    Un saluto 😉

  14. Molto molto ben scritto! 🙂

    Mi piacerebbe che arrivasse il proprietario del rifugio, ma con solo due capitoli forse è il caso di dirigersi verso il finale: si conosceranno 😉

    Ciao 🙂
    PS: se poi ci riesci, fallo comunque arrivare il proprietario del rifugio 😉

  15. Un veloce scambio di battute.
    Che dire? Un episodio efficace, ben scritto come ormai ci aspettiamo da te.
    La cosa che m’intriga di più stavolta però è quel “questo racconto doveva finire da un pezzo”. Non devi darmi spiegazioni, non voglio entrare nel tuo privato, ma mi piace pensare che anche a te sia venuta un’improvvisa voglia di fuggire. E mi sento in sintonia.

  16. Ciao Gabriele,
    mi sta piacendo molto quest’ultima avventura di Cecilia, di nuovo la vita che arriva per lei, a regalarle momenti di imprevedibilità 😉
    Ho apprezzato soprattutto la frase “Vedere le cose da una prospettiva diversa le sconvolgeva, ora ne era consapevole.”…a volte occorre davvero vedere le cose da un’angolatura diversa …mi ricorda L’attimo Fuggente, quando Robin Williams esorta i suoi alunni a salire sui banchi (spero di aver fatto una citazione corretta, saranno 25 anni almeno che non vedo quel film).
    Concludo dicendo che trovo il tuo stile molto ricercato, poetico…le tue righe sono come una strada in cui trovi sempre qualcosa ad ogni angolo che svolti…per questo cerco sempre di leggere con molta attenzione…
    Ah, dimenticavo, diciamo per la prossima..una sbirciatina poi interrotta…
    Buona serata!!!

  17. Ciao, Gabriele. Ho votato che inizia e viene interrotta. I tuoi capitoli sono così intensi, poetici, lasciano il segno. Mi dici sempre che sono troppo buono, e solo per questo ti dico cosa mi ha lasciato un attimo perplesso: la “paralisi del sonno durante la veglia”, ha l’aria di essere rimasta come le vestigia, il riassunto, di una parte che non può starci per il poco spazio. Dice troppo (hai già scritto che è paralizzata, perché associarlo a uno strano disturbo?) e troppo poco (associ la paralisi a uno strano disturbo. Perché, cos’altro vuoi farci sapere? Ipocondria di Cecilia? Episodi psichiatrici? Niente?).
    Però non fraintendermi: il capitolo ha un’espressività rara e tu sei semplicemente bravissimo. Ciao, buona domenica e buona settimana.

    • Critica puntuale e sulla quale concordo, all’inizio voleva essere una similitudine, ma non mi piaceva e ho usato la forma del pensiero. Se avessi mostrato dei sintomi quando si addormenta sul pavimento dell’appartamento allora adesso avrebbe più senso, stesso ragionamento vale per il temporale, avrei potuto suggerirlo mentre Cecilia garda la TV… ci ho pensato dopo 🙂
      Grazie, in particolar modo per aver espresso le tue perplessità 😉

  18. Cecilia legge ma è interrotta da qualcosa (o qualcuno?).
    Bellissimo anche questo capitolo, mi è sembrato senza tempo come la fotografia. La pioggia, il buio e poi una macchia blu e i pensieri di Charlie sono salvi. Ottima anche la chiusura, non più visiva, ma tattile. Sei uno dei pochi autori che sfrutta tutte le sfaccettature dei sensi umani, per questo, quando scrivi, è come camminare in un luogo inusuale, eppure riconoscere tutto. Una bella sensazione. Bravissimo.

    • Cerco solo di applicare quello che ho letto 😉
      Mi piace usare più sensi possibili quando scrivo e sono contento che si noti e sopratutto che funzioni. Quando cammina per strada ogni tanto ho la sensazione di essere un un luogo inusuale e riconoscere tutto 🙂
      Grazie, alla prossima

  19. Ciao Gabriele! A ogni nuovo capitolo la tua storia mi piace sempre più. Bella, bellissima! Cecilia e Charlie, che bei personaggi. Vero che s’incontreranno di nuovo? Ho votato per l’arrivo di qualcuno… e spero che questo qualcuno sia Charlie, non il “proprietario” del rifugio 😉

    “Vedere le cose da una prospettiva diversa la sconvolgeva…”
    🙂

    A presto!

  20. Ciao Gabriele,
    Quanta poesia nelle tue parole! Che bello questo tuo racconto. Armonico in ogni aspetto, ruota come la gonna variopinta di una ballerina in un carillon e suona note dolci, delle canzoni che accompagnano la lettura, e mostra luci e ombre di una vita che sta esaurendosi nell’ombra, in attesa che qualcosa accada per riportarla alla vita.
    Io voto la pioggia e il non ritrovamento del l’agenda o del triangolo.
    Aspetto il prossimo capitolo!

  21. Ciao Gabriele, il capitolo è così delicato e magico che mi sono commossa. Grazie per averlo scritto, mi ha colpito moltissimo.
    Sarà che Cecilia mi piaceva già dalle prime righe del racconto, sarà l’atmosfera che hai creato, sarà che non c’è una virgola fuori posto… questa storia mi sta facendo bene.
    A presto!

  22. Rieccomi, Gabriele. Sono troppo “buonista” se voto per l’agenda blu?
    Mi sembra giusto che la trovi!
    Il capitolo mi è piaciuto tanto. La frase “… con la magia che l’assenza di tempo degli istanti donava a cose e persone” potrebbe entrare in un trattato di filiosofia o di fotografia 🙂
    E poi il seguito, la caduta al rallentatore, l’immagine dei fogli congelati in aria, a richiamare il concetto precedente.
    Bello e poetico.
    Ciao, bravissimo, buona giornata!

    • Se posso scegliere, di fotografia, nella speranza di finire sotto la foto in bianco e nero di una sedia, postata su instagram da una giovane aspirante modella/fotografa al primo anno… ma sono solo sogni 🙂
      Buonista lo sei nei miei confronti, grazie davvero 😉

  23. Ciao Gabriele,
    ho optato per l’agenda perchè anch’io non ricordo il triangolo ;-(
    E poi l’agenda mi ha intrigato fin da subito… mi piace che Cecilia si stia finalmente lasciando andare… piano piano…mi è piaciuto il particolare della goccia di pioggia che cade proprio sulla lettera C, e la scioglie 😉

  24. Anch’io non ricordo niente né del triangolo né dell’agenda blu e quindi la voto 😉

    Il capitolo mi è piaciuto molto, in particolare questa frase:
    —————————-
    “La vita è come un labirinto, ci accontentiamo di vicoli ciechi perché abbiamo dimenticato l’esistenza di un’uscita.”
    —————————
    Qui è riassunta la vita di Cecilia 😉

    Ciao 🙂

  25. Trova l’agenda blu e ti ho mandato in paro le scelte 🙂
    Un altro bellissimo pezzo, ho apprezzato molto la poesia che ritroviamo nella parte iniziale in corsivo e più in generale il tuo stile che è unico nel suo genere.
    “Eppure camminava senza staccare gli occhi dal vento”; adoro il modo con cui guardi alle cose e questo non si imparara certo sui banchi di scuola. O c’è o non c’è. Complimenti per la scelta delle parole, delle pause e della trama sempre più avvincente. A presto.

  26. Vedo che hai trovato la nave per solcare l’alto mare, una superba nave: bellissimo capitolo, quasi sublime. Io dico che non trova l’agenda perché Charlie è l’uomo con cui si è scontrata e l’agenda erano le pagine strappate.
    Il resto te lo scrivo in privato appena ho dieci minuti calmi. Caspita, come scrivi bene, Z.!

  27. Molto bello questo capitolo, soprattutto all’inizio dove hai usato una prosa poetica – e non mi riferisco alla citazione della Merini – che non è da tutti (né come autori né come lettori).
    Però ti confesso che mi sono un po’ perso sul triangolo blu, forse perché ho dimenticato qualche dettaglio dei precedenti capitoli, visto che pubblichi a distanza di due settimane.
    Se non mi ritrovo io, dico che anche Cecilia non trova nulla. E piove pure.

  28. Rieccomi, Gabriele. Ho votato che fa un incontro inaspettato.
    Molto bello. La discesa delle scale mi ha fatto pensare che Cecilia la vivesse come una discesa agli inferi, il Girone dei Mangiatori di Acciughe, il Girone dei Consumatori d’Aglio, e poi Cerbero 😀
    E poi, che dirti, mi piace il ritratto di Cecilia è accurato, intimo, coinvolgente.
    Basta
    Ciao, tu auguro un ottimo weekend

  29. Meraviglioso.
    Domani mattina la sveglia suona presto, ma vale la pena addormentarsi tardi per leggere un capitolo così.
    Bellissima la descrizione dei vari piani della palazzina scandita dai profumi.
    E poi…
    “… fece un passo in avanti, piccolo per l’umanità, grande per lei”.
    C’era modo migliore per descrivere la fatica di Cecilia?
    L’aria fredda mossa dall’auto l’ho sentita pure io sulle guance.
    Complimenti!
    “…vedrò la storia sottosopra…”.
    A presto 😉

  30. Ciao Gabriele,
    mi sono appena resa conto che l’incontro inaspettato ti ha messo in parità!
    Però mi piaceva l’idea…qualcosa che la obbligasse all’improvviso a conrfontarsi con quel mondo che rifugge.
    Mi è piaciuta l’esperienza olfattiva della discesa delle scale del condominio, molto simpatica 🙂
    Buona notte!

  31. Il bar\tabacchi è chiuso…
    Non è Cecilia ad essere in quarantena, ma il mondo che la circonda come se potesse infettarla con la vita, da cui lei si tiene alla larga barricandosi tra mura asettiche, prive di odori o rumori. Luci e canzoni sono le uniche cose che tollera, forse perché l’aiutano a isolarsi nel suo mondo… che perfetto però non è, dal momento che desidera una famiglia numerosa. Questo desiderio irrealizzato l’ha portata a ” non vivere”?
    La tua bravura non si smentisce mai.

  32. Avevo pensato di votare un incontro inaspettato, poi ho pensato che sarebbe stato quasi banale, per cui ho virato verso il bar tabacchi chiuso. Non ce l’ho con Cecilia ma, da fumatore quale sono, so bene cos’è disposto ad affrontare chi rimane senza sigarette. Sono sadico? Forse un po si, ma vorrei vedere cosa escogita la nostra protagonista.
    Davvero tragicomica la discesa dall’ottavo piano. Ero con Cecilia, tuttavia io avrei affrontato il cane a muso duro…no…non è vero, sarei fuggito anch’io a gambe levate 😉
    Bravissimo, Gabriele, ti aspetto per il prossimo, ciao.

  33. Ciao Zeta,
    incontro inaspettato, scontato forse, ma credo sia l’approccio più diretto. Ho pensato che se la tabaccheria fosse stata chiusa avrebbe comunque incontrato qualcosa o qualcuno.
    Ho letto un paio di commenti qua sotto, concordo con bef riguardo la critica, era un po’ fuori luogo.
    Concordo in parte con Ale riguardo le scale. Percepire i suoni e gli odori durante la discesa delle scale è una cosa che mi ha sempre affascinato. Io l’ho letta in parte come cosa positiva, fino all’arrivo del cane ringhioso almeno. I beagle sono così cattivi? Non credevo.
    Sono sempre più empatico con la nostra protagonista, deve essere il mio lato asociale che ogni tanto viene fuori 🙂

    • Non lo sapevi? Nella scala dell’aggressività i Beagle sono secondi solo ai Pitbull ahahah l’unico motivo per il quale ho usato quella razza è che Snoopy è un Beagle 😉
      L’ironia non era voluta e la frase di Neil voleva essere una semplice constatazione, in una eventuale edizione futura la toglierò di sicuro.
      Tutti hanno un lato anti sociale, chi più chi meno, contavo su quello 🙂
      Ciao e grazie

  34. Escludo il tabacchi aperto perchè non c’è trama a ottenere quel che si vuole. Escludo anche l’incontro inaspettato perchè è troppo facile cambiare grazie a un cambiamento. ( sono sicura che hai capito) invece voto per il tabacchi chiuso, perchè non c’è niente di meglio che ottenere un cambiamento grazie a un ostacolo che crea ulteriore conflitto.
    Parliamo poi dell’episodio:
    per affrontare le sue paure la metti davanti a un desiderio che crea contrasto: lei vuole le sigarette ma ha paura della gente. Però non può stare senza fumare. Il desiderio di fumare supera la fobia della gente ed eccola per strada. Ora l’autore dovrà complicarle la vita, altrimenti la battaglia sarà stata vinta per uno stupido pacchetto di sigarette e – sappiamo entrambi – se basta così poco per vincere una paura…
    Molto bravo a mostrare la vita che lei non vive attraverso suoni e odori sprigionati nei pianerottoli dalle porte dei condomini, l’ho trovato bellissimo e vivido. Anche se avresti dovuto renderlo tematico: lei non scende, lei sale. Man mano che sale ascolta e sente e annusa, magari per arrivare in cima all’edificio perchè deve osservare qualcosa, ma comunque queste scelte narrative di solito portano il personaggio a interrogarsi sulle scelte che non sa fare e alla sua crescita, al suo arco, per questo di solito si sale, non si scende. Altrimenti sembra che l’autore mandi il messaggio inverso: quello che lei evita – cibo, musica, vita sociale – è un modo per affondare, quindi meglio ciò che fa lei:l’isolamento. Se invece quel percorso lo avesse fatto salendo in alto, l’autore ci avrebbe detto che quello è vivere, è lì che la protagonista deve arrivare. Sempre che il mondo in cui siamo sia un mondo buono, se il tuo non è un mondo equo ma ci metterà davanti a una serie di ingiustizie allora hai fatto bene a farle scoprire una realtà in discesa. Bravissimo.

      • No, Gabriele, il tuo lavoro è ottimo e il passaggio che ti ho sottolineato non confonde nessuno, nemmeno un lettore. Si tratta di un cavillo tecnico che per te che studi la tecnica è bene indagare e mi sono permessa di fartelo notare. Ma puoi ignorarlo tranquillamente. Non te lo avrei detto se non fossi già arrivato a MC Kee. 😉

  35. Povera Cecilia, mi sento in colpa ma mi sono immaginata il tabacchi chiuso fin dall’inizio della sua eroica sortita.
    La vestizione/preparazione è resa benissimo (mi hai quasi dato i brividi: con le dovute proporzioni mi ci sono riconosciuta: soldi: check!, chiavi: check!, telefono: check!, gas: chiuso! Dici che devo preoccuparmi?! XD) e l’esplorazione visivo/sonora/olfattiva delle scale aggiunge una nuova dimensione alle tue atmosfere sempre così cinematografiche. Che te devo dire? Bellissimo!
    Ciao

    P.S. La cosa del piccolo passo per l’umanità eccetera io l’avrei omesso: mi ha fatto sorridere, ma proprio per quello non l’avrei messo. Per Cecilia è una sofferenza reale uscire dalla porta, quel piccolo tocco ironico secondo me stona. Hai visto che faccio anche delle critiche ogni tanto?

  36. Un altro bel capitolo che conferma quanto tu sia bravo. Oltre alle descrizioni poetiche a cui mi hai abituata (a proposito, cito quella sui lampioni che è meravigliosa: “i boccioli di luce dei lampioni crepuscolari germogliavano), ho particolarmente apprezzato l’idea di sfruttare gli odori e i suoni per delineare i pianerottoli. Mi piace molto il tuo stile, non a caso questo è uno dei quattro racconti che continuo a seguire until the end.
    Scelta: arriva ai “Cerchi di fumo”.

  37. Bello, bello davvero. Per i miei gusti, questo è il miglior racconto che sto leggendo qui su TI (e lo so, gli altri se ne avranno a male). Se proprio dovessi farti un appunto, potrei dire che un po’ troppo ricco di citazioni che distraggono il lettore. Personalmente preferisco rimanere concentrato sulla tua prosa.
    Vorrei vedere come reagirebbe Cecilia a un incontro inatteso.

    • Il miglior racconto, grazie, non ti sei esposto poco 🙂
      Leggendoti non avrei pensato di incontrare i tuoi gusti, forse ho un pubblico più ampio di quello che penso…
      Concordo a pieno sulle citazioni, è un po’ come fare l’occhiolino… devo farci più attenzione.

  38. Mi stavo perdendo questo tuo racconto, perché lo hai iniziato quando ero in ferie e la notifica chissà dov’è finita. Sarebbe stato un peccato perderlo. Bellissimo.
    Peccato che, salvo poche eccezioni, ritrovo qui i “soliti noti”: stiamo diventando una specie di circolo chiuso, invece questo racconto meriterebbe una platea ampia di lettori puri.
    Ora ti faccio una richiesta che potrà sembrarti assurda, ma ti prego di assecondarmi. Non leggere il mio nuovo racconto, mi saprebbe troppo di voto di scambio.
    Quanto all’opzione da scegliere, mi è venuto spontaneo pensare che Cecilia aspetti la notte per andare a comprare le sigarette in un distributore automatico.

    • E io che pensavo non ti piacesse ahahah comunque non sei troppo in ritardo, è una storia che evolve piano.
      Onestamente la tua mi sembra una richiesta assurda, non basta limitarmi a non commentare 😀
      Ti ringrazio per i complimenti, mi basterebbe anche una piccola platea di lettori puri 😉

  39. Andiamo subito a comprarle! Magari incontra Snoopy 😛

    Scherzi a parte il capitolo è stato molto interessante e la “vecchia” Cecilia sembra iniziare a risvegliarsi… eh, il potere dei ricordi: fanno male, fanno piangere ma possono guarire; che sia perché le lacrime lavano via il dolore o che sia perché la scossa sprona, quando una valanga di ricordi riemerge, tutto cambia… magari non subito, il tempo di superare lo shock iniziale, ma qualcosa si muove…

    Ora che ho fatto il psicanalista da due soldi, dico che, secondo me, il gatto proiettore (bellissima immagine) come Snoopy hanno un qualche ruolo chiave. E l’agenda blu? Beh, ancora non è comparsa, ma son certo che sarà la “leva” finale 🙂

    Ciao 🙂

  40. Ci sono delle descrizioni molto belle nel tuo racconto. Parto da quella poetica: “L’odore dell’erba tagliata esalta le note dolci della resina.” passando per quella cinematografica: “aprì il rubinetto, raccolse i capelli con entrambe le mani e avvicinò le labbra al getto d’acqua.”. Sembra di vederla. Molto bravo.
    Il tuo è un racconto molto particolare, ci sono atmosfere sospese e come ti ha fatto notare qualcuno, è claustofobico perché c’è un personaggio intrappolato dentro se stesso. Originale e speciale, ti faccio i miei complimenti e continuo a seguirti.
    PS = ho votato per le sigarette con l’obbligo di seguire determinate regole. Ciao!

  41. Ciao Gabriele,
    mi dispiace aver perso una puntata, l’ho recuperata insieme all’ultima.
    Mi è piaciuto moltissimo il racconto del sogno, veramente suggestivo (il gatto che proietta il film un tocco di classe, come le foto che cadono giù dal cielo).
    Molto interessante anche la scelta di passare dalla terza persona del narratore alla prima persona della stessa Cecilia, mi è piaciuta!
    Io direi che andiamo a comprarle le sigarette, ma ci sono orari e regole stabilite….troppo semplice uscire di botto, così, dopo che anche in casa si muove seguendo le fughe delle piastrelle….(mi ha ricordato un po’ Jack Nicholson in «Qualcosa è cambiato», anche se lì lui evitava di pestare le righe tra le mattonelle, se non mi sbaglio.).
    Ciao!
    Ps: Ah, dimenticavo, mi è piaciuta molto la frase «Calligrafia e arte della spada si somigliano, nascono dall’armonia tra la forza del polso e il sentimento del cuore.»

    • Il gatto è un’idea mia, la frase no, è del film Hero, quello a cui pensa Cecilia quando legge il suo nome sulla lettera, nel sogno il suo incoscio rimarca il concetto “Matteo è sincero” mettendo in bocca al fattorino quelle parole. Mentre la fuga delle piastrelle è autobiografica 🙂
      Grazie Artelisa, alla prossima

  42. Deve andare a comprarle, ma immagino debba rispettare vincoli e regole auto imposte.
    Cominciamo dal Campiello? 😉
    Mi piace la dicotomia tra la Cecilia attuale e quella di prima e sono curiosa dell’agenda blu. L’importanza dei dettagli è decisamente una delle più affascinanti caratteristiche della tua scrittura. Mi piace molto.
    Ho apprezzato (non so se sia un verbo indicato ma tant’è) il passaggio della TV e il contrasto tra l’agiografia e il cordoglio per ogni vittima europea e l’anonimato degli innominabili morti extra-occidente, ridotti a numeri in sovrimpressione.
    Ciao, Z.

    • Ho voluto riprendere la dicotomia grazie a un tuo commento precedente, mi sono detto che poteva essere una situazione interessante da esplorare 😉
      Sono contento che la parte del telegiornale riscuota successo, sono stato indeciso se inserirla fino all’ultimo…
      Ciao e grazie

      P.s.
      Sto preparando il discorso per la premiazione 😀

  43. Buongiorno Zeta,
    la nostra protagonista è sicuramente compulsiva, però non al punto da terminare le sigarette senza rendersene conto, a quanto a pare.
    Certo, le ultime vicissitudini avranno sicuramente aumentato i suoi livelli di stress, quindi potrebbe essersi resa conto troppo tardi di averle finite.
    A questo punto però le regole non valgono più, quindi uscirà al più presto.
    Inutile ripetere quanto io adori l’atmosfera di questo racconto.
    Ciao,

    a presto

    • Ciao Fue, mi è capitato di essere in giro, non comprare le sigarette convinto di averle a casa e poi non c’erano, e non ero sotto stress come Cecilia, però posso capire che sembri forzato… forse nel prossimo capitolo aggiungo una spiegazione, se riesco a trovarla 🙂
      Grazie e a presto

  44. Scusa per il 50 e 50… ma andiamo a comprarle e basta… quando si è in astinenza non ci sono regole, nemmeno per una piena di fobie. Credo.
    Dopo aver votato si esprime un parere. Lo sai, a volte – come adesso – mi costa. Vorrei votare e basta e poi restare in silenzio. Ma se lo faccio interpreti la cosa come segno negativo. Allora ti dico qualcosa di banale: bellissimo. Non è così che l’ho sentito, leggendolo, ma non so esprimerti la verità.

    • Tu che non riesci a esprimere la verità? Devo preoccuparmi? 🙂
      Scherzo, perché non so cosa rispondere… ti dico semplicemente grazie per aver commentato, a volte i silenzi dal vivo sono carichi di parole, ma certe sfumature è difficile coglierle dietro uno schermo 😉

  45. Andiamo a comprarle, ma ci sono orari e regole da rispettare per uscire… credo che Cecilia abbia una sorta di rituale da seguire prima di schiodarsi da casa.
    Un capitolo poetico, come la poesia a cui fa riferimento il titolo, ma non mi riferisco solo alle citazioni (Le luci della città, tanto per citarne una), ma allo stile di scrittura, il tuo, a cui credo che non mi abituerò mai, sempre sorprendente, ricco di metafore che fanno sognare (Le stelle smorzano la loro intensità a favore delle cugine sullo schermo) o riflettere (I venditori di paure dei canali all–news)… il Nobel è troppo, un “bravo” è troppo poco… che mi resta da dire? Magistrale… e pur questo non basta 😉

  46. Subito a comprarle…di corsa!
    La scorta segreta l’avrebbe già trovata, e quando hai voglia di fumare al diavolo regole e orari, ne so qualcosa purtroppo 🙁
    Altro bel capitolo Gabriele, scrivi davvero molto bene, senza sbavature e con la consapevolezza di chi sa appunto scrivere. Al prossimo 😉

  47. Rieccomi, Gabriele. Ho votato perché vada a comprarle, ma visto che dubito che riesca a farlo a cuor leggero, seguendo regole e orari.
    Quattro capitoli dal sapore amaro, profondi, intimi,sei bravissimo nel mostrare ossessioni e paure di Cecilia, ma la parte che trovo più affascinante è ciò che rimane subliminale, in penombra, solo intuito. Snoopy e il gatto proiettore, semplicemente fantastico…
    Ciao, ti auguro un “tub” di popcorn di giorni divertenti 😀

  48. Data l’atmosfera del sogno direi cinema, una cosa tipo La Rosa purpurea del Cairo.
    Delle citazioni ho riconosciuto solo Nanni Moretti e la sua vespa, ho adorato l’immagine del pacco bomba e le sue schegge di memoria, anzi tutto il paragrafo sul tempo, la sua percezione e il suo “peso”. Geniale, questa volta te lo dico.

    • Woody Allen è un dei miei registi preferiti, ma il capitolo è pronto e ho scelto un film molto diverso 🙂
      Pensa che quel paragrafo è una delle poche parti che non ho modificato, fosse sempre così sarebbe tutto molto più semplice.
      Grazie Maré, di ‘sto passo al decimo capitolo mi candidi al Nobel 😀

    • Bellisimo il film che citi, ma non è quello… il terzo è Tre uomini e una gamba, il bar in Costa Rica 🙂
      Ci sarebbe anche una citazione indiretta, la canzone di Bjork chiude Dancer in the Dark di Lars Von Trier 😉
      Sì, si tratta di un sogno, quindi la confusione tra immagini diverse è voluta, comunque vorrei limitarne l’uso a questo e al prossimo capitolo, non di più, mi sembrava un modo per sondare meglio la psicologia di Cecilia.
      Grazie Anna

    • Ma se non vuoi camminare per il museo o la mostra ti posso noleggiare uno di quegli scooter elettrici ahahah
      Le citazioni in realtà sono quattro, ma se qualcuno le trovasse sarei molto stupito 🙂
      una è quella che ho scritto nella risposta ad Ale qui sotto, un’altra è nel titolo, tratto da “Hero”, racconta la storia del primo imperatore delle Cina, un film eccezionale sotto molti punti di vista.
      Grazie, a presto

  49. Ciao Gabriele, il sogno continua in un museo, e credimi non l’ho scelto a caso.
    Un sogno con Snoopy?
    E Spinaceto come ti è venuto, ci sei stato? … Roma è un cumulo di polveri sottili depositate su luoghi anneriti prima da quelle che dal tempo, è vero.

  50. Bellissimo capitolo!
    Ciao Gabriele, bravo! L’immagine con cui hai chiuso l’episodio è toccante: ha proprio il profumo della neve che scende, imbianca e “pulisce” 🙂
    Ho scelto il cimema… dove si può stare seduti comodi mentre le immagini sfilano davanti a te.
    A presto.

  51. Gabriele, bentornato!

    Scusa il ritardo, inevitabilmente a non avere storie attive si bazzica meno il sito.
    Ho un unico appunto a questi due capitoli veramente belli, scorrevoli, espressivi. E non è la considerazione che ci hai fatto aspettare troppo prima di tornare 🙂
    È… il nome della protagonista! Cavoli, avevo un abbozzo di storia della quale la cosa che mi piaceva di più era il nome della protagonista. Cecilia, appunto. E tu, cosa mi fai? Usi questo stesso nome? 😀
    Ah ah, beh, la mia Cecilia non era un granché, tanto che ho proprio mollato il tentativo. Quando ho letto della tua Cecilia, so che è una scemenza, ma l’ho sentita ‘vicina’ anche per questo motivo.
    Tra l’altro, scrivi che ti pare di ‘scrivere sempre la stessa storia’. A me non pare, ma è la stessa sensazione che ho io con le mie storie 🙂
    Comunque, una volta di più, bravo! Sono certo che in molti, come me, abbiano sentito la tua mancanza.

    Ciao, a presto

    • Ma quale ritardo, lo sai che il tempo non esiste ahahah
      Ciao JAW, felice di riaverti tra i miei lettori, se senti Cecilia già “vicina” il mio lavoro si semplifica, anche se immagino la tua fosse molto diversa 🙂
      Sullo scrivere sempre la stessa storia, un’amica mi ha detto che una volta trovato il tuo messaggio scriverai sempre di quello, sotto diverse sfumature… però mi consola non essere l’unico ad avere quel cruccio.
      Grazie mille per i complimenti, a presto

      P.s.
      Anche le tue storie di fantascienza mancano a molti 😉

  52. Una grande prova di scrittura, stile di alto livello. Mi piacciono moltissimo i feed back che a me non riescono altrettanto bene. Ho cominciato ad amarli quando ho letto “Il paziente inglese”, ma non divaghiamo. Ci sono alcune scene che si riesce proprio a vederle, per esempio la Tshirt troppo corta che lei cerca di allungare, o la scatola misteriosa che lei fissa a lungo prima di decidersi ad aprirla. Quanto alle scelte, penso si tratti di una lettera, e fino ad ora è la scelta che va per la maggiore. Sei veramente bravo, Gabriele. Non mi stupirebbe sapere che scrivi da tanto e che hai già pubblicato diverse cose… A rileggerti.

  53. Immersivo… leggendo le tue parole sembra di essere catapultati in un mondo virtuale e di muoversi insieme a Cecilia e i pensieri sembrano scambiarsi tra la sua mente e la mia, davvero bello e carico di emozioni. Ho votato: una lettera scritta a mano.

  54. Sarò banale, ma per me una polaroid va a braccetto con una vecchia foto. E Berlino è perfetta come tappa di interrail (anche se io ne ho fatti più d’uno e da Berlino non ci sono mai passata!), ma a quanto pare non sono in molti a pensarla come me.
    Mi ero immaginata dall’incipit che la perdita dei genitori coincidesse con la fine dell’infanzia e che la Cecilia adulta avesse sempre vissuto reclusa così, invece no. Dove sarà questo Matteo? Quella donna che non le sembrava essere lei: bellissimo concetto.
    Sugli scatoloni che contengono emozioni, paradossi, gatti, te l’ho già detto (anche se “genio” era per un’altra cosa, tsé!), come per il calore delle persone. Aggiungo la parte sulla maglietta troppo corta, macchiata: perfettamente realistico, credo che chiunque sia donna, e forse non solo, e abbia ricevuto la visita improvvisa di un fattorino, rilevatore dei contatori, postino o che so io, trovandosi in tipica tenuta da “bivacco in casa squallida tanto non devo vedere nessuno” ci si possa riconoscere.
    Ma che sto ogni volta a dirti quanto mi piace leggere quello che scrivi?! 😉

    • “Credo che chiunque sia donna…” una delle sfide era usare un personaggio femminile ed essere credibile, sono felice di esserci riuscito, almeno in quel caso.
      Hai ragione, non si può continuare così, che poi non so mai come ringraziarti… al prossimo capitolo solo critiche 🙂
      Grazie Maré

      P.S.
      Forse a Berlino c’è stata con Matteo…

      • P.S. Me lo immaginavo anche io
        P.P.S.Ma non è che la tua penna artistica non sia geniale, solo che il “genio!” di ieri si riferiva all’aver notato che quella cosa sulle travi e il passato in realtà era la filosofia di tutto il racconto. Io l’avevo scritto e non ci avevo fatto caso! Ma se ti do del genio adesso quando vincerai lo Strega, che ti dirò?!! 😉

  55. Ciao Gabriele,
    Capitolo molto bello e che mi è piaciuto molto. Complimenti. Non è facile raccontare un’emozione, un dolore, una sofferenza (vabeh, hai capito quello che intendo 🙂 ) così. Non solo parole, ma soprattutto dettagli.
    Per me… Lettera scritta a mano! 🙂

    Ciao, buona serata

  56. Assolutamente lettera scritta a mano.
    ADORO.
    Bellissima canzone. Mi è piaciuta.
    L’episodio è fantastico, dico davvero. Qualcuno mi ha chiesto se sono “larga di manica” quando faccio i commenti… ma in verità ti dico (cit): nel sito gravitano mille storie, io ne commento sei. Posso essere larga di manica? ahahahah tu sei bravissimo, Gabriele.

  57. Ciao Gabriele,
    altro bel capitolo, ben scritto, ricco di sfumature suggestive come l’infanzia luminosa e le lacrime che “solcavano le guance per tuffarsi e morirle in grembo”.
    Bellissimo anche il titolo 😉
    Ti ho detto che il primo racconto (ormai già ultimato) che ho letto quando sono approdata qui è stato “Redemption”? Particolare e coinvolgente.
    Voto Snoopy, e vedo che non sono sola…l’hai messo anche sulla maglietta, avrà un suo perchè. 😉
    A presto!

    • Quanti complimenti, grazie mille!!
      Ma dai, hai letto Redemption? Sono contento ti sia piaciuto, allora sai che so scrivere anche qualcosa di più movimentato 🙂
      In realtà lo Snoopy delle opzioni è stata un’idea dell’ultimo minuto, ma se vincerà ho già in mente qualcosa 😉

  58. Ciao Gabriele,
    il tuo incipit mi è piaciuto davvero molto: hai saputo catapultarmi nella stanza di Cecilia, nella densa atmosfera dei suoi sentimenti.
    Mi è piaciuto moltissimo anche Charlot spiato alla finestra quotidianamente, e il particolare dell’agenda perduta.
    Sono davvero curiosa di seguire il prossimo capitolo.
    Ho votato qualcuno che conosce 😉

  59. L’altro giorno mi sono ritrovata a riflettere a quali autori assenti dal sito mi mancassero davvero: una era Athelas, l’altro eri tu. Bentornato Gab!
    Quanto mi piacciano le tue frasi, le tue atmosfere, i tuoi personaggi ammaccati già lo sai, quindi non mi dilungo. Io penso che non ci sia nessuno al citofono, può tornare a dedicarsi a Charlot.
    Leggendo la prima parte del tuo incipit avevo questa in testa come colonna sonora: http://www.deezer.com/track/599840

    Ciao

    P.S. Ma quindi siamo a Torino?

    • Wow, quanto mi piacciono i tuoi commenti!!
      La città doveva rimanere “la città”, e il nome Cavour è stata una scelta simbolica, ma adesso che mi hai fatto scoprire piazza Cavour a Torino… forse ci ripenso, avevo in mente qualcosa di molto simile, la prossima volta ti scrivo una mail prima di pubblicare 🙂
      Bella la canzone, non la conoscevo, ho letto la traduzione del testo e sarebbe stata una perfetta colonna sonora, io invece avevo pensato a questa, anche per il video https://www.youtube.com/watch?v=ghPcYqn0p4Y
      Grazie, grazie

      Ciao

  60. Il tuo incipit mi ha fatto pensare alla “Finestra sul cortile” 🙂
    Mi hai incuriosita molto. Molto interessante anche l’idea di inserire il personaggio “principe del cinema” muto che in un certo senso fa da specchio alla personalità di Cecilia. Sono davvero curiosa di sapere come vive Cecilia e perché si è rinchiusa. Direi il corriere per il momento. 🙂

  61. Un inizio bellissimo, descritto alla perfezione con momenti poetici e razionali allo stesso tempo. Mi è piaciuto molto. Mi ha fatto immaginare molti diversi scenari e anche riflettere. Complimenti.
    Un corriere. Seguo,ovvio.

  62. Stile molto ricercato e carico di significati. Ottime le descrizioni, frutto di una scrittura matura che riesce anche da sola a tenere bene la scena. Non succede molto nella prima parte del racconto, ma sei riuscito a rendere quel poco più che accattivante. Complimenti. Ho votato per qualcuno che conosce, anche se ero tentata dal corriere 🙂
    Ti seguo.

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