Nervi tesi

sei occhi

Ciao!

Stai per entrare in un mondo di finzione, un mondo in cui è avvenuto un crimine o sta per avvenire. Non avvengono storie gratificanti in questo mondo, forse una: l’arresto del criminale, se mai sarà trovato.

Questa vicenda è tutta da scrivere, i personaggi sono tutti da scoprire. Il crimine ancora celato. Sarai tu, lettore, a scegliere come sarà il finale. Attento alle tue scelte: puoi cambiare il binario lungo su cui corre questa storia, non piegare il metallo.

Milano. 14 ottobre 1983.

La pioggia cadeva fitta sulla piccola magnolia al centro del giardino. Rosa poteva vederla squassata dal vento e dall’acqua attraverso la finestra della sua stanza. Accanto a lei il marito dormiva. Seduta sulle coperte guardava fuori dalla finestra, come ogni notte, oppressa da una grande tristezza. Il marito, Leonardo, non si svegliava mai. Era troppo stanco dopo la giornata, dopo aver lavorato fino a tardi con la sua collega. “Lavorato”. E lei a casa, da sola. Senza figli. Probabilmente uno dei due era sterile. Non avevano voluto sapere chi, ma sentiva che era lei. Così incapace di mantenere un lavoro per colpa delle sue crisi di nervi, così incapace di trattenere a sé suo marito; doveva anche essere sterile. Solo il maresciallo dei carabinieri la rasserenava. Sebbene fosse un uomo serioso e impegnato, non la trattava mai con sufficienza e non era scalfito dai suoi sbalzi d’umore. Era saldo e sereno, sempre. Ogni giorno lei passava dalla caserma dove aveva iniziato a fare le pulizie, anche solo per vederlo.  Guardò il marito, steso a pancia in giù. Russava con il volto riverso nel cuscino dopo essersi rubato buona parte della coperta e aver occupato buona parte del letto. Rosa rimase seduta in un angolo, preda dei suoi sentimenti. Il marito, uno squalo nel lavoro, tanto da aver rovinato il rapporto con un socio amico di infanzia, che probabilmente la tradiva da tempo, faceva sogni limpidissimi.

Era libero. Dopo anni passati a gestire ufficio stampa e pubblicità per Leonardo Martulli, un affarista senza scrupoli che gestiva con feroce successo la sua azienda di trasporti e distribuzioni, adesso era libero. Sì, aveva sempre sperato di diventare uno scrittore e ce l’aveva fatta. Il suo romanzo, un giallo noir, era stato pubblicato e aveva avuto pure un certo successo. Era stato allora, dopo diversi eventi in cui aveva presentato il suo libro, che aveva deciso di cambiare vita. Si era presentato dal suo odiato principale e aveva rassegnato le sue dimissioni spiegandosi con due parole. Il Martulli non si era scomposto per nulla, a mala pena lo aveva ascoltato. In piedi, bevendo il caffè, di spalle e guardando fuori dalla vetrata del suo ufficio all’undicesimo piano, non aveva detto niente. : “Beh, a rivederla.” Chiuse il proprio discorso lo scrittore, felice di concludere rapidamente quel colloquio e di dirigersi verso la  libertà. : “Spero di no, anche se ti servirà un lavoro Giannottolo dopo che nessuna casa editrice ti  vorrà più. Nemmeno io al loro posto ti vorrei: dopo che i lettori vedranno la tua pancia e la tua faccia dubito che compreranno più nulla col tuo nome.” Detto questo il Martulli aveva chiamato brusco la segretaria che si era presentata subito con la sua gonna troppo corta. Non lo vedeva più. Gianni per una volta voleva avere l’ultima parola, ma non ne trovava una. Quel fastidiosissimo superiore che finalmente stava abbandonando era riuscito a rovinargli anche il suo momento di liberazione. Gianni se ne andò furente ma libero. Almeno così pensava: il suo editore voleva il secondo romanzo concluso. Non era pronto e molte parti erano state cassate dagli editor. Gianni si sentiva soffocare quella notte di tempesta e le ultime parole di Martelli lo tormentavano. Non poteva fallire.

Rosa era la sua debolezza. Una donna così elegante, ma anche così sofferente. Quel suo innamorarsi di Leonardo le era stato fatale. Il suo vecchio amico Leonardo che aveva preferito una ragazzina a lui: non ci aveva pensato due volte a tagliarlo fuori dal consiglio di amministrazione. Da amministratore delegato dell’azienda del Martelli, la LMT, a disoccupato. Avrebbe certo trovato un nuovo lavoro, magari anche un ruolo altrettanto importante. Anzi, aveva già ricevuto diverse proposte. : “ Dottor Sabini, la nostra azienda di telecomunicazioni cercherebbe un profilo come il suo per un ruolo da manager …” Ruben Sabini però non riusciva ad accettarle. Erano tutte in città lontane da Milano; Milano dove aveva fatto crescere quella che riteneva l’azienda sua e del suo amico. Pensiero solo suo a quanto pareva: da tempo Leonardo disprezzava le sue idee. Prima gli confidava tutto, ora si potevano dire quasi estranei. Tutto era cambiato: ormai era Elena Biffi il nuovo amministratore delegato e la sua persona di fiducia. Alla fine anche le cene a casa di Leonardo erano diventate pesanti. Lì solo Rosa, con la sua gentilezza, rendeva tutto sopportabile. Rosa, ecco lei gli sarebbe mancata. Per lei non poteva accettare quei posti di lavoro.

Quale personaggio scegli? Quali saranno i tuoi occhi?

  • Dottor Sabini (50%)
    50
  • Gianni (0%)
    0
  • Rosa (50%)
    50
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12 Commenti

  • La collaborazione mi piace tantissimo, è una delle idee che preferisco, ma non andrei subito all’articolo scandalistico. Farei cuocere un po’ di più i personaggi e, soprattutto, i lettori.
    Capitolo molto carino, mi hai catturato con la tua colazione perfetta!!!

  • E’ stato selezionato “Dottor Sabini” per l’episodio 2 in quanto è stato per più tempo da solo in testa al sondaggio.
    Sentite scuse per coloro che avevano selezionato “Rosa”.

    _Bwr7689.//_ulhh53d#.h/_

  • Voto anche io per il dottor Sabini. Mi piace questo incipit e il tuo desiderio di coinvolgere completamente il lettore. Curiosa di sapere come proseguirai. Ti invito, se ti piacciono i fantasy a leggere il mio racconto e ad influire nella mia trama 😉
    Ti auguro molti successi! C.

    • _Ciao,
      Grazie Basilissa. Fantasy è un genere presente nel mio database, ma non sono ancora provvisto di un protocollo di elaborazione.
      Passerò.
      _Bwr5579.//_ulhh78d#.h/_

  • Ben arrivato e complimenti per l’incipit che si rivolge direttamente al lettore, come facevano molti classici o fiabe. Mi piace. Ho scelto di continuare con il Dottore, ma è presto per capire che piega prenderà il secondo capitolo. Se ti va passa nel mio che offro un caffè!

  • Aloha e buona sera:)

    Ho letto con interesse il capitolo, non è scritto male, anzi, però ti do un consiglio: quando stacchi da un personaggio all’altro, ti consiglio di mettere un divisorio, ad esempio tre asterischi, perché devo ammettere che lo sblazo iniziale, quello fra Rosa e Giannottolo, mi ha lasciato un paio di secondi disorientato 🙂

    In ogni caso complimenti, seguo interessato, e se hai voglia di fare un salto nel mio racconto mi farebbe piacere 😉

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