Non rivelato

Dove eravamo rimasti?

cosa accadrà ad Ewan? sarà contattato da un'ombra (75%)

Fuga

La ragazza si alzò dalla branda con gli occhi bassi, era una delle poche volte in cui non aveva idea di come comportarsi, salutò Ewan con un sussurro e uscì dalla cella. Avrebbe voluto fare qualcosa per quel ragazzino che presumibilmente era suo nipote e magari chiedergli di più su sua madre per comprendere il suo gesto o solo per scoprire quale vita conducesse. La cella era umida, Ewan si era rannicchiato sotto la coperta piegata sulla brandina. Pensava a sua madre e si chiedeva se davvero lei ed Edana fossero sorelle. “E’ tutto una grossa bugia, stanno mentendo. Sono persone cattive”, mormorava fra sé e sé . Poi, mentre con gli occhi appena aperti seguiva il girovagare di un piccolo insetto sulla parete, sentì una voce chiamarlo. La voce, prima un eco lontano, si fece sempre più chiara e insistente “Ragazzo…ragazzo mi senti?”. Ewan sentì un forte strattone al braccio e si girò di scatto. Davanti a lui il volto anziano del venditore ambulante lo fissava intensamente. “Sei  sordo? Mi senti?”. Ewan si ritrovò con la sfera sfaccettata in mano seduto di fronte all’ambulante. Girò il capo a destra e sinistra ma non vi era alcuna traccia né di Edana né del rifugio.

“Allora, ti sei imbambolato saranno dieci minuti che ti chiamo!” lo sgridò il vecchio. “La compri o no?”. “Cosa? Di cosa parli?” balbettò Ewan stordito.”Di quello che tieni in mano, sciocco, non avrai intenzione di rubarmelo?”.

“No.. io.. certo che no.. è solo che…” cercò di giustificarsi il ragazzo mentre ancora stringeva quello strano cristallo.

“Se ti piace posso farti un prezzo speciale, avrai qualcuno a cui regalarlo magari..” continuò l’ambulante mellifluo. “Sei sicuro di stare bene, mi sembri un po’ strano ragazzino, qualcosa non va, sei palliduccio?”.                                                                                                   “Si, credo bene, ma non capisco” rispose Ewan rigirando la sfera fra le mani. “Cosa non capisci, ti è successo qualcosa?” riprese il venditore addolcendo il tono di voce.

“Ecco si, mi sembrava di aver visto qualcosa, ma me lo devo essere immaginato”. “Qualcosa di bello spero…raccontami, fai sognare un po’ questo vecchio solitario” riprese l’ambulante.

“C’era una ragazza..” iniziò Ewan.

“Una bella ragazza?”.

“Si, assomigliava a mia madre, era su di una spiaggia, e…” continuò Ewan, ma s’interruppe all’improvviso,quando gettando uno sguardo al cristallo vide fra le sue sfaccettature qualcosa di anomalo. I suoi occhi avevano un colore diverso e le sue pupille non sembravano quelle di sempre. Si girò verso l’anziano accanto a lui e lo vide per com’era in realtà: tre grandi pozze scure si muovevano come vortici verso l’interno della sua faccia e tutto il suo corpo sembrava un involucro cadente. Ewan si alzò di scatto e preso dall’agitazione, tenendo stretto l’oggetto che ancora aveva in mano, si mise a correre senza una meta. “Torna qui, non te ne puoi andare!” urlava quello strano essere dietro di lui.”Se te ne vai non vedrai più tua madre, avrai perso tutto! Solo noi possiamo aiutarti”. Ma il ragazzo continuava a correre spaventato e gridava il nome di Edana nella speranza che lei in qualche modo potesse sentirlo. Dietro di sé sentiva correre qualcuno ma aveva troppa paura per girarsi a guardare.”Ewan, Ewan!” sentì alle sue spalle, finché inaspettatamente venne afferrato da qualcosa. Due braccia muscolose lo strinsero forte.

“Ragazzo” disse una voce maschile. “Ti abbiamo preso in tempo”.

Ewan girandosi tirò un sospiro di sollievo alla vista di Handir e poi di Edana che sopraggiunse in pochi istanti.

“Ti avevano preso, la porta della tua cella era divelta, ma non so come ti sei liberato. Siamo riusciti a percepire la tua luce nel bosco e ti abbiamo raggiunto” spiegò la donna abbracciando il nipote.

“Hai superato una prova importante, hai riconosciuto un’ombra” aggiunse Handir, “Ora se non sai dove andare potrai stare con noi, dopotutto sei uno di noi”.

“Mi metterete di nuovo in quella cella? E a mia madre cosa accadrà?”.

“So che sei preoccupato per lei, ti prometto che cercheremo di fare qualcosa e ti assicuro che ti insegneremo a essere uno di noi e a proteggerti dal male che ci circonda. Purtroppo, devi sapere che la realtà in cui hai vissuto fino a ora era qualcosa di costruito e irreale. Mi dispiace, non ci sono altre parole per dirtelo, la tua infanzia è stata influenzata dalle ombre di cui è stata vittima tua madre”.

A quelle parole Ewan chinò il capo mesto, non capiva ancora molto di quel mondo strano fatto di luce e oscurità e non aveva più una casa a cui far ritorno, aveva però trovato qualcosa di importante: una persona di cui fidarsi, sua zia. Handir ed Edana lo accompagnarono al rifugio, questa volta però non sospettavano di lui, anzi volevano che lui facesse parte della loro gente. Seppur non ne capiva ancora la portata Ewan li seguì e finalmente, dopo tanto tempo, non avvertì né ansia né paura.

                     

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46 Commenti

  1. Bel finale!
    Inaspettatamente realtà e finzione si ribaltano e crollano tutte le certezze di Ewan. Ora però dovrà imparare a vivere in un nuovo mondo e immagino non sarà facile. Aspetto quindi un seguito per sapere se ce la farà e che ne sarà di sua madre 😉

  2. Edana è stata cacciata in malo modo, quindi dubito possa portarlo via. D’altro canto la fuga senza nessun aiuto mi sembra molto improbabile. Ho votato quindi per un contatto con un’ombra. Ormai siamo al capitolo conclusivo quindi qualunque cosa succederà sarà determinante per il suo ritorno a casa. E chissà se ci riuscirà! Magari rimane bloccato lì… No vabbe’, pensa a un finale positivo o qualcuno potrebbe arrabbiarsi ahahah
    Comunque bel colpo di scena; alla sorella maggiore non ci avevo proprio pensato!

  3. Per come la vedo io, l’uomo vorrà imprigionare il ragazzo, ma allo stesso tempo cercherà di indagare sulla sua identità e sulle sue vere intenzioni per capire se fidarsi o meno.
    Nel complesso si percepisce un clima teso. Di chi hanno paura? E chi sarebbe la persona che temono si nasconda dietro ad Ewan? Qui il mistero si infittisce 🙂

  4. Ciao Diana,
    io dico un ambulante.
    Me lo immagino con una sorta di piccola fisarmonica, vestito di stracci…un clichè 😉
    Incipit corto ma che incuriosisce…mi ha trasmesso inquietudine per il destino di questa povera donna…comunque è tutto ancora da scoprire, perciò ti seguo!
    Buona serata!

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