Pensa ad una carta

Pensa ad una carta

Pensa ad una carta, quella che preferisci.

Voglio che tu le visualizzi tutte e cinquantadue davanti ad i tuoi

occhi-gesto ampio con le mani-e ne scelga una. Cuori, quadri, fiori, picche.

Una soltanto. Scegli liberamente-

Lo guardo negli occhi per tre secondi, prima che cambi colore in viso e si sistemi i capelli: sono solo tre, ma ho intenzione di godermi ogni centesimo che li compone. Li sento scorrere nelle vene come una dose purissima.

Lascio che quel liberamente mi si sciolga in bocca, mentre mi lecco le labbra con la punta della lingua, con un sorriso da predatore.

Iniziare con pensa ad una carta invece che scegli è un dettaglio che fa la differenza: ha il sapore di qualcosa di intimo ed impenetrabile nella testa di chi ascolta, infonde la tranquillità di un segreto inviolabile.

A quel punto la breccia nelle difese dello spettatore è evidente: con il contatto fisico tutte le barriere crolleranno con una melodia meravigliosa e potrò convincerlo di poter leggere nei suoi pensieri, i messaggi del suo cellulare, l’ultimo libro di Fabio Volo , in un crescendo di difficoltà magica ai limiti del miracolo.

Gli prendo una mano, per volare insieme verso la conclusione dell’effetto:

-Ti prendo la mano per tre ragioni, tre ottime ragioni:

perché il potere della magia passa attraverso le mani, perché hai una splendida manicure e perché trovo sia bellissimo tenersi le mani-ammicco a chiudere la battuta di sicura presa, in repertorio da sempre.

A quel punto lentamente e teatralmente rivelo la sua scelta e plano con lo sguardo sui volti di tutti i presenti per leggerne ogni minima reazione di compiacimento e di stupore, ogni labiale sbalordito nelle varie lingue possibili.

Applausi. Sipario.

Questa è la storia di un mago.

La storia di un mago e di Londra.

La storia di un mago fortemente sociopatico e di una città caleidoscopica come la capitale del Regno Unito.

Quello qui sopra è soltanto un esempio minimo: non badate alle coniugazioni maschili o femminili, non fate l’errore di pensare che fare il mago sia solo una metodologia di adescamento moderna e raffinata; non lo fate per favore.

E’ qualcosa di tremendamente più profondo e radicato, che ti si insinua lungo i neuroni come un virus e non esiste cura; una lente d’ingrandimento multicolore attraverso la quale vedere la vita di tutti i giorni e che cambia il tuo punto di vista sulle cose.

Per me poi è un modo per ricercare quel genere di stimoli di cui ho un bisogno disperato, quei momenti che vanno oltre la linea dell’ordinarietà e della noia che mi uccide.

Perché sono quegli stimoli che mi salvano da quel disinteresse totale, denso e nero come petrolio, che cerca di mangiarsi tutto, dal lavoro al sentimento, come il Nulla nella Storia Infinita.

E’ come le indagini per Sherlock Holmes. Ho bisogno di momenti stimolanti, di confronti creativi, di brainstorming con persone di un certo livello, di chiacchiere non banali, così come le indagini per lui: altrimenti lui ricorreva alla cocaina, mentre io…

Come si sposa il profilo di un sociopatico con quello di un mago vi state chiedendo?

Ci sarà tempo di provare a capirlo: datemi solo un lettino da psicoanalista ed un buon bicchiere e vi racconterò tutto.

Ho un Q.I. oltre il ragguardevole, una memoria che arriva ad avere ricordi in culla e c’è di base che le persone mi annoiano. Salvo poche eccezioni. Ho bisogno di stimoli creativi, soprattutto dalle persone e questo mi porta ad essere brutalmente selettivo.

Non devono essere serate al Cineforum ucraino a vedere l’ultimo film anti-regime rigorosamente senza sottotitoli, tutt’altro: il divertimento è un’altra componente fondamentale; cose come il black humor, per fare un esempio, non sono assolutamente da tutti.

Tutto questo mi fa sembrare arrogante? Psicorazzista? Insopportabile con manie di protagonismo a corrente alternata? Presuntuoso da farvi venire la tentazione di sputarmi sulle scarpe?

Me ne rendo conto. Al contempo è un rischio del quale mi importa davvero poco allo stato attuale delle cose.

(per le scarpe il discorso potrebbe cambiare. Tengo molto alle mie Puma Rosse. Farle venire pulite come si deve poi è un casino: mi ha detto mamma che la saliva macchia da morire)

C’è che sono le tre e quaranta del mattino e di dormire non sembra sia ancora arrivato il momento. Probabilmente per stanotte nemmeno arriverà.  Se finisce come settimana scorsa saranno davvero problemi.

Mi aspetta una settimana a dir poco intensa e quantomeno le cose da fare in queste ore non mi mancano, per arrivare ai vari impegni preparato a dovere.

Continuo a rigirarmi il lucchetto tra le mani, come fosse un antistress di altri tempi.

E’ a questo punto che lo shuffle pensa bene di spararmi Dentro ai miei vuoti negli auricolari, senza alcun preavviso, con il gradevole effetto di una romantica coltellata tra le scapole.  Dannati Subsonica. Dannatissimi.

-Colpo scorretto-sussurro con gli occhi chiusi, mentre butto fuori l’ultima boccata di fumo ed ignoro l’ultima lacrima che sta lì e non vuol saperne di cadere.

Riflessioni e divagazioni tante, fatti pochi. E' ora di girare qualche carta:

  • Lucchetto? C'è una rapina nei tuoi programmi per l'immediato futuro? (55%)
    55
  • Parlaci di quella storia del dormire e non dormire questo è il dilemma. Che è successo settimana scorsa? (9%)
    9
  • Impegni di settimana prossima? Dicci di più. (36%)
    36
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144 Commenti

  1. Ciao Mago,
    che bel finale!
    Sull’happy ending non si può mai dire nulla via..per quanto possa dirsi sarà scontato o banale, a volte ce n’è proprio bisogno 😉
    E il tuo è stato bello, perchè è proprio happy su tutti i fronti!
    Spero di leggerti di nuovo presto, un caro saluto!

  2. Caro Mago, sarò forse scontato e banale, ma mi hai commosso……..
    Il trucco è geniale, le parole che l’accompagnano sono geniali, il racconto è geniale ma ha solo una pecca…è già finito.
    Mi unisco agli applausi di tutti, parenti compresi, sono veramente meritati. E visto che sei un Mago, spero di rivederti presto su questo palcoscenico, au revoir mon amì…

  3. Perchè mi hai messa in quinta fila? ahahahahaha
    Bella chiusa e bel racconto. Magico. 😉 La performance è stata spettacolare, mi sono consumata le mani ad applaudire!
    E così la morale della favola è che la vita sa essere anche bella… che dire? Se lo dici tu… ahahahahahah

    • Presente e discreta, come sempre 🙂

      No! Preserva le mani per favore ! 🙂

      Hai usato tu ANCHE: niente visione arcobalenevole tuttoècoloratotuttoèbellosempreecomunque, ma la vita PUO’ essere bella, se uno… 😉

      Grazie davvero Ale, grazie <3

  4. Ciao mago,
    mi piace l’idea di sorprendere il mago, e quindi ho votato l’opzione 😉
    Non mi ero accorta che siamo già in fondo!! Un bel viaggio emozionale davvero, alla scoperta di na città e di un mago che si muove nel suo palcoscenico.
    Bel particolare quello del trucco all’Arancia Meccanica…ma Ludovico Van non ce l’hai messo?!?!?
    Ciao mago!
    ps: sei carino ad interessarti al mio romanzo, ma è un rosa e, anche se non un classico rosa melenso, sempre orsa rimane…magari ti manderò solo la parte del giocoliere di carte…ah, molto carina la citazione di Alice nel Paese delle meraviglie, magari la riciclo, grazie!

  5. Ciao Mago… ho letto adesso il tuo racconto… peccato arrivare solo ora, a un passo dal finale. Mi piace il modo in cui riesci a mescolare flussi di pensiero e azioni. E poi mi piace la positività del protagonista. Una positività mai banale, mai gratuita, ma dettata dalla voglia di farcela.
    Spero per lui che le cose si chiudano per il meglio ma, in caso contrario, sono certa che potrà sempre giocarsi una nuova carta 😉
    A presto.

  6. Decide Londra, mi sembra il minimo.
    Mi ha fatto piacere questa sequela di buone notizie, ma al tempo stesso mi ha spaventato. Ho sempre pensato che troppa felicità sia da evitare perché, inevitabilmente, alla prima delusione si prova un qualcosa di indefinibile del tipo: sono troppo felice, non può durare…
    Ottimo amico mio, ti aspetto per la recita finale, au revoir 😉

  7. Recuperato! Il mio che hai di raccontare le tue storia mi piace. Intendo il modo in cui riesci a far immergere il lettore nel mondo del tuo protagonista. E anche questa storia lo conferma. Il paragone dei risvoltini con la vespa mi ha fatto proprio ridere. Così come mi è molto piaciuta la scene nel bar di Soho. E anche l’accomunare pasticceria e magia (pianificazione, calcolo razione, creatività e fantasia.)
    Ho votato per l’ingorgo di belle notizie. 🙂

  8. Ciao mago,
    mi è piaciuto il concetto di «stanchezza bellissima che provi dopo aver dato tutto»
    Ragazzi, non so che darei per avere anch’io un pezzo di torta alla crema di mandorle!!! Io adoro le mandorle!! Meno male che, in Sicilia, quest’anno mi sono levata la voglia 😉
    Bella la serata con Monichina: intima, rilassata e senza che sia «necessario il rituale antico dell’accoppiamento per rendere una serata memorabile.» 😉
    Non smetterò mai di dirti quanto mi piacciano le tue atmosfere e il tuo personalissimo stile narrativo. Bravo!
    Il fatto che citi per la seconda volta l’Italia nelle opzioni mi fa dedurre che forse ci tieni…e quindi, per coerenza con la volta scorsa, scelgo di nuovo quella 😉
    Saluti!
    Ps. Sto buttando giù un romanzo breve e, liberamente ispirandomi a te, ci ho infilato un gioco di carte…e il giocoliere dice, ad un certo punto: «le carte non sbagliano mai»: che ne pensi? 😉

    • Sempre troppo buona con me 🙂
      Per la torta…se passi da Londra… 😉

      Grazie davvero 🙂

      ps fammi sapere quando pubblichi… onorato…

      Mi ricorda un po’ Alice nel paese delle meraviglie…. sono solo carte…che male possono farmi? 😉
      Carina…ci sta come frase 😉

  9. Opto per una sorpresa imprevista, anche se in minoranza. Mi piace pensare che tutto ciò che riguarda il tuo protagonista sia un po anche tuo. Che scrivi dannatamente bene te l’hanno detto tutti, e che forse non riscuoti le giuste gratificazioni magari in pochi…beh, te lo dico io. Tutti dovrebbero leggere le tue storie, avrebbero solo da imparare.
    Bonne soirèe mom amì, au revoir 😉

  10. Ciao mago, anch’io sono incazzata con me stessa per non aver fatto un bel po di mosse giuste prima…ma incazzarsi e basta non fa tanto bene, mi piace il concetto di rabbia buona che incanala nuove e positive emozioni. Per la prossima proviamo notizie dall’Italia? Ti sconvolgo, visto che mi pare d’aver capito che tu preferisci Londra 🙂
    Buona serata stellata (anche se il 10 agosto è passato…)

  11. Novità inaspettate dall’Italia, perché secondo me da Londra si aspetta di tutto.
    La cosa di usare lo scambio virtual-epistolare per esprimere i problemi e progetti del mago mi ha lasciato perplessa, devo ancora riflettere se mi piace, ma poi c’è quella cosa di Londra risentita che stende la notte ad asciugare: wow!! (con due punti esclamativi, come i bambini).
    Ciao

    P.S. So che il riferimento era al racconto del più grande cuoco di Francia che seduce addormenta e batte il diavolo grazie alla sua cucina e ai suoi argomenti (o è il diavolo che ha mangiato gratis nel miglior ristorante del mondo?) ma Il bar sotto il mare è una collana di perle, il mio Decameron

  12. Bellissima lettera e bellissima chiusa finale… poi sono inguaribile per cui ho pure votato una serata da ricordare. E anche se ho molto caldo e molto da fare e niente di questo mi farà passare una giornata da ricordare, ti auguro Buon Ferragosto… anche se non ho mai capito in che senso si augura… cioè ti sto augurando una buona assunzione della vergine in cielo anche a te? mah…
    kiss

  13. Il cammino parallelo tra magia e pasticceria mi ha entusiasmato, sei stato perfetto.
    Ma mi ha anche stupito questo cambiamento di rotta dato dalle opzioni. In un momento in cui il nostro mago sembra aver trovato la via giusta, o quasi, ci poni davanti a scelte catastrofiche per lui.
    Ho votato per guai fisici che, anche se dolorosi, potrebbero essere meno traumatici di quelli finanziari.
    Ottima esecuzione maestro, al prossimo

    • Pensa che io ero davvero POCO convinto che potesse interessare quel parallelo, ma davvero poco xD

      Ora lo posso dire: avrei votato anche io come te 🙂
      Sempre troppo buono 🙂
      Grazie caro. Felicissimo di suscitare il tuo interesse 🙂

  14. Povero mago, così pieno di ottimismo e progetti, prevedo guai fisici in arrivo.
    sarà che la cannella la metterei ovunque, mi basta il profumo per mettermi di buon umore ma l’atmosfera del capitolo mi è parsa nettamente più positiva e gioiosa dei precedenti, sarà per bilanciare che gli auguri problemi.
    Oh, Il bar sotto il mare!
    Ciao
    P.S. mi hai dato voglia di sfogliare quel libro di ricette

    • Quando si parla delle proprie passioni anche il più tenebroso ha un minimo di luce negli occhi 🙂

      Gran libro, ma il mio riferimento è più specifico…

      grazie 🙂

      (quel libro è ancora inaccessibile al momento, spero al momento 🙂 )

  15. Ciao mago,
    la sensazione di abbandonare la barca preme forte anche in me…ma, come si dice “tengo famiglia”…e pure mutuo se è per questo!
    Avessi anch’io una casa editrice che mi corteggia!
    Però ho una cugina che sa preparare una pastiera sublime 🙂
    La frase conclusiva è una perla!
    Se guai devono essere lo siano fino in fondo, entrambi…vediamo che trucco userà per venirne fuori 🙂
    A presto!

  16. Ciao mago,
    dalla pasticceria alla cerimonia di morte il passo è lungo!!!
    Mi ha fatto proprio sorridere 😉
    Per quanto sia molto golosa, la cerimonia di morte ha subito solleticato la mia curiosità.
    Capitolo bellissimo, ricco di particolari originali e (come direbbe Montesano che fa la vecchia signora inglese) mooolto pittoreschi.
    Noi, davvero, la trovata delle mascherine a scelta a coprire la bocca è fenomenale. Quanto all’intendersi senza parole noi italiani non abbiamo problemi direi, da quanto gesticoliamo. Una volta in Russia, in aeroporto, una guardia non mi lasciava proseguire perchè voleva che facessi qualcosa che non capivo. Dopo un bel pò mi resi conto (vedendo altri) che voleva che mi levassi le scarpe…e che cavolo, indicamelo!!!
    Trucchi di magia super, sono rimasta tutto il tempo col fiato sospeso…
    Alla prossima!

    • Dio mio… il gesticolare come stereotipo…una mia battaglia fin dai primi giorni di Londra…ma questa è un’altra storia 🙂

      Grazie… volevo un luogo non ordinario per l’incontro 🙂

      Il fiato sospeso è un ottimo feedback 🙂

      Grazie cara^^ a presto 🙂

  17. Ti ho portato a 50 e 50 ma dico pasticceria…

    bell’atmosfera, bel mix di nervi ed energia, bel senso di precarietà ed equilibrio insieme.
    Per quanto mi riguarda rimpiango locali così. Qui non ce ne sono. Pittoreschi, dissacranti, per nulla facili. Qui è la fiera dell’ovvio, delle banalità, del facile. Bel gioco di prestigio, felice ti abbia garantito l’accesso al prossimo passo… ma non farlo se non pensi di andare fino in fondo, altrimenti… lo sai come si dice? è un passo falso.

    • La “riequilibratrice” 😛
      Volevo da tempo sfogarmi parlando un po’ di quello che significa la pasticceria per me… leggi nel pensiero? 🙂

      Felice tu abbia apprezzato l’atmosfera non ordinaria 🙂

      No no. Hai assolutamente ragione. Grazie del reminder (sempre prezioso): ormai non sono più quello che salito in cima al trampolino poi esita… a quel punto mi butto.

      Grazie Ale 🙂

  18. Ennesima dimostrazione di cosa è capace di fare il nostro mago…anche oltre. Un luogo davvero strano dove si è svolta la dimostrazione, il solo pensiero di bere senza parlare mi terrorizza!
    E allora vediamo come se la cava, o come se la sia cavata, in una rissa vista la presenza del coltello.
    I miei omaggi carissimo, sempre godibili i tuoi scritti, a presto.

    • A me un tempo terrorizzava il pensiero di parlare senza bere…ma questa è un’altra storia 😛
      E se le cose progrediscono al mago toccherà fare ben di meglio 😛

      Grazie mille caro della tua costante presenza 🙂 Sei uno splendido sostegno 🙂

  19. Dato che sia tu che il protagonista siete dei maghi, dovrei scegliere quella sulla “fenicitura” del mago. Ma forse è meglio “cambiare stile”.
    Una violenta rissa? Aspettiamo minimo l’episodio 8. 🙂
    Siccome il protagonista lavora in una pasticceria, vediamo con che gioco di carte si licenzia. 🙂

    Dev’essere difficile non poter parlare mentre si fa un gioco di carte…

    • Hai fatto un ragionamento che ho condiviso e molto apprezzato sulle alternative… 🙂

      Guarda, questo è il lecito pensiero iniziale, ma poi alcune situazioni “palestra”

      (uno spettacolo in discoteca, interazione con persone con problemi di udito o che non capiscono la tua lingua) ti fanno capire in pieno quanto TUTTO IL RESTO della comunicazione non verbale sia FONDAMENTALE caro mio 🙂 non importante… FONDAMENTALE 🙂 Gli occhi specialmente… ma questa è un’altra storia 🙂

      Grazie della costante presenza 🙂

  20. Il locale minuscolo a Soho.
    Sull’apatia morbosa del tuo protagonista ti rispondo con un’altra canzone: “e ora che del mio domani non ho più la nostalgia…”
    Però non capita solo a Londra, secondo me la vita è così: per mesi non capita nulla, calma piatta, e poi tutt’a un tratto tutto ti piove addosso insieme.
    Almeno, a me capita così 🙂
    Mettere le scarpe di cemento ai ricordi è un’espressione geniale!

  21. Ciao Mago, non conosco la canzone, mi hai esso curiosità però! (di nuovo…)
    Le lacrime al buio non fanno rumore…bellissima!
    Come ho trovato bella la citazione de “Il miglio verde”: un gran libro, uno dei miei preferiti del Re.
    Se vogliamo rimanere in tema di canzoni, invece, se mi sento apatica a me viene sempre in mente il ritornello di Vasco “oggi non ho tempo, oggi voglio stare spento..”
    Per il resto che dire? Sempre uno stile personale che ti invidio
    Mi fai venire voglia di venire a Londra: avrei anche un appoggio, ci vivono due miei fratelli…e magari passo a trovare anche te 😉
    Una buona notte (sempre che non soffra anche tu di insonnia…).

    ps: il tavolino sul tetto 😉

  22. ” … smetterla di idealizzare le persone, di adattarle al prototipo di amico/collega/fidanzata perfetto che hai in testa, ma di considerare quello che hai davvero davanti agli occhi nella vita reale. ….”
    ???? mi sa che mi hai ferita.

    Soho.

  23. Ciao Mago,
    mi hai conquistato fin dal primo capitolo, con quel “ho bisogno di stimoli creativi” che riassume quella che sono io oggi: una bomba di creatività che ha un disperato bisogno di deflagrare!!
    Altra cosa apprezzatissima il tuo stile: particolarissimo, personale, affascinante. Detto questo, sono curiosa 🙂
    Ci sentiamo!

  24. Ciao mago,
    la curiosità è femmina, e perciò voglio sapere della canzone!
    Ah, l’allenatore di Mila…me lo ricordo eccome!!! Basso, tosso e perennemente inc*** con tutte …tranne forse quella coi capelli blu?!?
    Quanto adoro queste tue citazioni estemporanee 😉
    Bello il consiglio di Tony trasmutabile anche alla scrittura: scarnifica!
    5.000 caratteri docet 😉
    La limitazione è stata utile per me proprio per scarnificare e rendere più snello quello che scrivo…forse non nei commenti però!!!!
    Via, concludo…alla prossima!

  25. E poi leggo:
    “Continuo ad illustrargli il mio numero sulla Metamorfosi: le carte si mescolano e si separano, danzano leggere mentre parlo del cambiamento e di quello che comporta, i disegni sulle facce e sui dorsi scompaiono e ricompaiono:
    -Tira su gli occhi quando parli con il pubblico! Non stai parlando con le carte! I fili! Ricordati cosa dice Tamariz sui fili!”
    … e mi rendo conto che questo episodio è un gioiello e che davvero non c’è niente che io possa dirti ancora.

    … con la canzone.

    • quello di Tamariz è uno dei libri più importanti, ma non è questo né il luogo né l’ora…

      Tu mi fai sempre arrossire e mancare il respiro.

      Grazie. Veramente.

      Però non credo sia vero…quando vorrai io sono sempre qui felice di ascoltarti…

      (hai scelto la mia opzione preferita)

      Grazie Alessandra…

  26. Sublime, carissimo.
    Ho immaginato la faccia della tipa quando il lucchetto si è chiuso, come sarà stata?
    Il silenzio che ne segue è un tocco di classe, ma a questo ci hai ormai abituati, dovresti tornare a scrivere “normale” 😉
    Per il prossimo voto per capire da dove il nostro pasticciere ha imparato l’arte, sono curioso.
    Ciao mon amì, au revoir 😉

  27. Non che l’incipit non mi fosse piaciuto, ma questo capitolo mi ha decisamente affascinata di più. E mi ha dato la voglia di conoscere Stella 🙂
    Terribilmente intrigante questa quasiautobiografia romanzata, io andrei di insonnia.
    Ciao, Wizard
    P:S: Ne ho incrociati diversi anch’io di Hipster fintopoveri particolarmente simpatici, già secoli fa, quando ancora non si chiamavano hipster XD

  28. Ciao mago,
    capitolo bello, onirico, sentimentale…magico 😉
    Mi hai conquistata assolutamente con “Stella scrive intingendo nell’inchiostro la chiave per l’accesso a mondi inimmaginabili, con la semplicità di chi sta bevendo acqua di fonte.”…un’immagine bellissima!
    Per il prossimo voto per il maestro di magia…le dimissioni proprio no, sarebbe come ricadere coi piedi per terra dopo un bellissimo sogno!!
    A presto 😉

  29. wow, (cit.) questa Stella è davvero fortunata ad avere un amico che pensa quelle cose di lei! 😉
    La chiusa dell’episodio con Londra ingoiata dal silenzio è sublime. La scena del lucchetto anche… soprattutto le cose che dice alla ragazza….
    voto insonnia…
    (per il maestro serve concentrazione, è troppo importante per buttarla lì…. e per le dimissioni… non lo so sono più attratta dalle visioni che dalle dimissioni! E la rima era voluta. eheheheheh

  30. Io mi oriento sul lucchetto… e seguo accanitamente. 😉

    Quando hai citato il nulla della Storia Infinita hai vinto. Hai conquistato nell’ordine: me, il mio ego, il mio alter-ego.
    Belle, bellissime dissertazioni che mi ricordano molto un mio amico, si chiama Marco e pure lui vive a Londra, pensa. Solo che lui fa i dolci, è bravo. Un giorno te lo presento.
    Io giro una carta, ops… asso di …. dimmelo tu.

    • Amo chi osserva -coglie- e non si limita a guardare…

      Conquiste inestimabili.
      Sono un mago fortunato.

      Quel Marco è davvero una persona fortunata se ha il piacere di parlare con te…

      E la carta la leggo nei tuoi pensieri, ma te la rivelo in privato 😉

  31. Incipit accattivante. Ho fatto caso solo adesso leggendoti al significato della parola “pensa” piuttosto che “scegli” da parte dei vari prestigiatori che ho incontrato nella mia vita. E’ vero, per pochi brevissimi secondi si sta al gioco del mago e si pensa veramente alla carta. Tutti noi vogliamo il prodigio dopotutto. 🙂
    Io voto per il lucchetto e la rapina perché questo Mago non mi convince 😉
    Complimenti per il tuo incipit. 🙂

  32. Finalmente caro Mago, ora quando aprirò T.I. avrò un motivo in più per farlo.
    Ho votato per il lucchetto, anche se gli impegni della settimana prossima potrebbero portare qualche indizio in più, e per dormire c’è tempo, anche troppo.
    Quindi attendo il secondo, con assoluta simpatia, a presto.

  33. Ciao mago, bentornato!
    Ci credi se ti dico che in questi giorni stavo ripensando al tuo singolare inferno?
    Particolare anche questo incipit, mi ha incriosito molto il tuo psicorazzista, mi intrigherebbe fare due chiacchiere con un tipo così per vedere se sarei all’altezza 🙂
    Per ora dico lucchetto…..non ho colto il riferimento al libro di Fabio Volo a dire la verità :-))))
    A presto, Cinzia

    • Grazie mille cara 🙂
      Mi fa piacere aver lasciato una traccia 🙂

      Su Fabio Volo era solo un po’ di sarcasmo, un crescendo di difficoltà…. fino ad arrivare al top dell’impossibile: leggere un suo libro 😉

      Grazie cara di essere qui

  34. Siccome i giochi con le carte sono oramai un must, nel repertotio dei giochi di magia (se così si possono chiamare), una storia con questo titolo da te avrei dovuto aspettarmela. 🙂

    Se nella “prima metà” stavi facendo il gioco al tuo pubblico, be’… la mia manicure è tutt’altro che bella. 😀

    Alcune frasi (tipo quella sulle manie di protagonismo a corrente alternata) mi hanno strappato un sorriso.

    Lucchetto e rapina.

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