Scegli il Destino – Oltretomba

Nebu

“Dannazione! Qui le strade sembrano tutte uguali!”

Giravo la testa di qua e di là, tentando di tenere il conto delle viuzze che avevamo già superato; ma quelle si somigliavano talmente, che in quel momento avevo la sensazione di aver smarrito la strada.

“Darren! Era la prossima o quella dopo? Non ricordo, accidenti.”

Il capo della sicurezza di mio padre si avvicinò da dietro e mi affiancò. Lo guardai fare un cenno con il mento verso la laterale a cui ci stavamo approcciando.

Rilasciai un sospiro di sollievo.

“Menomale che ci sei tu, altrimenti…”

Fui accecata da una luce bianca.

Rividi me stessa, abbigliata da sposa, mentre offrivo l’anulare sinistro a un uomo. Spostai lo sguardo sul suo viso… ed era Darren. Sì, ora ricordavo. L’avevo sposato due anni prima.

“Perché sorridi a quel modo?”

La sua voce mi riportò alla realtà.

“Eh?” Un formicolio sulla guancia, lo feci smettere sfregando la pelle. Mi ritrovai le dita umide. Sbattendo le palpebre, mi accorsi di avere le lacrime agli occhi. Attraverso di esse scorgevo l’espressione perplessa del mio uomo.

Gli buttai le braccia al collo.

“Come diavolo ho fatto a dimenticarmi di te?” gemetti col viso premuto contro la sua spalla. Per un attimo non accadde nulla, poi percepii le sue braccia avvolgere la mia vita stretta.

“Non è colpa tua.”

“Come sarebbe?” Rialzai il capo per guardarlo negli occhi.

“È il prezzo che hai dovuto pagare per entrare qui.”

Lentamente realizzai cos’era successo. Quel mostro mascherato da rapace mi aveva strappato via il ricordo più caro.

Venni assalita da una furia cieca.

“Aspetta, fermati!”

La mia spalla subì uno strattone quando il mio polso venne bloccato.

Nemmeno mi ero accorta di essermi mossa in direzione opposta da quella in cui procedevamo.

“Dobbiamo trovare tua madre. È per questo che siamo qui…”

Fu estremamente difficile… il mio cuore rimbombava nel petto e nelle orecchie, stracolmo di rabbia, mentre la mia mente rimembrava il motivo per cui eravamo lì. In silenzio, mi domandai a quante altre cose avrei dovuto rinunciare pur di riportare a casa il mio genitore.

Quando ci rimettemmo in marcia, la mia irritazione sfociò nel pianto.

“Ricordi? Papà diceva che non era consono, a una del mio rango, mettersi con un mercenario, un suo dipendente…”

“Sì.” Darren conduceva il gruppo, tenendomi stretta a sé con un braccio cinto attorno alle mie spalle. “Ma noi lo abbiamo fatto lo stesso.” Mi fissò negli occhi, in cui colsi una forte determinazione. “Così come oggi riporteremo a casa tua madre.” Annuii. Mi sentii infusa dalla sua sicurezza.

La casa dello Scrivano era diversa da come me l’ero immaginata. I due residenti a cui avevamo chiesto indicazioni ci avevano assicurato che l’avremmo riconosciuta, ma non mi sarei aspettata un tale sfarzo.

La larga scalinata di marmo conduceva a un patio arricchito da colonne, due su ogni lato. L’ingresso era un portone molto più alto di noi.

Darren e io ci guardammo.

Presi un gran respiro e feci un passo avanti.

Sollevai la mano per bussare.

L’uscio si schiuse.

“Prego,” disse una vocina nasale, “lo Scrivano vi sta aspettando.”

Rimasi col pugno a mezz’aria, la bocca semiaperta.

“Come scusi?”

Il battente venne aperto e vidi che il nostro anfitrione era un ometto, con una gobba che lo costringeva a stare chinato e a piegare la testa per guardarci in faccia.

“Entrate,” disse facendo cenno con un braccio. La sua lunga veste ondeggiò.

Esitai per qualche secondo, quindi misi piede nell’atrio.

Udii i passi dei miei compagni di viaggio calpestare il pavimento marmoreo dietro a me.

“Mi chiamo Baldassarre, sono il primo scriba dello Scrivano,” spiegò, come se sapessimo di cosa stava parlando, e fece una riverenza. Ricambiai con un assenso.

“Io sono…”

“Laura Cruise. L’ho pronunciato bene?” Osservai il suo sorriso perfetto, sbattei le palpebre.

“Ehm… sì.”

“Da questa parte.” Ci fece strada.

“Come sa il mio no…”

Lo spettacolo che si apri alla mia vista mi lasciò senza fiato.

Un gigante sedeva su uno scranno in legno di rovere massiccio, di fronte a una scrivania ingombra di pergamene, arrotolate e non. Pareva intento a scrivere con una penna di volatile non ben identificata.

“Questo non può essere reale…” bisbigliai. Percorsi le mura della stanza con gli occhi.

Erano verde smeraldo e parevano di marmo, ma una venatura più chiara ondeggiava al loro interno, quasi fossero colme d’acqua.

“Cosa non può essere reale?” Le parole parvero pronunciate da un tuono.

Incassai la testa nelle spalle per lo spavento. Il suono proveniva dall’uomo enorme che avevamo davanti.

“Oh sommo Nebu, gli stranieri sono giunti.” Trovai che stranieri era il termine adatto.

“So perchè siete qui. La vostra cerca è impossibile. Rinunciate. Tornate indietro.”

“Perché dovremmo farlo?” dissi dopo essermi ripresa dallo sgomento.

“Poiché la donna che tu chiamavi madre, ora appartiene a questo luogo.”

“Non è vero.” Gli donai il mio sguardo di sfida.

“Posso restituirti ciò che hai sacrificato per giungere fino a qui. Posso cancellare il ricordo di ciò che è accaduto. Ma dovete partire. Ora.”

Cosa faranno i nostri eroi?

  • Agiranno d'astuzia. Discuteranno con lo Scrivano. cercando di raggiungere un accordo soddisfacente per entrambe le parti. (71%)
    71
  • Sebbene la tentazione di accettare la proposta di Nebu sia grande, i due coniugi manterranno la determinazione di riportare a casa la donna. (14%)
    14
  • Riavere un ricordo caro a Laura e riavere la vita di un uomo del gruppo è una scelta lungimirante e altruistica. (14%)
    14

Voti totali: 7

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9 Commenti

  1. Ciao! Avevo già letto la prima parte, ma non ero arrivata in tempo per votare… be’, almeno questo secondo capitolo riuscirò a seguirlo dall’inizio.
    Per ora dico solo che mi piacciono molto le immagini che descrivi, le trovo incisive e mai scontate o banali.
    Per quanto riguarda le scelte che poni a fine capitolo, devo ammettere di essere un po’ indecisa: alla fine, però, credo che opterò per il continuare a cercare di riportare a casa la madre.
    L’accettare la proposta del gigante mi pare un po’ “anticlimatic” (scusa, ma certe parole non mi vengono in italiano XD ), al momento. Potrebbero agire d’astuzia, ma, di solito, quando si cerca di essere più furbi di creature del genere, si fa una brutta fine…
    Alla prossima!

  2. Ciao Cara!
    Wow… non mi sarei mai aspettavo un incipit tanto movimentato!
    Adesso non posso smettere di chiedermi che cosa si inventeranno i nostri protagonisti per battere in astuzia Nemu e riavere indietro la madre.

  3. Ciao Cara!
    Che primo capitolo movimentato! Mi è piaciuta la breve perdita della memoria della protagonista, chissà se ci sono altre cose di cui non ha memoria…
    Bella l’immagine di Nebu intento a scrivere.
    Voto per l’accordo ?
    A presto e se ti va fai un salto a leggete la mia storia ?

    • Ciao NorahEmme!
      Eh si, dritti nell’azione! Non c’è tempo da perdere! La madre di Laura potrebbe essere chissà dove, e in chissà quali condizioni! Scopriremo se e come i nostri amici riusciranno a salvarla. Grazie per il tuo voto!
      Il titolo della storia che stai scrivendo stuzzica la mia curiosità. Lo leggerò volentieri.
      Alla prossima puntata!

    • Ciao Basilissa! Ti ringrazio per il tuo gentile commento e per esserti unita a quest’avventura. La tua descrizione del racconto che stai scrivendo mi ha incuriosito. Tempo permettendo, verrò a dare un’occhiata. ?
      Hai scelto la via più ardua! Attendiamo il voto degli altri lettori e vediamo cosa faranno i nostri protagonisti. Alla prossima!

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