Cronache di una cornacchia

Dove eravamo rimasti?

La protagonista dove si reca? al lavoro (80%)

Non sono stata io

Avrei dovuto fare l’attrice teatrale, ne sono convinta. Dissimulare mi viene così spontaneo, come un processo naturale.

Non mi devo neanche sforzare. Forse è proprio una qualità innata la mia indole anticonvenzionale. Entrare nella vita di qualcuno, sbrigare i miei comodi, ed uscirne senza che nessuno si sia accorto di nulla mi fa sentire come sotto l’effetto di una droga. E’ una droga l’adrenalina che scorre, ormai ne sono dipendente.

Ore 19.

Ufficio.

Contrattazione estera e stesura del bilancio. Quasi mi metto a ridere quando, nel calcolo di un’aliquota finale, esce la cifra 69. Nel frattempo, lo schiocco plastificato della calcolatrice a nastro riempie la stanza, e mi pervade di una tranquillità quasi domestica.

Gli devo abbastanza di concedergli la bocca ogni volta che vuole. Il corpo come bonus. E’ stato bravo, anche stavolta. Scopa bene, la cosa migliore che gli riesce.

Ho letto da qualche parte che il sesso senza amore non è tradire…beh, io per lui non provo un accidenti di niente, ed il sentimento è reciproco, ma la moglie la tradisce.

Non dovrei, ma sorrido di nuovo.

C’è solo una cosa a cui non trovo una giustificazione: la necessità che ho di estraniarmi subito dopo. A letto sono accondiscendente, mi piace fargli credere che abbia il comando. Al di fuori lo detesto più di ogni altra cosa.

E nonostante questo, nonostante il mio comportamento sgarbato, le mie risposte secche e brusche, il mio temperamento scostante, lui mi viene cercare. L’ha sempre detto che ha bisogno di me. Lo diceva anche all’inizio, quando io ancora credevo scherzasse.

Me lo ha detto in un paio di occasioni. Non ho risposto, l’ho baciato e basta. Zero sensazioni. E’ così che deve essere, no? Piacere fisico, punto.

Avere le sue mani addosso è un aspetto che adoro, cosi come adoro avvertire sulla pelle il metallo freddo della fede che porta al dito. Il simbolo esistente del tradimento che sta compiendo.

Non voglio che la tolga, lui non lo fa.

Notifica del cellulare, apro il messaggio.

“Sei stata brava. A venerdì?”. Rispondo, “A venerdì”.

Lo so, non dovrei, ma sorrido.

Cerchiamo costantemente una giustificazione ai nostri comportamenti. Esiste una ragione per cui i corvi gracchiano, che non è necessariamente richiamare la pioggia.

Anche, è vero, ma non solo.

Mi sono sempre piaciuti gli uccelli neri, (perdonatemi il paragone scabroso. E poi no, non fatelo. Ho avuto un ragazzo della Costa d’Avorio).

Tornando a noi, parlando di uccelli, quelli con le piume ed il becco per intenderci, mi sono sempre piaciuti quelli grandi e scuri…ok, giuro che la smetto.

All’epoca del ragazzo che nominavo poco fa, ero molto più piccola di adesso. La storia più bella che abbia avuto. Sicuramente la definisco tale perché prima di essa non avevo mai provato nient’altro.

Chi sapeva che sarei diventata così? Io di sicuro.

Ciò che non avevo preventivato era la necessità di perseverare costantemente in questo comportamento.

Spiegandomi in facili termini, e con facile intendo quel facile: darla via non era una fissazione.

Il sesso non è solo allargarmi le game e penetrarmi, ci deve essere altro. Altro, inteso come la semplicità di mantenere un rapporto normale, della serie “Ok, scopiamo. Non facciamone una questione di stato”.

Vi stupirei di quanti labirinti sotterranei si estendono sotto uomini che siete convinti di conoscere.

Stupirvi non fa parte del gioco, questo è il mio mondo non il vostro.

Alzo gli occhi dalla scrivania.

Toh…chi si vede.

 Impercettibile dal mondo esterno, il mio battito cardiaco inizia ad aumentare sempre di più.

Ecco, è ora che riesco provare un’emozione quasi autentica. Mentre sua moglie mi sorride cordiale come sempre, la decenza è l’ultima delle mie preoccupazioni; so di avere il collo e l’attaccatura del seno pezzati di chiazze rossastre, reduci di baci aggressivi e barba ispida.

Dovrei chiudere la cerniera della felpa, alzare il colletto della maglia; nascondere, almeno per una volta, il segni delle scopate che mi restano incollati anche a qualche ora di distanza.

Dovrei, ma non voglio.

Mantenere un temperamento controllato è la mia specialità. Azzerare emozioni che altrimenti sarebbero troppo evidenti, finisce per diventare un’abitudine.

Lo faccio con così tanta facilità da troppo tempo.

E’ bello avere il controllo, amo farmi il marito di qualcun’altra. In fondo, la bravura sta nel fare cose sbagliate mentre nessuno guarda, giusto?

Nel prossimo capitolo

  • Un peluche (17%)
    17
  • Una bambina (50%)
    50
  • In controparte (33%)
    33
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29 Commenti

  1. Lo ammetto: la lettera minuscola all’inizio mi ha infastidito parecchio, ma poi sono andata avanti a leggere e ho capito che l’idea è stata geniale! Un altro capitolo bellissimo, complimenti. Le ultime righe mi hanno lasciata senza parole…e tutto il resto fa capire perfettamente quanto una festa che dovrebbe celebrare l’amore e l’Umanità delle persone si trasforma nell’esatto opposto se non hai legami affettivi stabili.
    Ritrovamento.
    Ciao ciao 🙂

  2. Uno sfogo personale della protagonista che fa capire il suo stato d’animo in un altro contesto. Non capisco molto la pertinenza con il resto del racconto, però immagino che nei prossimi capitoli ci farai capire qualcosa in più.

  3. Ciao Ele,
    ho votato prima di ora per cercare di capire meglio questa donna. Per ora non fa altro che dei lunghissimi sfoghi su come è, su come si sente, sul fatto che fa quello che fa fregandosene di tutti e di tutto praticamente. Però, come ti dicevo l’altra volta, mi sfugge ancora un significato, una spiegazione…manca un elemento di rottura in questo sfogo, secondo me: dove ci vuoi portare in sostanza?
    Stavolta devo dire che ho trovato lo sfogo anche più confuso: probabilmente questo è il capitolo che mi ha convinto meno….scusa la franchezza 😉
    Comunque continuo a seguirti…a presto!

  4. “Quanto vorrei che fosse dicembre. Il buio presto, la neve, il mondo che per un po’ ti chiude fuori da se stesso e finge di non vederti.” Questa frase è FANTASTICA! Non so quante volte l’ho riletta! Davvero bella, complimenti…sei stata bravissima a scrivere queste scene senza essere volgare, ma al tempo stesso esprimendo la voglia di trasgressione della protagonista, la tormentata svalutazione di se stessa. I primi dubbi si stanno insinuando in lei…a cosa porteranno? Secondo me lo scopriremo presto.
    Un Natale da dimenticare. Purtroppo quando detesti i legami, il Natale diventa il periodo più difficile dell’anno.
    Bravissima ancora, attendo con ansia il prossimo!

    • Ciao Artelisa! Credo che la protagonista fosse già cosi, caratterialmente parlando. Ciò che le è accaduto intorno ha soltanto reso il suo modo di essere ancora più sprezzante e menefreghista.
      Hai presente quella frase: “dicono che sono diversa, che sono cambiata, che non sono più quella di prima, ma nessuno mi ha mai chiesto il perché…” ?
      Ecco, le è accaduto questo.

  5. Mi piace il cinismo della protagonista. Anche se, di tanto in tanto, sente il bisogno di “qualcosa di più”. Poi passa, per ora. Sembrano i ragionamenti di una che ha sofferto parecchio, di una costretta a convincersi che i legami non valgano più nulla. Capisco perfettamente questo flusso di pensieri, anche se continuando così dubito che possa avere di più.
    O magari mi sbaglio…
    Tantissimi complimenti ancora

  6. Ciao Ele,
    altro capitolo davvero bello!
    Sono davvero piacevolmente stupita non solo dalla bravura che hai nello scrivere, ma anche nel descrivere quello che pensa/prova la protagonista. Mi è rimasto impresso un passaggio più di tutto il resto “adoro avvertire sulla pelle il metallo freddo della fede che porta al dito. Il simbolo esistente del tradimento che sta compiendo.
    Non voglio che la tolga, lui non lo fa.”
    E quindi la moglie è il suo capo eh? Interessante… ma lei sarà davvero così cinica come sembra?
    Per il prossimo dico in controparte…non ho capito che significa, ma la bambina e il peluche…non so, mi stonavano…
    Buona notte!

  7. Ciao! Parto col dire che non leggo quasi mai né rosa né, tantomeno, eros. Mi sono soffermata sul tuo racconto, mi ha attirato per qualche motivo e non sono riuscita a fermarmi fino alla fine. E’ scritto davvero bene, belle le immagini, le metafore, le parole…chissà se la protagonista continuerà a vivere così o se si accorgerà che questo modo di vivere la sessualità non la soddisfa appieno. Direi che torna al lavoro, almeno così si era proposta di fare. Ancora complimenti, seguo!

  8. Ciao Ele, e benvenuta qui! Il tuo incipit mi è piaciuto davvero molto, proprio ben scritto! Della storia non dici molto nella sinossi, quindi è tutta, intrigantemente, da scoprire…e io ho voglia di farlo,ti seguo!
    Molto bella l’immagine che hai tratteggiato quando lei passa davanti alle cornici e si chiede se l’ombra del suo sguardo sarà visibile alla moglie 🙂
    A presto! Buona giornata!
    Ps: finirai la tua storia vero?? Ti prego! Qui tutti gli eros dopo un po vanno in stand by!!!! Ah, dico lavoro, era in pausa!!

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