Cronache di una cornacchia

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo Una bambina (50%)

Solo questa volta

Se mi trovassi in controparte non credo ne sarei contenta. Non ho la minima idea di che cosa provi una donna quando un uomo la tradisce, e non credo l’avrò mai. Il motivo è semplice: non mi legherò a nessuno. Sono troppi gli uomini sposati con cui ho avuto a che fare. La maggior parte, sposati con prole. A proposito di prole…Ieri ho avuto un attimo di cedimento, è durato un secondo. Flebile come un soffione in inverno. Per la prima volta ho incontrato lo sguardo di suo figlio, ed è stata la seconda sferzata della giornata. La prima l’ho avuta sentendo la sua voce; così pulita, innocua. Innocente. Troppo innocente. Sarà una di quelle doti candide proprie dei bambini che con il tempo svanirà, ma so che quella creaturina ha avvertito qualcosa. Ho visto nel suo sguardo il lampo di un’idea troppo grande perché possa comprenderla appieno. Meglio così. Crescerà, e dimenticherà l’alone di colpevolezza che si accentuava mentre mi fissava. Rido, perché in quel frangente mi sono detta basta, ed ora sono qui, seduta sul bordo di un tavolo a fare l’unica cosa che al lavoro non dovrei fare. La maglia e la felpa sono dietro di me a portata di mano. Il reggiseno sarebbe d’intralcio. Ho preso l’abitudine a non indossarlo in questo periodo. Con il seno sinistro nella sua bocca, e il destro dentro la sua mano, perdo ogni stralcio di buon senso che credevo di aver acquisito il giorno prima. Mi sbagliavo. Sono così fuori luogo, così volgare. Una stronza che se ne fotte di sorrisi sinceri ed occhi innocenti. Non m’importa. In questo momento qui al mio posto, a grondare tra le gambe fremendo di piacere, potrebbe esserci qualcun altro. No, grazie.

Nel nostro cervello esistono due emisferi. E’ possibile separare l’uno dall’altro, ordinando ad uno di provare ed all’altro di pensare. In questo modo nessuna delle due azioni avverrà appieno, ma non posso correre il rischio. Troppo da perdere. Lo guardo mentre mi spinge più giù sul tavolo, sempre restandomi attaccato ai capezzoli. Quasi non li sento più da quanto tempo li sta ciucciando. Esistono uomini di gran lunga più belli, ma non mi lamento. Per me è facile tornare a casa, non devo dare spiegazioni a nessuno dell’odore di muschio bianco sui miei vestiti o sulla mia pelle. Io odio il muschio bianco. Chissà come lui giustifica l’odore di arnica. Secondo me non giustifica affatto. Gli abbraccio la schiena con le gambe e lascio che passi a baciarmi il collo ed il viso per poi scendere sul ventre. A volte vorrei poter avere di più. Vorrei poter dare di più. Non oggi. Noto la sporgenza tra i pantaloni. Ok, ha aspettato anche troppo. Indosso al volo la felpa, ascoltando il chiacchierio sommesso della gente all’esterno che non immagina cosa stia accadendo nella sala pausa. Sorrido, perché sono felice. Sono felice di essere considerata da un uomo sposato che ha una bellissima moglie ma sente la necessità di scopare me. Sinceramente mi lusinga trovarlo già cosi in tiro, senza che io abbia fatto granché, con il glande già esposto e la vena che pulsa lungo l’asta. Mentre gli attorciglio intorno le mie dita, più ossute di quanto vorrei, l’unico pensiero che mi attraversa è che sia troppo grande per la mia bocca. Mentre mi chino, prendendo le adeguate misure per non strozzarmi, alzo lo sguardo oltre il vetro, osservando il cielo grigio e nuvoloso. E’ maggio, ma sembra inizio ottobre. Folate di aria gelida e fruscio di foglie secche. Non ringrazierò mai abbastanza il tempo di questo periodo. Ho bisogno di ombra e freddo; la luce del sole mi fa sentire inadeguata. Non sono pronta ad avere caldo, non ancora.

Se c’è una cosa di cui proprio non mi capacito è sicuramente la fiducia che ripone in me.

Cosa volete che racconti la protagonista?

  • parliamo meglio della protagonista (38%)
    38
  • sesso a casa sua (50%)
    50
  • un incontro con la moglie (13%)
    13
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29 Commenti

  1. Lo ammetto: la lettera minuscola all’inizio mi ha infastidito parecchio, ma poi sono andata avanti a leggere e ho capito che l’idea è stata geniale! Un altro capitolo bellissimo, complimenti. Le ultime righe mi hanno lasciata senza parole…e tutto il resto fa capire perfettamente quanto una festa che dovrebbe celebrare l’amore e l’Umanità delle persone si trasforma nell’esatto opposto se non hai legami affettivi stabili.
    Ritrovamento.
    Ciao ciao 🙂

  2. Uno sfogo personale della protagonista che fa capire il suo stato d’animo in un altro contesto. Non capisco molto la pertinenza con il resto del racconto, però immagino che nei prossimi capitoli ci farai capire qualcosa in più.

  3. Ciao Ele,
    ho votato prima di ora per cercare di capire meglio questa donna. Per ora non fa altro che dei lunghissimi sfoghi su come è, su come si sente, sul fatto che fa quello che fa fregandosene di tutti e di tutto praticamente. Però, come ti dicevo l’altra volta, mi sfugge ancora un significato, una spiegazione…manca un elemento di rottura in questo sfogo, secondo me: dove ci vuoi portare in sostanza?
    Stavolta devo dire che ho trovato lo sfogo anche più confuso: probabilmente questo è il capitolo che mi ha convinto meno….scusa la franchezza 😉
    Comunque continuo a seguirti…a presto!

  4. “Quanto vorrei che fosse dicembre. Il buio presto, la neve, il mondo che per un po’ ti chiude fuori da se stesso e finge di non vederti.” Questa frase è FANTASTICA! Non so quante volte l’ho riletta! Davvero bella, complimenti…sei stata bravissima a scrivere queste scene senza essere volgare, ma al tempo stesso esprimendo la voglia di trasgressione della protagonista, la tormentata svalutazione di se stessa. I primi dubbi si stanno insinuando in lei…a cosa porteranno? Secondo me lo scopriremo presto.
    Un Natale da dimenticare. Purtroppo quando detesti i legami, il Natale diventa il periodo più difficile dell’anno.
    Bravissima ancora, attendo con ansia il prossimo!

    • Ciao Artelisa! Credo che la protagonista fosse già cosi, caratterialmente parlando. Ciò che le è accaduto intorno ha soltanto reso il suo modo di essere ancora più sprezzante e menefreghista.
      Hai presente quella frase: “dicono che sono diversa, che sono cambiata, che non sono più quella di prima, ma nessuno mi ha mai chiesto il perché…” ?
      Ecco, le è accaduto questo.

  5. Mi piace il cinismo della protagonista. Anche se, di tanto in tanto, sente il bisogno di “qualcosa di più”. Poi passa, per ora. Sembrano i ragionamenti di una che ha sofferto parecchio, di una costretta a convincersi che i legami non valgano più nulla. Capisco perfettamente questo flusso di pensieri, anche se continuando così dubito che possa avere di più.
    O magari mi sbaglio…
    Tantissimi complimenti ancora

  6. Ciao Ele,
    altro capitolo davvero bello!
    Sono davvero piacevolmente stupita non solo dalla bravura che hai nello scrivere, ma anche nel descrivere quello che pensa/prova la protagonista. Mi è rimasto impresso un passaggio più di tutto il resto “adoro avvertire sulla pelle il metallo freddo della fede che porta al dito. Il simbolo esistente del tradimento che sta compiendo.
    Non voglio che la tolga, lui non lo fa.”
    E quindi la moglie è il suo capo eh? Interessante… ma lei sarà davvero così cinica come sembra?
    Per il prossimo dico in controparte…non ho capito che significa, ma la bambina e il peluche…non so, mi stonavano…
    Buona notte!

  7. Ciao! Parto col dire che non leggo quasi mai né rosa né, tantomeno, eros. Mi sono soffermata sul tuo racconto, mi ha attirato per qualche motivo e non sono riuscita a fermarmi fino alla fine. E’ scritto davvero bene, belle le immagini, le metafore, le parole…chissà se la protagonista continuerà a vivere così o se si accorgerà che questo modo di vivere la sessualità non la soddisfa appieno. Direi che torna al lavoro, almeno così si era proposta di fare. Ancora complimenti, seguo!

  8. Ciao Ele, e benvenuta qui! Il tuo incipit mi è piaciuto davvero molto, proprio ben scritto! Della storia non dici molto nella sinossi, quindi è tutta, intrigantemente, da scoprire…e io ho voglia di farlo,ti seguo!
    Molto bella l’immagine che hai tratteggiato quando lei passa davanti alle cornici e si chiede se l’ombra del suo sguardo sarà visibile alla moglie 🙂
    A presto! Buona giornata!
    Ps: finirai la tua storia vero?? Ti prego! Qui tutti gli eros dopo un po vanno in stand by!!!! Ah, dico lavoro, era in pausa!!

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