EDDIE

MORTE E NAFTALINA

Alle 8 del mattino, di un giorno qualunque, Eddie si svegliò e si accorse di essere morto.

Sua nonna se ne stava seduta con le mani incrociate sul grembo, su una vecchia sedia dallo schienale alto, sistemata contro la parete opposta al suo letto. 

Era identica al giorno in cui l’avevano seppellita. Insomma, indossava lo stesso vestito a fiori, e nell’aria si respirava un mortifero odore di naftalina.

Non è che sua nonna lo guardasse. In effetti teneva gli occhi chiusi e le labbra serrate. Però gli stava parlando. Anche se il terrore, e ancor di più lo stupore, non gli facevano capire una sola parola. Ci mise un po’ per riuscire a captare parte del discorso.

«Alzati dal letto, ragazzo. È tempo di fare un giro con tua nonna!»

Non è che non volesse farlo un giro con sua nonna. La sua cara nonnina era nel suo cuore e nei suoi pensieri da sempre. Lui le aveva voluto un gran bene, lui amava la dolce vecchia che profumava di biscotti e tè al limone. Però quella non era sua nonna: era una vecchia mummia che puzzava di naftalina e gli parlava senza nemmeno aprire la bocca. Era spaventato, si, lo era eccome. 

Avrebbe voluto urlare ma non ne ebbe il tempo materiale, perché la donna, che nel frattempo aveva sollevato le palpebre mettendo in mostra due enormi occhi neri, gli si era fatta accanto, e tirandolo per un braccio lo stava costringendo a scendere dal letto.

«Non fare la ragazzina. Metti giù i piedi dal letto e vieni con me!»

Per tutti gli angeli del paradiso, stava davvero facendosela sotto. La presa ghiaccia che quella mano ossuta di morta esercitava sul suo polso avrebbe terrorizzato il più indomito tagliagole, figurarsi un molliccio, pallido esemplare di impiegatuccio come lui. 

Eddie fissò allora lo sguardo negli occhi neri della vecchia, e con il mento ed il labbro inferiore che tremavano chiese: «chi sei tu?»

La vecchia scoppiò in una risata crepitante, mettendo in mostra un palato scuro e asciutto. Con la lingua bluastra si accarezzò le gengive esangui e sputazzando saliva bollente gli rispose: «sono tua nonna, idiota!»

«Non credo proprio.», rispose senza pensarci su troppo Eddie, che si era alquanto risentito per l’epiteto. 

«Mia nonna», riprese «era una dolce donnina curva che preparava ottimi biscotti allo zenzero e…» Ma la vecchia non lo fece finire, alzò il dito indice, come se volesse testare la direzione del vento, poi lentamente glielo puntò al petto, impedendogli di fatto di continuare. 

Eddie non riuscì a vedere le labbra muoversi, ma poté sentire chiaramente la sua cara nonnina mentre lo invitava a seguirla, senza tante storie. Poté captare anche forte e chiara l’ultima parola che lei pronunciò, e quella parola era: IDIOTA!

In piedi dietro alla figura odorosa di terra e polvere, Eddie cercava di scrutarle oltre le spalle, alzandosi un poco sulle punte dei piedi nudi, ma non riusciva nulla se non il battente chiuso della sua camera da letto.

Sapeva che lei l’avrebbe aperta e infatti così fece, e nella cornice degli stipiti poté vedere qualcosa che lo lasciò interdetto se non sgomento.

COSA VEDE EDDIE OLTRE LA PORTA?

  • IL SOGGIORNO (0%)
    0
  • UNA STAZIONE DI SERVIZIO COMPLETAMENTE DESERTA (75%)
    75
  • UN BOSCO BUIO E ODOROSO DI MUSCHIO (25%)
    25
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

155 Commenti

  • Bel racconto, la descrizione dell’ambientazione e’ molto ben fatta e fa sentire la pesantezza opprimente dei luoghi…mi ha ricordato alcune ambientazioni viste nel primo Silent Hill.
    Anche se simpatico il finale secondo me stona un pochino sembra una battuta uscita da Ghostbusters o da qualche commedia horror anni ottanta ma logicamente è solo una mia opinione.

    • Ciao Jerry,
      Ricevere un commento su un racconto chiuso mi fa molto piacere.
      Questo è stato il mio primo racconto su TI é cominciato per gioco, poi i consigli degli altri autori mi hanno spinto a continuare e a migliorare ad ogni episodio.
      Ho girato intorno al finale per un po’, non sapevo che destino riservare ai protagonisti… mi era parso un buon espediente.
      Grazie davvero per la visita e per il bel commento!
      Alla prossima!

      • Vedrei una seconda parte per non lasciare in sospeso alcuni punti molto interessanti, comunque complimenti ancora per le descrizioni sia dei luoghi ma anche dei personaggi…l’ odore di naftalina è pazzesco.
        Se vedessi mia nonna defunta in camera mia allo stesso modo in cui hai descritto la nonna di Eddie penso che morirei per la seconda volta…agghiacciante!

  • «Non saprei», rispose lei «potremmo cominciare infestando le case di chi legge!»

    Una chiusura in linea con l’atmosfera grottesca che permea il racconto, tantissimi complimenti Kez! Mi è piaciuto molto questo racconto e il finale, anche se mi sono persa qualche scelta per strada, ti farà piacere sapere che mentre inscatolavo cose pensavo “oh mi devo prendere un attimo di tempo per Eddie!!” eheh!
    Grazie di averci concesso questa avventura nel fantaincubo, assai apprezzata.
    Mi metto già in fila sull’altro racconto va!

  • Davvero un ottimo finale.
    All’inizio ho pensato avessi ceduto alla facilità del “è tutto un sogno”, ma hai ribaltato perfettamente la situazione. mi ha fatto molto ridere l’idea dell’infestare le case dei lettori e, siccome apprezzo, rimpiango (non lui, che sta bene, i suoi racconti, che latitano) e stimo Jaw, ma sono molto meno esigente e analitica di lui e non ho bisogno di capire tutto nei dettagli, in fondo si tratta di cose dell’altro mondo, noi umani non posiamo afferrar bene tutto ;-), insomma, siccome tutto questo, mi stavo perendo il filo: mi piace anche di non sapere bene perché il destino di questi qui è legato a Eddie, francamente non ho proprio nulla da ridire, né da cambiare. Ottimo racconto e ottima chiusa.
    Alla prossima

    • Te l’avevo quasi fatta eh??
      Ciao Maan Keno, grazie per essere arrivata fino alla fine.
      Eddie gia mi manca, ma ho già scritto parte del nuovo incipit e presto, spero, comincerò il nuovo racconto.
      Davvero tante grazie per il sostegno e i consigli, come ho già detto mi hanno aiutato a migliorare e a tirare fuori qualcosa di carino. È stato troppo divertente!
      Allora ci vediamo dalle tue parti.
      A presto!

  • «Ciao io sono Stew e ho rubato l’inalatore di Calvin. Per questo ora parlo con la sua mano ficcata nel…»
    Beh, mi pare una punizione esemplare 😀
    Che dire, a parte che sto scrivendo il commento con gli Anthrax nelle orecchie (ottima colonna sonora per questi titoli di coda, brava), tutto quello che avrei voluto commentare è stato perennemente anticipato dal caro JAW e di cui hai probabilmente seguito i consigli. Mi pare infatti che la tua tecnica narrativa sia migliorata in corso d’opera.
    Stasera spero di trovarmi l’allegra combriccola in casa, magari mi faccio una partita a briscola con la vecchia 😀
    Sono molto contento di averti letto e di aver votato di volta in volta senza mai perdermi un capitolo. Mi sono sinceramente divertito in quest’incubo impregnato di sarcasmo (adoro il sarcasmo e mi piacciono gli incubi, quindi il loro connubio non può che mandarmi in estasi).
    Ok, Keziarica.
    Ci si vede presto 😀

  • Bellissimo finale 🙂
    Ciao keziarica, sei stata davvero brava. Non mi aspettavo un finale così. Davvero complimenti! La trovata del nuovo incontro con tutti i personaggi-compagni di viaggio conosciuti in precedenza mi è piaciuta molto, soprattutto per il fatto che, in poche righe, sono passata dal (quasi) lieto fine a un nuovo incubo.
    La nonna resta fantastica anche in questo episodio, con la sgridata rivolta ad Eddie.
    Riprendo il tuo titolo… ciao Eddie, è stato un piacere!
    Ti aspetto con un nuovo racconto 😉
    A presto!

  • Bel finale 😀
    per un attimo ho pensato ad un Sliding Doors, forse Eddie poteva veramente cambiare le sorti della Donna Sensibile e chi lo sa’ degli altri compagni di viaggio ed invece ricomincia l’eterno vagare….
    Al prossimo racconto.

  • Ciao keziarica.
    Questo finale mi è piaciuto. Il sollievo di Eddie nel credere che fosse tutto un sogno dura un attimo, fino a che non è vinto dall’apprensione per la sorte della donna. Ancora prima di capire che non ha sognato, ricomincia l’angoscia. Eterna, probabilmente 😀
    La strana dinamica finale, e le parole per certi versi criptiche dei protagonisti, mi hanno fatto pensare. Perché ci sono almeno due chiavi di lettura che ho considerato. Quella più immediata: Eddie che con la fuga compromette il giudizio finale e si ritrova in un limbo nel quale almeno si può divertire infestandoci le case (esilarante la chiusa :-D). Ma leggendo le cose in questi termini, verrebbe fuori che i suoi compagni di inferno/purgatorio sono quelli la cui unica colpa è essere morti di morte violenta.
    Questa interpretazione però non mi soddisfa molto. È molto più pregnante pensare che la salvezza di cui parla la nonna di Eddie sia proprio la salvezza fisica: se avesse atteso il giudizio, sarebbe potuto tornare sulla terra, si sarebbe risvegliato e avrebbe pensato a un innocuo sogno. Invece è scappato, forse ha peccato di arroganza verso il dio del WC e lui gli ha tirato lo scherzo crudele. I suoi compagni nella morte non avevano la possibilità di scegliere, qualcuno ha deciso per loro. Lui aveva il libero arbitrio e l’ha usato… e forse è stato punito per questo.
    O forse, semplicemente, ci hai voluto rappresentare qualcosa che non deve essere analizzato, spiegato, qualcosa che ci deve colpire a livello inconscio, un po’ come l’Odradek di Kafka, che non ho ancora capito cosa accidenti rappresentasse, ma continua ad affascinarmi 😀
    Ciao, complimenti e a rileggerti presto!

    • Ciao Jaw,
      ho pensato a dieci finali diversi prima di tornare al primo che avevo pensato.
      Ahimè, la prima che hai detto.
      Si, il paradiso di Eddie sarebbe stato tornare alla sua vecchia vita.
      I personaggi che si sono affacciati alla storia, divenendo co-protagonisti, avevano bisogno di un motivo per trovarsi li, io avevo bisogno di un motivo per averceli piazzati, quindi non avevo scelta, con questo finale, che usare la morte violenta per farli restare accanto a Eddie.
      Questo primo racconto mi ha dato modo, grazie ai vostri commenti e suggerimenti, di capire quali sono i miei punti deboli e quali i miei punti di forza.
      Ho già in testa il prossimo, spero che ti andrà di leggere anche quello.
      A presto, dunque, e grazie!

  • Ottimo finale, Keziarica! Geniale l’illusione di salvezza e la chiusura. Posso dirti che mi è piaciuto molto questo epilogo anche se ho fatto fatica a capirlo? Ma meglio, poiché i loro fantasmi sono rimasti nella testa a infestarla di dubbi durante il mio pranzo perché ci sono dettagli che non sono certa di aver capito e alcune curiosità a cui spero darai risposta.
    – dunque Eddie è in realtà stato punito perché è scappato? O semplicemente non esiste il paradiso nè le altre dimensioni?
    – gli altri compagni non è dato sapere perché nei dettagli, ma ho capito che in vita non sono stati molto buoni. Giusto? Anche la nonna quindi?
    E poi sempre non si sa di cosa sia morto Eddie e neppure sua nonna. Così? Grazie, aspetto nuovi racconti.

    • Ciao Tinarica,
      L’evoluzione del racconto é stata tutta in divenire. Non c’è stata alcuna progettazione, i bivi sono nati sempre senza avere bene in testa cosa sarebbe accaduto…
      per dare risposta alle tue plausibilissime domande:
      Eddie é scappato, quindi ha infranto le regole, per questo é rimasto nel limbo.
      Gli altri personaggi, tranne la nonna, sono morti di morti violente, quindi, secondo le credenze popolari, non riescono a trovare pace.
      La nonna doveva accompagnare Eddie nel suo percorso verso il paradiso, ma lui é scappato e lei proprio non se l’é sentita di lasciarlo solo.
      Credo che Eddie e sua nonna siano morti di morte naturale… almeno così mi hanno detto?
      Alla prossima, spero che avrai voglia di leggere qualche mia altra storia. Vediamo se riesco ad essere più seria.
      Grazie infinite per avermi accompagnato nella mia prima esperienza qui.
      A presto!

  • Ciao Keziarica!
    Bel finale.
    Quando finisce una storia, mi dispiace sempre un po’… quindi Eddie mi mancherà.. spero che tu scriva anche il secondo racconto.. chissà ?
    Mi è piaciuto molto capire il modo in cui morirono la donna sensibile, Don e il ragazzino.
    E che dire…. in un buon horror, è giusto non uscire mai dall’inferno o da un incubo.
    Spero che mi allieterai con un’altra storia.
    A presto
    Ilaria_S.

  • E così siamo arrivati in fondo, io e la mia ghenga sgangherata.
    Vorrei ringraziare tutti, per aver dedicato del tempo a questa storia, e vorrei ringraziare Eddie e i suoi amici strambi e un po’ morti, per i consigli preziosi sussurratimi all’orecchio la sera.
    Cala il sipario su questa avventura e io vi saluto con un inchino.
    ciao.

  • L’ascensore, perché mi ha fatto pensare a un film horror di qualche anno fa in cui delle persone boccate in un ascensore sono in realtà nell’anticamera per l’inferno e ognuno giudica l’altro senza davvero saperlo.

    Molto molto bello, as always, Keziarica, il concetto che ho preferito in assoluto è paragonare la mancanza della vita di Eddie all’arto mancante di un amputato. Geniale!

  • Ho ricambiato volentieri la cortesia e mi sono affacciato su Eddie scoprendo un interessantissimo viaggio nella sua mente (credo sia la sua mente) non ho finito tutto ma ho dato un bell’assaggio iniziale e la curiosità mi ha lanciato alle ultime parti della storia per tenermi al passo con i tempi. Ha qualcosa di… “Alice” se mi abbuoni il paragone bizzarro.

    • Ciao, grazie per aver dato una letta. Si, é tutto un po’ bizzarro ma, d’altronde, la morte é bizzarra: ci affanniamo tanto per poi finire in polvere e se ci va bene, forse, finiamo in un limbo orrido come quello che mi é germogliato nella testa con questo esperimento. Chi lo sa…
      Grazie ancora.

  • Ciao keziarica, non so come farti i complimenti per questo capitolo in cui trovo descrizioni meravigliose. Questa tua capacità di trovare la sfumatura giusta per raccontare un’emozione, un particolare fisico, un movimento è una dote preziosa. Sono davvero piena di meraviglia. Brava, accidenti, Eddie è certamente fiero di te.
    Aspetto il finale, a presto e buona domenica 🙂

    • Ciao Athelas,
      Non posso fare altro che ringraziarti per questo bellissimo commento!
      Sono così felice che i miei scritti strampalati possano piacerti tanto.
      Sai una cosa? Devo proprio dire grazie a Eddie, per avermi tirato fuori dalla testa questa storia. Non avevo mai scritto nulla del genere, di solito vado più sul classico…
      Grazie ancora.
      Al finale allora, e spero di non deludere nessuno?

  • Rileggendo mi sono accorta di un terribile, terribile errore:
    Sullo schermo la concitazione si fece imbarazzante. Il giudicante, si mosse a disagio sul suo trono candido,
    ?
    Ora capisco quanto sia importante la correzione di bozze. Eppure l’ho letto e riletto più volte!

  • Rieccomi, keziarica. Ammetto di non aver capito che la chiamata con due nomi differenti fosse un errore del Giustiziere seduto sul gabinetto 🙁
    È una grande trovata, un dettaglio che si aggiunge all’esilarante escatologia che hai delineato in questi ultimi capitoli (non badarci, parlare strano è tipico dei cialtroni come me 😀 ). Il gabinetto e i “movimenti” della massa me li fanno immaginare come… elementi al termine di un percorso digestivo 😀
    Bravissima, ci vediamo, in un modo o nell’altro, al Giudizio Finale, del decimo capitolo dove mi aspetto un sinistro… rumore di sciacquone 😀
    Ciao, ti auguro un ottimo weekend.

    • Caro Erri,
      I tuoi commenti da “cialtrone” mi fanno un gran piacere.
      Chissà cosa ne sarà delle mie creature, neanche io lo so con certezza… il tizio del sul water non me lo sono immaginato, é figlio di un passaggio in pronto soccorso, e di una puntatina in bagno con sorpresa…
      ti aspetto per il finale, mi tremano le gambe?

  • Ciao Keziarica,
    Letto, bello come al solito.
    Sono rimasta scioccata, hai dato un nome a Eddie!! Sicuramente sarà stato il suo nome da vivo, effettivamente nella morte si perde tutto, il proprio corpo, il proprio passato, l’identità.
    Il mondo oscuro di Eddie mi porta in una dimensione spaventosa e terrificante, una specie di purgatorio che se davvero esistesse, farebbe invidia a quello che attualmente immaginiamo.
    Io scelgo l’ascensore, che vada però verso l’alto. Dopotutto Eddie ha avuto la sfortuna di approdare in questo limbo che potrebbe essere proprio un passaggio per il paradiso o per l’inferno…un altro mondo peggiore di quello che lui sta attualmente attraversando oppure uno migliore… chissà.
    Alla prossima ciao
    Ilaria_S

    • Ciao Ilaria,
      Si, il suo nome da vivo. Mi pareva formalmente corretto attribuirgliene uno, in modo da poter provocare l’equivoco della chiamata a vuoto, innescando così gli,avvenimenti successivi.
      Non sono sicura che sia il paradiso il posto adatto a Eddie, ma sicuramente troverá una sua dimensione. Almeno lo spero!
      Ti aspetto per il finale!
      Grazie.

  • L’opzione più romantica: perde e ritrova la donna.
    Ci sono elementi esilaranti e nel contempo profondi, in questo capitolo: l’accostamento tra giudizio divino e un WC si apprezza appieno quando associ alla massa di anime morte un aggettivo come “peristalsi” 😀
    Allora mi chiedo che razza di Paradiso o Inferno attenda questi disgraziati, e mi domando anche se non sia più realistico di quello propalato dalle varie religioni.
    Il capitolo mi è piaciuto molto., l’atmosfera che sai creare (lo so, mi ripeto) è particolare e avvincente.
    Mi sfugge però la necessità di indicare Eddie con un secondo nome.. cosa mi sono perso?

    Ciao, ci vediamo al gran finale.

    • Ciao Jaw,
      In realtà Eddie é sempre Eddie. Herbie é il nome pronunciato dal giudicante per un errore di comunicazione con i collaboratori… E quando scrivo “Eddie o Herbie, che dir si voglia” lo faccio per ironizzare sul fatto che anche ai piani alti si può sbagliare. D’altronde colui che giudica sta seduto su un water…?
      Edward é più formale per la chiamata al giudizio universale, non trovi?
      Sono contenta che ti sia piaciuto, per quel che riguarda il romanticismo, non saprei… È pur sempre un horror. Comunque staremo a vedere…
      Allora ti aspetto all’ultima tappa.
      Grazie!

  • Ascensore. Fai tu se sale o scende: non mi importa se sia stato cattivo (punito) o buono (premiato), mi piace proprio il fatto che sia morto :D. Perciò spero NON sia un sogno. Comunque mi sta a cuore la sua sorte in ogni caso, perché proprio mi sono appassionata nel leggere questa strana vicenda. Forse, mi manca sapere di che diamine è morto Eddie o mi è sfuggito e lo hai già detto? Mi piace come scrivi, i termini che usi e le metafore che crei. Mi piace il contesto. Poi allora voglio sapere che ne è pure della nonna & Co.! A presto.

    • Ciao Tinarica,
      Sei gentile e mi piace molto il fatto che ti stia a cuore la sorte di Eddie e degli altri, perché vuol dire che sono riuscita, in qualche modo a creare qualcosa o qualcuno a cui affezionarsi.
      No, non l’ho detto di cosa é morto. ?

  • Bene K,
    siamo quasi al momento del dunque.
    Anche se non sarà necessario dare troppe spiegazioni, dovrai chiudere questa storia delirante. In questo tipo di storie il finale è piuttosto difficile da elaborare; si risveglia nel suo letto? Un finale classico e abbastanza scontato (ma sempre gradevole dal mio punto di vista). Solo un sogno? Un esperienza premorte? Un coma? Un trip andato male (o bene, dipende dal contesto)? In ogni caso era il viaggio che contava, non il punto d’arrivo 😉
    Io comunque ho votato un’ascensore che sale.
    Ho sempre trovato gli ascensori abbastanza horror.
    Ci vediamo per l’epilogo,

    a presto

  • Questo episodio mi è piaciuto più di tutti. Trovo che ci sia più coerenza narrativa, un giusto livello d’ironia, più di una metafora ben centrata.
    Sai che per la mia idiosincrasia all’Horror non posso che scegliere che Eddie si ritrovi nel suo letto. A questo punto aspetto il finale con molta curiosità.

  • Cercare di scappare dal giorno del giudizio lo trovo buffo, perciò ho scelto quello 😉
    Come sempre l’atmosfera del tuo racconto è cupa e mefitica al punto giusto, ma, ad essere onesta, avrei sfoltito un po’ le desfrizioni del capitolo 7. Bastano anche pochi particolari per rendere l’idea, e finora ci sei riuscita perfettamente 😉
    Mi rimane la curiosità di capire perché “il gruppo” dovrebbe essere tale: cioè, èdel tutto casuale che loro si siano trovati, oppure no?
    A presto!

    • Ciao Artelisa!
      Grazie per essere tornata. In effetti pareva anche a me di avere esagerato con le descrizioni. Pensa che, con me ho scritto più un giù, avevo scritto un altro capitolo, ma l’ho perso…
      sono un gruppo perché sono più d’uno ?. E poi non si sa bene cosa accadrà in seguito. Tutto dipende da cosa ma viene in mente!
      Grazie ancora. Ti aspetto per gli ultimi due.

  • Vista la descrizione del proiettore e della pellicola diciamo che si inceppa… e se poi prende fuoco come succedeva davvero con quel tipo di pellicole, finiamo diritti in inferno?
    Davvero bellissimo, ci hai trascinato in questa processione di morti insieme a Eddie.
    Una frase sopra tutte: il gelo gli scese addosso come un cappotto fradicio. Bella rappresentazione della presa di coscienza di Eddie.
    Ciao

    • Ciao Maan Keno,
      il cappotto gelato mi è caduto addosso mentre scrivevo… Se quel che scrivo mi prende abbastanza, ho delle sensazioni particolari, quasi ultraterrene…
      scherzo! Le frasi saltano fuori come cavoli verza in un terreno brullo. Ogni tanto, mentre scrivo, oppure la sera prima di dormire (poi puntualmente le dimentico), fanno capolino e se sono abbastanza veloce le acchiappo pure.
      Ti ringrazio infinitamente per il complimento. La verità è, a parte gli scherzi, che scrivere mi piace parecchio e sono davvero felice che anche una sola frase sia rimasta impressa a chi ha letto, vuol dire che in qualche modo sono riuscita a tirare fuori qualcosa di buono.
      A presto!

    • Ma grazie infinite Tinarica,
      sono così contenta di riuscire a creare qualcosa che possa piacere. Il mondo di Eddie sta per svanire nell’oblio, manca poco, ma pensare che qualcuno ne abbia letto le gesta e che questo abbia suscitato ansia, orrore, divertimento o chissà cos’altro, mi riempie di felicità e credo che riempia di felicità anche il cuore ormai secco dell’allegra brigata. Forse anche quello della nonna… No, il suo no. 😉
      ancora grazie!

  • Ciao keziarica, che angoscia! Ed è un complimento, naturalmente! Ho appena letto l’ultimo episodio pubblicato da FueGod e ora il tuo. Dormirò stanotte?
    🙂 🙂 🙂
    Atmosfera inquientante e intensa. Brava!
    Il proiettore s’inceppa… e io mi bevo una camomilla 😉
    A presto!

  • Non si sfugge al Giorno del Giudizio ma, in attesa della divisione del gruppo, ci sta che Eddie tenti di fuggire (povero illuso).
    Questo capitolo ha un respiro diverso dai precedenti, ha una solennità che mi è piaciuta particolarmente.

  • Ciao Keziarica,
    Un altro capitolo entusiasmante.
    Permettimi solo di dirti che quello precedente però è stato magistrale confronto a questo.
    Secondo me se avessi atteso qualche giorno in più, avresti avuto il modo di catapultarmi ancora più in profondità, nell’ inquietante mondo di Eddie.
    Comunque , a parte questo mio personalissimo parere, mi è piaciuto.
    Ciao alla prossima.
    P.s. ho scelto la fuga di Eddie con la donna sensibile.
    Dopotutto Eddie, è l’unico che sembra ancora percepire la sua vita passata… dovrà pur esserci un disegno in tutto questo!
    A presto,
    Ilaria_S.

    • Ciao Ilaria,
      Grazie infinite per la sincerità. In realtà non sono sicura che sia l’unico ad avere ancora un contatto con la sua vita passata… nel mondo in cui si è trovato tutto e possibile.
      Vedremo se tornerà la donna sensibile, se Eddie scapperà o se il proiettore si fermerà, inceppato dal digitare delle dita di chi legge. Io aspetto istruzioni e poi vado avanti?.

    • Ciao FueGod,
      Grazi anche a te per essere sempre puntuale ad ogni capitolo, con i commenti e, quando ci sono i presupposti, con i complimenti. Sono contenta che durante la lettura tu abbia immaginato l’inceppamento del proiettore, perché significa che in qualche modo, sei entrato nel mondo che ho cercato di creare.
      Aspetto anche te per gli ultimi episodi e mi auguro di mantenere un buon ritmo.
      P.s. avevo scritto l’episodio ieri, ma l’ho cancellato per sbaglio. Chi lo sa, magari è stato un bene.

  • Eddie cerca di scappare, vorrei approfondire la figura della donna sensibile.
    Ciao keziarica! Questo è uno dei capitoli che mi è piaciuto di più.
    La frase “Tu esisti solo nella tua mente” è poi impagabile e penso che risponda anche a chi ritiene che tutto il racconto sia “un sogno”. L’unica differenza tra un sogno e la realtà è che dai sogni ci si sveglia, ma allora perché non pensare che Eddie ha sognato la propria vitap precedente? 😀
    Terreno scivoloso, filosofico e inutile, piuttosto che addentrarmici, mi godo le belle immagini che ci mostri 😀
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      Che ti devo dire? Grazie. Grazie per i commenti e per i complimenti. Il tuo ragionamento, sulla vita precedente che potrebbe essere un sogno, mi piace molto. Infatti, tutto potrebbe essere.
      Ti aspetto per gli ultimi episodi.
      Vediamo se la donna sensibile ricompare nella (non) vita di Eddie.

  • Ciao keziarica, sono rimasta spaventosamente colpita dal tuo racconto. Mi piace l’atmosfera che hai creato. Le immagini arrivano forti e chiare, bellissime e terribili nello stesso istante. La figura della nonna mi ha fatto venire la pelle d’oca 🙂
    Eddie che si guarda nello specchio dello scuolabus e l’incontro con la donna sensibile sono i passaggi che ho apprezzato di più. Che brividi! Complimenti e buona continuazione 😉
    A presto!

  • Gran bel capitolo,
    amo particolarmente l’insolita alchimia della tua scrittura: immagini horror narrate attraverso frasi poetiche (come il vento tra le case cieche), lessico da fiaba (il rocchetto dal filo di seta) e linguaggio “alto” o “desueto”, chiamalo come vuoi.
    Forse perché è una cosa che mi hanno fatto notare in molti nella mia scrittura (mia non di Maan di un’altra me XD), quella del vocabolario ricco e talvolta elevato, o antiquato, dipende dai gusti, ma mi ci sento in sintonia, questo tuo racconto mi piace sempre di più.
    Brava.
    P.S. Richiude la bocca: è solo un orrendo pupazzo che dà i brividi

  • … Le facce livide e ridimensionate dalla morte si presentavano pallide, come palline di gomma che tornano a galla in uno stagno e si presentavano alla vista le une dopo le altre, chi con la bocca spalancata, chi con gli occhi chiusi…
    WoooW che Brividi… Bellissimo Capitolo Lois come sempre mi colpiscono le tue descrizione e le Palline di Gomma che riemergono dallo Stagno per me sono Originali quanto Inquietanti 😀
    Anche io spero che Eddie si riunisca al Gruppo.

  • Ciao Keziarica,
    Questo capitolo è a dir poco inquietante.
    È un incubo ad occhi aperti, se la morte fosse davvero così che Dio ce ne scampi!
    Eddie, nonostante tutto, credo si stia comportando bene. Ha mantenuto un po’ della sua “umanità” e lo ha dimostrato quando avrebbe voluto aiutare la donna sensibile.
    Vediamo se, scegliendo che il pupazzo gli dica dove si trova il resto del gruppo, Eddie continui a dimostrare di essere ancora legato in qualche modo misterioso alla vita precedente e magari di “avvertire” ancora qualche altro sentimento.
    Ciao, alla prossima!
    Ilaria_S.

    • Ciao Ilaria,
      grazie per essere tornata a leggere e per il commento. In effetti si, Eddie ha mantenuto i sentimenti che appartengono alla vita, perché non gli è ancora chiaro il suo stato. Lui si trova in un mondo diverso dal suo, un mondo orribile, dove persino sua nonna, che dovrebbe essere una figura rassicurante, gli mette i brividi. Ciò non significa che non possa nutrire ancora sentimenti, sensazioni e desideri che appartengono ad altro, non certo allo stato di morte.
      ti aspetto al prossimo!

  • -Il vento stesso, temendo ripercussioni…- mi ha fatto sorridere 😀
    Il fiume in piena ha comportato un cambio di ritmo narrativo che ha dato uno scossone alla storia. Eddie è morto, sta imputridendo e ne è consapevole. Nonostante ciò continua, seppur in maniera ovattata, a percepire sensazioni che gli impongono dei comportamenti ancora umani. Non solo, cerca l’unico appiglio di stabilità che gli è rimasto: la nonna morta e gli altri compagni di viaggio.
    Trova però solo il pupazzo che lo insulterà.

    • Ciao FueGod,
      L’intento del mio racconto e anche quello di far sorridere, spero per l’idea che ho voluto dare e non perché ti sembra improbabile la prosa! ? Grazie per il commento e per aver letto con attenzione. In fondo siamo tutti attaccati a qualcosa, nel bene o nel male, dobbiamo tenere un punto di riferimento e li tornare per non perderci.

  • Alla fine l’opzione che mi attrae di più è che insulti Eddie con la voce di Don.
    Ciao, keziarica.
    L’immagine iniziale delle palline che salgono a galla mi è piaciuta tantissimo.
    Bello anche tutto il resto, mi piace particolarmente la strana situazione di Eddie, un morto che mantiene coscienza ma che deve sottostare, almeno in parte, ai tristi fenomeni post mortem. Un tocco affascinante, un po’ mi ricorda Neil Gaiman.
    Bravissima!
    Ciao a presto

  • Ho dovuto recuperare sei capitoli. L’horror è un genere che ho sperimentato più volte anche su questo sito (talvolta con nick diversi). Non mi è ben chiaro se i tuoi personaggi si muovano in una sorta di universo parallelo o no. Non capisco neppure quale possa essere la chiusura di questo racconto. Però credo che tutto ciò sia da te voluto.

    Sono indeciso sul voto. Penso che voterò il fiume delle persone morte 😉

    • Ciao Diego,
      Grazie per aver trovato il tempo di leggere. In realtà si, é voluta la confusione e anche la discontinuità tra un capitolo e l’altro. Non c’è un vero e proprio filo conduttore. L’aldilà, un universo parallelo, un sogno… Chi lo sa. Io il finale in testa ce l’ho, non è detto che poi incontri i gusti o le aspettative di ch legge. Anche se, chiaramente, lo spero.
      Non ho mai scritto un horror di questo tipo. Sto sperimentando, e spero di non fare casini.
      Spero ti andrà di leggere anche il prossimo. A presto dunque!

  • Ciao Keziarica, ho finito di leggere il tuo romanzo arrivando sin qui.
    Io scelgo la terza ipotesi. Vedo già Eddie e la misteriosa signora, travolti da un’orda di cadaveri…. Un po’ alla “The walking Dead” insomma.
    Il racconto è scritto molto bene, mi piacciono le tue dettagliate descrizioni specialmente sull’aspetto fisico di questi esseri deformi e ormai defunti.
    Sono proprio curiosa di sapere il seguito.
    Ciao
    Ilaria_S.

  • Ciao keziarica,
    io dico che Eddie ritrova la sua strana Armata Brancaleone…dà un senso di sicurezza saperlo in compagnia, piuttosto che solo in un mondo bizzarro e angosciante (come la gola della donna!!).
    Non ho capito il significato di una espressione che hai usato anche nell’opzione vincente: “scontrata” Ma volevi dire incontrata?
    L’hai usata anche nella frase ” ..quando lui senza nemmeno rendersene conto, l’aveva scontrata.”… incontrata?
    Comunque sempre avvincente la storia, mi piace questo strano mondo che stai disegnando sul cammino di Eddie…dove lo porterà?
    A presto!

    • Ciao Artelisa,
      Grazie per esserci anche a questo capitolo. In realtà scrivo “scontrata” riferendomi all’episodio del televisore, dove Eddie scontra la donna in veste di fantasma, e lei si blocca perché lo avverte, infatti la nonna la definisce sensibile, perché é una che sente o vede i fantasmi… il fatto che tu non lo abbia capito mi fa intendere che mi sono spiegata male. I consigli che mi date sono preziosissimi, quindi grazie tante per avermelo segnalato.

  • Il fiume di morti mi ispirava troppo: una specie di Inferno di Dante versione delirio onirico 🙂
    Scusa se mi permetto, ma ho trovato una quantità davvero eccessiva di “suo” e “sua” in questo capitolo, prendi ad esempio il paragrafo “sua nonna…sua direzione…sulla sua fronte…”. Non sei obbligata a mettere “sua” prima di nonna ogni volta, si capisce anche senza il possssivo. Boh, così, non so se ti sembra un’osservazione utile. ?
    Mi chiedo dove andrà a finire tutta questa storia.

    • Ciao Maan,
      mi pare utile eccome! Tutto quello che mi viene suggerito, segnalato e commentato è per importantissimo. Mi piacciono le critiche costruttive, mi piace che a farmele siano persone che scrivono e che lo fanno anche bene. Perciò non posso che dirti grazie. Anche Jaw mi ha segnalato lo stesso errore, pensare che ho riletto più volte e non ci ho fatto caso, è proprio vero che servono occhi estranei alla storia per trovare gli errori.
      Grazie ancora per aver letto e per i consigli.

  • Direi che vengono travolti dal fiume.
    Ciao, keziarica. Allora, molto bella la scena della ferita della nonna, con una descrizione e una conclusione (“… generando uno spasmo lungo un’eternità”) a mio parere superbo.
    Il capitolo mi è piaciuto più o meno tutto, anche se sul finale ho trovato un pizzico forzato l’accenno ironico, diciamo un po’ insistito, laddove nei precedenti l’ironia era forse più sottile ma sempre presente. Ma non badarci troppo, è una questione di gusti personali.
    Ti segnalo molti possessivi (suo, sua), forse riuscire a evitarne qualcuno renderebbe la prosa più… boh, più “sciolta”? Più “dinamica”. Non saprei 😀
    Ammetto che non mi sono fatto un’idea chiarissima dello spazio in cui si muovono i protagonisti, ma tutto sommato fa parte del fascino del racconto.
    Queste parole “tachicardia non ventricolare” mi hanno dato da pensare. Specificare “non ventricolare” è quasi da addetti ai lavori, almeno per le capre come me (ma siamo un gregge numeroso 😀 ). Sicura che aggiunga qualcosa alla descrizione? Forse bastava “tachicardia” 😉

    Ciao, a presto

    • Ciao jaw,
      grazie per aver letto anche questo capitolo e per i consigli che mi dai. In realtà avevo scritto tachicardia ventricolare, perché mi suonava bene, ma ho letto che non è quello che mi serviva e allora ho aggiunto un NON. La ferita sulla gola è della donna sensibile, la nonna si è persa un po’ prima. L’accenno ironico era per sdrammatizzare il carico horror sulla ferita e su tutto il capitolo che mi è parso troppo greve, mi serviva un accenno che si ricollegasse a quello che è il tono che ho dato fino ad ora. Per i troppi possessivi, devo rileggere, non ci ho fatto caso, quindi ti ringrazio doppiamente per avermeli segnalati
      quando scriverai ancora? Io aspetto un tuo racconto!

      • Porca miseria, mi scuso per aver confuso la donna sensibile con la nonna. E sì che lo scrivi molto chiaramente. Boh, pensavo di avere letto il capitolo attentamente, si vede che anche il lettore – o almeno *questo* lettore – tende a leggere quello che ha immaginato piuttosto che quello che c’è scritto.
        Per quanto riguarda la tua domanda, ti ringrazio, sei veramente gentile.
        Non ho smesso di scrivere, solo, provo cose diverse 😉
        Ciao, a presto

    • Ciao Tinarica,
      piace anche a me questo racconto… mi ci sto anche affezionando. Quando è nato esisteva solo l’incipit, non avevo assolutamente idea di come si sarebbe svolta la storia. Ho davvero lasciato che i suggerimenti dei lettori guidassero la mia mano. Ora i personaggi hanno preso vita nella mia testa e si affacciano a dare consigli ogni tanto, e io a volte gli do pure retta.
      ciao e grazie tante per la visita.
      ti aspetto al prossimo.

  • Questa esperienza dopo la morte è un incubo per Eddie. Un incubo che tu descrivi sempre meglio, capitolo dopo capitolo.
    Sai che sono per dare continuità e coerenza alla storia e ai personaggi, perciò voto per Nonna & Co.

    • ciao FueGod,
      l’intento è quello di creare un mondo assurdo, dove avvengono cose e dove non si sa bene cosa sta succedendo. E’ il mondo di Eddie, il mondo del suo aldilà, di come lui lo vede.
      grazie per essere passato anche questa volta.
      a presto.

  • Volevo prendermi il tempo di leggerli di seguito dopo il primo, perché dal primo ho notato che non è una lettura facile a livello di “immaginario”. Poni elementi grotteschi che, come ha detto qualcuno qui sotto, fanno l’occhiolino agli universi di fantasia di Tim Burton (per cui trovi tutta la mia curiosità e ammirazione nel saperli rievocare, anche solo qui e lì com’è giusto che sia)… Te lo confermo, ma aggiungo che a “simpatia” ho pensato a Pratchett per la velocità del cambio di scenari. Il mio pensiero è che 5000 parole sono poche talvolta per dover far entrare tutte le idee che si hanno in testa per quel capitolo, per cui può sfuggire qualcosa (me ne sto accorgendo sulla mia pelle) e se succede è solo un’occasione per imparare. Quindi ecco: seguo volentieri Eddie e ti dico le mie impressioni:
    – La nonna è davvero interessante ed è l’elemento che mi trasmette incertezza, penso sia un bene come emozione in un horror, dipingila con cura!
    – Eddie può rivelare belle sorprese, voto la donna perché amo la continuità e quel particolare dell’altro episodio lo vorrei vedere compiuto andando avanti;
    – Finora mi dà la sensazione di essere tra il fantastico/onirico, l’horror e il grottesco, se posso dare un parere spassionato, aumenterei la pressione del “tono horror” che già si è preannunciata con quest’ultimo episodio.

    p.s. “conta le lucciole sotto il cipresso.
    appendi il pupazzo al ramo ritorto.
    conta le macchie sul panno muffito.”
    amo le “istruzioni” nelle filastrocche, hanno un che di rituale maggggico XD

    • Ciao Sicut-Felem,
      che bel commento. Devo ammetterlo: non ho mai letto Pratchett, ma credo che rimedierò.
      Questo commento, insieme agli altri ovviamente, rafforza la mia idea sull’utilità di scrivere su questa piattaforma. Qui le persone leggono davvero, danno consigli utili e se muovono critiche lo fanno in maniera costruttiva.
      Ti ringrazio moltissimo per aver trovato il tempo di leggere e per averlo fatto così attentamente. Accolgo i tuoi suggerimenti con entusiasmo e cercherò di farne buon uso.
      Alla prossima allora!

  • Ho votato: “la donna sensibile scontrata in TV”

    Molto creepy la filastrocca, ben fatto!
    “Salta la vecchia e si prende la vita,
    nell’anima nera la luce è sparita.”

    Eddie mi suscita simpatia, seguo con interesse la storia 🙂

  • Ciao Keziarica,
    mi sono accorta adesso di aver perso un capitolo, mi dispiace!!
    In effetti ero rimasta un po’ indietro con tutte le letture (troppo presa dalla scritttura!), e sto recuperando un po’ alla volta.
    Molto avvincenti gli episodi che ho letto. Soprattutto l’interno del pulmino, con i pupazzi (uno mi ha ricordato un po’ la bambola assassina) e il bimbo ventriloquo. Ho sofferto un po’ sapendo che è morto nello scuolabus ma… è una cosa mia: da quando sono mamma non tollero di sentir parlare di sofferenze di bambini…
    Comunque tutto bello, ripeto…per il prossimo dico: un vecchio compagno di scuola 😉
    A presto!

    • Ciao FueGod,
      si, Eddie è morto, morto stecchito! 🙂
      Grazie per essere tornato a leggere anche questo capitolo. Sono felicissima che ti piaccia l’atmosfera, e sono felice che tu sia cosciente del fatto che in un’atmosfera simile tutto è possibile.
      Mi sa che la spunta la giacca, vedremo…

    • Ciao Tinarica,
      grazie, il fatto che i miei personaggi, seppure alla lontana, possano ricordare a qualcuno Tim Burton, è per me una gran cosa. Si, la filastrocca l’ho composta io. Un’altra mia passione è scrivere canzoni, quindi quella mi è venuta abbastanza facile.
      Grazie ancora e a presto!

  • Ho visto che parlavate di refusi qua sotto, io non me ne sono neanche accorto tanto sono stato preso dall’atmosfera.
    Davvero, ne sono stato completamente rapito.
    E ti assicuro che io li noto sempre i refusi.
    Continua così, ti prego 🙂
    Ero indeciso tra la filastrocca, consona con l’ambientazione oppure Don che getta il pupazzo.
    Dato che le filastrocche mi irritano, e che il pupazzo mi stava facendo girare le scatole, ho optato per Don.
    Ciao K,

    a presto

  • La vecchia canta una filastrocca.
    Inutile, l’atmosfera di questa storia continua a piacermi parecchio.
    Addirittura ti scusi per i refusi, ma dai, non preoccuparti troppo, sfuggono a tutti 😉 e comunque difficilmente disturbano la lettura. Ma poi, per dirti, oggi in libreria ho visto un Moccia da diecimilioni-dieci di copie vendute. Nientemeno, un Moccia autentico, ti giuro. Comunque, volevo avere un’idea del motivo di cotante vendite e, lo confesso, non ho resistito, l’ho aperto. Be’ alla prima mezza pagina ho trovato un refuso. Me l’ha reso più simpatico 😀
    Comunque, se proprio devo osservare qualcosa di questo capitolo, direi che non ho capito bene il “frugando”all’inizio, perché mi fa immaginare un’interazione fisica di Eddie verso la nonna, mentre mi pare di capire che si limiti a scrutarla.
    Ciao, a presto

    • Ciao Jaw,
      Grazie per l’incoraggiamento?. Effettivamente frugare implica un interazione, avrei potuto aggiungere “con lo sguardo” magari avrei reso meglio l’idea, grazie per avermelo fatto notare, questo capitolo l’ho un po’ trascurato, poverino!! Giuro, non era mia intenzione.

  • Ci sono un po’ di refusi stavolta, stai attenta la prossima volta.
    Le bambole: un classico dell’horror. Allora io resterei sul filone classico: la nonna canta una filastrocca. Cerca però di trovare un nesso tra le varie scene che ci stai proponendo.

    • hai ragione, mi sono accorta dei refusi rileggendo, ho fatto ammenda qui sotto.
      grazie per essere passato e per i consigli, presterò più attenzione la prossima volta e cercherò di rendere più chiaro il nesso, mi rendo conto che avercelo in testa non significhi necessariamente riuscire a mostrarlo ai lettori. Per questo mi piace questa piattaforma, mi da modo di avere riscontri chiari e consigli utili.

  • Ho votato per il volto conosciuto, il bus giallo mi fa pensare a quello di Harry Potter e non mi sa di horror. In questi tre capitoli sembra di seguire Eddie in un incubo forse spaventoso ma soprattutto affascinante guidati da questo strano fantasma/demone che ogni tanto sembra ricordarsi di essere stato una fragile nonnina. Molto fantasioso! 🙂

  • Ciao keziarica,
    ho optato per l’autobus, e vedo che è in vantaggio.
    Complimenti per la capacità di creare un’atmosfera davvero tensiva e orrifica con le tue descrizioni…la nonna/vecchia è super 😉
    L’idea della tv mi è piaciuta davvero molto.
    A presto!

  • Anch’io no amo l’horror, ma sono qui per conoscerti. Ne hai di fantasia e non scrivi affatto male anche se tendi a descrivere un po’ troppo.
    Lo scuolabus mi pare un’opzione indovinata, però se vincesse la scena della tv rimarrebbe fine a se stessa (a meno di non recuperarla dopo, cosa che ti consiglierei di fare). Scelgo allora il volto conosciuto sullo schermo.
    A presto

  • Ciao, eccomi nel tuo racconto. Non amo il genere horror ma ultimamente ne sto leggendo parecchi (i miei lettori ne scrivono e a me piace ricambiare l’interesse leggendo a mia volta i racconti altrui). Mi piace molto l’inizio, il fatto che sia morto. Ci vedo del Black humor a tratti più che horror, mi piace molto l’atmosfera tipica da incubo in cui non accade poi nulla di mostruoso ma proprio per questo ti inquieta (la TV, ad esempio). Mi incuriosisce, scelgo lo scuolabus perché ci sta sempre qualche “mostro infantile” sepolto nell’inconscio :). A presto.

  • Sempre più grottesco e allucinante.
    Un binomio che mi piace.
    A me il proliferare di aggettivi non è dispiaciuto. È un mio parere e forse JAW è più sensibile di me al.riguardo. In effetti io ho il problema di sottolineare l’ovvio.
    Magari però non avrei scritto tutte quelle volte Eddie nella seconda metà del capitolo:
    Eddie fece un passo avanti…
    Eddie continuò a muoversi…
    Etc etc
    Se è sempre Eddie il soggetto non serve ripeterlo in continuazione.
    Ho votato il pulmino giallo.
    Ciao K,

    a presto

    • Grazie anche a te FueGod, ogni dettaglio conta è ogni suggerimento è prezioso per migliorare il proprio stile. Sono contenta che non vi limitiate a dare una scorta veloce, i vostri consigli dimostrano attenzione e mi aiutano a capire gli errori commessi. Pare che il pulmino abbia riscosso un certo successo. ?

  • Lo scuolabus giallo, aggiungiamo stranezze 🙂
    Ciao, keziarica!
    Sempre molto interessanti le atmosfere e le descrizioni. In questo terzo osservo un proliferare di aggettivi. In alcuni casi avrei asciugato un po’ le frasi.
    Ad esempio: il ghigno sbilenco e il labbro che pende di lato sono immagini simili; oppure: le dice “accidenti a te”, capiamo da questo che il tono di Eddie è offensivo; oppure: “espressione asciutta e indifferente”, forse anche in questo caso ne basta uno. Sia chiaro, esprimo un modesto parere personale, soprattutto perché anch’io tendo ad abbondare con gli aggettivi. Nel mio caso, penso di dover imparare a fidarmi di più del lettore: alcune cose evito di scriverle o di descriverle nei dettagli, chi legge ha pur diritto di aggiungere del proprio per completare l’immagine, altrimenti va al cinema!
    Ciao, perdona l’invadenza, aspetto il prossimo 😉

    • Ciao Nicholas,
      ho letto il tuo nuovo capitolo appena mi è arrivata notifica e ho votato per : No, ma i ragazzi non sono della stessa opinione.
      La storia si fa sempre più avvincente e sono curiosa di sapere come prosegue, vai avanti così, che vai benissimo!

  • Eddie si blocca davanti a un negozio, perché le altre opzioni non mi attirano.
    Ciao, keziarica,

    C’è qualcosa in questi due capitoli che trovo affascinante, anche se non capisco bene cosa. Sarà il tono spesso ironico, saranno i vari dettagli gustosi e non banali, sarà che il tuo “Horror” mi sembra molto diverso dagli standard. Mi hai incuriosito 🙂
    Ciao, a presto

  • Ciao Keziarica,
    Ma che velocità!
    Già il secondo capitolo!
    Bella davvero l’atmosfera che hai saputo creare, e la suggestione del mondo dei morti…soprattutto il vento che non li accarezza 😉
    Mi chiedo dove vuoi condurci…io dico che Eddie si ferma davanti ad un negozio sconosciuto ,-)
    A presto!

  • Ciao Keziarica, benvenuta!
    Io direi bosco: E’ l’opzione che secondo me spiega, più delle altre, lo sgomento del protagonista.
    La storia promette davvero bene, e a quanto pare – dalla sinossi – lasci nelle nostre mani il proseguo. 😉
    Partecipo volentieri allora, come volentieri ho letto questa prima puntata.
    A presto!

  • Ciao, incipit molto carino. Interessante soprattutto l’idea di ribaltare una figura protettiva e dolce come quella della nonna in un mostro. E’ in realtà una cosa frequente negli horror, ma non sempre facile da realizzare. Ho votato per la stazione di servizio, buon proseguimento.

    • Ciao Nicholas,
      Si, racconterò la storia dal punto di vista di Eddie, il morto. In realtà non ho mai letto Pandora e neanche Dannati, in realtà credo che questo genere possa avvicinarsi, in senso molto lato perché per me sono inarrivabili, agli stili di Palahniuk e Lansdale.
      Grazie per il tempo che mi hai dedicato.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi