EDDIE

MORTE E NAFTALINA

Alle 8 del mattino, di un giorno qualunque, Eddie si svegliò e si accorse di essere morto.

Sua nonna se ne stava seduta con le mani incrociate sul grembo, su una vecchia sedia dallo schienale alto, sistemata contro la parete opposta al suo letto. 

Era identica al giorno in cui l’avevano seppellita. Insomma, indossava lo stesso vestito a fiori, e nell’aria si respirava un mortifero odore di naftalina.

Non è che sua nonna lo guardasse. In effetti teneva gli occhi chiusi e le labbra serrate. Però gli stava parlando. Anche se il terrore, e ancor di più lo stupore, non gli facevano capire una sola parola. Ci mise un po’ per riuscire a captare parte del discorso.

«Alzati dal letto, ragazzo. È tempo di fare un giro con tua nonna!»

Non è che non volesse farlo un giro con sua nonna. La sua cara nonnina era nel suo cuore e nei suoi pensieri da sempre. Lui le aveva voluto un gran bene, lui amava la dolce vecchia che profumava di biscotti e tè al limone. Però quella non era sua nonna: era una vecchia mummia che puzzava di naftalina e gli parlava senza nemmeno aprire la bocca. Era spaventato, si, lo era eccome. 

Avrebbe voluto urlare ma non ne ebbe il tempo materiale, perché la donna, che nel frattempo aveva sollevato le palpebre mettendo in mostra due enormi occhi neri, gli si era fatta accanto, e tirandolo per un braccio lo stava costringendo a scendere dal letto.

«Non fare la ragazzina. Metti giù i piedi dal letto e vieni con me!»

Per tutti gli angeli del paradiso, stava davvero facendosela sotto. La presa ghiaccia che quella mano ossuta di morta esercitava sul suo polso avrebbe terrorizzato il più indomito tagliagole, figurarsi un molliccio, pallido esemplare di impiegatuccio come lui. 

Eddie fissò allora lo sguardo negli occhi neri della vecchia, e con il mento ed il labbro inferiore che tremavano chiese: «chi sei tu?»

La vecchia scoppiò in una risata crepitante, mettendo in mostra un palato scuro e asciutto. Con la lingua bluastra si accarezzò le gengive esangui e sputazzando saliva bollente gli rispose: «sono tua nonna, idiota!»

«Non credo proprio.», rispose senza pensarci su troppo Eddie, che si era alquanto risentito per l’epiteto. 

«Mia nonna», riprese «era una dolce donnina curva che preparava ottimi biscotti allo zenzero e…» Ma la vecchia non lo fece finire, alzò il dito indice, come se volesse testare la direzione del vento, poi lentamente glielo puntò al petto, impedendogli di fatto di continuare. 

Eddie non riuscì a vedere le labbra muoversi, ma poté sentire chiaramente la sua cara nonnina mentre lo invitava a seguirla, senza tante storie. Poté captare anche forte e chiara l’ultima parola che lei pronunciò, e quella parola era: IDIOTA!

In piedi dietro alla figura odorosa di terra e polvere, Eddie cercava di scrutarle oltre le spalle, alzandosi un poco sulle punte dei piedi nudi, ma non riusciva nulla se non il battente chiuso della sua camera da letto.

Sapeva che lei l’avrebbe aperta e infatti così fece, e nella cornice degli stipiti poté vedere qualcosa che lo lasciò interdetto se non sgomento.

COSA VEDE EDDIE OLTRE LA PORTA?

  • IL SOGGIORNO (0%)
    0
  • UNA STAZIONE DI SERVIZIO COMPLETAMENTE DESERTA (75%)
    75
  • UN BOSCO BUIO E ODOROSO DI MUSCHIO (25%)
    25
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

155 Commenti

  • Bel racconto, la descrizione dell’ambientazione e’ molto ben fatta e fa sentire la pesantezza opprimente dei luoghi…mi ha ricordato alcune ambientazioni viste nel primo Silent Hill.
    Anche se simpatico il finale secondo me stona un pochino sembra una battuta uscita da Ghostbusters o da qualche commedia horror anni ottanta ma logicamente è solo una mia opinione.

    • Ciao Jerry,
      Ricevere un commento su un racconto chiuso mi fa molto piacere.
      Questo è stato il mio primo racconto su TI é cominciato per gioco, poi i consigli degli altri autori mi hanno spinto a continuare e a migliorare ad ogni episodio.
      Ho girato intorno al finale per un po’, non sapevo che destino riservare ai protagonisti… mi era parso un buon espediente.
      Grazie davvero per la visita e per il bel commento!
      Alla prossima!

      • Vedrei una seconda parte per non lasciare in sospeso alcuni punti molto interessanti, comunque complimenti ancora per le descrizioni sia dei luoghi ma anche dei personaggi…l’ odore di naftalina è pazzesco.
        Se vedessi mia nonna defunta in camera mia allo stesso modo in cui hai descritto la nonna di Eddie penso che morirei per la seconda volta…agghiacciante!

  • «Non saprei», rispose lei «potremmo cominciare infestando le case di chi legge!»

    Una chiusura in linea con l’atmosfera grottesca che permea il racconto, tantissimi complimenti Kez! Mi è piaciuto molto questo racconto e il finale, anche se mi sono persa qualche scelta per strada, ti farà piacere sapere che mentre inscatolavo cose pensavo “oh mi devo prendere un attimo di tempo per Eddie!!” eheh!
    Grazie di averci concesso questa avventura nel fantaincubo, assai apprezzata.
    Mi metto già in fila sull’altro racconto va!

  • Davvero un ottimo finale.
    All’inizio ho pensato avessi ceduto alla facilità del “è tutto un sogno”, ma hai ribaltato perfettamente la situazione. mi ha fatto molto ridere l’idea dell’infestare le case dei lettori e, siccome apprezzo, rimpiango (non lui, che sta bene, i suoi racconti, che latitano) e stimo Jaw, ma sono molto meno esigente e analitica di lui e non ho bisogno di capire tutto nei dettagli, in fondo si tratta di cose dell’altro mondo, noi umani non posiamo afferrar bene tutto ;-), insomma, siccome tutto questo, mi stavo perendo il filo: mi piace anche di non sapere bene perché il destino di questi qui è legato a Eddie, francamente non ho proprio nulla da ridire, né da cambiare. Ottimo racconto e ottima chiusa.
    Alla prossima

    • Te l’avevo quasi fatta eh??
      Ciao Maan Keno, grazie per essere arrivata fino alla fine.
      Eddie gia mi manca, ma ho già scritto parte del nuovo incipit e presto, spero, comincerò il nuovo racconto.
      Davvero tante grazie per il sostegno e i consigli, come ho già detto mi hanno aiutato a migliorare e a tirare fuori qualcosa di carino. È stato troppo divertente!
      Allora ci vediamo dalle tue parti.
      A presto!

  • «Ciao io sono Stew e ho rubato l’inalatore di Calvin. Per questo ora parlo con la sua mano ficcata nel…»
    Beh, mi pare una punizione esemplare 😀
    Che dire, a parte che sto scrivendo il commento con gli Anthrax nelle orecchie (ottima colonna sonora per questi titoli di coda, brava), tutto quello che avrei voluto commentare è stato perennemente anticipato dal caro JAW e di cui hai probabilmente seguito i consigli. Mi pare infatti che la tua tecnica narrativa sia migliorata in corso d’opera.
    Stasera spero di trovarmi l’allegra combriccola in casa, magari mi faccio una partita a briscola con la vecchia 😀
    Sono molto contento di averti letto e di aver votato di volta in volta senza mai perdermi un capitolo. Mi sono sinceramente divertito in quest’incubo impregnato di sarcasmo (adoro il sarcasmo e mi piacciono gli incubi, quindi il loro connubio non può che mandarmi in estasi).
    Ok, Keziarica.
    Ci si vede presto 😀

  • Bellissimo finale 🙂
    Ciao keziarica, sei stata davvero brava. Non mi aspettavo un finale così. Davvero complimenti! La trovata del nuovo incontro con tutti i personaggi-compagni di viaggio conosciuti in precedenza mi è piaciuta molto, soprattutto per il fatto che, in poche righe, sono passata dal (quasi) lieto fine a un nuovo incubo.
    La nonna resta fantastica anche in questo episodio, con la sgridata rivolta ad Eddie.
    Riprendo il tuo titolo… ciao Eddie, è stato un piacere!
    Ti aspetto con un nuovo racconto 😉
    A presto!

  • Bel finale 😀
    per un attimo ho pensato ad un Sliding Doors, forse Eddie poteva veramente cambiare le sorti della Donna Sensibile e chi lo sa’ degli altri compagni di viaggio ed invece ricomincia l’eterno vagare….
    Al prossimo racconto.

  • Ciao keziarica.
    Questo finale mi è piaciuto. Il sollievo di Eddie nel credere che fosse tutto un sogno dura un attimo, fino a che non è vinto dall’apprensione per la sorte della donna. Ancora prima di capire che non ha sognato, ricomincia l’angoscia. Eterna, probabilmente 😀
    La strana dinamica finale, e le parole per certi versi criptiche dei protagonisti, mi hanno fatto pensare. Perché ci sono almeno due chiavi di lettura che ho considerato. Quella più immediata: Eddie che con la fuga compromette il giudizio finale e si ritrova in un limbo nel quale almeno si può divertire infestandoci le case (esilarante la chiusa :-D). Ma leggendo le cose in questi termini, verrebbe fuori che i suoi compagni di inferno/purgatorio sono quelli la cui unica colpa è essere morti di morte violenta.
    Questa interpretazione però non mi soddisfa molto. È molto più pregnante pensare che la salvezza di cui parla la nonna di Eddie sia proprio la salvezza fisica: se avesse atteso il giudizio, sarebbe potuto tornare sulla terra, si sarebbe risvegliato e avrebbe pensato a un innocuo sogno. Invece è scappato, forse ha peccato di arroganza verso il dio del WC e lui gli ha tirato lo scherzo crudele. I suoi compagni nella morte non avevano la possibilità di scegliere, qualcuno ha deciso per loro. Lui aveva il libero arbitrio e l’ha usato… e forse è stato punito per questo.
    O forse, semplicemente, ci hai voluto rappresentare qualcosa che non deve essere analizzato, spiegato, qualcosa che ci deve colpire a livello inconscio, un po’ come l’Odradek di Kafka, che non ho ancora capito cosa accidenti rappresentasse, ma continua ad affascinarmi 😀
    Ciao, complimenti e a rileggerti presto!

    • Ciao Jaw,
      ho pensato a dieci finali diversi prima di tornare al primo che avevo pensato.
      Ahimè, la prima che hai detto.
      Si, il paradiso di Eddie sarebbe stato tornare alla sua vecchia vita.
      I personaggi che si sono affacciati alla storia, divenendo co-protagonisti, avevano bisogno di un motivo per trovarsi li, io avevo bisogno di un motivo per averceli piazzati, quindi non avevo scelta, con questo finale, che usare la morte violenta per farli restare accanto a Eddie.
      Questo primo racconto mi ha dato modo, grazie ai vostri commenti e suggerimenti, di capire quali sono i miei punti deboli e quali i miei punti di forza.
      Ho già in testa il prossimo, spero che ti andrà di leggere anche quello.
      A presto, dunque, e grazie!

  • Ottimo finale, Keziarica! Geniale l’illusione di salvezza e la chiusura. Posso dirti che mi è piaciuto molto questo epilogo anche se ho fatto fatica a capirlo? Ma meglio, poiché i loro fantasmi sono rimasti nella testa a infestarla di dubbi durante il mio pranzo perché ci sono dettagli che non sono certa di aver capito e alcune curiosità a cui spero darai risposta.
    – dunque Eddie è in realtà stato punito perché è scappato? O semplicemente non esiste il paradiso nè le altre dimensioni?
    – gli altri compagni non è dato sapere perché nei dettagli, ma ho capito che in vita non sono stati molto buoni. Giusto? Anche la nonna quindi?
    E poi sempre non si sa di cosa sia morto Eddie e neppure sua nonna. Così? Grazie, aspetto nuovi racconti.

    • Ciao Tinarica,
      L’evoluzione del racconto é stata tutta in divenire. Non c’è stata alcuna progettazione, i bivi sono nati sempre senza avere bene in testa cosa sarebbe accaduto…
      per dare risposta alle tue plausibilissime domande:
      Eddie é scappato, quindi ha infranto le regole, per questo é rimasto nel limbo.
      Gli altri personaggi, tranne la nonna, sono morti di morti violente, quindi, secondo le credenze popolari, non riescono a trovare pace.
      La nonna doveva accompagnare Eddie nel suo percorso verso il paradiso, ma lui é scappato e lei proprio non se l’é sentita di lasciarlo solo.
      Credo che Eddie e sua nonna siano morti di morte naturale… almeno così mi hanno detto?
      Alla prossima, spero che avrai voglia di leggere qualche mia altra storia. Vediamo se riesco ad essere più seria.
      Grazie infinite per avermi accompagnato nella mia prima esperienza qui.
      A presto!

  • Ciao Keziarica!
    Bel finale.
    Quando finisce una storia, mi dispiace sempre un po’… quindi Eddie mi mancherà.. spero che tu scriva anche il secondo racconto.. chissà ?
    Mi è piaciuto molto capire il modo in cui morirono la donna sensibile, Don e il ragazzino.
    E che dire…. in un buon horror, è giusto non uscire mai dall’inferno o da un incubo.
    Spero che mi allieterai con un’altra storia.
    A presto
    Ilaria_S.

  • E così siamo arrivati in fondo, io e la mia ghenga sgangherata.
    Vorrei ringraziare tutti, per aver dedicato del tempo a questa storia, e vorrei ringraziare Eddie e i suoi amici strambi e un po’ morti, per i consigli preziosi sussurratimi all’orecchio la sera.
    Cala il sipario su questa avventura e io vi saluto con un inchino.
    ciao.

  • L’ascensore, perché mi ha fatto pensare a un film horror di qualche anno fa in cui delle persone boccate in un ascensore sono in realtà nell’anticamera per l’inferno e ognuno giudica l’altro senza davvero saperlo.

    Molto molto bello, as always, Keziarica, il concetto che ho preferito in assoluto è paragonare la mancanza della vita di Eddie all’arto mancante di un amputato. Geniale!

  • Ho ricambiato volentieri la cortesia e mi sono affacciato su Eddie scoprendo un interessantissimo viaggio nella sua mente (credo sia la sua mente) non ho finito tutto ma ho dato un bell’assaggio iniziale e la curiosità mi ha lanciato alle ultime parti della storia per tenermi al passo con i tempi. Ha qualcosa di… “Alice” se mi abbuoni il paragone bizzarro.

    • Ciao, grazie per aver dato una letta. Si, é tutto un po’ bizzarro ma, d’altronde, la morte é bizzarra: ci affanniamo tanto per poi finire in polvere e se ci va bene, forse, finiamo in un limbo orrido come quello che mi é germogliato nella testa con questo esperimento. Chi lo sa…
      Grazie ancora.

  • Ciao keziarica, non so come farti i complimenti per questo capitolo in cui trovo descrizioni meravigliose. Questa tua capacità di trovare la sfumatura giusta per raccontare un’emozione, un particolare fisico, un movimento è una dote preziosa. Sono davvero piena di meraviglia. Brava, accidenti, Eddie è certamente fiero di te.
    Aspetto il finale, a presto e buona domenica 🙂

    • Ciao Athelas,
      Non posso fare altro che ringraziarti per questo bellissimo commento!
      Sono così felice che i miei scritti strampalati possano piacerti tanto.
      Sai una cosa? Devo proprio dire grazie a Eddie, per avermi tirato fuori dalla testa questa storia. Non avevo mai scritto nulla del genere, di solito vado più sul classico…
      Grazie ancora.
      Al finale allora, e spero di non deludere nessuno?

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi