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Dove eravamo rimasti?

Il prossimo capitolo sarà ambientato in: Una camera d'albergo (44%)

Sangue di nessuno

Varcando la soglia della camera da letto, l’acre odore ferroso del sangue penetrò le narici di Alan. Le suole delle scarpe esercitavano una certa resistenza al suolo ad ogni passo, come se il pavimento fosse ricoperto da uno strato di gomme da masticare. Alan e Richmann si fermarono al centro della stanza.  -Nemmeno in vent’anni alla omicidi avrei mai pensato di assistere ad un casino simile- Richmann stava scandagliando la stanza come se non fosse li già da un’ora abbondante. Alan si guardò le scarpe. Ne sollevò una scoprendo l’impronta sottostante. Sul pavimento, ricoperto per l’intera metratura della stanza da un sottile strato di sangue rappreso, vi erano impresse le impronte di tutta la squadra della scientifica lì presente, comprese le sue e quelle di Richmann. L’arredamento della camera era per gran parte costituito da elementi moderni dal design minimale, fatta eccezione per il letto matrimoniale a baldacchino. Le bianche tende di velluto circondavano un letto dal sapore ottocentesco, con federe dei cuscini e lenzuola di pura seta bianca. Ma il sangue aveva ricoperto tutto quanto. I mobili, il pavimento e le pareti erano sommersi da una quantità di sangue tanto  inimmaginabile da rendere difficile credere che  potesse scorrere nelle vene di una persona sola. Lo sguardo di Alan si posò sul grande tappeto  posto proprio ai piedi del letto. Il sangue gli rendeva difficile determinare di che colore fosse, ma la trama così particolare gli era stranamente familiare: file alterne di rombi ed esagoni collegati tra loro da una lunga e spessa riga. -Abbiamo interrogato il proprietario dell’albergo.- Si avvicinò ad Alan una giovane donna mulatta dai lunghi capelli neri. Aveva in mano una cartellina a cui erano pinzati decine di fogli scarabocchiati ed indossava la divisa della squadra scientifica del dipartimento di polizia. -La stanza era occupata da un certo Carl Hann da quasi una settimana. Dalle nostre verifiche risulta essere un venditore porta a porta. Non era di qui. Nessun precedente penale, nessuna affiliazione a qualche giro strano. Era parte di una comunità di ferventi cattolici, organizzava raduni, incontri, preghiere, una sorta di predicatore da messa sotto ai tendoni con tanto di santoni e guaritori, cose così. -Cosa che è perfettamente compatibile con il contenuto della ventiquattrore che abbiamo trovato nell’armadio- Disse Richmann avvicinandosi ai due. -Bibbie- Annuì Alan. Sospirò, mettendosi le mani sui fianchi e fissando il pavimento. -Abbiamo davvero poco. Spero che i suoi uomini sappiano quello che fanno. -So cosa sta pensando detective, ma era inevitabile- Sembrò giustificarsi la donna. -Ho fiducia nella scientifica, agente- Intorno a loro, una decina di agenti della scientifica stavano fotografando ogni centimetro della stanza. Il rumore costante e frenetico degli otturatori delle macchine fotografiche rompeva il silenzio ovattato della stanza. -Le nostre impronte saranno sicuramente isolabili. Non è la contaminazione della scena che mi preoccupa. Per quanto banale possa sembrare, la cosa che mi disturba di più è l’assenza del cadavere. Niente cadavere, nessun segno di spostamento. Ha mai visto una cosa del genere, agente?- Nel dirlo, Alan si avvicinò circospetto al comodino. La sua attenzione fu catturata da una piccola agenda rivestita in finta pelle. Indossò i guanti in lattice che fino a quel momento avevano fatto capolino dalla tasca dei pantaloni, e prese l’agenda. -Richmann. Sai se questa fa parte della dotazione standard dell’albergo?- Il collega gli si avvicinò pigro. -Non ho mai visto nient’altro che bibbie sui comodini degli alberghi. Magari era della vittima- -Sempre che esista una vittima- Alan aprì l’agenda. Sulla prima pagina, scritta in un corsivo perfetto, un’unica frase occupava il centro della pagina. -Non ha un cazzo di significato, ma almeno abbiamo un nome- Osservò rude Richmann. -“Elimina i tuoi freni inibitori. Sopprimi la morale. Elimina il tuo censore interiore”. Sembra la citazione di qualcosa, probabilmente di questo tale- Il dito di Alan accarezzò la firma posta sotto la frase. -“R. Eastman”. Mai letto niente del signor Eastman?- Richmann guardò bonario il collega. -Sei tu quello colto tra i due. Incarico uno dei ragazzi di fare delle ricerche-. Richmann si allontanò, lasciando Alan da solo a sfogliare il resto dell’agenda che risultò vergine. Tornò a contemplare la frase scritta sulla prima pagina e fece scorrere il polpastrello sulle lettere per tutta la lunghezza della frase. -Non è stata scritta a penna. Sembra stampata.- Il faccione di Richmann fece capolino da dietro la sua spalla. -Difficile stampare qualcosa su una singola pagina senza strapparla. Hanno usato dei timbri forse? Ma perchè?- -Per evitare di usare la propria grafia. Quest’agenda non è della vittima, Richmann. Questa è una specie di firma. E’ chiaro che ci troviamo davanti a qualcuno che si vuole divertire con noi. E temo che questo sia solo l’inizio. 

Nel prossimo capitolo

  • Viene introdotto un nuovo personaggio (45%)
    45
  • Conosciamo meglio Richmann (0%)
    0
  • Conosciamo meglio Alan (55%)
    55

Voti totali: 11

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14 Commenti

  1. Eccomi. Ti ho scoperto perché sei venuto a leggere il mio nuovo racconto e mi sono incuriosito per il tuo commento. Tranquillo, non è solo per un voto di scambio che sono qui, ho letto i due episodi e mi sono incuriosito.
    Anche nel secondo capitolo non hai dato una formattazione più chiara del testo, eppure è facile: basta andare a capo prima e dopo ogni dialogo. Gli a capo li puoi aggiungere anche dopo che hai incollato il testo su questo sito.
    Ti seguo con interesse.

  2. Mi piace l’atmosfera da thriller classico mista a quella più cupa dell’horror. Concordo con chi dice che i dialoghi appaiono un po’ confusi (graficamente) ma ben costruiti nella forma, che per ora hanno aiutato molto a caratterizzare Richmann e Alan. Voto per conoscere meglio Alan, in fondo è il protagonista 🙂

  3. Nuovo personaggio, magari colui/colei/la cosa che si sta divertendo. Seguo la storia, poiché le primissime righe mi hanno incuriosito, l’incipit per ora la parte più coinvolgente. Delle virgolette a mio avviso aiuterebbero a distinguere meglio i dialoghi, ma la scrittura è comunque scorrevole. A presto.

  4. il tuo personaggio è un poliziotto tormentato con la capacità di vedere con gli occhi del killer? Oppure è uno sbirro con dipendenza da farmaci che si ritrova ad avere allucinazioni? Mi piace l’ambientazione e mi piacciono le descrizioni. Vediamo cosa combina Alan in un sudicio appartamento.

  5. Ciao, il tuo racconto non aveva ancora ricevuto visite, così mi sono fatta avanti per rompere il ghiaccio. Su the Incipit è difficile avere “clienti”, nel senso che se vuoi essere letto, devi improvvisarti lettore a tua volta e leggere anche le storie degli altri. Come primo capitolo, è giusto non avere ancora tutto chiaro, l’alone di mistero è una delle caratteristiche che ti permette di agganciare i lettori. Mi pare di capire che grazie a una pillola, gli incubi se ne vanno. Ci spostiamo in un sudicio appartamento, lo so, non è il massimo, ma in fondo è pur sempre un horror… a presto.

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