Sara dei morti

Dove eravamo rimasti?

Come finisce? Fuggono (100%)

Incubo senza fine

Le ragazze iniziarono a ispezionare la stazione. Arrivarono nell’ufficio principale, ma le uniche cose che videro furono segni di colluttazione; era evidente che fosse successo qualcosa di brutto. L’idea di trovare un presidio militare in grado di salvarle era ormai sfumata. Entrarono in quello che sembrava essere l’ufficio principale. Il posto era completamente a soqquadro. Sulla scrivania una mappa indicava la zona a rischio, definita “compromessa” in calce alla mappa stessa.

«Quest’area pare sia ormai inaccessibile. Io ho inviato mia sorella proprio in quella zona!»

«La mappa indica un’altra postazione fuori dall’area compromessa!»

Sara andò verso la radio e cercò di comunicare con la postazione indicata sulla mappa.

«Ci troviamo nella stazione 24F. C’è qualcuno?»

«24F vi riceviamo. Ci troviamo in un’area sicura presidiata da militari. Potete raggiungerci!»

Le ragazze gioirono, forse non tutto era perduto.

«Devo inviare le coordinate a mia sorella!»

Dopo aver inviato il messaggio alla sorella, Sara si rivolse alle amiche.

«Io andrò verso gli scavi, voi potete occuparvi delle vostre famiglie se volete. Non posso obbligarvi a seguirmi.»

Rebecca intervenne dicendo che avrebbe seguito Sara alle catacombe, mentre Chiara preferì procedere col treno insieme al conducente. Le ragazze si abbracciarono e si ripromisero di incontrarsi dopo. Sara e Rebecca s’inoltrarono nell’oscurità dei boschi mentre Chiara salì sul treno.

«Spero di non aver fatto un altro errore!»

Chiara fisso dietro di sé e vide la città che avevano appena lasciato distruggersi. Erano riuscite a mettersi in salvo prima che tutto esplodesse. Il posto in cui vivevano era scomparso e tutt’intorno imperversava l’inferno. Qualsiasi scelta si sarebbe rivelata pericolosa, ma decise di proseguire. Le amiche, forti dello stesso sentimento, stavano raggiungendo le catacombe, forse il luogo dove aveva avuto origine questo incubo senza fine.

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23 Commenti

  1. Ciao Paolo,
    ho letto questo capitolo con interesse, ma mi sono fermata a pensare a l perché una ragazzina dovrebbe non solo possedere ma saper maneggiare un fucile…
    La reazione alla morte dei genitori e all’uccisione, per sua mano di un uomo, l’ha lasciata alquanto indifferente, sbaglio?
    Dovresti cambiare i segni con le caporali, lo fai dal menu INSERISCI di Word, scegliendo CARATTERI SPECIALI.
    Il capitolo fila, intendiamoci, solo trovo un po’ strano quello di cui sopra.
    Ti saluto e scusa il ritardo, mi sono persa la notifica…
    Alla prossima!

  2. Ciao Paolo,
    bentornato. Ne è passato di tempo. Non ti biasimo, avrai avuto le tue buone ragioni. invece devo farti i complimenti, sei molto migliorato in questo periodo di pausa, bravo.
    La cosa si fa interessante, le premonizioni e le interferenze da dimensioni differenti, il paranormale, in un horror ci stanno sempre bene.
    L’unico appunto che mi sento di farti, ma è davvero una piccolezza, è riguardo alla ripetizione dei nomi, per il resto: avanti così!
    Alla prossima!

  3. Ciao
    Incipit interessante e misterioso.
    Sono curiosa di scoprire cosa sta succedendo a Sara.
    Di solito quando leggo di incubi ad occhi aperti, sangue e strani presagi, diciamo che mi sento a mio agio.
    Decido di seguire la tua storia.
    Come ti consiglia Keziarica, se puoi, non lasciare passare molto tempo tra la stesura di un capitolo e l’altro.
    I lettori coinvolti anche in altre storie potrebbero dimenticare quanto scritto e rileggere ogni volta i paragrafi precedenti, non è molto comodo.
    Ti faccio solamente notare un errorino di tempo verbale all’inizio, mentre nelle ultime 10 righe hai utilizzato la parola “messaggio” in maniera troppo ravvicinata. Ti consiglio un sinonimo o un’altra parola tipo “risposta”, “riscontro” o qualcos’altro di tuo gradimento.
    Ciao!
    Ilaria_S

  4. Ciao, in pratica hai attinto a tutti e tre gli scenari…
    questo capitolo é sicuramente più curato del primo, però credo che tu abbia impiegato molto tempo per pubblicarlo, il che costringe il lettore a tornare indietro per capire dove era davvero rimasto.
    Tuttavia, la trama pare interessante. Aspetto il prossimo capitolo.
    Non far passare troppo tempo!?

  5. Lo spunto promette una trama interessante, ma se posso esprimere un parere sulla stesura del testo , la lettura tende ad essere troppo veloce con percorsi a balzi tra una
    descrizione e l’altra. Dato il tema dovrebbe crearsi un’atmosfera più lenta in modo da lasciare al lettore il tempo di ambientarsi in un clima con più tensione psicologica. Ma è una sensazione sicuramente personale. grazie dell’attenzione … ciao!

  6. Solo una sfumatura, se si può correggere il testo:
    corretto il tempo presente nel verbo essere in questa frase, considerando che l’incipit è tutto al passato/imperfetto?

    “Non riusciva a ricordare nulla e nella sua mente tra il momento in cui ATTRAVERSA la strada sotto casa e il risveglio nella stanza c’E’ solo un breve stacco nero.

    Complimenti per l’inizio! Intrigante!

  7. Ciao!
    Direi che le condizioni di Sara peggiorano!
    Mi hai trascinato in questa storia con la forza di un uragano, un incipit molto promettente!
    Mi piace l’atmosfera cupa che traspare dalle tue parole, così come il senso di trovarsi a un paio di centimetri dal precipizio: una leggera folata di vento, e cadiamo giù nel mondo di Sara, in quello che lei e solo lei vede (e cerca di trasmetterci con le parole)!
    Ti seguo!

  8. A mio parere:: rischiando di trascinare la flebo (attaccata?) al braccio. Tra il momento in cui attraversa la strada sotto casa e il risveglio nella stanza c’è (c’era)solo un breve stacco nero. Un senso di disagio, ma (il ma é di troppo) del quale non si preoccupò più di tanto. Uscire dalla stanza di un ospedale con (un’) arma.
    Ecco, direi questo. Intanto ti seguo e aspetto prox. ?

    • Ti ringrazio moltissimo per il tempo che mi stai dedicando. 🙂 Ho utilizzato “c’è” invece di “c’era” probabilmente per indicare che lo “stacco nero” è nella sua testa in quel momento (quando si trova in ospedale), ma hai ragione. Andrebbe modificato il tempo. Di sicuro lo farò sul testo originale. Su “The Incipit” purtroppo non si possono apportare modifiche. -_- Il “ma” secondo me non è tecnicamente errato. Si tratta di un’avversativa e credo di averla inserita per creare contrasto con il fatto di “percepire un acuirsi”. Effettivamente sembra scorrere meglio senza. L’ultima cosa che hai citato mi è sfuggita, nonostante diverse riletture. I tuoi commenti sono molto utili per me. Grazie.
      Paolo

      • Mi riferivo alla mancanza di articolo in questa frase: uscire dalla stanza di un ospedale con arma? Io avrei scritto con UN’ARMA, ?
        Non devi ringraziarmi, leggere mi piace e se posso cerco di commentare Con onestà., Trovo che questa piattaforma sia ottima. Qui le persone si leggono, si scambiano consigli e critiche costruttive. Mi piace lo spirito che c’è qui e sono felicissima quando gli altri autori, leggendo la mia storia, commentano, perché il parere dei lettori é preziosissimo!
        Continua il racconto sono curiosa di sapere come va a finire la storia!

        • Si esatto intendevo proprio quello. Cioè nonostante l’abbia riletto più volte prima di pubblicarlo, mi è sfuggito. Infatti “…di un ospedale con arma” non si può proprio leggere. 😀 Mi sembra una bella piattaforma e la community sembra educata e capace di critiche costruttive. Non capita spesso sul web. Spero che la prima impressione sia quella giusta. Grazie. Ciao.

  9. Ciao, secondo me hai infilato troppi avvenimenti in un solo capitolo. Avresti potuto sviluppare meglio alcuni aspetti del personaggio e dell’incidente accorsole. C’è qualche refuso qua e là, forse figlio della fretta. Attenzione ai tempi verbali. Aspetto comunque prossimo capitolo per sapere cosa accade a Sara.
    ?

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