Tutta colpa di Flashdance

Accidenti all’oroscopo!

Non è facile per nessuno sorridere alla vita di prima mattina, ancor meno quando ti chiami Bottazzi Jennifer perché tua madre, incinta, era una fan incondizionata di “Flashdance”; hai trent’anni non più tondi; dieci chili di troppo, tondi quelli sì, anche troppo; non fai sesso da settimane perché il tuo ultimo, cioè quello che pensavi sarebbe stato l’ultimo, ragazzo ti ha mollata con un messaggio Whattsapp e non hai ancora trovato il coraggio di ricominciare a bazzicare le serate per single. Se poi, alla radio, l’oroscopo ti annuncia “un imprevisto sconvolgerà i vostri piani, non opponetevi al destino, lasciatevi trasportare, sono gli imponderabili a cambiare la vita”, non provare nemmeno a sperare che sia un buon presagio.

Questo, più o meno, pensava Jenn nel momento in cui si accorse di aver bucato.

L’unico modo in cui questo imprevisto poteva cambiarle la vita era facendole perdere il lavoro verso cui era diretta; oroscopo o no, non le restava che cambiare la gomma tentando di non sporcarsi troppo e percorrere gli ultimi chilometri che la separavano dalla sua meta.

Benedisse in cuor suo la madre che, seppur di dubbi gusti nella scelta di nomi per i figli, era stata così saggia da insistere per farle tenere nel baule una vera ruota di scorta, e non una di quelle robe giallo-arancioni con cui a fatica si raggiungono i cinquanta chilometri orari.

Il cambio della gomma fu relativamente rapido, non era la prima volta che la cosa le capitava, anzi, inconvenienti di quello e di molti altri tipi erano all’ordine del giorno nella sua vita; a volte si sorprendeva a chiedersi se le famose ”leggi di Murphy” non fossero state scritte apposta per lei.

Riprese il viaggio a velocità sostenuta, ma senza superare troppo i limiti, con la sua fortuna  avrebbe sicuramente rischiato di imbattersi in un controllo della Stradale. Quando infine raggiunse il cancello di “Villa del crepuscolo sereno” era in ritardo di quasi un’ora, ma forse era ancora in tempo per salvare la missione di lavoro.

Scese dall’auto cercando di spazzolare via con la mano lo sfregio nero lasciatole sui pantaloni dallo pneumatico forato: la macchia si allargò in un vasto alone grigio. Si guardò le mani, nere, nonostante le decine di salviette con cui aveva cercato di nettarle, in particolar modo sotto le unghie, sembrava avesse scavato nel carbone a mani nude, bel modo di presentarsi al lavoro. Si disse che avrebbe dovuto pensare a tenere un paio di guanti da lavoro in macchina, e forse dei vestiti di ricambio.

L’impiegata che la accolse da dietro il bancone della reception sembrava far parte di quella categoria di donne che, benché giovani d’età e d’aspetto, sono in realtà già vecchie di pensiero e di sentimenti, non si aspettano nessuna sorpresa e in ogni caso la evitano, hanno già programmato tutta la loro vita nei minimi dettagli fino al giorno del loro funerale, e niente deve distrarle da quella pianificazione.

«Buongiorno. Desidera? L’orario delle visite è dalle sedici alle diciannove e trenta nei giorni feriali.»

«Non sono in visita, sono qui per l’incarico, la missione interim, il lavoro, insomma. Devo rimpiazzare un’ impiegata malata, credo, voglio dire, avevo appuntamento – guardò miseramente l’orologio – cinquanta minuti fa. Ho forato durante il tragitto, non è…»

«Alla “Villa del crepuscolo sereno” siamo molto scrupolosi sugli orari. I nostri ospiti necessitano di stabilità, di orari regolari, di ordine. Un ritardo, un’asimmetria nella loro rassicurante routine quotidiana può creare scompensi enormi alla loro tranquillità emotiva.»

Jennifer pensò brevemente a sua nonna Ida a chi, a quasi ottantasette anni, ancora capitava di decidere il venerdì sera, su un colpo di testa, di sistemare in freezer la cena già pronta e imbarcare un paio di amiche per un fine settimana balera-spiaggia-torneo di bocce in Riviera.

Si preparava mestamente a perorare la propria causa con atteggiamento supplicante e addolorata, pur morendo dalla voglia di esprimere liberamente il proprio pensiero: “brutta stronza, credi che lo abbia deciso io di bucare?”, quando da una porta recante la scritta “Direzione”, alle spalle della receptionist, entrò un uomo.

I capelli ancora scuri, dal taglio fintamente scompigliato, cominciavano a brizzolare sulle tempie; qualche ruga perfettamente incorniciata da un completo grigio chiaro, tagliato su misura, anche il più inesperto lo avrebbe notato; un’espressione seria e austera, stemperata da una luce di ironia negli occhi scuri, quasi impercettibile, ma presente: una cinquantina davvero ben portata e seducente, si sorprese a pensare Jenn prima di ricomporsi. Decisamente la mancanza di vita sessuale cominciava a pesarle, doveva rimediare. Ma più tardi, ora voleva solo ottenere il lavoro per cui era arrivata fin lì.

«Senta, mi scusi, davvero, vorrei..»

L’uomo la interruppe con un cenno della mano, deciso ma non scortese:

«Buongiorno, la signorina Bottazzi? Finalmente è arrivata, abbiamo un problema e credo che lei potrebbe aiutarci a risolverlo.»

Qual è il problema e in che modo Jenn può risolverlo?

  • Il prestigiatore-cantante che doveva esibirsi alla "Villa" ha avuto un incidente. Jenn dovrà occuparsi dell'entertainment degli anziani (67%)
    67
  • Il cuoco sembra scomparso, il pranzo tarda e gli anziani protestano. Jenn, aiuto cuoco a interim, riuscirà a salvare la situazione? (0%)
    0
  • Un anziano si è barricato in camera e respinge tutti i membri del personale. Un volto nuovo come Jenn, operatrice a interim, sarà d'aiuto? (33%)
    33
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126 Commenti

  • E la Cenerentola allupata visse per sempre felice e contenta…
    Certo, avrebbe preferito il presunto spacciatore, però dai, anche l’autorevole direttore dal ciuffo ribelle apparentemente fuori portata va bene lo stesso 😀
    E poi adesso avrà un amico caro con cui confidarsi.
    Ora però seguirò il consiglio finale sul cominciare le mie storie 🙂
    Ciao Maanikino,
    ci si vede su questi schermi 🙂
    a presto!

  • Il sipario si chiude accompagnato da meritati applausi!
    Brava Maan, ottimo finale ad effetto. Divertente, coinvolgente, attuale… Certo che questa botta di intraprendenza da Jenn non me l’aspettavo. E mi è piaciuta molto!
    Spero di leggere presto altre rocambolesche avventure firmate da te.
    A presto.

  • Ciao Maan,
    Accidenti, una bella lezione su come “saltare alle conclusioni” non porti mai nulla di buono. Ahmad tutto é tranne un losco figuro… il colpo di scena del fidanzato Luca non me li aspettavo. Brava.
    Menomale che alla fine Marsala é arrivato a chiederle di uscire… magari li rivedremo…
    Bel finale.
    Alla prossima!

  • Ciao MK,
    complimenti per la copertina ricca di caramelle colorate 😉
    Per quanto cerchi di sforzare la mia infinita immaginazione, non riesco a capire cosa ci sia in quel maledetto pacchetto. Cosa? Cosa?
    Nell’attesa vado a prendere delle caramelle gommose e voto per il Marsala.

    • Per il Marsala uomo o quello da bere?
      Perché caramelle gommose più vino dolce fanno davvero troppi zuccheri! XD
      Non avevo più spazio per i pacchetti, ho preferito lasciare in sospeso fino all’ultimo capitolo ma l'”arcano” sarà svelato in apertura del prossimo episodio, spero non siate delusi!
      Ciao Laney

  • Ciao cara,
    sono stata lontana un pò e ti ritrovo con la meritata copertina…complimenti!
    Ma sono palloncini o pillole??? Forse ci voleva anche una ballerina in tutina succinta però 😉
    A parte gli scherzi vedo che siamo alla conclusione di questa avventura, e so che Jenn mi mancherà! Ma gli occhi vellutati? E le fantasie “ghostesche” non troveranno pratica attuazione?
    Sono curiosa e ho votato Ahmad, seppure in minoranza.
    Al gran finale!

    • Al bourlesque non avevo pensato: in più di vecchietti e “pilllole” avevo suggerito romance ma non ha trovato spazio. I vecchietti ci sono, l’importante è quello.
      Ti confesso che né io né Jenn sapevamo scegliere tra il giovane dagli occhi vellutati e il direttore dal fascino brizzolato: lascio scegliere ai miei pochi ma buoni lettori fidati. Sembra che il Marsala abbia la meglio.
      Ciao
      P.S. Jenn mancherà anche a me… sto riflettendo a nuove avventure: vacanza da single, matrimonio di un’amica, riconversione professionale…. non so rifletto 😉

  • Ciao Maan,
    complimenti per la copertina, è fantastica!!
    questo capitolo mi è parso un po’ più riflessivo. Me li ricordo i tempi di Flashdance e di Ghost, e ricordo anche i tagli repentini di capelli. Ho ancora vivida nella mente l’immagine della mia migliore amica di allora, che piangeva sommessamente, mentre il parrucchiere dava le ultime sforbiciate per aggiustarle un caschetto pieno, che aveva sostituito una lunga chioma corvina.
    ricordo mio padre che mi faceva sempre tagliare i capelli “alla maschietta” come diceva lui… ma sto divagando.
    Siamo quasi giunti al termine, aspetto il finale e spero che ci sia Marsala a farle terminare in bellezza.
    alla prossima!

    • Sì, la copertina piace molto anche a me, avevo chiesto anche un accenno agli e-romance ma a quanto pare ne erano sprovvisti: va benissimo anche così.
      Riflessivo? Dev’essere la paura che la attanaglia… divagando, ti dirò: ho qualche annetto in più di Jenn e nel mio caso era un’amica che ci faceva sorbire la cassetta di Ghost quasi ogni venerdì, aspettando l’ora (tardiva) di andare in discoteca e restando nell’autobiografico, mia madre, che da bambina non ha mai sopportato ler lunghe trecce a cui sua madre la costringeva, mi ha obbligato ai capelli corti tutta l’infanzia. Aggiungici i grandi occhiali a montatura plasticosa e il fatto di essere la prima della classe… una vita sociale infantile più complicata della media 😀 Quindi per molte cose capisco e solidarizzo con Jennifer.
      Nel finale credo ci saranno tutti, ma prima i “pacchetti”! 😉
      Grazie di essere qui

  • Mi immagino che, nonostante la sfiga, la dolce Jenn venga perdonata e, alla fine, chissà che il direttore non decida di assumerla a tempo pieno. Sembra perfetta per quel posto. Ovviamente non smetterà mai di combinare guai, ma è talmente adorabile nella sua goffezza! Mi sembra appropriato che le venga concesso un lieto fine, dopo tutti quei batticuori (e dopo essere sopravvissuta a una madre del genere).?
    Scusa, sono andata oltre al mio compito di scelta di opzione, ma sei stata così convincente nel disegnare il personaggio che ormai Jenn è diventata una mia cara amica, a cui augurare il meglio.
    Brava Maan!

    • Sono contenta,
      mi ci sono affezionata anche io alla signorina Bottazzi. Credo di non spoilerare dicendoti che non credo che finirà vittima di una vendetta mafiosa 😉
      Però sei molto più sensata di me, pensi al suo futuro lavorativo, io pensavo solo a una cenetta più varie ed eventuali… XD
      Ciao e grazie mille!

  • Finalmente i laboratori creativi che per due volte avevo votato! Carino anche questo episodio. State arrivando tutti alla fine dei vostri racconti e invece io e Diego siamo stati costretti a rallentare negli ultimi due episodi su richiesta della redazione e non per tatticismi.
    Anche stavolta tornerai subito a scrivere? Sotto quale veste?

    • Eh, i pacchetti, secondo me non indovinerai mai!
      Ti confesso che fino alla penultima revisione la Beata era solo una suora più bella della media poi mi ha fatto ridere immaginare che il vecchio allupato avesse messo la mano al c…oncetto anche della vergine incinta 🙂
      Però per i pacchetti forse qualche indizio c’è l’hai, chissà… sai che è più giallo questo che quello di Sirio? XD

    • Light nel senso senza fisime esistenziali? 🙂
      Mi sto rendendo conto che scrivere comico mi piace un sacco, sto andando in una sorta di chick lit un po’ trash, non so. Ma ho ancora anche parecchie fisime esistenziali da esplorare, temo che le mie personalità continueranno a convivere.
      Ciao, Napo

      • Figurati! I miei personaggi sono pieni di fisime esistenziali, quindi non posso non concordare con te sulla tematica della Marezia originale. È che ogni tanto è piacevole leggere una versione light, meno introspettiva. Tutto qui.

  • Non sono tanto convinta che possano sospettare di Jenn, ma essendo un catalizzatore di sfiga, potrebbe capitare, d’altronde la sua capacità di dissimulare sembra piuttosto scarsa.
    La signorina “Ponza la str..za” mi ha fatto ridere di gusto. Bella pennellata.
    Brava, continua così!

    • No, dici che non sa fingere? Che le si legge dentro come un libro aperto? Sai che vergogna allora con i pensieri peccaminosi che fa sul direttore e su Ahmad, allora 😉
      In realtà io avevo pensato a un altro bersaglio delle accuse ma se puntate tutti il dito su di lei, vabbè tanto piove sempre sul bagnato, no?
      Ciao

  • ciao Man,
    🙂 Non avrei mai immaginato che una casa di riposo potesse essere così divertente! Questo vecchietto con la mano vispa è proprio terribile! Povera Jenn ma dove è andata a capitare? Io dico che accusano lei e vediamo che succede.
    Complimenti, il tono è divertente ma impeccabile nella forma.
    aspetto il prossimo, non manca molto alla fine…
    ciao!!

    • Infatti questa volta ha lasciato una scelta limitata so più o meno come sa dovrà succedere nei prossim capitoli per arrivare alla chiusa.
      Grazie, Keziarica e non preoccuparti per il correttore pensa che io ho il correttore in francese, non ti dico la roba che mi tira fuori a volte mentre tento di scrivere in italiano corretto 🙂

  • Ah ah ah, d’ora in poi la maglietta della salute Liabel sarà in dotazione ai vigli del fuoco per caso?!?!?
    Altro spassoso episodio, anche se io avrei fatto pensare a Jenn “Accipicchia, fanno sesso pure i vecchietti e io nulla!!!”!!! 😉
    No scherzo 😉
    Buffa la barba all’aroma di ginepro e strudel…senti, ma il romanzo sul sicario “Mi hai colpito al cuore, prendimi sono tuo” è quello che stai scrivendo ma non riesci a concludere?!?!? 😉
    Scusa, stasera mi sto divertendo un sacco…ed è merito del tuo episodio 😉
    Io ho votato per omertà totale senza intervento del Direttore 😉

    ps: ma la Iolanda è un nome scelto a caso o…??? Chi è che la chiama così…la Littizzetto forse???

    • Ma ti pare che io possa scrivere romanzi d’amore? 😉
      No, le trame e titoli che sto infilando il racconto sono amorevoli strizzate d’occhio al vasto multiforme e quasi infinito mondo dei romance in selfpublishing, di cui ignoravo tutto fino a poco fa ma in cui mi imbatto ormai ininterrottamente frequentando i forum di scrittura.
      Senti, a me sta sciocchezza della Liabel mi fa ridere da quando mi è venuta in mente, che ti devo dire, non sono sanissima 🙂
      Ho finalmente trovato il tempo di scrivere il prossimo capitolo, sarà più sobrio e penso meno divertente ma devo pur far andare avanti la trama, siamo quasi al finale. Il tempo di rileggere e ritoccare e pubblico.
      Ciao e grazie, carissima

      P.S. No, me lo ha già chiesto anche Napo, la Litti non mi era proprio venuta in mente. Quando nel capitolo precedente ho nominato la Iolanda era per trovare un nome all’antica da donnone del tempo andato e quando mi serviva qualcuna disposta a andare col manomorta mi è venuta in mente lei, la diabetica golosa 🙂 Nessun doppio senso nascosto… o allora molto inconscio!

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