Bartender

Gin Tonic

Filippo quasi non si tagliò un dito mentre affettava i limoni.

«Martina, quell’uomo è completamente nudo!» esclamò sconcertato.

«Non fare quella faccia, te l’ho spiegato cosa fanno qui dentro» rispose Martina severa.

«Hai detto che si trattava di una festa privata, non di un bordello!»

«Non dire quella parola! Questa è una serata in cui le persone si incontrano e fanno… beh fanno cose private. Non ci sono prostitute, accompagnatori o cose del genere. Punto.»

Filippo si guardò intorno perplesso. Una donna si stava lentamente spogliando davanti una giovane coppia. I due assistevano al suo spogliarello comodamente seduti su un divano di velluto blu.

«Non lo so, mi sento un po’ a disagio» disse il ragazzo lanciando un’occhiata fugace al fondoschiena della donna.

Martina sorrise.

«Tranquillo, poi ci fai l’abitudine. L’importante è seguire le regole che ti ho dato. A proposito, te le ricordi?»

«Sì. Stare sempre dietro il bancone, evitare i contatti fisici con i clienti e attenersi ai cocktail della lista.»

«Non mi sembra una cosa difficile, no?» domandò Martina versando delle arachidi in una ciotola.

Filippo mise i limoni in un’insalatiera e sciacquò il coltello con dell’acqua calda.

«Posso capire le prime due regole» disse pensieroso.

«Ma perché non posso preparare qualcosa di diverso da quello che c’è sulla lista? Voglio dire, se abbiamo gli ingredienti cosa mi impedisce di preparare un Tequila Sunrise

Martina scosse la testa.

«Ascoltami bene, abbiamo imposto questa regola dopo l’incidente del White Russian

«Quello in cui Stefano è stato licenziato?» domandò Filippo.

«No, Stefano è stato mandato via perché l’hanno trovato a letto con la cinese e suo marito. L’incidente del White Russian l’ha causato Diego.»

«Ah, ok.»

«Ascoltami Filippo, la paga è buona e il lavoro non è troppo faticoso. Capisco che sei in imbarazzo, ma questo è il tuo primo giorno. Se riesci a entrare nel giro poi sarà tutto in discesa.»

Se lo dici tu, pensò il ragazzo.

Speriamo che nessuno venga a sapere di questa storia. Non so mia madre come potrebbe prenderla.

Il ragazzo aveva detto ai suoi che avrebbe lavorato in una discoteca nei weekend.

«Se ti servono i soldi te li diamo noi» aveva detto il padre.

«Ingegneria è una facoltà difficile, non vorrei che tu trascurassi gli studi con questa storia.»

-Per non parlare di Stella. Se sapesse che sono circondato di donne nude mi lascerebbe di sicuro. Ma che dico, le basterebbe sapere che sto lavorando con Martina. La odia.

Filippo aveva già lavorato come bartender durante l’estate, e dopo il diploma aveva anche seguito un corso come barman acrobatico. Era lì che aveva conosciuto Martina, cinque anni più grande di lui, un fisico da fotomodella e uno sguardo mozzafiato.

-Ma che cavolo, alla fine sto solamente facendo il mio lavoro.

«Ehi bel ragazzo!»

Una voce femminile lo riportò bruscamente alla realtà. Filippo alzò lo sguardo, una donna molto alta con indosso un perizoma verde lo stava chiamando. Non aveva il reggiseno, però sui capezzoli portava due ventose con la sagoma di Mickey Mouse.

«Ti piacciono i miei copricapezzoli?» chiese la donna sorridendo.

«Ehm, sì» rispose Filippo imbarazzato.

«Cosa desidera?» domandò cercando di portare il discorso lontano dai copricapezzoli.

«Cosa desidero?» sghignazzò la donna.

«Tu credi di essere un tipo in grado di soddisfare i miei desideri?»

Filippo lottò per mantenere la calma.

«Certo, soddisfare i desideri dei propri clienti è il compito di ogni bartender.»

La donna rise di gusto alle sue parole.

«Bartender? Cos’è un modo elegante per dire barista?» domandò divertita.

Per tutta risposta Filippo prese una bottiglia di gin e la lanciò in aria, contemporaneamente afferrò un bicchiere dallo sgocciolatoio, lo riempì di ghiaccio e lo mise sul bancone. Un attimo dopo la bottiglia era nella sua mano dietro la schiena. Fece una piroetta, versò il distillato nel bicchiere e aggiunse dell’acqua tonica. Completò il tutto con uno spicchio del limone che aveva tagliato in precedenza. Il tutto durò meno di trenta secondi.

La donna lo guardò meravigliata.

«Oggi ho imparato una cosa nuova, mio caro bartender» disse prendendo il suo Gin Tonic.

Il ragazzo la guardò allontanarsi con il drink in mano. Aveva un tatuaggio di superpippo sul fondoschiena.

Quando si voltò verso Martina, si accorse che la ragazza lo stava guardando severa.

«Cosa c’è?» domandò Filippo.

«Non mi pare di aver trasgredito alle regole. Il Gin Tonic è nella lista dei cocktail permessi.»

«No, infatti non hai fatto nulla di apparentemente sbagliato» rispose Martina freddamente continuando a distribuire gli snack nelle ciotoline sul bancone.

Apparentemente?

Filippo stava per chiedere alla sua collega cosa intendesse con quella parola, quando arrivò un signore con indosso dei boxer azzurro chiaro. Oltre alle mutande color carta da zucchero, il tizio indossava un cappello e degli stivali da cowboy.

«Giovane!» esclamò sbattendo un pugno sul bancone.

«Preparami un Cowboy Cocktail

Cosa succederà nel prossimo capitolo?

  • Ci sarà un imprevisto (0%)
    0
  • Un cliente farà una richiesta particolare (100%)
    100
  • Filippo trasgredirà una regola (0%)
    0
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

146 Commenti

  • Mi piace questo finale, sei anche riuscito a stemperare benissimo quella questione perseguibile penalmente 😀 Ho immaginato nei minimi dettagli come fossero un fumetto in bianco e nero le scene del cowboy e del bicchiere di whisky, di Rachele e del mestolo. Rachele me la immagino un po’come la Valentina di Crepax, chissà perché 🙂

  • «La ferite vanno pulite fino in fondo per mettere fine all’infezione.»
    Nonostante il contesto, questa frase è fantastica. Riassume in una battuta quello che, con ben più ampi giri di parole e paroloni, professano gli psicologi di tutto il mondo, soprattutto quelli a indirizzo psicanalitico.
    Ciao Laney, scusa tanto mi è piaciuto il tuo finale che quasi mi dimenticavo di salutarti.
    Hai un gran bel senso dell’umorismo e, cosa più importante, lo trasmetti agli altri.
    Mi hai fatto sorridere a più riprese, lo sapevo che il cowboy avrebbe usato il bicchiere e il ghiaccio per il suo pene malconcio e non voglio sapere cosa Rachele stesse o dovesse fare col mestolo.
    Mi hai digerito molto col tuo racconto “erotico” magari ti viene voglia di scriverne un altro e io ti aspetto per leggerti con molto piacere, come sempre.
    Alla prossima e ancora complimenti!

    • Ciao K,
      “Riassume in una battuta quello che, con ben più ampi giri di parole e paroloni, professano gli psicologi di tutto il mondo, soprattutto quelli a indirizzo psicanalitico.”
      Un commento forse un po’ esagerato, ma chi sono io per contraddirti? 😀
      Mi fa molto piacere sapere di essere in grado di trasmettere agli altri il mio senso dell’umorismo, grazie 🙂
      Dato che l’unico ostacolo al mia compulsività scribacchina è la pigrizia, credo che tornerò appena mi verrà in mente un incipit e uno stralcio di storia, probabilmente non con questo nick.
      Grazie di avermi seguito,

      a presto

  • Bravo Laney.
    Dopotutto in questo racconto la trama è poco più che un pretesto, tutto è affidato alla tua scrittura fluida e alla leggerezza con la quale hai affrontato un argomento ostico.
    Ora che ha dimostrato che con le parole ci sai fare, non ti resta che inventarti una trama che sia all’altezza della tua bravura.

    • Ciao Cap. Riccio,
      ti ringrazio molto per i tuoi complimenti 🙂
      Per quanto riguarda la trama, come ho accennato a Faby White più sotto, non avevo la benché minima idea di dove andare a parare quando ho iniziato a scrivere. In realtà ogni racconto che ho scritto su TI si basa esclusivamente sulle scelte degli altri utenti della piattaforma, fino alla fine, come potrai notare anche dall’ultima scelta messa a disposizione. D’altra parte lo scopo del sito è proprio questo, trarre ispirazione dai lettori. Ci sono altri siti su cui scrivere quello che si vuole 🙂
      Grazie ancora per avermi seguito,

      a presto!

  • Potrei rompere le scatole con una virgola qui, un trapassato di troppo là, un eccesso di maiuscoli, ma perché?
    A un certo punto stavo seriamente preoccupandomi per la salute del garrulo augello del sig. Cavani ma sembra che stia bene quindi mi sono rilassata e parecchio divertita. Io credo che in fondo nessuno debba recriminare per questo o quel trauma. Perché preoccuparsi delle proprie abitudini seffuali se non fanno soffrire nessuno? Che si rilassino. Però la « psicologia da bancone » del finale è fantastica.
    Strano però che Lane sia stato prima posseduto poi rimpiazzato dallo spirito del Sarcastico. Tornerà il Laney di prima? ?
    Ciao, e, per essere originale, buon anno!

    • “Potrei rompere le scatole con una virgola qui, un trapassato di troppo là, un eccesso di maiuscoli, ma perché?”
      Perchè sei una bacchettona, mia cara Befana. 😀 😀 😀
      Scherzo, sai che necessito dei suggerimenti altrui, specialmente dei tuoi 🙂
      L’eccesso di caratteri cubitali m’è venuto spontaneo perché mentre scrivevo mi è tornato in mente un romanzo breve di Bukowsky, Pulp, in cui a un certo punto c’è una diatriba scritta in maiuscolo. O forse mi sbaglio, l’avrò letto quindici anni fa.
      Non so se il Laney tornerà più quello di prima, sembra che il Sarcastico abbia danneggiato irreversibilmente il suo spirito erotiQuo 😀
      Grazie di tutto,

      a presto!

  • Una storia lunga una serata, che inizia quando gli ospiti sono già all’interno e finisce che ancora devono uscire.
    Nonostante il breve lasso di tempo c’è divertimento.
    La dedizione di Filippo per il suo lavoro ha incalanato il racconto nel binario della “sobrietà”.
    Mi chiedo se avessi inizialmente una visione diversa del finale.
    Semplice curiosità.

    Ben raccontata, complimenti.✌

    • Ciao Faby, quando ho iniziato a scrivere il racconto non avevo la minima idea del finale (e infatti le tre scelte erano piuttosto diverse tra loro). In realtà non avevo neanche in mente una trama ben precisa, doveva solamente esserci questo ragazzo timido in una situazione a lui poco consona. Poi, ho costruito la trama di pari passo con le scelte degli utenti di The Incipit. D’altra parte, è questo lo scopo di questo sito 🙂
      Grazie mille di aver seguito la storia e per i tuoi complimenti 🙂
      A presto!

    • Ciao lupo grigio, piacere di rivederti qui.
      La tua opzione, nonostante sia coerente con il filo degli eventi, resta comunque in minoranza. Lui continuerà a svolgere il proprio lavoro
      L’unico sano? A questo punto forse sì.
      Credo.
      Ci vediamo per l’ultimo capitolo 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi