La spada e il simbolo sacro

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo saremo quasi tutti imprigionati dentro delle celle, ma in qualche modo riusciremo ad evadere.Come? Chara e Geralt, essendo ancora liberi , corrono a salvarci. (60%)

Kadol

Lila

La puzza era insopportabile, chissà quanti altri corpi, erano stati trasportati in quella sacca che adesso ci stava portando chissà dove. Ad un certo punto, sia per il freddo che per la tensione persi i sensi.
Al mio risveglio ero in una cella fredda e buia. L’unica fonte di luce proveniva da uno spioncino in cima alla porta. Le corde erano strette, provai a librarmi ma fu tutto inutile. Intorno a me regnava il silenzio che fu interrotto dall’apertura di una cella seguita da imprecazioni che erano inconfondibilmente quelle di Aurora.Di nuovo il silenzio. Ad un tratto dei passi si fecero sempre più vicini, finché la porta della mia cella si aprì.
Una figura nera e incappucciata si ergeva dalla porta. Senza troppe esitazioni si avvicinò.
-Cosa ci fate qui?- Mi chiese con tono autoritario.
-Ci ha portati il gigante al quale hai detto di catturaci- risposi tentando di tenergli testa. In quell’istante sentii un dolore fortissimo all’altezza dello stomaco.
-Forse non hai capito. Quando ti chiedo qualcosa, devi rispondermi e dirmi la verità- rimasi in silenzio -Cosa ci fai insieme a loro?- mi chiese sollevandomi il viso con una mano.
Non avrebbe mai avuto alcuna informazione da me. -Io, io, non sono con loro- esitai -Li seguo solo perchè mi hanno pagata-
Si allontanò e mi tirò un altro calcio, questa volta in faccia.
-Sbagliato- disse divertito.
-Dev’essere frustante sapere che da aver salvato due delle sorelle siete riusciti a perderle tutte in una sola notte-
Il suo ghigno, sempre fisso sul suo volto, era l’unica cosa che non era nascosta dal suo cappuccio.
-Se sai tutto, perchè continui a farmi domande?- gli chiesi con la voce spezzata dal dolore e le lacrime agli occhi. Tutto ciò non fece altro che procurarmi un altro calcio.
-Perchè mi diverte, Lila- e senza aggiungere altro se ne andò.
Il dolore era fortissimo, il sangue mi colava sul viso e le mie idee erano confuse,ma una cosa era chiara: quello era l’uomo che stavamo cercando, Kadol. Poco dopo la mia vista si offuscò e contro il mio volere, mi addormentai.

Il rumore di passi di due persone mi svegliò. Quando uno dei due individui si fermò davanti alla mia cella iniziai ad immaginare il peggio.
-Lila!- Era la voce di Geralt. La gioia nel sentirla era incommensurabile. In poco tempo riuscì ad abbattere la porta e subito corse verso di me per slegarmi.
-Geralt!- fu l’unica cosa che riuscii a dire prima che le lacrime mi sommergessero. -Lila, tranquilla, io e Chara siamo venuti a liberarvi- disse caldamente.
-Ora usciamo da qui-

Quando uscimmo dalla cella, ci ritrovammo davanti ad una scena che per un attimo mi fece sorridere e non pensare a tutto quello che era successo poco prima.
Chara stava cercando di scassinare una porta quando ad un tratto questa si spalancò. Il ladro, grazie ai suoi riflessi riuscì ad evitare il colpo.
Dalla cella uscì Harley che sembrava essere molto irritata.
-Ma che razza di ladro sei se neanche riesci a scassinare una semplice porta di una stupida cella? Meno male che ho i miei fidati pugnali-
Chara non si scompose.
-Ovviamente ci sei riuscita solo perchè io..-
-Lila! Geralt! State bene!- Lo interruppe brutalmente la barbara correndo verso di noi.
Vedere gran parte del gruppo insieme mi dava un senso di tranquillità che non provavo da molto tempo.
-Ma Lila, cosa ti è successo?- mi chiese Harley preoccupata guardando il mio viso che ancora aveva i segni della visita di Kadol.
Così raccontai agli altri l’accaduto.
-Allora non ci resta altro che trovare i nostri compagni, l’equipaggiamento e poi andare a prendere a calci nel culo quel bastardo!- concluse Halrey.
Così iniziammo a perlustrare in lungo e in largo fino a quando non ci trovammo davanti ad un bivio. Da una parte, un corridoio occupato da ogre che si erano accorti della nostra presenza, e dall’altra delle scale. Chara e Harley rimasero fermi pronti ad affrontare gli ogre, mentre io, Geralt e tre donne, che nel mentre avevamo liberato da altre celle, salimmo le scale. In cima trovammo una porta che fortunatamente non era chiusa a chiave. La stanza sembrava essere uno studio, con una scrivania e un grosso baule. Quando Geralt riuscì ad aprirlo, trovò la maggior parte delle nostre cose. Prese le armi e poi mi disse: -Vado ad aiutare gli altri, tu resta qui con loro – Io annuii. Iniziai, così, a mettermi l’armatura ritrovata, ma ad un tratto, un raggio colpì in pieno una delle tre donne disintegrandola.
-Toglietela!- rimasi immobile. -Altrimenti un’altra di loro morirà-
Quella voce era inconfondibile. Mi girai e Kadol era lì ad osservarmi con un sorriso sprezzante.
-Posso aiutarti- accennai. Lui rise.
-Bene, portami i tuoi amici, indifesi e senza le armi che il tuo amico sta portando loro- fece una pausa -Altrimenti le ammazzo- concluse riferendosi alle due donne rimaste.
Non pensavo accettasse la mia proposta ma anzi credevo che avrebbe disintegrato anche me sul colpo.
-Ah, prendi questo- disse porgendomi un ciondolo a forma di pentacolo.

Lo presi, e senza dire nulla mi avviai verso i miei compagni.

In qualche modo riusciremo ad uscire dalla fortezza. Come?

  • Tornando sui nostri passi (0%)
    0
  • Attraverso un misterioso passaggio segreto (50%)
    50
  • Passando per i loschi sotterranei attraverso una botola (50%)
    50
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22 Commenti

  1. Nove mesi… un parto… non mi ricordo un cavolo!

    Il capitolo presenta diversi problemi: un cambio di punto di vista senza motivo (prima Harley parla di sé in prima persona e poi in terza), diversi errori nelle frasi (Che sia farò della mia vita ?) e saltano frasi qua e là. Magari una rilettura la prossima volta giova 😉

    Per quanto riguarda Lila, purtroppo anche di lei mi ricordo poco, voto la sua conversione 🙂

    Ciao 🙂
    PS: riassuntino?

    • Ciao! Ecco il “riassuntino”
      Harley, barbara di nobili origini, insieme al suo gruppo, formato da Chara, ladro pieno di sè, Geralt, ranger scorbutico, Kain, guerriero ubriacone e Magnus, scudo umano, sono stati ingaggiati da un contadino per salvare le sue tre figlie rapite da un mago malvagio per scopi ignoti. La nostra storia inizia quando il gruppo ritorna dal contadino per riportargli due delle sue tre figlie. Lì incontrano Lila, una chierica di Sarenrae, che chiede di unirsi a loro. Il nuovo gruppo fortamtosi continua la ricerca dell’ultima figlia seguendo gli indizi che portavano al monastero del freddo. Si uniscono anche le due sorelle appena ritrovate. Durante un accampamento, grazie ad un dardo lanciato da Chara, il gruppo viene scoperto e rapito da un gigante che era sulle loro tracce. Chiuse nelle celle, Harley e Lila vengono liberate da Chara e Geralt che erano riusciti a non essere stati presi perché diventati invisibili. Prima però Lila riceve una visita da Kadol, il mago responsabile del rapimento delle tre sorelle, che la interroga. Dopo essere state liberate, Harley e Lila, insieme a Geralt e Chara esplorano il castello alla ricerca del resto dei compagni. Trovano e liberano anche altre tre donne rinchiuse in altre celle. Da lì il gruppo si divide, Harley e Chara iniziano a combattere contro degli ogre, mentre Lila, Geralt e le donne appena liberate, entrano in uno studio dove trovano tutto il loro equipaggiamento. Geralt raggiunge i combattenti portandogli le loro armi. Lila, insieme alle donne rimane nella stanza, e viene raggiunta di nuovo da Kadol che subito disintegra una delle tre donne. Tenendo in ostaggio le altre 2, obbliga Lila a portargli i suoi compagni indifesi.
      Lila raggiunge gli altri, e riesce a liberare anche Magnus e Kain, e subito dopo rivela tutto ciò che era successo nella stanza di Kadol. Il gruppo prova ad elaborare una mezza strategia ma il mago aveva già ucciso gli altri due ostaggi scrivendo con il sangue delle vittime “è colpa tua” riferito a Lila.
      Perse di nuovo tutte e tre le sorelle il gruppo, una volta uscito dal castello, continua il viaggio verso il monastero. Una volta raggiunto, Lila, durante un combattimento, si accorge di aver perso i suoi poteri per via dell’accaduto con le tre donne.
      Ora nell’ultimo capitolo Harley racconta al resto del gruppo, il suo passato, nella stanza dedicata a tutti gli dèi del pantheon, dove il gruppo ha deciso di riposarsi.

  2. O la famiglia od il divieto di magia… mumble… mumble… famiglia ^_^

    Abbiamo una bella crisi per Lila: perderà definitivamente la fede o supererà l’ardua prova? A prossimi capitoli l’ardua sentenza 😛
    Mi piace un casino come viene fuori ‘sta storia ^_^

    Ciao 🙂

  3. Eccomi qua! Da giocatore di ruolo non potevo esimermi 🙂

    L’inizio è stato molto interessante, anche se un po’ riassuntivo, ma due dei personaggi sono già stati inquadrati. Una domanda: avete intenzione di narrare anche il punto di vista degli altri personaggi o vi “passate la palla” da l’una all’altra?

    L’unico errore che ho trovato è stato un a-capo mancato 😉

    Ciao 🙂
    PS: votato Troll

  4. Ritengo l’inizio di questa storia molto interessante e promettente, soprattutto il personaggio di Chara mi dà da pensare che possa rivelarsi un ottimo elemento all’interno della storia.
    In poche righe a lui dedicatogli si riesce a scrutare un personaggio profondo e complesso, decisamente degno di nota.

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