Una piramide di città

Dove eravamo rimasti?

Chi ci sarà dall’altra parte del telefono, e cosa vorrà? Suo zio è agitato e vuole vederla per darle una cosa (67%)

Un regalo di compleanno?!?!

Stavo indossando un vecchio completo che mettevo solo quando andavo a pesca con mio padre, quando squillò il telefono. Mi buttai sul letto per recuperarlo: “Ciao Melissa, ci vediamo alle 11.00 al solito bar, ti aspetto” disse mio zio con fare risoluto. Non ebbi neppure il tempo di proferire parola, chiuse subito la telefonata, come al suo solito. In ritardo, corsi giù a fare colazione. “Ciao papà, tutto pronto per la pesca?” chiesi mentre rubavo dal tavolo una fetta biscottata. “Certo, oggi andiamo alla riserva di pesca, hanno appena rifornito gli stagni con diverse specie di carpe” mi disse sorridendo, era felice ogni volta che andavamo a pesca insieme, un rituale che facevamo da quando la mamma era scomparsa diversi anni prima.

Arrivati alla riserva ci accaparrammo uno dei posti migliori per la pesca e iniziammo ad aspettare. Intenta a preparare le mie esche iniziai a parlare con mio padre: “Papà, tu cosa sai dell’esercito cittadino? Perché è stato istituito? E per favore non darmi una delle solite risposte che si danno ai bambini, ormai sono grande, ho diciannove anni”. Il suo volto rimase stupito, ma mi diede una risposta sincera: “Ventidue anni fa il parco cittadino fu sconvolto da una profonda esplosione, che è stata ovviamente insabbiata. L’esercito è nato per custodire questo segreto e soprattutto quello che comporta. In quel parco hanno scoperto qualche cosa che ci tengono nascosto. Molti pensano ad esperimenti, ma secondo me … Caspita! Questo pesce deve essere enorme!” mi avvicinai a mio padre e insieme cercammo di tirare su la lenza, che si spezzò. “Papà, cosa intendevi con il discorso di prima?” gli chiesi avvicinandomi a lui. Si guardò intorno: “Non qui, adesso c’è un po’ troppa gente. Ne riparliamo questa sera a casa”. Il resto della mattinata proseguì all’insegna del divertimento, delle cinque carpe pescate ne ributtammo in acqua quattro, una sarebbe stata la nostra cena.

Dopo essermi cambiata, mi ritrovai ad aspettare mio zio al solito bar. “Ciao zio, cosa volevi dirmi?” Mi prese per mano e ci sedemmo al centro della sala. Dalla sua borsa tirò fuori una scatola gialla con un enorme fiocco verde: “Auguri piccola mia!” mi abbracciò, io lo guardai sbalordita. Il mio compleanno era passato da un pezzo e mi aveva già fatto un regalo. “Melissa reggimi il gioco, mi osservano da sempre, e questo è l’unico modo per consegnarti un oggetto” mi disse in un orecchio durante l’abbraccio. Il mio cuore batteva all’impazzata, avevo sempre sognato un’avventura e questa era davvero eccitante. Aprii il pacco con grande interesse: “Grazie zio, la maglietta che desideravo!”. Ancora non capivo, ma sapevo che avrei compreso tutto una volta ispezionato il pacco a casa. “Bellissima maglia!” disse la cameriera. La guardai sorridente e mi accorsi che buttava un occhio all’interno del pacco. Feci finta di nulla. Passammo un’oretta insieme, mangiando dei muffin alla mandorla e bevendo un analcolico. Dopo avermi accompagnata fino alla porta di casa, ci lasciammo con un nuovo abbraccio: “Controlla il fondo” mi disse prima di congedarsi.

Corsi nella mia stanza in preda all’agitazione, cosa poteva contenere il pacco? Mi infilai nell’armadio dove fin da piccola avevo creato uno spazio tutto mio, segreto, e aprii la scatola. Iniziai ad ispezionarla e nel muoverla sentii un fruscio provenire dal fondo: caspita, c’era un doppio fondo. Iniziai a rompere la scatola finchè non mi ritrovai tra le mani un piccolo album di fotografie. Sfogliai ciascuna delle 20 foto inserite, ritraevano alcuni sconosciuti in luoghi bizzarri. Un paio sembravano città antiche, di quelle che si vedono nei libri di scuola, anche se davano l’impressione di essere comunque moderne. Altre sembravano città futuristiche, anche se conservavano tracce di antichità. Alcune sembravano ritrarre dei particolari di edifici, altre scorci naturalistici e alcune dei dipinti che non avevo mai visto. L’ultima pagina dell’album conteneva un foglietto con incise delle frasi: “La Terra è meravigliosa, numerosi sono i tesori che cela, poche le vie di accesso”. Dalla pagina sporgeva un secondo foglietto, scritto con un’altra calligrafia, quella di mio zio: “Scegli con cura le persone con cui condividere queste informazioni”. Appoggiai la schiena contro la parete dell’armadio. Ero confusa, non riuscivo a capire il motivo di tanta segretezza. Sembravano foto di ricostruzioni sceniche. Ma sapevo che se mio zio si era comportato così doveva avere le sue buone ragioni.

Nascosi l’album e i pezzi della scatola in un anfratto tra l’armadio e il muro, richiusi tutto e uscii dalla stanza. Ero dubbiosa sul da farsi: se mio zio si era dato tanto da fare a nascondere questo album forse non avrei dovuto farlo vedere ai miei amici. Inoltre la seconda frase era un monito. Dovevo riflettere prima di fare qualsiasi cosa. Intanto avrei proseguito il discorso con mio padre.

***

Pranzai velocemente da sola e iniziai a fare i compiti per il lunedì successivo, così avrei avuto la domenica tutta per me.

Cosa accade nel prossimo episodio?

  • Melissa ha un’intuizione (40%)
    40
  • Melissa incontra Edo ma non sa se aggiornarlo sull’album (0%)
    0
  • Melissa e suo padre iniziano ad approfondire il discorso lasciato a metà, ma vengono interrotti (60%)
    60
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40 Commenti

  • Volevo votare la Città Vecchia ma poi ha prevalso “Tiffany, l’amica che lavora nella azienda informatica, ha delle notizie forse utili ” sarà che sono informatico dentro e mi chiedo quali notizie possa portare 😉

    Riassuntino per chi non vuole rileggesi tutto?

    Ciao 🙂

  • Ciao! Ho letto questa storia e francamente sono curiosa di molte cose: dalla scomparsa della madre al nuovo oggetto trovato, e ovviamente alle informazioni nascoste all’interno del parco. Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo così da scoprire il tutto, o almeno quello che si può ahah. Alla prossima, e complimenti!

  • Silvia ha informazioni…
    Ho come l’impressione che qui si parli parecchio 😉 tutti hanno qualcosa da dire e la dicono. Mi pacerebbe che nei prossimi episodi gli avvenimenti ce li mostrassi, senza dirceli 😉 La storia si segue comunque con interesse, sei brava in questo.

  • Incipit interessante che meriterebbe più calma. C’è troppo e accade tutto velocemente. Non abbiamo nemmeno il tempo di conoscere bene i personaggi, chi sono, come si chiamano, chi è il protagonista. Il contesto storico e il mondo in cui i personaggi si muovono andrebbe descritto prima del primo punto di svolta (che qui arriva troppo presto), Io avrei sfruttato almeno i primi due capitoli per descrivere la quotidianità dei personaggi e il mondo che li circonda.

  • Ciao Federica, mi hai acchiappato subito con la tua atmosfera misteriosa…
    Un incipit bello soprattutto perché ci fa entrare subito nel vivo dell’avventura, lasciandoci con mille domande a cui darai risposta nel corso della storia.
    Seguo volentieri, brava!☺️

  • Questa storia mi ha incuriosito non poco. Una città abbandonata, i resti di un incendio, degli amici a caccia di avventura. Sento già in bocca il sapore del mistero. ?
    Mi piacerebbe sapere di più sui tuoi personaggi, cerca di descriverceli un pochino, giusto per identificarli meglio. ?
    Continua così e verrà fuori una cosa esagerata!
    Ciao.

  • Secondo!
    Sei tornata anche tu e ci ritroviamo qui. Vediamo cosa ci racconti stavolta.
    A proposito, ti rinnovo il mio vecchio consiglio: non “raccontare” come se stessi facendo il resoconto giornalistico di un evento, mostraci i personaggi attraverso i loro gesti, facci vedere i luoghi, incuriosuscici.
    Cominciamo con questa scoperta interessante.

  • Primo!
    Uno degli amici fa una scoperta interessante sul parco, così poi l’esercito cittadino indirà il coprifuoco, il tutto mentre scopriamo città vecchia 😛

    Ciao! Bentrovata. L’incipit è molto interessante. Anche se classificato come avventura, non sembra essere nel nostro mondo conosciuto, quindi mi aspetto innumerevoli sorprese 😉

    Ciao 🙂

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