Una piramide di città

Dove eravamo rimasti?

Abbiamo delle foto e un oggetto, nel prossimo episodio: Melissa decide di confidarsi con Edo (40%)

La chiave è nelle fotografie

Non riuscivo a smettere di rigirare tra le dita l’oggetto misterioso: era molto bello, non assomigliava a nulla che avessi mai visto ma infondeva un senso di importanza. Corsi nel mio nascondiglio a prendere l’album di fotografie che avevo ricevuto da mio zio: forse ad uno sguardo attento avrei capito qualche cosa di più. “Molto spesso quando cerchiamo qualche cosa che non troviamo, è quasi sempre sotto ai nostri occhi” diceva sempre mia nonna. E aveva quasi sempre ragione.

Mi soffermai su ciascuna delle fotografie inserite nell’album: le misure erano differenti, forse erano state scattate da macchine fotografiche diverse: di sicuro erano state stampate da rullino. Erano tutte in ottimo stato, non erano vecchie fotografie. Guardai anche il retro di ciascuna. Le date in cui erano state scattate andavano dalla fine degli anni novanta del ventesimo secolo, al 2010. Solo su una c’erano altre parole, purtroppo illeggibili perché un po’ sbiadite e forse scritte in una lingua a me sconosciuta. Era una bella immagine, raffigurava una piazza attorno alla quale si trovavano alcune persone vestite in modo molto strano, avevano tuniche attillate di colore porpora, e tutti indossavano dei cappelli sempre color porpora. Anche alcune decorazioni sugli edifici avevano colore porpora, ma prevaleva il giallo. Una seconda foto attrasse la mia curiosità: erano raffigurati edifici a due piani tutti bianchi, con decorazioni attorno alle finestre e sui fianchi delle pareti di colore nero, anzi no, erano di colore nero opalescente. “Forse questo oggetto è legato a questa fotografia!” pensai con un certo entusiasmo.

Si era fatto tardi, nascosi fotografie e oggetto nel mio nascondiglio e saltai sul letto per recuperare il mio cellulare: “Ciao ragazzi, io questa sera non riesco a venire al pub, sono stanca. Ci vediamo domani pomeriggio!” il giorno dopo sarei andata in biblioteca per fare alcune ricerche. Non volevo ancora condividere con i miei amici quanto avevo scoperto. Volevo raccogliere più dettagli.

“Melissa, ma stai bene?” chiese mio padre con sguardo preoccupato. “Certo, perché?” ribattei mentre mi alzavo dal letto. Erano solo le otto del mattino, era domenica, perché mi faceva questa domanda? “Solitamente il sabato sera esci con i tuoi amici, ma ieri non sei uscita dalla tua stanza!” disse mettendomi una mano sulla fronte per verificare se avessi la febbre. “Ero solo stanca e ho deciso di non uscire. Ma adesso sto benissimo” dissi mentre mi chiudevo in bagno per prepararmi.

Salita al terzo piano della biblioteca, mi diressi al reparto sulle antiche civiltà. Sicuramente li avrei trovato un sacco di informazioni. Ma da dove potevo cominciare? Nel dubbio iniziai a scorrere con il dito tutti i dorsi dei libri sullo scaffale: erano tutti autori diversi e i titoli erano tutti molto simili. “Civiltà antiche”, “L’evoluzione delle civiltà”, “Antiche città”, … presi un mucchio di libri a caso e trovai posto su un tavolo vicino. Dopo due ore avevo sfogliato tutti i libri leggendo solo i titoli dei capitoli e dei paragrafi e guardando le immagini che ricostruivano antiche città, ma non trovai nulla di simile a quello visto nelle fotografie.

Sconfortata mi alzai per andare allo scaffale e riporre tutti i libri: “Ah!” urlai andando a sbattere contro qualcuno. “Melissa, ma cosa ci fai qui? Non è uno dei tuoi luoghi preferiti!” disse Edo con stupore. Era vero, non ci avevo pensato. Lui era speso in biblioteca per lavoro, era ovvio che avrei potuto incontrarlo. Lo guardai dritto negli occhi e il mio inconscio mi suggerì di raccontare tutto: delle foto e dell’oggetto e delle mie supposizioni. Lo trascinai fuori in giardino senza dire nulla, era necessario un luogo sicuro. “Ma è fantastico!” disse Edo dopo avere ascoltato tutto. “Ti sei fatta un’idea? Hai trovato informazioni utili su qualche libro?” scossi la testa: “No, non so da dove incominciare, forse tu, grazie ai tuoi studi, potresti rilevare cose che io non ho percepito”.

Nel nascondiglio segreto, che lui conosceva fin da quando eravamo bambini, gli mostrai le foto e l’oggetto, che analizzò in silenzio pe diversi minuti. Poi si avvicinò tenendo l’album tra le mani. “Vedi qui” mi indicò la foto che ritraeva gli edifici con le decorazioni color nero opalescente “la pavimentazione è diversa, le lastre rettangolari sono tutte appoggiate in diagonale, mentre qui sono in forma circolare” osservai con curiosità questo aspetto che io non avevo notato. “Guarda qui” mi incitò sventolandomi sotto il naso altre due fotografie: “Anche qui la stessa cosa, c’è un punto con dei mattoni per la pavimentazione appoggiati in forma circolare”. Ci guardammo per qualche secondo eccitati per la scoperta: “Sembra una botola! Si intravede qui in terra una maniglia incavata nella lastra” dissi guardando meglio una delle foto.

Ancora una volta il detto di mia nonna si era dimostrato valido. 

Le foto ad uno sguardo attento possono dare molti dettagli. Cosa accade nel prossimo episodio?

  • Tiffany, l’amica che lavora nella azienda informatica, ha delle notizie forse utili (67%)
    67
  • Continuano le ricerche documentali, che però insospettiscono qualcuno (0%)
    0
  • Melissa ed Edo decidono di andare a verificare se questa botola esiste anche nella città vecchia (33%)
    33

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36 Commenti

  1. Ciao! Ho letto questa storia e francamente sono curiosa di molte cose: dalla scomparsa della madre al nuovo oggetto trovato, e ovviamente alle informazioni nascoste all’interno del parco. Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo così da scoprire il tutto, o almeno quello che si può ahah. Alla prossima, e complimenti!

  2. Silvia ha informazioni…
    Ho come l’impressione che qui si parli parecchio 😉 tutti hanno qualcosa da dire e la dicono. Mi pacerebbe che nei prossimi episodi gli avvenimenti ce li mostrassi, senza dirceli 😉 La storia si segue comunque con interesse, sei brava in questo.

  3. Incipit interessante che meriterebbe più calma. C’è troppo e accade tutto velocemente. Non abbiamo nemmeno il tempo di conoscere bene i personaggi, chi sono, come si chiamano, chi è il protagonista. Il contesto storico e il mondo in cui i personaggi si muovono andrebbe descritto prima del primo punto di svolta (che qui arriva troppo presto), Io avrei sfruttato almeno i primi due capitoli per descrivere la quotidianità dei personaggi e il mondo che li circonda.

  4. Scopriamo di più sulla città prima di fare una scoperta.
    Ciao Federica, è un piacere tornare a leggere le tue rinomate avventure. Mi metto comoda e ti seguo fino in fondo a questo viaggio che già si prospetta coinvolgente.

  5. Ciao Federica, mi hai acchiappato subito con la tua atmosfera misteriosa…
    Un incipit bello soprattutto perché ci fa entrare subito nel vivo dell’avventura, lasciandoci con mille domande a cui darai risposta nel corso della storia.
    Seguo volentieri, brava!☺️

  6. Questa storia mi ha incuriosito non poco. Una città abbandonata, i resti di un incendio, degli amici a caccia di avventura. Sento già in bocca il sapore del mistero. ?
    Mi piacerebbe sapere di più sui tuoi personaggi, cerca di descriverceli un pochino, giusto per identificarli meglio. ?
    Continua così e verrà fuori una cosa esagerata!
    Ciao.

  7. Secondo!
    Sei tornata anche tu e ci ritroviamo qui. Vediamo cosa ci racconti stavolta.
    A proposito, ti rinnovo il mio vecchio consiglio: non “raccontare” come se stessi facendo il resoconto giornalistico di un evento, mostraci i personaggi attraverso i loro gesti, facci vedere i luoghi, incuriosuscici.
    Cominciamo con questa scoperta interessante.

  8. Primo!
    Uno degli amici fa una scoperta interessante sul parco, così poi l’esercito cittadino indirà il coprifuoco, il tutto mentre scopriamo città vecchia 😛

    Ciao! Bentrovata. L’incipit è molto interessante. Anche se classificato come avventura, non sembra essere nel nostro mondo conosciuto, quindi mi aspetto innumerevoli sorprese 😉

    Ciao 🙂

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