Una piramide di città

Dove eravamo rimasti?

Sono entrati, cosa trovano dopo la lunga rampa di scale? Si ritrovano in una piazza animata (50%)

Il passaggio segreto

Gli occhi impiegarono qualche secondo per abituarsi all’oscurità dalla quale eravamo stati avvolti. Edo accese una piccola torcia che aveva portato con sé e questo ci permise di capire che stavamo percorrendo una lunga serie di gradini che si snodavano verso il basso. Dopo qualche minuto, il nostro cammino si interruppe: davanti a noi si stagliava un muro alto tre metri e largo circa due, completamente liscio e nero. “E adesso?” proferimmo quasi simultaneamente io ed Edo.

Iniziammo ad osservare con attenzione la parete davanti a noi, notando la presenza di alcune curve e piccoli fori, molto simili a quelli della consolle che avevamo utilizzato poco prima per aprire il varco sotterraneo. “Prova a scattare ancora una foto, ci potrebbe aiutare ad analizzare meglio alcuni punti, come è successo prima” suggerii ad Edo. Scattata la foto, iniziammo ad osservarla con attenzione, ma non rivelò alcuna informazione utile. “C’è un meccanismo di apertura che sicuramente non riusciamo a vedere, dobbiamo cambiare prospettiva” disse Edo nello spegnere la torcia.

Ripiombammo nel buio più completo e ben presto la scena davanti a noi cambiò: sulla parete comparvero delle linee e delle curve che si diramavano su tutta la superficie, e che mettevano in evidenza alcuni piccoli riquadri con alcune incisioni. “Guarda qui, sembra un tabellone che collega informazioni diverse” esclamò Edo eccitato per la scoperta. Il mio cuore batteva all’impazzata, ero emozionata. Le incisioni vicino ai numerosi riquadri erano incomprensibili, ma affascinanti e sinuose. “Chissà cosa sono” sussurrai ad Edo, che vidi abbastanza pensieroso. “Non lo so, dobbiamo studiare con attenzione la parete. Sediamoci un attimo e riflettiamo”.

Mi accucciai poggiata alla parete laterale e iniziai a guardare le linee e i riquadri. Era chiaro che alcune linee collegavano specifici riquadri, come una sorta di diagramma, mentre altre non si incrociavano mai. Più passava il tempo e più mi sembrava una mappa ben precisa. Ad un certo punto qualcosa attrasse la mia attenzione: “Guarda qui, sono numeri” esclamai dopo essermi avvicinata ad uno dei riquadri. “Hai ragione” mi disse Edo mentre ne indicavo alcuni in fianco ad un riquadro. “Ce ne sono altri qui, e anche qui” indicò Edo muovendosi lungo la parete. “I numeri mettono in collegamento i riquadri, dobbiamo solo capire il significato di quest’ordine”.

Edo recuperò in tutta fretta dallo zaino un quaderno e iniziò a tracciare alcune linee e collegamenti, mano a mano che ispezionava la parete. “Guarda, sono un po’ sbiadite, ma lungo le curve ci sono delle scritte” mi fece notare Edo. “Ecco, prova a passare il dito così, le senti?”

“Ma è fantastico” esclamai “Sono informazioni specifiche, dobbiamo solo capire come tradurle”. Edo mi guardò intensamente: “Forse so cosa sono, sembrano date” disse.

Il quaderno cadde a terra: “E’ sconcertante: ci sono datazioni antichissime, guarda questa, c’è scritto 160.000 A.C.” disse camminando avanti e indietro. “I riquadri rappresentano un qualche luogo legato ad una data specifica. E le linee li collegano in qualche modo, ancora non chiaro” concluse Edo.

“Proviamo con la pietra opalescente” disse Edo. Frugai in tasca e non appena la estrassi, iniziò ad emettere un lieve bagliore e da uno dei fori si attivò un fascio di luce in direzione di un punto ben specifico della parete: “Guarda, il fascio di luce si ferma qui” dissi indicando un riquadro che non riportava date o incisioni. Edo si avvicinò: “Proviamo ad inserire la pietra qui e vediamo cosa accade”.

Il rumore fu impercettibile, una sorta di scatto e si aprì una botola al lato della pavimentazione: “Come sospettavo, qui la pavimentazione è posizionata a formare un cerchio, come abbiamo visto nelle foto”. La botola lasciava spazio ad una serie di scale, “Ancora delle scale, andiamo” disse Edo prendendomi per mano e tirandomi.

La discesa fu lunga, camminammo per almeno 15 minuti alternando tratti di scale e tratti piani, curve e piccole salite. “Un bivio” esclamai fermandomi di scatto. “Guarda, c’è un cartello” indicò Edo con entusiasmo, sensazione che durò poco. “Non riesco a decifrare le incisioni, dobbiamo scegliere a caso questa volta, visto che la pietra non reagisce” disse Edo con tono preoccupato e incerto. “Non serve scegliere a caso” dissi indicando per terra “la freccia indica di andare a destra” sorrisi ad Edo superandolo lungo il percorso.

Camminammo per almeno un’ora prima di intravedere una luce provenire dal fondo del tunnel nel quale camminavamo. “Spegni la torcia” suggerii ad Edo. “Siamo alla fine del tunnel”. Ci avvicinammo cauti verso la luce e iniziammo anche a sentire dei rumori provenire da quella che doveva essere una strada trafficata. Ci fermammo a circa 10 metri dalla fine del percorso.

Melissa ed Edo hanno camminato a lungo, cosa trovano?

  • Si perdono in una città antica (100%)
    100
  • Scoprono un museo in una città all’avanguardia (0%)
    0
  • Conoscono una persona in una città all’avanguardia (0%)
    0
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41 Commenti

  • Volevo votare la Città Vecchia ma poi ha prevalso “Tiffany, l’amica che lavora nella azienda informatica, ha delle notizie forse utili ” sarà che sono informatico dentro e mi chiedo quali notizie possa portare 😉

    Riassuntino per chi non vuole rileggesi tutto?

    Ciao 🙂

  • Ciao! Ho letto questa storia e francamente sono curiosa di molte cose: dalla scomparsa della madre al nuovo oggetto trovato, e ovviamente alle informazioni nascoste all’interno del parco. Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo così da scoprire il tutto, o almeno quello che si può ahah. Alla prossima, e complimenti!

  • Silvia ha informazioni…
    Ho come l’impressione che qui si parli parecchio 😉 tutti hanno qualcosa da dire e la dicono. Mi pacerebbe che nei prossimi episodi gli avvenimenti ce li mostrassi, senza dirceli 😉 La storia si segue comunque con interesse, sei brava in questo.

  • Incipit interessante che meriterebbe più calma. C’è troppo e accade tutto velocemente. Non abbiamo nemmeno il tempo di conoscere bene i personaggi, chi sono, come si chiamano, chi è il protagonista. Il contesto storico e il mondo in cui i personaggi si muovono andrebbe descritto prima del primo punto di svolta (che qui arriva troppo presto), Io avrei sfruttato almeno i primi due capitoli per descrivere la quotidianità dei personaggi e il mondo che li circonda.

  • Ciao Federica, mi hai acchiappato subito con la tua atmosfera misteriosa…
    Un incipit bello soprattutto perché ci fa entrare subito nel vivo dell’avventura, lasciandoci con mille domande a cui darai risposta nel corso della storia.
    Seguo volentieri, brava!☺️

  • Questa storia mi ha incuriosito non poco. Una città abbandonata, i resti di un incendio, degli amici a caccia di avventura. Sento già in bocca il sapore del mistero. ?
    Mi piacerebbe sapere di più sui tuoi personaggi, cerca di descriverceli un pochino, giusto per identificarli meglio. ?
    Continua così e verrà fuori una cosa esagerata!
    Ciao.

  • Secondo!
    Sei tornata anche tu e ci ritroviamo qui. Vediamo cosa ci racconti stavolta.
    A proposito, ti rinnovo il mio vecchio consiglio: non “raccontare” come se stessi facendo il resoconto giornalistico di un evento, mostraci i personaggi attraverso i loro gesti, facci vedere i luoghi, incuriosuscici.
    Cominciamo con questa scoperta interessante.

  • Primo!
    Uno degli amici fa una scoperta interessante sul parco, così poi l’esercito cittadino indirà il coprifuoco, il tutto mentre scopriamo città vecchia 😛

    Ciao! Bentrovata. L’incipit è molto interessante. Anche se classificato come avventura, non sembra essere nel nostro mondo conosciuto, quindi mi aspetto innumerevoli sorprese 😉

    Ciao 🙂

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