Come l’odore dei cornetti

Dove eravamo rimasti?

Cosa sarà successo nell'ufficio accanto a quello di Lucy? Un collega di Lucy è sotto shock per una notizia appresa dalla TV (100%)

Dalle stelle alle stalle

Lucy si alzò dalla poltrona come se ci fossero state delle spine al posto del morbido cuscino in pelle ed accorse nell’ufficio accanto dove si erano recati anche gli altri colleghi, spaventati come lei, dai forti rumori. Una volta entrati, videro il collega Marco accasciato sulla sua sedia con il viso sconvolto e lo sguardo in direzione della tv. Sparsi sul pavimento, c’erano oggetti che erano stati lanciati, vetri rotti di portafoto e dei fascicoli strappati.

Al tg trasmettevano la notizia di un ragazzino di 15 anni che aveva deciso di suicidarsi la notte precedente. Il quindicenne si chiamava Luca e lo aveva in cura Marco per dei disturbi,conseguenze di ciò che viveva in casa. I genitori si erano separati da poco; la mamma, dopo anni di resistenza, aveva deciso di mettere fine alla sua “storia d’amore”, pensando di fare bene a se stessa ed anche al figlio. Nessuno dei due genitori, sospettava però che il figlio stesse cosi male da arrivare a compiere un gesto cosi disperato. Marco, che aveva cominciato a seguirlo, aveva notato che oltre alla separazione dei genitori, c’era altro che faceva soffrire il piccolo Luca ma non essendo ancora pronto per parlarne, aveva deciso di aspettare l’incontro successivo per dare la possibilità al ragazzo, di prendere maggior confidenza e sicurezza con lui. Marco in seguito, fu chiamato come possibile testimone e persona che poteva conoscere le cause specifiche che avevano portato a quel gesto. Purtroppo non poteva essere d’aiuto come avrebbe tanto voluto e non per il segreto professionale che lo vincolava ma non conosceva ancora ulteriori fatti. Marco che avrebbe tanto voluto non conoscere mai quel piccolo ragazzo, si ritirò per un po dopo ciò che era accaduto perchè non se la sentiva di seguire altri casi. Era troppo scosso dalla vicenda e da quel messaggio disperato e senza speranza che Luca aveva lasciato ai genitori. Pieno di parole dolci per i genitori che erano stati e parole di rabbia per un padre che avrebbe voluto diverso; parole che spiegavano il suo gesto estremo. Luca non era riuscito a comprendere ancora che a tutto c’è una soluzione, che con il tempo si può, che erano solo sofferenze passeggere le sue ma ha voluto solo mettere fine ai suoi turbamenti.

Purtroppo non gli si potrà dire nulla più e quei genitori che ormai non andranno più da Marco in cerca di aiuto, saranno eternamente morti insieme al figlio e pieni di domande alle quali mai nessuno potrà rispondere adeguatamente.

Lucy quel giorno, tornò  a casa affranta per il suo collega e per non aver reso tanto durante la sua seduta. Seduta che durò meno del solito visto la sconvolgente piega che prese la mattinata; Una notizia che sconvolse anche la coppia, portandola impensabilmente a pensare che davanti ad una tragedia del genere, il loro problema era minimo cosi per quella mattina, gli sarebbe bastata solo una breve chiacchierata e che avrebbero rimandato al prossimo incontro, una seduta più profonda.

Rientrata a casa, Lucy, cominciò a prepararsi la cena attendendo il momento desiderato per tutta la giornata. Alessandro, il suo ragazzo, la chiamava la sera, raccontandogli la sua giornata e chiacchierando su tutto, erano molto affini ed a Lucy piaceva il fatto che poteva raccontargli ogni piccolezza cosi banale per tutti ma non per lei e lui.

Era appena uscita dalla doccia quando le squillò il cellulare. La voce di Alessandro era sempre una dolce carezza per lei. <<Ciao amore, come stai?>> aveva detto Lucy.

<<Ciao Lu, tutto bene e a te? Sai oggi abbiamo lavorato tanto e come al solito ci hanno chiesto di fare cose anche se non vi era l’effettivo bisogno. Sono stanchissimo e la fila qui ai telefoni comincia ad allungarsi.>>

<<Sto bene anche io dai. Sono un po meno sconvolta rispetto a stamattina ma…>>

<<Perchè cosa è successo questa mattina?? Spero nulla di grave>>

Lucy gli raccontò l’accaduto e mentre stava per dirgli quanto gli mancasse e che non vedeva l’ora di rivederlo, Alessandro interruppe i suoi dolci pensieri con un calo di sipario, degno delle migliori opere.

<<Mi dispiace per il tuo collega e mi dispiace anche doverti dire questa cosa visto la tua giornata non molto bella ma… sai… è da un po che ci penso e credo di voler una pausa da noi. Non so più se ti amo davvero o è solo affetto quello che provo per te. Mi dispiace, so che ti farà male questa notizia e so anche che qualcosa l’avevi già intuita visto che hai notato dei piccoli cambiamenti in me. Ora comunque devo chiudere perchè ci sono altri che aspettano per chiamare. Mi dispiace, ti chiamerò presto.>>

Sconvolta dagli eventi che erano susseguiti quella giornata, scoppiò in un pianto improvviso. Non sapeva cosa pensare, come reagire, non aveva avuto il tempo di dargli una risposta, di chiedergli almeno “Perchè? Perchè adesso?“. Si sentiva come una nave che affonda, prima il botto poi ogni pezzo sempre più giù, sprofondava…fino a quando non si addormentò nei suoi stessi singhiozzi.

Che sfiga penserete. Cerchiamo di illuminarle un po il seguito??

  • Lucy farà un incontro inaspettato (80%)
    80
  • Lucy si sveglia di notte e va a correre (20%)
    20
  • Lucy si sveglia il mattino dopo con una sorpresa (0%)
    0

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4 Commenti

  1. Facciamole far un incontro inaspettato, povera Lucy.
    Ciao Francesca. Ho letto con interesse e attenzione. La storia è partita bene, scorrevole e ben scritta poi, nel secondo episodio ho notato un lieve degradare, come se all’improvviso il tuo interesse per la storia avesse perso potenza.
    Ci sono dei tratti in cui hai utilizzato molte parole per dirne un paio, as esempio: Marco in seguito, fu chiamato come possibile testimone e persona che poteva conoscere le cause specifiche che avevano portato a quel gesto. Avresti potuto riassumere con PERSONA INFORMATA SUI FATTI. ma è solo una mia considerazione.
    Aspetto il prossimo.
    a presto.

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