Viento ‘e Terra

Di ritorni, di scelte, di cambiamenti possibili e impossibili e di altre cose della vita...

1.

Non è un mestiere facile. E non lo è per tante ragioni diverse.

Lo stipendio è da fame e quasi nessuno ti riconosce meriti, a meno che non abbia avuto bisogno di te almeno una volta nella vita.

Non è una questione di coordinate.

Certo Napoli ha i suoi problemi, ma sono problemi in cui ci si può imbattere in qualunque grande metropoli.

Milano, Torino, Roma, non fa grande differenza.

E’ forse solo un po’ meno facile per chi decida di farlo nel luogo in cui è nato e cresciuto, tutto qua.

E questo perché quelli con cui hai a che fare tutti i santi giorni non sono estranei di cui poco o niente ti importa, ma persone con cui hai condiviso delle cose, persone che hanno fatto scelte diverse dalle tue e a cui hai voluto bene e forse ancora gliene vuoi.

E’ una questione di identità.

Per loro non sei lo sbirro senza passato da adulare o temere a seconda delle circostanze.

Per loro sei molto di più di questo, sei quello con cui giocavano a calcetto nel campo della parrocchia, quello su cui potevano contare quando c’era da fare a botte, quello delle pisciate in compagnia e delle prime sigarette che bruciavano in gola.

E’ per questo motivo che ti odiano: per ciò che eri un tempo e per ciò che sei diventato nonostante ciò che eri.

Ti considerano un infame, un traditore venduto allo Stato.

Faticano a capire i motivi per i quali non puoi più chiudere un occhio, fare finta di non vedere… come fanno tutti gli altri.

Gli altri, che si dimostrano sempre riconoscenti e apprezzano in egual misura consigli e regali più o meno disinteressati.

E che accettano volentieri un caffè o, perché no, un aperitivo, tanto che male c’è.

Quelli che scendono a compromessi, senza vergogna, perché tanto così va il mondo e non saranno certo loro a cambiarlo.

2.                                                   

Non mi pentirò mai di essere tornato.

Sono stato lontano per troppo tempo. Sì, lo ammetto, in principio l’idea mi spaventava. Niente resta com’era.

Anche se l’idea che tutto potrebbe tornare come una volta è il motore che mi ha spinto a fare la scelta che ho fatto.

C’è sempre speranza per chi si nutre di speranza.

E’ una cosa che Antonio ripete di continuo.

Nonostante non possa più camminare, nonostante fatichi a parlare, mangiare, deglutire.

Ha avuto il suo momento di gloria Antonio. Ne hanno parlato i giornali, le televisioni, sì, persino quelle straniere. Ma quando i riflettori si sono spenti è rimasto solo, solo con la sua nuova vita, fatta di barriere architettoniche e giornate scandite da pasticche da prendere a intervalli regolari.

Faceva il poliziotto anche lui Antonio. E ancora spera di poterlo tornare a fare.

Continua a sperarlo, nonostante i medici gli abbiano detto che non c’è nulla da fare.

E’ forte Antonio, più forte di quelli che gli sono vicini e che dovrebbero dargli forza.

All’inizio mi ero fatto fregare anch’io.

Lo trattavo con condiscendenza, gli dicevo piccole bugie innocenti.

Poi, col tempo, ho capito che non era questo che voleva. Non era questo che meritava.

E’ stato quello che è capitato ad Antonio a convincermi a tornare a casa dopo 12 anni.

A casa. Nella mia San Giovanni a Teduccio.

3.

L’ispettore Rosati passa sotto il nastro giallo, supera uno sciame di poliziotti in divisa e punta deciso nella mia direzione.

“Mimì i dati del richiedente li hai presi tu?”

Annuisco, sfilo il taccuino dal taschino, strappo il foglio e glielo consegno.

“Ho segnato tutto, anche se non ce n’era bisogno…”

“Rafele Fusco?” replica Rosati sorpreso. “E che ce faceva ccà? La vittima nun tene precedenti o sbaglio?”

“No, non aveva precedenti penali, ma nemmeno di polizia se è per quello…”

“Ci hai già parlato?”

“Cu Rafele? Sì, ma non mi ha detto molto: lo sai, con me non ci parla volentieri!”

Il viso di Rosati assume un’espressione incarognita.

“Mimì, nun ce ne fotte proprio ‘e chello che penza Rafele Fusco: lui con noi o ce parla o ce parla. E, se non lo fa, ‘o facimmo passà nu brutto quarto d’ora. Convocalo in ufficio per domani: voglio che lo prendi a sommarie!”

Il tono di Rosati non ammette repliche.

Conosce benissimo me e conosce Raffaele. Sa che un tempo eravamo amici. E forse è su questo che conta. Ma sbaglia. Questa volta sbaglia di brutto.

Il Raffaele Fusco che conoscevo io non esiste più. Ora c’è soltanto Rafele ‘O Mericano, affiliato al Clan dei Pascale, precedenti per minacce, lesioni, spaccio, detenzione di armi da fuoco, estorsione, rapina.

Un delinquente fiero del proprio curriculum criminale, temuto anche fuori dal quartiere e ammantato di un’aura leggendaria, cucitagli addosso da novelli bardi neo-melodici, che ne hanno cantato le gesta, tutt’altro che eroiche, in brani che ancora spopolano tra i vicoli bui d’ ‘O Casale e i blocchi residenziali di cemento armato che si fronteggiano nel Bronx.

Un uomo di cui non so niente.

Lontano anni luce dal ragazzone timido e un po’ imbranato che non ne voleva sapere di giocare a pallone perché subito gli finiva il fiato.

E che soffriva in silenzio per l’indifferenza di Anna Cuomo, di cui era sempre stato segretamente innamorato.

E il giorno dopo?

  • Sentiamo il medico legale (che qualcosina sulla vittima avrà pure da dire) (27%)
    27
  • Interroghiamo l'unico (almeno per adesso) testimone (64%)
    64
  • Torniamo sulla scena del crimine per esaminarla alla luce del giorno (9%)
    9
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213 Commenti

  • Ogni volta che lascio un commento non replichi, che sia chilometrico o lapidario. Ogni tanto sarebbe carino anche solo un “grazie, ciao”; soprattutto quando sfogli tutti i commenti e ti accorgi che l’unica a cui non rispondi mai sono io…. spero nella tua prossima storia e in un interscambio. baci

    • No, dai, non mi fare così che lo sai che ci tengo al tuo parere… è che mi aspetto sempre che tu mi dica dove ho sbagliato e quando non succede non so che dire… io con i complimenti sono a disagio e almeno gli ultimi due commenti erano fatti di soli complimenti, non è una questione di chilometri o di lapidi… mettiamoci una pietra sopra… ma tu quando ricominci a scrivere su tI?

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