A criminal mind

Dove eravamo rimasti?

«Avanti, parlami... » «... della prima vittima.» (50%)

«Avanti, parlami della prima vittima.»

«Allora…», inizio. Tento istintivamente di grattarmi il mento con il pollice e l’indice, ma le manette mi tengono le braccia ferme sotto il tavolo. Per quanto la cosa mi dia fastidio, cerco di sopprimere quest’abitudine. «Mi pare che si chiamasse I. e che avesse circa due anni meno di me». Sorrido leggermente. «Non so esattamente cosa vedessi in lei, cosa mi avesse spinto a voler desiderare una relazione con lei. Fatto sta che volevo mettermi con lei».

Dall’espressione del suo volto, nascosto per metà dalla tazza, non riesco a capire se sia veramente interessato a ciò che sto dicendo o se mi darà una risposta sarcastica quando finirò di parlare.

Forse avrei dovuto accettare il caffé, quando me lo ha offerto: dall’odore sembra buono. Però come lo avrei bevuto? Con la cannuccia?

«Da quanto mi importava di lei, quando l’ho uccisa, avrei anche potuto risparmiarle la vita». E prima che la domanda possa uscire dalla sua bocca che sta aprendo apposta per farmela, lo anticipo: «Allora perché l’ho fatto? Non ne ho idea. Giusto per un senso di “completezza”, forse? Probabilmente l’unica persona in grado di trovare una risposta certa è Spencer Reid».

Mentre io faccio una breve risata per la mia battuta, il mio (libero) compagno di stanza si limita ad un sorriso, come se avesse capito il mio riferimento e volesse darsi un contegno. Oppure non lo ha capito e vuole farmi credere il contrario.

«Vuole che le dica come ho ucciso I.?», chiedo, anche se probabilmente sa già come sono andati i fatti grazie al medico legale e alle eventuali tracce che ho lasciato.

Annuisce, e la cosa mi sorprende. Forse vuole sapere se la versione che gli darò combacia con i fatti reali.

«Mi ero da poco separato da alcuni amici dopo un’uscita con loro -e già è raro che esca di mio, si immagini con gli amici- e, mentre mi dirigevo verso la macchina, l’ho vista passare davanti a me, a qualche decina di metri di distanza».

Chissà quante storie di questo tipo avrà ascoltato, nel corso della sua carriera. Decine? Centinaia? Non ne ho idea. Fatto sta che non sembra né sorpreso, né molto interessato: sembra che stia sentendo per l’ennesima volta la stessa trama di un racconto giallo.

«Ho quindi deciso su due piedi di seguirla. Dopo aver camminato per qualche minuto per strade relativamente poco illuminate e aver incontrato tante persone quante ce ne sono in una gabbia di leoni affamati dello zoo, mi sono avvicinato e l’ho colpita più alla schiena con il coltellino svizzero che ho preso dalla scrivania di mio fratello. Non so neanche perché ho voluto portarmelo dietro».

Ora mi è sembrato che fosse più interessato a ciò che stavo dicendo. Sono sicuro che la sua attenzione non farà altro che crescere, da ora in poi.

«Inutile dire che non è sopravvissuta alla cosa».

Mi fa vedere la foto di una ragazza. Morta. Sì, è una delle mie vittime.

«Adesso tocca alla ___ vittima»

  • quarta (25%)
    25
  • terza (0%)
    0
  • seconda (75%)
    75
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92 Commenti

  1. Bella chiusa. Beh, finale senza infamia e senza lode, Dav. Potevi farlo meglio. La storia aveva buone premesse ma poi c’è stata dispersione. Tutto sommato stai andando nella giusta direzione, comunque, ti stai evolvendo. Alla prossima storia! ( sì, lo so che la stai già pubblicando, la nuova storia, ma io non posso garantire assiduità in questo periodo) baciooo

    • E come tutte le donne, arrivi in ritardo. XD

      Scherzi a parte, in questi giorni sono tornato a pensarci e, sapendo cosa c’è dietro la mia idea per la storia, la seconda opzione che ha proposto non è molto lontana dalla realtà.
      Ma di più non posso dire. 🙂

  2. Ciao Drago,
    le cose sono due: o lo psicopatico sta parlando a se stesso nella cella di un manicomio. oppure non ha mai commesso i delitti di cui parla e sta solo fantasticandoci sopra.
    Altrimenti non si spiega l’uso di tutti questi capitoli per raccontare l’uccisione di personaggi di cui non si sa nulla, da parte di qualcuno di cui si sa poco a qualcuno di cui si sa ancora meno.
    non è che il tuo racconto non sia ben scritto, è che non lo capisco…forse perché a me piacciono i particolari, anche troppo 😉
    scelgo la sesta.
    alla prossima!

  3. Ciao Drago, ci sono rimasta male ;-; ho aperto la tua storia, mi sono seduta comodamente e ho iniziato a leggere, e dopo neanche 1 minuto avevo già finito!!! ;-; questi meravigliosi capitoli li voglio più lunghi!!! ;-; aspetto il seguito 🙂

    • Se sono meravigliosi non lo so, però sulla lunghezza non posso farci niente (per ciò che ho intenzione di scrivere).

      Se vuoi rimanere più lungo a leggere ad ogni “sessione”, potresti recuperarti qualche altra storia (passata sia mia che di altri o quelle che stanno scrivendo attualmente gli altri 🙂 )

  4. Ciao Drago,
    non condivido la scelta di pubblicare un capitolo così corto, però la rispetto. Il racconto è tuo e ci fai quello che vuoi. Tuttavia, a mio parere avresti potuto adottare qualche accorgimento per arrivare allo stesso punto raccontando qualcosa in più. Un racconto con due soli protagonisti, fatto di botta e risposta, va condito con qualcosa o rischia di annoiare.
    Detto questo, mi aspetto un prossimo capitolo corposo e ricco di particolari.
    Alla prossima!

  5. Sai che non lo so? Questa volta sono interessato a tutte e tre le risposte. Tiro a caso… Cosa ti ha spinto ad uccidere quelle ragazze?

    Quando ho iniziato a leggere: “Per comprendere meglio cosa voglio dire, avrebbe dovuto chiedermi il perché le ho uccise…” ho subito capito che sarebbe stato ottimo chiudere il capitolo proprio in quel punto 😉 E se questo non ti rovina con gli spazi, pazienza che sia più breve degli altri.

    Ciao 🙂

  6. Tre opzioni inutili. Ho votato a caso, la meno assurda: le hai uccise in quest’ordine?
    Comunque, ho riscontrato elementi narrativi molto maturi rispetto al tuo standard e questo mi fa pensare che ti stai evolvendo,anche se devo riconoscere che ogni tanto cadi ancora negli strafalcioni. Ma mi piace il ritmo, mi piace l’atmosfera, mi piace la suggestione che trasmetti e mi piace l’idea che hai avuto. Devi solo svilupparla meglio di così, perché meglio di così è possibile.

    • Ma com’è umana, lei… XD 😀

      Scherzi a parte, son contento di essere migliorato (almeno rispetto allo scorso episodio). 🙂 Ormai mancano 3 vittime da (de)scrivere, e l’ultima è probabilmente la più “significativa”. L’unico problema è che l’iniziale dell’ultima vittima è identica a quella di questo episodio…

  7. Questa volta qualcosa la vittima ha cercato di difendersi, meno male. Però continua a non avere praticamente alcuna difficoltà ad uccidere tutte queste vittime; può aver senso come no; vediamo cosa succede con la prossima vittima 😉

    Ciao 🙂

  8. Rieccomi…
    pare che non verrò accontentata. La presentazione del crimine avverrà secondo l’ordine di uccisione delle vittime… Pazienza. In questo capitolo ti sei spinto un po’ più in là, tuttavia, rimane sempre il discorso a tu per tu col poliziotto. Non c’è storia dietro le vittime, non si capisce, ancora, da dove arrivi la vendetta. Spero non perché lo prendevano in giro al liceo 😉
    Le vittime sono 7? Magari userai gli ultimi tre capitoli per spiegare più a fondo le motivazioni dell’assassino, il suo stato d’animo. Di lui, a parte che non gli piace ammazzare la gente, che lo fa in uno stato alterato e per vendetta, non sappiamo praticamente nulla.
    Però ho notato che hai usato il tuo personaggio per ribadire il concetto di VENDETTA (e che lo hai chiamato interlocutore)… Meglio ribadirlo al quinto capitolo, per quelli che, come me, si perdono le cose… 🙂
    Alla prossima, scusa l’intervento lungo, spero di non risultare prolissa e rompipalle!

  9. Boh, quarta.
    Ma dacci qualche dettaglio, no? emozioni, azioni, ti ricordi? la storia si mostra, non si racconta. E dunque ho affondato un coltello nel petto e poi tagliato una gola, non significano niente. Com’era questo coltello? e questa gola? rivoli di sangue o schizzi caotici? sul pavimento o sul muro? ha rantolato, la vittima, o versato lacrime involontarie? e che diamine, Dav!
    🙂

  10. Ciao,
    Continuo a desiderare un salto temporale, vorrei che si parlasse della sesta vittima, magari con un flashback più vivido, che si addentri maggiormente all’animo nero di un assassino. Che le sue vittime siano conoscenti denota o poca dimestichezza o desiderio di vendetta… mi piacerebbe sapere di più.
    Un killer seriale che gioca con il suo interlocutore (che preferisco a “interrogatore”), avrebbe bisogno di dare più spazio a quello che ha dentro. L’impressione e che si Stiano snocciolando dei dati, rischia di risultare un po’ piatto a lungo andare… 🙂
    Aspetto il prossimo e ti auguro Buon Proseguimento di Feste!

    • “Che le sue vittime siano conoscenti denota o poca dimestichezza o desiderio di vendetta… mi piacerebbe sapere di più.”
      L’ho scritto nel primo episodio: pura e semplice vendetta 🙂

      “L’impressione è che si stiano snocciolando dei dati, rischia di risultare un po’ piatto a lungo andare…”
      Qualche consiglio per migliorare?

      Auguri anche a te. 😊

      • Un flashback con il racconto di quello che sta nella testa del killer mentre compie l’azione omicidiaria, d’altronde il titolo del racconto é A CRIMINAL MIND…
        perdonami, non ricordavo il tuo riferimento alla vendetta. Ci starebbe bene qualche intervento che delinei il carattere e il motivi che hanno portato il protagonista a desiderarla la vendetta. Ci vuole un diversivo, tipo l’intervento di un altro poliziotto, di un familiare della vittima, di una vittima scampata… non so, io farei così… Scusa, se mi sono permessa di proporre un cambiamento di rotta, spero lo prenderai per quello che è: un consiglio. Poi la storia e tua… 🙂

        • “Scusa, se mi sono permessa di proporre un cambiamento di rotta”
          Finché non dici cose del tipo “devi fare questo, questo e quest’altro in questo modo” (imponendo cioè il tuo pensiero), non devi preoccuparti. 🙂

          La storia del flashback non so se (e come) posso inserirlo, per come ho pensato il racconto. Qualcosa mi inventerò. 🙂

          Come ho detto a Red Dragon, dedicherò un episodio al motivo della vendetta, non preoccuparti.

  11. Terza. Tre è il numero magico.
    Possibile che un professionista non si renda conto di quante coltellate ci sono volute per ucciderla? Cioè, non dico che doveva contarle o studiarsi le mosse, però io un’idea me la farei… comunque sempre meglio, Dav, bravo! 😉

    • Giusta obiezione, però chi ha detto che il protagonista sia un killer professionista? 🙂 Tieni anche conto del fatto che l’ha coltellata al cuore, quindi C. può benissimo essere morta dopo un paio di coltellate (ma probabilmente mi sbaglio, dato che non studio medicina 😀 XD).

      Sono contento di stare migliorando (anche sono ai tuoi occhi 🙂 ).

  12. Quarta.
    Ciao Drago.
    il capitolo è chiaro e scorrevole, però trovo che potresti addentrarti nell’intimo del killer con maggiore profondità.
    E’ un assassino che racconta le proprie gesta, ma pare che sia più interessato all’aspetto tecnico del suo operato che a quello psicologico. Trattandosi di diverse sequenze a due, io renderei i racconti più vividi, aggiungendo le sensazioni del killer, le sensazioni trasmesse a lui dalle vittime.
    Perché stordirla, legarla ad un albero per poi accoltellarla al cuore rischiando di farla morire subito?
    Aspetto il prossimo e, credimi, i miei sono solo osservazioni in buona fede.

  13. Ciao Drago,
    io dico la quarta, anche se potrebbe essere la terza. Si potrebbe parlare delle vittime in riferimento all’importanza che hanno avuto, all’impatto emotivo che hanno avuto sull’omicida. Che mi sembra pure un po’ inesperto: ha lasciato delle tracce su I. e se lo ricorda… O magari lo ha fatto per essere preso? Qualcuno lo fa, in altri casi è solo finita la fortuna.
    Il riferimento al Dottor Reid e il titolo del tuo racconto mi suggeriscono qualcosa…
    Aspetto il prossimo.
    p.s. io avrei fatto usare all’assassino qualcosa di più … corposo, di un coltellino svizzero, che ha una lama piccolissima e che potrebbe non essere letale, soprattutto se si tratta si un colpo inferto alla schiena. Attenzione al refuso contenuto nella frase che spiega proprio questa scena…

    • No, “Criminal mind” non c’entra, mi spiace. 🙂

      Non è detto che il nostro protagonista-assassino abbia lasciato delle prove, infatti dice: “e le EVENTUALI tracce che ho lasciato”. 🙂

      Quel refuso l’ho notato solo dopo aver pubblicato l’episodio, purtroppo. La frase doveva essere “l’ho colpita più volte alla schiena”

    • Se a te piace come sto scrivendo questo racconto, allora ho fatto centro (o ci sono molto vicino). 😀 Dato che si trattava di un “esperimento”, non ero sicuro di come i lettori avrebbero reagito.
      Nel caso in cui te lo stessi chiedendo, sì, tutti gli episodi saranno scritti come il secondo 🙂

  14. Ciao,
    Direi che si potrebbe partire dalla prima vittima con l’interrogatorio. Il detective vorrà conoscere il numero delle vittime, le motivazioni e i luoghi in cui le vittime si trovano, se questo é già noto alla polizia, potrebbe voler cominciare dalla prima per conoscere le motivazioni e le inclinazioni del killer.
    Ma questo ce lo devi raccontare tu.
    Aspetto prossimo capitolo per saperne di più.
    Alla prossima!

  15. Mi piace come hai introdotto la scelta, mi ha sorpreso e mammamia non sapevo cosa scegliere, alla fine ho optato per la prima vittima perché quando per esempio guardo qualcosa su un pluriomicida di solito si parte sempre dalle vittime e poi si capisce il perché, anche se in quel caso ci sono i detective che cercano di prendere il criminale non sapendo nulla di lui (a proposito il titolo mi ricorda Criminal Minds) mentre qui inizia tutto dalla sua cattura. Tuttavia mi piace andare con ordine sempre e lasciarmi il bello alla fine però guardando i voti non penso mi accontenterai.
    Complimenti per il racconto che già dal primo capitolo è pieno di sostanza e ha catturato il mio interesse.

  16. Io direi l’ultima.
    Lo hanno beccato con la vittima e ovviamente il detective inizia a tartassarlo di domande ma ovviamente è sottinteso che andrà a ritroso per scoprire gli altri omicidi. ….anche se non è detto che sia così.
    Siamo so agli inizi
    Vedremo
    Ciao!
    Ilaria_S

  17. Della prima vittima…si parte sempre dall’inizio. E la prima vittima è una cosa particolare, è la scintilla che ha dato il via a tutto, la miccia che ha innescato la bomba. Pur dando soddisfazione, le altre vittime non saranno mai come la prima, avranno sempre un altro sapore e non eguaglieranno mai la prima.
    Ottimo, ti seguo e vediamo cos’hai in mente, a presto 😉

  18. aless ha detto:

    Bella chiusa. Beh, finale senza infamia e senza lode, Dav. Potevi farlo meglio. La storia aveva buone premesse ma poi c’è stata dispersione. Tutto sommato stai andando nella giusta direzione, comunque, ti stai evolvendo. Alla prossima storia! ( sì, lo so che la stai già pubblicando, la nuova storia, ma io non posso garantire assiduità in questo periodo) baciooo

  19. Allegra_Dubois ha detto:

    Ciao Drago,
    così siamo arrivati alla fine.
    Ho visto che hai scritto un nuovo incipit. Vado a leggerlo.
    E’ sempre il poliziotto a fare le domande? Sembrerebbe più uno psicologo forense o, addirittura, un giornalista.
    Ti auguro una buona festa, passo all’altro racconto.
    Ciao!

  20. Red Dragon ha detto:

    Mi aspettavo un finale simile, sai? Come mi aspettavo un pareggio di tutte le opzioni. Devo dire che il racconto ti è riuscito bene, con qualche calo di tono qua e là, ma chi non ce li ha? 😉

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  21. keziarica ha detto:

    Cosa avresti fatto della tua vita.
    Ciao Drago.
    Nell’ultimo episodio mi piacerebbe anche sapere, finalmente, cosa ha spinto il tuo protagonista a uccidere sette persone.
    Alla prossima!

    • Drago ha detto:

      “mi piacerebbe anche sapere, finalmente, cosa ha spinto il tuo protagonista a uccidere sette persone.”
      Anche tu?! Ma l’ho scritto nello scorso episodio, il movente! Forse non era chiaro, però l’ho scritto!

  22. Red Dragon ha detto:

    Come ti senti dopo aver spento ben sette vite?
    Così forse ci spiega di che cavolo si voleva vendicare!

    Ciao 🙂

  23. aless ha detto:

    Facciamo sesta e settima.
    …em… Keziarica non ha tutti i torti 😉
    ma a me piace molto leggerti, comunque.

    • Drago ha detto:

      E come tutte le donne, arrivi in ritardo. XD

      Scherzi a parte, in questi giorni sono tornato a pensarci e, sapendo cosa c’è dietro la mia idea per la storia, la seconda opzione che ha proposto non è molto lontana dalla realtà.
      Ma di più non posso dire. 🙂

  24. keziarica ha detto:

    Ciao Drago,
    le cose sono due: o lo psicopatico sta parlando a se stesso nella cella di un manicomio. oppure non ha mai commesso i delitti di cui parla e sta solo fantasticandoci sopra.
    Altrimenti non si spiega l’uso di tutti questi capitoli per raccontare l’uccisione di personaggi di cui non si sa nulla, da parte di qualcuno di cui si sa poco a qualcuno di cui si sa ancora meno.
    non è che il tuo racconto non sia ben scritto, è che non lo capisco…forse perché a me piacciono i particolari, anche troppo 😉
    scelgo la sesta.
    alla prossima!

  25. Eren ha detto:

    Ciao Drago, ci sono rimasta male ;-; ho aperto la tua storia, mi sono seduta comodamente e ho iniziato a leggere, e dopo neanche 1 minuto avevo già finito!!! ;-; questi meravigliosi capitoli li voglio più lunghi!!! ;-; aspetto il seguito 🙂

    • Drago ha detto:

      Se sono meravigliosi non lo so, però sulla lunghezza non posso farci niente (per ciò che ho intenzione di scrivere).

      Se vuoi rimanere più lungo a leggere ad ogni “sessione”, potresti recuperarti qualche altra storia (passata sia mia che di altri o quelle che stanno scrivendo attualmente gli altri 🙂 )

  26. Red Dragon ha detto:

    Io direi entrambe: al nono capitolo vediamo di far quadrare il cerchio 😉

    Ciao 🙂
    PS: ho beccato un refuso “in quest’ultima categoria” è diventato “in uqest’ultima categoria” 😉

    • Drago ha detto:

      Errore di cui non mi sono accorto neanche dopo la pubblicazione… 😅

      Farle entrambe in un unico episodio? Ma così non saprei cosa scrivere nell’ultimo (e già ho problemi con la domanda e le opzioni…)!

  27. Eren ha detto:

    wow scrivi davvero molto bene… mi piace questa storia, mi piace il fatto che ci sia della tensione, complimenti davvero… seguo la storia e aspetto il seguito 🙂

  28. aless ha detto:

    A infierire così tanto sulla settima. E’ l’unica risposta che svelai tratti interiori dell’assassino, le altre due non ci servono.
    Bravo. Lo sai, da quando scrivi breve, scrivi meglio.

  29. keziarica ha detto:

    Ciao Drago,
    non condivido la scelta di pubblicare un capitolo così corto, però la rispetto. Il racconto è tuo e ci fai quello che vuoi. Tuttavia, a mio parere avresti potuto adottare qualche accorgimento per arrivare allo stesso punto raccontando qualcosa in più. Un racconto con due soli protagonisti, fatto di botta e risposta, va condito con qualcosa o rischia di annoiare.
    Detto questo, mi aspetto un prossimo capitolo corposo e ricco di particolari.
    Alla prossima!

  30. Red Dragon ha detto:

    Sai che non lo so? Questa volta sono interessato a tutte e tre le risposte. Tiro a caso… Cosa ti ha spinto ad uccidere quelle ragazze?

    Quando ho iniziato a leggere: “Per comprendere meglio cosa voglio dire, avrebbe dovuto chiedermi il perché le ho uccise…” ho subito capito che sarebbe stato ottimo chiudere il capitolo proprio in quel punto 😉 E se questo non ti rovina con gli spazi, pazienza che sia più breve degli altri.

    Ciao 🙂

  31. aless ha detto:

    Tre opzioni inutili. Ho votato a caso, la meno assurda: le hai uccise in quest’ordine?
    Comunque, ho riscontrato elementi narrativi molto maturi rispetto al tuo standard e questo mi fa pensare che ti stai evolvendo,anche se devo riconoscere che ogni tanto cadi ancora negli strafalcioni. Ma mi piace il ritmo, mi piace l’atmosfera, mi piace la suggestione che trasmetti e mi piace l’idea che hai avuto. Devi solo svilupparla meglio di così, perché meglio di così è possibile.

  32. il mago ha detto:

    Tensione costante nel palleggio del dialogo, buon ritmo, breve e intenso. Arrivo al giro di boa, ma seguo curioso.

  33. Red Dragon ha detto:

    Tra “dolce” e “crudele” alla fine ho scelto l’ordine 😉

    Ciao 🙂

  34. aless ha detto:

    Io dico quinta vittima.
    Già meglio, già meglio, Dav.
    Mi piacciono questi tuoi episodi, brevi ma intensi 😉

    • Drago ha detto:

      Ma com’è umana, lei… XD 😀

      Scherzi a parte, son contento di essere migliorato (almeno rispetto allo scorso episodio). 🙂 Ormai mancano 3 vittime da (de)scrivere, e l’ultima è probabilmente la più “significativa”. L’unico problema è che l’iniziale dell’ultima vittima è identica a quella di questo episodio…

  35. Red Dragon ha detto:

    Questa volta qualcosa la vittima ha cercato di difendersi, meno male. Però continua a non avere praticamente alcuna difficoltà ad uccidere tutte queste vittime; può aver senso come no; vediamo cosa succede con la prossima vittima 😉

    Ciao 🙂

  36. keziarica ha detto:

    Rieccomi…
    pare che non verrò accontentata. La presentazione del crimine avverrà secondo l’ordine di uccisione delle vittime… Pazienza. In questo capitolo ti sei spinto un po’ più in là, tuttavia, rimane sempre il discorso a tu per tu col poliziotto. Non c’è storia dietro le vittime, non si capisce, ancora, da dove arrivi la vendetta. Spero non perché lo prendevano in giro al liceo 😉
    Le vittime sono 7? Magari userai gli ultimi tre capitoli per spiegare più a fondo le motivazioni dell’assassino, il suo stato d’animo. Di lui, a parte che non gli piace ammazzare la gente, che lo fa in uno stato alterato e per vendetta, non sappiamo praticamente nulla.
    Però ho notato che hai usato il tuo personaggio per ribadire il concetto di VENDETTA (e che lo hai chiamato interlocutore)… Meglio ribadirlo al quinto capitolo, per quelli che, come me, si perdono le cose… 🙂
    Alla prossima, scusa l’intervento lungo, spero di non risultare prolissa e rompipalle!

  37. aless ha detto:

    Boh, quarta.
    Ma dacci qualche dettaglio, no? emozioni, azioni, ti ricordi? la storia si mostra, non si racconta. E dunque ho affondato un coltello nel petto e poi tagliato una gola, non significano niente. Com’era questo coltello? e questa gola? rivoli di sangue o schizzi caotici? sul pavimento o sul muro? ha rantolato, la vittima, o versato lacrime involontarie? e che diamine, Dav!
    🙂

  38. keziarica ha detto:

    Ciao,
    Continuo a desiderare un salto temporale, vorrei che si parlasse della sesta vittima, magari con un flashback più vivido, che si addentri maggiormente all’animo nero di un assassino. Che le sue vittime siano conoscenti denota o poca dimestichezza o desiderio di vendetta… mi piacerebbe sapere di più.
    Un killer seriale che gioca con il suo interlocutore (che preferisco a “interrogatore”), avrebbe bisogno di dare più spazio a quello che ha dentro. L’impressione e che si Stiano snocciolando dei dati, rischia di risultare un po’ piatto a lungo andare… 🙂
    Aspetto il prossimo e ti auguro Buon Proseguimento di Feste!

    • Drago ha detto:

      “Che le sue vittime siano conoscenti denota o poca dimestichezza o desiderio di vendetta… mi piacerebbe sapere di più.”
      L’ho scritto nel primo episodio: pura e semplice vendetta 🙂

      “L’impressione è che si stiano snocciolando dei dati, rischia di risultare un po’ piatto a lungo andare…”
      Qualche consiglio per migliorare?

      Auguri anche a te. 😊

      • keziarica ha detto:

        Un flashback con il racconto di quello che sta nella testa del killer mentre compie l’azione omicidiaria, d’altronde il titolo del racconto é A CRIMINAL MIND…
        perdonami, non ricordavo il tuo riferimento alla vendetta. Ci starebbe bene qualche intervento che delinei il carattere e il motivi che hanno portato il protagonista a desiderarla la vendetta. Ci vuole un diversivo, tipo l’intervento di un altro poliziotto, di un familiare della vittima, di una vittima scampata… non so, io farei così… Scusa, se mi sono permessa di proporre un cambiamento di rotta, spero lo prenderai per quello che è: un consiglio. Poi la storia e tua… 🙂

        • Drago ha detto:

          “Scusa, se mi sono permessa di proporre un cambiamento di rotta”
          Finché non dici cose del tipo “devi fare questo, questo e quest’altro in questo modo” (imponendo cioè il tuo pensiero), non devi preoccuparti. 🙂

          La storia del flashback non so se (e come) posso inserirlo, per come ho pensato il racconto. Qualcosa mi inventerò. 🙂

          Come ho detto a Red Dragon, dedicherò un episodio al motivo della vendetta, non preoccuparti.

  39. Red Dragon ha detto:

    Quarta e vediamo se c’è qualcosa di nuovo 😛

    Ciao 🙂
    PS: Buon Natale

  40. aless ha detto:

    Terza. Tre è il numero magico.
    Possibile che un professionista non si renda conto di quante coltellate ci sono volute per ucciderla? Cioè, non dico che doveva contarle o studiarsi le mosse, però io un’idea me la farei… comunque sempre meglio, Dav, bravo! 😉

    • Drago ha detto:

      Giusta obiezione, però chi ha detto che il protagonista sia un killer professionista? 🙂 Tieni anche conto del fatto che l’ha coltellata al cuore, quindi C. può benissimo essere morta dopo un paio di coltellate (ma probabilmente mi sbaglio, dato che non studio medicina 😀 XD).

      Sono contento di stare migliorando (anche sono ai tuoi occhi 🙂 ).

  41. Red Dragon ha detto:

    Indovina cosa ho votato 😛

    Nulla di nuovo in questo capitolo. Non ho ancora capito perché si sta vendicando, ma c’è tempo 😉

    Ciao 🙂

  42. Allegra_Dubois ha detto:

    Quarta.
    Ciao Drago.
    il capitolo è chiaro e scorrevole, però trovo che potresti addentrarti nell’intimo del killer con maggiore profondità.
    E’ un assassino che racconta le proprie gesta, ma pare che sia più interessato all’aspetto tecnico del suo operato che a quello psicologico. Trattandosi di diverse sequenze a due, io renderei i racconti più vividi, aggiungendo le sensazioni del killer, le sensazioni trasmesse a lui dalle vittime.
    Perché stordirla, legarla ad un albero per poi accoltellarla al cuore rischiando di farla morire subito?
    Aspetto il prossimo e, credimi, i miei sono solo osservazioni in buona fede.

  43. keziarica ha detto:

    Ciao Drago,
    io dico la quarta, anche se potrebbe essere la terza. Si potrebbe parlare delle vittime in riferimento all’importanza che hanno avuto, all’impatto emotivo che hanno avuto sull’omicida. Che mi sembra pure un po’ inesperto: ha lasciato delle tracce su I. e se lo ricorda… O magari lo ha fatto per essere preso? Qualcuno lo fa, in altri casi è solo finita la fortuna.
    Il riferimento al Dottor Reid e il titolo del tuo racconto mi suggeriscono qualcosa…
    Aspetto il prossimo.
    p.s. io avrei fatto usare all’assassino qualcosa di più … corposo, di un coltellino svizzero, che ha una lama piccolissima e che potrebbe non essere letale, soprattutto se si tratta si un colpo inferto alla schiena. Attenzione al refuso contenuto nella frase che spiega proprio questa scena…

    • Drago ha detto:

      No, “Criminal mind” non c’entra, mi spiace. 🙂

      Non è detto che il nostro protagonista-assassino abbia lasciato delle prove, infatti dice: “e le EVENTUALI tracce che ho lasciato”. 🙂

      Quel refuso l’ho notato solo dopo aver pubblicato l’episodio, purtroppo. La frase doveva essere “l’ho colpita più volte alla schiena”

  44. aless ha detto:

    La seconda!! Bravo Dav!!

    • Drago ha detto:

      Se a te piace come sto scrivendo questo racconto, allora ho fatto centro (o ci sono molto vicino). 😀 Dato che si trattava di un “esperimento”, non ero sicuro di come i lettori avrebbero reagito.
      Nel caso in cui te lo stessi chiedendo, sì, tutti gli episodi saranno scritti come il secondo 🙂

  45. Red Dragon ha detto:

    Io continuerei in ordine: seconda vittima.

    Ciao 🙂

  46. aless ha detto:

    Cronologicamente direi di iniziare dalla prima vittima e così ho votato.
    Bravo, Dav, lo sai che ti controllo! 😉

    • Drago ha detto:

      Mi controlli? Sono per caso finito ne “Il grande fratello” di Orwell? XD

      Spero solo che ti piaccia (così come per gli altri che leggono la storia) il come ho intenzione di scrivere il racconto. 🙂

  47. keziarica ha detto:

    Ciao,
    Direi che si potrebbe partire dalla prima vittima con l’interrogatorio. Il detective vorrà conoscere il numero delle vittime, le motivazioni e i luoghi in cui le vittime si trovano, se questo é già noto alla polizia, potrebbe voler cominciare dalla prima per conoscere le motivazioni e le inclinazioni del killer.
    Ma questo ce lo devi raccontare tu.
    Aspetto prossimo capitolo per saperne di più.
    Alla prossima!

  48. FlyingTorlu ha detto:

    Molto interessante.
    Vedremo come procederà

  49. Gnana ha detto:

    Mi piace come hai introdotto la scelta, mi ha sorpreso e mammamia non sapevo cosa scegliere, alla fine ho optato per la prima vittima perché quando per esempio guardo qualcosa su un pluriomicida di solito si parte sempre dalle vittime e poi si capisce il perché, anche se in quel caso ci sono i detective che cercano di prendere il criminale non sapendo nulla di lui (a proposito il titolo mi ricorda Criminal Minds) mentre qui inizia tutto dalla sua cattura. Tuttavia mi piace andare con ordine sempre e lasciarmi il bello alla fine però guardando i voti non penso mi accontenterai.
    Complimenti per il racconto che già dal primo capitolo è pieno di sostanza e ha catturato il mio interesse.

  50. Ilaria_Si ha detto:

    Io direi l’ultima.
    Lo hanno beccato con la vittima e ovviamente il detective inizia a tartassarlo di domande ma ovviamente è sottinteso che andrà a ritroso per scoprire gli altri omicidi. ….anche se non è detto che sia così.
    Siamo so agli inizi
    Vedremo
    Ciao!
    Ilaria_S

  51. Red Dragon ha detto:

    Voto il motivo che ti ha spinto ad ucciderle. È quello che a me interessa e la risposta “vendetta” non mi è abbastanza, ovviamente 😉

    Ciao 🙂

  52. Danio Mariani ha detto:

    Della prima vittima…si parte sempre dall’inizio. E la prima vittima è una cosa particolare, è la scintilla che ha dato il via a tutto, la miccia che ha innescato la bomba. Pur dando soddisfazione, le altre vittime non saranno mai come la prima, avranno sempre un altro sapore e non eguaglieranno mai la prima.
    Ottimo, ti seguo e vediamo cos’hai in mente, a presto 😉

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