La Brigata Gialla

Tra nebbia e foglie morte

Filagno è un piccolo paese dell’Emilia, così piccolo che non ha né un ufficio postale né una farmacia. Però ha qualcosa di unico: una sezione del Partito Marxista Leninista Italiano, in via Marx, angolo via Lenin. Gli iscritti sono solo tre – Libero, Fosco e Giulio Cesare – ma rappresentano ben il 5% della popolazione di Filagno.

Giulio Cesare, sessantasettenne, è il più giovane dei tre e per questo – e anche evitare di pronunciare un nome che ha comunque un’eco di cattolicesimo – viene chiamato Cinno dagli altri due.

«Cosa, Cinno?» chiede Fosco, che è un po’ duro d’orecchi.

«Il Luigino ha detto che la Russia è un Paese del Mediterraneo» risponde Cinno ridendo.

«Frega niente di quell’ometto lì» sentenzia Fosco.

Cinno si fa serio e scuote la testa, l’unica delle tre teste dove ancora è possibile rintracciare una sembianza di capigliatura.

«Intanto rischiamo di trovarcelo Presidente del Consiglio alle Politiche di primavera» aggiunge mesto.

Pausa di silenzio e di riflessione politica.

«Io temo di più l’ex Cavaliere, anche se ha la mia età» afferma solennemente Fosco.

Libero, dei tre, è quello che parla meno ed è anche quello fisicamente meno agitato. Lui è mentalmente agitato. Negli anni ’70 è stato a un passo dall’essere arruolato nella Brigate Rosse.

«Bona le’» dice alzandosi in piedi «Bisogna passare all’azione, altrimenti si rischia che l’ex Cavaliere ce la faccia davvero. La Sinistra ormai è andata a rusco, chi votava per una Sinistra moderata potrebbe votare a Destra pur di non ritrovarsi Luigino come Premier. È l’ex Cavaliere il nemico da combattere e noi lo combatteremo.»

«Noi? E come?» chiede il Cinno.

«Ancora non lo so, ma ci penso.»

«Ecco, magari domani, che s’è fatto tardi e devo andare a vedere L’Eredità in tv» conclude Fosco.

-o-

È novembre e fuori la sede del partito c’è una nebbia rassicurante e un manto di foglie morte. Libero ama la nebbia come ama la sua terra e i suoi colori smorti. La nebbia ti avvolge, ti nasconde agli occhi indiscreti. Il sole invece mette in risalto, fa vedere tutti i difetti: è spudorato. Cammina piano, Libero. La strada di casa la farebbe anche a occhi chiusi. Imbocca viale Sandro Pertini, ancora pochi passi e sarà a casa da Marezia, la sua compagna da quasi cinquant’anni. Avevano ventiquattro anni quando si sono messi insieme. Solo per lei, a suo tempo, non si è dato alla lotta armata: per non lasciarla sola. Non hanno figli, hanno solo Mao: un gatto, ovviamente rosso.

-o-

«Come possono gli italiani essere così stupidi da dimenticare…» sono le parole che Libero sente entrando in casa.

Marezia ha il vizio di parlare con la tv: è lei che ha appena detto quella frase. Guarda il TG3, l’unico che si tollera in famiglia.

«Con chi ce l’hai?» chiede Libero.

«Con quel vecchio porco che ha ricominciato a raccontare balle agli italiani. Mille euro di pensione minima è la promessa del giorno. Paese di stupidi smemorati, l’Italia.»

«Paese di analfabeti funzionali. Sai cosa sono, vero?»

Marezia non risponde, continua a inseguire i suoi pensieri, temendo che alla sua età le sfuggano da un momento all’altro e lei poi non si ricordi più in quale angolo del cervello li abbia riposti.

«Falso, dentro e fuori. Tutto rifatto e tirato che ormai sembra un vecchio cinese che ho visto al mercato» conclude Marezia, alzandosi per apparecchiare in tavola.

Libero la guarda con occhi innamorati: è lei che gli ha sempre indicato la via giusta da seguire, consapevolmente o inconsapevolmente. Come stavolta, in questo preciso momento.

Dipende solo da voi se questo racconto proseguirà

  • dando uno sguardo al mercato (21%)
    21
  • ritornando alla sezione di partito (50%)
    50
  • ripartendo da una domanda di Libero (29%)
    29
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204 Commenti

  • Finale un po’ sottotono, se me lo consenti, benché degnissimo nella trovata di catapultare i nostri arzilli vecchietti in una location da vita in vacanza che ha il sapore dolce-amaro della resa all’esilio.
    La politica italiana non smetterà mai di offrire spunti alla satira.
    C’è e ci sarà sempre lavoro per Cap.
    Anche se adesso dice di volersi ritirare… esattamente come certi politici di casa-cosa-nostra che poi, invece, ritornano sempre. 🙂

  • Ciao Cap.Riccio; ho visto che te ne sei andato! Il motivo per cui ogni tanto sparite e tornate sotto altre vesti è per sfidare voi stessi e vedere se con nuovi racconti riuscite comunque ad ottenere buoni risultati? È una bella sfida effettivamente, fate bene, però è anche un peccato perché ci si affeziona a foto profilo simpatiche e nomi strani. Soprattutto ci si affeziona alle storie che si raccontano e questa Brigata Gialla è stata davvero una piacevole lettura. Sono d’accordo con chi dice che la partenza è stata più divertente e geniale del finale, ma non sono rimasta delusa, anzi, mi è piaciuto molto. Peccato che questi 3 vecchiacci non abbiano salvato l’Italia,ma va bene così; ci riproverà qualcun altro! Ciao!

  • Be, Cap.Riccio, questa è una prova delle tue, ottima dall’inizio alla fine.
    In dieci brevi capitoli hai esposto tutte le caratteristiche dell’italiano medio in un’epoca stanca e viziata come la nostra, grazie a questi tre uomini che tutti abbiamo conosciuto in ogni parte d’Italia, e con cui personalmente condivido l’indignazione 🙂
    Ho riso troppo, peccato non poter evidenziare i passaggi migliori.
    Sempre bravo, non smettere di fare i capricci 😉

  • Ciao
    Partito bene, il racconto si è perso per strada, non lasciando sassolini dietro di sé.
    La chiusa è intelligente. Avrei fatto a meno dei due paragrafi iniziali (collegano agli episodi precedenti ma non aggiungono plus valore), perché l’informazione che conta è che Fosco è stato il primo a gettare la spugna ecc…
    Hai fatto bene a mandarli alle Canarie, perché a Filagno non c’è il mare ?

  • Un episodio ben strutturato e piacevole ma resta un senso di incompiuto nella storia… sì, probabilmente è voluto ed è la perfetta metafora della politica dello Stivale… mi mancherà questa storia, spero tu voglia proseguirla in futuro.
    È stato un piacere leggerti, temevo e pensavo che ormai ci avessi abbandonato, ormai disinteressatoti anche tu, come Libero, Fosco e Cinno… Ciao Cap.riccio e complimenti!

  • Ciao Cap.
    Sono molto contento che hai trovato l’input per completare questo racconto. Anche se le cose sono andate male, per i tuoi protagonisti e per gran parte degli italiani, sei riuscito a scrub degno, amaro finale per la tua storia. La politica che li perseguita anche a Tenerife???
    Mi hai fatto compagnia per molti mesi e siamo giunti alla fine.
    Ciao Cap. dunque addio.

  • Vado con la maggioranza e voto nuova missione!!
    Al governo ci è arrivato Salvini… del cavaliere non s’è saputo molto, forse è depresso. Poi cinque stalle ci hanno avvolto col loro fieno e la loro paglia, speriamo di riuscire a trovarci almeno un ago in mezzo.

  • Ciao Cap,
    un capitolo più breve, forse un pochino sottotono rispetto agli altri, ma ugualmente divertente. La battuta sulle bufale è fantastica.
    Io opto per la speranza (inutile) di poter portare a termine la missione.
    Me li vedo tutti lì, quelli della brigata gialla, davanti alla TV e a una gazzosa, ad aspettare i risultati, con le carte della briscola sparse sul tavolino del bar.
    Ciao Cap, aspetto il finale.
    alla prossima!
    p.s. non farlo sparire il Cap.Riccio, ha fatto ottime cose.

  • Piaciuto moltissimo. Pierluigi mi ha fatto morire, bello il paragone con le bufale e sul fatto dei vent’anni (e anche di più, era il 94 quando “scese in campo”).

    Ho votato una nuova missione per un motivo. La puoi usare a seconda del risultato. Nel malaugurato caso che vinca lui puoi lasciare un racconto aperto in cui i vecchi si inventano qualcosa di nuovo per toglierlo di mezzo, se le perde invece puoi dare a loro i meriti, è un’opzione che permette di giocarsela. Le altre due le vedo troppo verso la vittoria del Cav e non ci voglio nemmeno pensare 😀

    “Si dice in giro che quell’omino là pur di far soldi è capace di ogni. Però più di tanto non so.” Dopo ogni hai dimenticato qualcosa o è un modo di dire emiliano?

    Bravissimo e ora aspettiamo domenica 😉

    • Piacenza subisce già l’influsso della Lombardia dove “di ogni” si è largamente diffuso come abbreviazione di “di ogni cosa”.
      Caro Diego, sono combattuto: da una parte non vedo l’ora di chiudere questo racconto, dall’altra ho paura per quello che sarà il dopo elezioni.
      Grazie del commento.

  • Buonasera Cap.riccio, non ho dubbi, i nostri tre amici si inventeranno una nuova missione.
    Spero che ci riusciranno prima delle elezioni, altrimenti vorrà dire che si tratterà di una missione di salvataggio, riparatoria, ex post… e quindi che il Cavaliere ha raggiunto, non si sa bene per quale miracolo divino, nuovamente l’obiettivo.
    A presto per l’atteso proseguo e…complimenti!!

  • Ma conosce… quei tre puntini sono come un irresistibile richiamo. Capitolo transitorio che si legge in un baleno. I personaggi sembrano veri da quanto sono descritti bene, caratterialmente parlando.

    Vediamo chi è la sua conoscenza.

    Comunque questo è un racconto sperimentale al massimo. Le tre alternative finali non saranno scelte solo dal nutrito gruppo di lettori, ma da milioni e milioni di italiani 🙂

    Bravo come sempre!

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