Senza parole

Dove eravamo rimasti?

Tanta carne al fuoco, forse troppa. Da dove cominciamo mago? Dove te ne vai dolorante nel cuore della notte? (63%)

Con il passo incerto del miglior Troisi

I tre spacciatori siedono sul muretto in fondo ad un’anonima piazzetta di Brixton appollaiati come le Parche: il primo controlla il cliente di turno per verificarne a sensazione l’affidabilità, il secondo incassa i soldi, il terzo gli consegna la bustina e la vita continua.

Chissà quali schifezze nascondono nelle loro tasche: nelle mie condizioni non mi posso fidare di loro, ma chi mi può aiutare sta a pochi metri da qui.

La casa della Strega è giusto dietro questa piazza.

L’ho conosciuta sul lavoro il primo anno appena arrivato a Londra, quando lavoravamo entrambi per una bakery americana, dove c’era crema di burro anche nei pensieri.

Uniti dall’amore per la pasticceria, la passione per l’horror e l’insonnia, abbiamo preso il vizio ogni tanto di incontrarci per raccontarci le nostre storie e per condividere qualche notte in bianco.

Ho pensato subito a lei dopo un passaggio fallimentare in ospedale, dove mi hanno dato rassicurazioni, della blanda codeina e l’appuntamento tra quarantotto ore per degli esami approfonditi.

Quando l’insonnia non ci dava tregua ci siamo dati conforto e sollievo con i frutti della terra.

Barcollo fino al cancellino.

Basta un messaggio per farmi aprire la porta del monolocale al secondo piano.
Basta uno sguardo alle mie occhiaie per farle capire almeno una parte consistente della storia.

Basta  indugiare sullo zerbino: entro, la abbraccio ed i suoi capelli blu mi sfiorano appena il mento, mentre le forme generose sono contenute a stento dal maglione alla Freddy Krueger: sto stringendo l’action figure di una coltivatrice diretta.

Una strega ed un mago, sdraiati su di una ventina di cuscini ad ascoltare musica e passarsi senza fretta una pipa di vetro blu cobalto: un quadro curioso a sufficienza perché qualche scrittore con poca fantasia ci ricami sopra una storia.

Le piante ci guardano, mentre crescono sane e forti sotto la luce rossa, i Ministri riempiono il silenzio mordendo i bassi, mentre la Strega mi accarezza il collo ed io sento il dolore che si allevia leggermente ad ogni boccata, passando dal livello sparatemisubito a quello vediamocinelweekendmalapistolaportatevelacomunque.

Poco lontano c’è una tela ancora bianca della sua coinquilina artista bohémienne, circondata da bicchieri Starbucks riempiti di colori: afferro il viola e scrivo con il dito la sintesi di quel che è successo.

La Strega ascolta con attenzione la mia storia e prepara un’altra pipa, sbriciolando con l’accendino un piccolo cubo di colore ambrato.

Ci godiamo l’oblio per un paio d’ore, fino a quando un sole insolitamente insistente mi ricorda che tra poco sarei di turno in cucina. Decido di rispettare il mio impegno.

Raggiungo il vicolo sul retro del Fragole&Mandorle coi miei soliti venti minuti di anticipo, mi siedo sui gradini e mi metto gli auricolari: che ci pensi lo shuffle.

Lo chef Fabiano mi sveglia come tutte le sante mattine con la solita pacca alla Canavacciuolo: quando però non rispondo alle sue domande e gli passo il foglio di carta che mi sono preparato la sua espressione cambia, ma giusto per un secondo.

Tutt appost mago, vai a fare colazione e poi scendi in cucina: oggi inizi con un venti minuti di ritardo-sempre nel suo italiano che tradisce le origini napoletane.

Lo chef Fabiano con i suoi  modi diretti, la sua intensità, la sua inflessione e la sua capacità di gestire una squadra mi ricorda tutto ciò di buono che Napoli offre, tutto ciò di buono che il ramo del Sud della mia famiglia mi ha fatto conoscere e un po’ mi ha anche trasmesso con il codice genetico.

Dopo un quarto d’ora, un caffè e un cornetto torno al ristorante, mi cambio ed entro in cucina con l’andatura incerta del miglior Troisi: tutti mi salutano e raggiungo la mia postazione nella normalità più totale. Sicuramente durante la mia assenza è stato predicato un atteggiamento senza compatimenti di sorta. Bene così.

Il bilancio del mio doppio turno è frustrante e drammatico: scrivere su penna durante il servizio al ristorante quando lo chef fa una richiesta è fuori discussione, smartphone e applicazioni della serie ioscrivoluiparla non accorciano i tempi per nulla, insomma per il pasticcere muto pare proprio non ci sia posto.

Durante i primi tre mesi mi sono guadagnato il posto con sangue e sudore, ho preso il controllo della pasticceria migliorandomi nella realizzazione dei dessert di giorno in giorno, ho iniziato ad aiutare i colleghi negli altri settori pulendo verdure ed impiattando antipasti, cose mai fatte prima: ho dimostrato di poterci stare in questo non facile mondo.

Ora tutto questo sembra stia per esplodere.

La reazione è di rabbia, quella rabbia primordiale, esplosiva, che ti riempie la gola e ti sale come un conato violento, che ti porterebbe ad urlare a pieni polmoni: ti porterebbe, già…

Rabbia, frustrazione, voglia di urlare, silenzio.

Domani dovrei pure esibirmi per quello spettacolo di magia già rinviato in precedenza.

Rabbia, frustrazione, voglia di urlare, silenzio.

Nuovo incontro con Madame D.

Inevitabile.

Incontro con Madame D. inevitabile. Location?

  • altrove (liberi di suggerire location londinese e poi valuterò i suggerimenti) (13%)
    13
  • casa sua (63%)
    63
  • casa mia (25%)
    25
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

130 Commenti

  • Caro, vecchio mago… Torno raramente a rileggerti, ma ogni volta si conferma essere un piacere.
    Non posso che rimanere sorpresa, adoro il tuo personaggio, ma devo dirtelo: trovo che in questi limiti di battute la tua storia ci stia stretta. Mi piacerebbe considerassi l’ipotesi di ampliarla, ne sarei entusiasta.
    Tra l’altro non sai quanto ho apprezzato i riferimenti a Mannarino!
    Alla prossima 😊

    • Dalla prima all’ultima parola… wow. Grazie davvero. Felice di averti avuto in teatro anche questa volta.

      1 abbraccio

      il mago

      p.s. Saresti disponibile per un piccolo sondaggio tra lettori in pvt? Fammi sapere in caso con un contatto pvt 🙂

    • Ciao cara 🙂 Felice di averti avuto qui fino alla fine…e di averti trasmesso tutto questo… 🙂

      Spero di tornare presto 🙂

      il mago

      p.s. Saresti disponibile per un piccolo sondaggio tra lettori in pvt? Fammi sapere in caso con un contatto pvt 🙂

  • Ciao Mago,
    un bellissimo finale, intenso e ben scritto, come sempre.
    Hai descritto con cura particolari sensazioni che le persone provano in momenti difficili, è proprio così che ci si sente quando ti danno certe notizie, ed è sempre così che ci si sente quando le brutte notizie prendono la porta e spariscono.
    Come dice Massimo, mi piacerebbe leggere una versione estesa di questo racconto.
    In attesa che il Mago torni a fare le sue magie, ti saluto e ti auguro una buona giornata.

  • Capitolo finale dolce amaro che ben chiude questo racconto. Non sono fan dei lieto fine, ma alle volte è la scelta più giusta: soprattutto quando si parla di malattia.
    Hai fatto una bella magia: mi chiedo se esiste o esisterà una long version di questo racconto perché un romanzo sarebbe proprio gustoso 😉
    Ciao! Attendo una nuova magia a breve!

    • Ciao caro 🙂 Grazie del supporto e felice di aver stupito ( è un po’ il mio… 😛 )

      Sulla long version…ci sto pensando…. per questa e altre storie mie su ti… vedremo 🙂

      grazie ancora 🙂

      p.s. Saresti disponibile per un piccolo sondaggio tra lettori in pvt? Fammi sapere in caso con un contatto pvt 🙂

  • Bellissima storia e bellissimo episodio finale. Certo la chiusa super romantica non è proprio il mio canto libero, io sarei stata una punta più criptica, però tu sei un autore che non ha bisogno di paragonarsi e che ormai è sulla via che sarà lunga e a volte difficile, ma sarà anche piena e vera. Come l’autore.
    E, come sempre, io sarò lì ad applaudire.

    • Sono scelte che spesso sono influenzate dal mood dell’autore… lo sai 🙂
      Bisognerebbe sempre non farsi condizionare quando si scrive, ma io sto ancora imparando 🙂

      Tu arrivi come al solito, mai gratuita e con parole importanti che per me sono una bellissima sentenza <3 grazie per la tua presenza, il costante aiuto e l'applauso. Onorato et fortunato.
      Brujo *inchino profondo e gote imporporate*

  • Rieccomi, mago. Ho votato per la casa, il vicolo assolutamente no, l’ospedale… be’, l’abbiamo capito che l’ospedale è fin troppo presente nella vita del protagonista.
    Ammiro molto la tua capacità di trasmettere sentimenti senza retorica. Almeno con me, ottieni l’effetto di farmi empatizzare col protagonista, che mi pare un vecchio amico che ascolto, ora in apprensione, ora sollevato, ora felice per le vicissitudini che mi racconta.
    Ciao, ti auguro una buona giornata

  • Avevo votato ospedale, poi da lì si sarebbe andati oltre, ma mi sa che qui non tutti hanno capito l’antifona delle siringhe in bocca e ti hanno spinto dietro a un vicolo! Vabbè.
    Ma quella bella come un Monet, l’accento barese come una sinfonia, certe chicche sparse boh… menomale che ad Aprile esci in libreria, così poi per leggerti basterà abbonarsi e non si dovrà elemosinare un raccontino a puntate! 😉

    • L’ho detto in tempi non sospetti che come mi capisci tu…. <3

      Non erano preparate, giuro 😀 Mi sono venute a scrittura in corso 😛 xD

      Continua la campagna pubblicitaria… ti adoro xD

      Siamo al gran finale… spero di cuore di non deluderti…. grazie Ale

  • Dal vicolo dietro il ristorante.
    Bella descrizione della brigata di cucina all’opera. Capisco che il pastry chef si sia sentito caricato di responsabilità e che la presenza di Monica abbia decuplicato l’ansia, ma a momenti addirittura mi muore! Aspetto la resurrezione nel capitolo finale.

  • Ciao Mago,non so per quale motivo non son passata prima a leggere il tuo scritto , probabilmente ne ho letti talmenti tanti ultimamente che credevo uno di quelli fosse il tuo! sarebbe stato un peccato perderselo; è molto profondo. Beh il tempo che ho mi ha concesso di leggere solo il primo chapter,ma andrò avanti di sicuro,appena ho 1 minuto. Non so se è una storia autobiografica,ma anche io vivo a Londra e non la trovo comprensiva e solidale per niente :p a presto,ciao!

  • Colpo di scena, assolutamente.
    Che poesia nelle tue parole. Che bello questo capitolo. Mi hanno detto che faccio un uso smodato e inopportuno delle figure retoriche. In alcuni passi di questo capitolo, ho capito qual’è la giusta misura delle parole. Grazie, anche se dubito che riuscirò a farne tesoro. La capra che è in me vincerà sempre!
    Bel capitolo, Mago.
    Alla prossima!

  • Ciao Mago
    un altro capitolo piacevole da leggere. La tua storia meriterebbe più lettori ma… ahimè, è un periodo di “magra” qui nella piattaforma 🙂
    Mi piace proprio il tuo modo di raccontare 🙂 .. ecco solo due esempi:
    “Da qualche duna del copriletto rispunta fuori il nostro blocco”
    “Senza pensarci segno un canestro da tre punti nel cesto della biancheria ai piedi del letto”
    vorrei votare all’aperto per uscire dalle scene tra quattro mura; visto che il prossimo è il cap. n.9 voto colpo di scena.
    a presto

  • Ciao, mago!

    Ho dovuto recuperare un bel po’ di capitoli (ero rimasto al secondo 😂), ma non mi è dispiaciuto affatto. Ti faccio un complimento: di solito non leggo romanzi d’avventura,non mi piacciono. Questo invece mi ha conquistato a partire dall’incipit. Ora non montarti la testa eh, mi raccomando 😂.
    Ho votato per l’acqua.
    A presto!

  • “Quattro pastiglie al giorno tengono il mago qui intorno.” Questa te la rubo. 🙂
    Ho votato neve. La motivazione è creatina. Leggendo questo episodio, e vedendo questa opzione, ho pensato alla canzone di Marco Mengoni e Giorgia. Che poi “s’ intonerebbe bene” alla storia di lui e di Monica. 😀

  • Rieccomi, mago. Ho votato per la neve, mi piace la neve.
    Tenero e duro, dolce e amaro, mi chiedo se per caso tu, con questa storia, non abbia attinto, come il protagonista, a conoscenze culinarie per miscelare sapientemente i vari sapori e consistenze della pietanza che noi tutti consumiamo ogni giorno.
    Chi a grandi bocconi, chi col senso di colpa, chi con le mani chi… boh, con la cannuccia? 😀
    Il piatto che vorremmo non finisse mai… 🙂
    Mi è piaciuto.
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

  • In ritardo, ma sono qui. Questi episodi li ho trovati stupendi! Bellissime tutte le metafore usate. Arrivata a questo punto ho votato per il messaggio telefonico, lasciando a te la scelta di chi possa essere il mittente. Però ti ho mandato tutte e tre le opzioni in parità. Se la situazione non si sblocca, a te la scelta. Io nel frattempo ti seguo. 🙂

  • Ero rimasto indietro, ed è stato piacevole leggere i capitoli uno dopo l’altro.
    Coinvolgente il passaggio dal mago che sente di potersi fidare raccontandole tutto a Monica che non coglie quanto sia sincero rovinando l’atmosfera.
    Stupid girl.
    Il mio voto va all’amico.

    P.S. Kyoto Garden luogo più sereno di Londra.

  • Episodio riuscito, come gli altri :-).
    Che ti posso dire, mi piace il tuo racconto e continuo a leggerti curiosa di sapere come andrà a finire.
    Trovi il modo di descrivere ogni cosa con leggerezza eppure con una certa profondità. Bravo, una dote impagabile.
    Tirare fuori parolacce, nella propria lingua, quando ci si trova in un paese straniero, può essere un modo per creare appartenenza a quello che più si avvicina a una famiglia.
    Stanza che non conosco… Vediamo dove ci porti.
    Ciao!

  • “un mondo mai affrontato prima, che in breve mi avrebbe masticato e sputato senza rimorsi…”
    “Un’insalata mista di umanità, condita con parolacce”
    Queste sono solo due delle frasi che mi sono piaciute. Bel capitolo, hai una certa “magia” fatta di parole, nel tuo modo di raccontare .
    stanza che non riconosco.

  • Rieccomi, mago. Ho votato per la birra, spesso scioglie troppo la lingua, nel tuo caso magari scioglierà troppo i gesti 😀
    Un capitolo che ho trovato molto “tenero”, e viste le premesse del capitolo precedente, pure tralasciando la mistress di qualche capitolo fa 😀 , direi che la cosa mi ha stupito.
    Mi piace l’idea della bacchetta, ci vedo un riflesso simbolico delle due vite del protagonista che trovano una sintesi. A questo proposito, interessante anche il titolo: pensavo si riferisse a un maquillage della seconda portata 😀
    Ciao, ti auguro… un sacco di ottime feste!

  • 33,33,33, non potevo essere più deleteria, col mio voto alla birra! 🙁
    comunque sai che io lo facevo? dico riempire pagine di parole d’inchiostro o persino digitali anche se il mio interlocutore mi stava a un palmo e aveva il dono della parola sonora… ho sempre avuto la fissa di scrivere e di farmi rispondere per iscritto, pure se mi stavi davanti. Sapessi in quanti hanno sofferto di queste mie pretese… ahahahah, per questo mi è piaciuta moltissimo quella tua scena al parco.

    • Deleteria? Mi hai appena dato totale libertà di scelta… benefattrice 🙂

      Ihih…io lo facevo tanto anni indietro..corrispondenza con compagne di classe… quaderni su quaderni… era bello “leggersi”… tanto…t capisco 🙂

      Sulla scena al parco ci ho lavorato tanto…felice ti abbia dato qualcosa.

      Sempre troppo buona. Grazie Ale <3

  • Non so se ho capito, Monica è sordomuta? Per questo passano ore a raccontarsi in silenzio? Che bella questa immagine, in netto contrasto con gli incontri tra lui e Madame D.
    Scrivere per gli altri, perché capiscano e perché possano seguire al meglio la storia, è quello che fai tu e quello che, ahimè, io non riesco a fare perché mi perdo spesso nelle descrizioni. Bello fluido, mi è piaciuto, come gli altri del resto.
    Bravo Mago.
    Alla prossima!
    Una Lettera…

  • Ciao Mago
    Questo capitolo l’ho trovato meno scorrevole degli altri.Qualche periodo un po’ lungo e ripetizione (inusuale) di termini mi hanno dato la sensazione di fretta o impazienza. Magari non è vero niente 🙂 è solo “stress prenatalizio” 🙂
    Lucidare i secondi… diffidenza dell’animale selvatico… rendono bene l’idea.
    Incontro, può fare comodo per il proseguo, no?

    • Spero non rispondendoti apertamente di spingerti ad una rilettura, oppure di chiarirti le idee con gli episodi successivi… anche se basterebbero tre lettere che ho citato nella storia… L….I….S… 😉

      Grazie caro 🙂

      (Londra è sempre tra i nomi sul cartellone 😉 )

  • Quella dei post-it è una bella idea, per non rovinarla non insisterei su questo aspetto nel prossimo capitolo. Voto per la prossima giornata al ristorante, visto che la ragazza arriverà tra qualche giorno.
    Bel capitolo, anche se il passaggio di Madame D non mi è chiaro. Ma una bella canzone resta tale anche se qualche parola del testo sfugge.
    Penso che tu sia tra i pochi a vedere Londra sensuale e melliflua.

  • Ciao Mago,
    la scrittura è incisiva e sicuramente d’effetto tuttavia, sebbene non servano troppe spiegazioni nei racconti, mi lascia interdetta nel momento in cui fa riferimento a personaggi che potrebbero non essere così conosciuti. Caratterizzare il cuoco, con i modi e le fattezze di Cannavacciuolo può creare confusione, non tutti seguono i programmi di cucina, non tutti conoscono “I Ministri” (a mio parere ci sarebbe stato bene un bel link). Il detto non detto ci sta, purché non svii il lettore durante la lettura, costringendolo a domandarsi chi è chi o cosa fa chi.
    Detto questo, ti seguo.
    Alla prossima!

    • Ciao cara 🙂
      E’ un rischio, ma io credo fortemente nel provocare-suscitare curiosità e smuovere il lettore di turno dalla pigrizia ed invogliarlo in una ricerca (google, youtube che sia) per capire meglio, quindi niente link, mai 🙂
      Just my 2 cents.

      Felice di aver avuto il tuo parere ed un commento così approfondito.

      Ora vediamo se ti perderò o se resterai seduta fino alla fine dello spettacolo 🙂

      Grazie davvero 🙂

    • Grazie mille cara 🙂
      Incipit rischioso… ho voluto dire il meno possibile 😉
      Lieto di suscitare…qualcosa 🙂

      Come in cucina…. chiudi gli occhi e cerca di percepire ogni nota dei profumi che senti…e vediamo dove ci portano 😉

      Grazie 🙂

    • A cercar aiuto e conforto 😛

      I limiti sono solo una scusa… questa cosa la sostengo da tempo… però ad ogni malessere bisogna “passarci attraverso”… è il vecchio concetto della catarsi 😉

      Commistione? Autobiografia ? Parziale? Totale? Chissà 😉

      Grazie 🙂

    • Mi rendo conto di aver detto davvero poco (e il secondo episodio non rivelerà grandi cose), quindi apprezzo particolarmente questa tua fiducia “al buio” 🙂

      Sul muro ci arriveremo subito…. e Madame D…. a breve 😉

      Grazie cara 🙂

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi