Senza parole

Dove eravamo rimasti?

Situazione di difficoltà nel prossimo capitolo. A voi la scelta del "perno" di questo intoppo! Una birra. O forse più di una (50%)

E’ la bacchetta che sceglie il mago silente

Monica mi manda un messaggio vocale su whatsapp. Vuoto.

Seguono un’emoticon che si sganascia e la parola “ops”

Questa ragazza potrebbe farmi seriamente perdere la testa.

Il trucco della bacchetta funziona: il resto della squadra ha assimilato serenamente questa cosa e mi segue; mi è capitato nell’ordine di indicare oggetti che volevo mi fossero passati, di chiamare qualcuno infilzandogli il fianco, di attirare l’attenzione picchiandola contro tavoli e pentole.

La curiosa storia del pastry chef silente.

Oggi l’executive-chef Veronesi è venuto a stringermi la mano e a farmi i complimenti per come sto svolgendo il mio lavoro:

“Sei un bravo soldato: ti fai un culo così, parli poco e non rompi i coglioni. Continua così”

Non  sono sicuro se l’intento era essere ironico o semplicemente si è dimenticato del mio problema, ma poco importa.

A quattro fermate da casa mi ritornano in mente gli inizi al Fragole&Mandorle a fine Agosto: la sensazione a pelle era quella di un mondo mai affrontato prima, che in breve mi avrebbe masticato e sputato senza rimorsi, ma a vincere era stata l’impressione balorda di essere finito dentro Ratatouille.

Nel cartone animato  del topino con la passione per la cucina viene offerta una carrellata veloce dei vari personaggi bislacchi che compongono la squadra di cucina, ognuno con le proprie caratteristiche e la propria storia alle spalle e alcune regole base per la sopravvivenza tra piatti e fornelli.

Mai spunto di fantasia fu così reale: nella medesima giornata ti ritrovi a discutere di calcio in dialetto con un veneto di quaranta e passa anni che mentre replica e sghignazza sta squartando un trancio di mucca grosso quanto un cameriere, per poi assemblare un tiramisù seguendo le indicazioni dell’allora chef, rigorosamente in romanesco, per trovarti a fine giornata a pulire la cucina spalla a spalla con uno studente molisano dell’alberghiero, venuto a Londra “per fare esperienza”.

Un’insalata mista di umanità, condita con parolacce. Abbondanti parolacce. Quelle non mancano mai, sono il sale di ogni giornata: quando il primo giorno il pasta-chef siciliano mi sorrise e mi disse “benvenuto nel bestemmiodromo” aveva davvero scelto le parole giuste.

Le parole.

Comanda. Brigata. Far marciare. Impiatta. Dai movimento. Partita.

Questa esperienza non so se e quanto mi cambierà e mi arricchirà, ma sta di sicuro arricchendo il mio lessico.

Due fermate.

A distanza di quattro mesi ora sta nascendo un bellissimo spirito di squadra; senza aiuto reciproco alla lunga affondi: questa è una grande verità, almeno quanto quella che tra personale di sala e personale di cucina ci passa in mezzo un universo.

Oggi una cameriera è venuta nel mio settore chiedendomi:

“Un collega mi ha detto che ai clienti in sala la millefoglie la posso spiegare come una specie di yogurt, è vero?”

Faccia mia a dir poco basita. Rumore di testicoli di pastry chef che cadono sul pavimento della cucina.
La piccola Giuliana che si gode la scena dalla sezione antipasti, con quell’espressione un po’ così che sa di gioia e trinacria.

La poveretta che in silenzio si ritira.

Non mi levo nemmeno la giacca: aprire la lettera dell’ospedale che mi stava aspettando sul tavolino dell’atrio di casa ha la priorità persino sul respiro.

La birra di conforto è diventata un esercito di soldati di vetro sul mio tavolo.

Familiarizzo con altri ubriaconi solitari ai tavoli vicini al mio nel pub del quartiere: uno di loro ha una giacca che avrebbe fatto schifo anche al più balordo beatnik negli anni sessanta e mi mostra un pezzo di fumo grande quanto un cellulare, dicendomi qualcosa che non capisco e che comunque non mi sarei ricordato.

La lettera ha portato notizie pessime.

Ho la sensazione assurda che Madame D. mi stia spiando da qualche angolo del locale e che a breve potrebbe sedersi al mio tavolo, ma anche fosse vero al momento non ho le forze per chiamarla a me.

L’orologio suggerisce un orario dolorosamente inoltrato nella notte profonda; mi trascino fuori dal locale ed atterro pesantemente su di una panchina appena al di fuori: mi proteggo dal vento gelido con la kefiah arrotolata intorno al collo e mi incaponisco in un ripasso in estemporanea dell’alfabeto del linguaggio dei segni.

Troppo tardi, troppo sbronzo, troppa poca luce, troppo solo: quando il ragazzo mi si avvicina capisco da subito che non finirà bene.

Ha lo sguardo vuoto e la parlata biascicante di chi si fa da troppo tempo; i vestiti hanno un fastidioso odore di marcio e di bruciato al tempo stesso, come se avesse dormito per mesi su di un giaciglio di gomme d’auto bruciate.

Quando mio malgrado non rispondo alla sua richiesta di avere qualche spicciolo si innervosisce: inutili sono i miei tentativi di calmarlo a gesti; mi chiede urlando di smetterla di prenderlo in giro e di consegnargli tutto quello che ho.

Gli mostro i palmi delle mani aperte in segno di pace e di resa, sperando di smorzare la rabbia crescente: quando tira fuori il serramanico inizio a pensare che forse oggi non è la mia giornata fortunata.

Luogo di inizio del prossimo episodio?

  • stanza che al risveglio non riconosco (80%)
    80
  • la stessa panchina (20%)
    20
  • stanza di un ospedale (0%)
    0
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130 Commenti

  • Caro, vecchio mago… Torno raramente a rileggerti, ma ogni volta si conferma essere un piacere.
    Non posso che rimanere sorpresa, adoro il tuo personaggio, ma devo dirtelo: trovo che in questi limiti di battute la tua storia ci stia stretta. Mi piacerebbe considerassi l’ipotesi di ampliarla, ne sarei entusiasta.
    Tra l’altro non sai quanto ho apprezzato i riferimenti a Mannarino!
    Alla prossima 😊

    • Dalla prima all’ultima parola… wow. Grazie davvero. Felice di averti avuto in teatro anche questa volta.

      1 abbraccio

      il mago

      p.s. Saresti disponibile per un piccolo sondaggio tra lettori in pvt? Fammi sapere in caso con un contatto pvt 🙂

    • Ciao cara 🙂 Felice di averti avuto qui fino alla fine…e di averti trasmesso tutto questo… 🙂

      Spero di tornare presto 🙂

      il mago

      p.s. Saresti disponibile per un piccolo sondaggio tra lettori in pvt? Fammi sapere in caso con un contatto pvt 🙂

  • Ciao Mago,
    un bellissimo finale, intenso e ben scritto, come sempre.
    Hai descritto con cura particolari sensazioni che le persone provano in momenti difficili, è proprio così che ci si sente quando ti danno certe notizie, ed è sempre così che ci si sente quando le brutte notizie prendono la porta e spariscono.
    Come dice Massimo, mi piacerebbe leggere una versione estesa di questo racconto.
    In attesa che il Mago torni a fare le sue magie, ti saluto e ti auguro una buona giornata.

  • Capitolo finale dolce amaro che ben chiude questo racconto. Non sono fan dei lieto fine, ma alle volte è la scelta più giusta: soprattutto quando si parla di malattia.
    Hai fatto una bella magia: mi chiedo se esiste o esisterà una long version di questo racconto perché un romanzo sarebbe proprio gustoso 😉
    Ciao! Attendo una nuova magia a breve!

    • Ciao caro 🙂 Grazie del supporto e felice di aver stupito ( è un po’ il mio… 😛 )

      Sulla long version…ci sto pensando…. per questa e altre storie mie su ti… vedremo 🙂

      grazie ancora 🙂

      p.s. Saresti disponibile per un piccolo sondaggio tra lettori in pvt? Fammi sapere in caso con un contatto pvt 🙂

  • Bellissima storia e bellissimo episodio finale. Certo la chiusa super romantica non è proprio il mio canto libero, io sarei stata una punta più criptica, però tu sei un autore che non ha bisogno di paragonarsi e che ormai è sulla via che sarà lunga e a volte difficile, ma sarà anche piena e vera. Come l’autore.
    E, come sempre, io sarò lì ad applaudire.

    • Sono scelte che spesso sono influenzate dal mood dell’autore… lo sai 🙂
      Bisognerebbe sempre non farsi condizionare quando si scrive, ma io sto ancora imparando 🙂

      Tu arrivi come al solito, mai gratuita e con parole importanti che per me sono una bellissima sentenza <3 grazie per la tua presenza, il costante aiuto e l'applauso. Onorato et fortunato.
      Brujo *inchino profondo e gote imporporate*

  • Rieccomi, mago. Ho votato per la casa, il vicolo assolutamente no, l’ospedale… be’, l’abbiamo capito che l’ospedale è fin troppo presente nella vita del protagonista.
    Ammiro molto la tua capacità di trasmettere sentimenti senza retorica. Almeno con me, ottieni l’effetto di farmi empatizzare col protagonista, che mi pare un vecchio amico che ascolto, ora in apprensione, ora sollevato, ora felice per le vicissitudini che mi racconta.
    Ciao, ti auguro una buona giornata

  • Avevo votato ospedale, poi da lì si sarebbe andati oltre, ma mi sa che qui non tutti hanno capito l’antifona delle siringhe in bocca e ti hanno spinto dietro a un vicolo! Vabbè.
    Ma quella bella come un Monet, l’accento barese come una sinfonia, certe chicche sparse boh… menomale che ad Aprile esci in libreria, così poi per leggerti basterà abbonarsi e non si dovrà elemosinare un raccontino a puntate! 😉

    • L’ho detto in tempi non sospetti che come mi capisci tu…. <3

      Non erano preparate, giuro 😀 Mi sono venute a scrittura in corso 😛 xD

      Continua la campagna pubblicitaria… ti adoro xD

      Siamo al gran finale… spero di cuore di non deluderti…. grazie Ale

  • Dal vicolo dietro il ristorante.
    Bella descrizione della brigata di cucina all’opera. Capisco che il pastry chef si sia sentito caricato di responsabilità e che la presenza di Monica abbia decuplicato l’ansia, ma a momenti addirittura mi muore! Aspetto la resurrezione nel capitolo finale.

  • Ciao Mago,non so per quale motivo non son passata prima a leggere il tuo scritto , probabilmente ne ho letti talmenti tanti ultimamente che credevo uno di quelli fosse il tuo! sarebbe stato un peccato perderselo; è molto profondo. Beh il tempo che ho mi ha concesso di leggere solo il primo chapter,ma andrò avanti di sicuro,appena ho 1 minuto. Non so se è una storia autobiografica,ma anche io vivo a Londra e non la trovo comprensiva e solidale per niente :p a presto,ciao!

  • Colpo di scena, assolutamente.
    Che poesia nelle tue parole. Che bello questo capitolo. Mi hanno detto che faccio un uso smodato e inopportuno delle figure retoriche. In alcuni passi di questo capitolo, ho capito qual’è la giusta misura delle parole. Grazie, anche se dubito che riuscirò a farne tesoro. La capra che è in me vincerà sempre!
    Bel capitolo, Mago.
    Alla prossima!

  • Ciao Mago
    un altro capitolo piacevole da leggere. La tua storia meriterebbe più lettori ma… ahimè, è un periodo di “magra” qui nella piattaforma 🙂
    Mi piace proprio il tuo modo di raccontare 🙂 .. ecco solo due esempi:
    “Da qualche duna del copriletto rispunta fuori il nostro blocco”
    “Senza pensarci segno un canestro da tre punti nel cesto della biancheria ai piedi del letto”
    vorrei votare all’aperto per uscire dalle scene tra quattro mura; visto che il prossimo è il cap. n.9 voto colpo di scena.
    a presto

  • Ciao, mago!

    Ho dovuto recuperare un bel po’ di capitoli (ero rimasto al secondo 😂), ma non mi è dispiaciuto affatto. Ti faccio un complimento: di solito non leggo romanzi d’avventura,non mi piacciono. Questo invece mi ha conquistato a partire dall’incipit. Ora non montarti la testa eh, mi raccomando 😂.
    Ho votato per l’acqua.
    A presto!

  • “Quattro pastiglie al giorno tengono il mago qui intorno.” Questa te la rubo. 🙂
    Ho votato neve. La motivazione è creatina. Leggendo questo episodio, e vedendo questa opzione, ho pensato alla canzone di Marco Mengoni e Giorgia. Che poi “s’ intonerebbe bene” alla storia di lui e di Monica. 😀

  • Rieccomi, mago. Ho votato per la neve, mi piace la neve.
    Tenero e duro, dolce e amaro, mi chiedo se per caso tu, con questa storia, non abbia attinto, come il protagonista, a conoscenze culinarie per miscelare sapientemente i vari sapori e consistenze della pietanza che noi tutti consumiamo ogni giorno.
    Chi a grandi bocconi, chi col senso di colpa, chi con le mani chi… boh, con la cannuccia? 😀
    Il piatto che vorremmo non finisse mai… 🙂
    Mi è piaciuto.
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

  • In ritardo, ma sono qui. Questi episodi li ho trovati stupendi! Bellissime tutte le metafore usate. Arrivata a questo punto ho votato per il messaggio telefonico, lasciando a te la scelta di chi possa essere il mittente. Però ti ho mandato tutte e tre le opzioni in parità. Se la situazione non si sblocca, a te la scelta. Io nel frattempo ti seguo. 🙂

  • Ero rimasto indietro, ed è stato piacevole leggere i capitoli uno dopo l’altro.
    Coinvolgente il passaggio dal mago che sente di potersi fidare raccontandole tutto a Monica che non coglie quanto sia sincero rovinando l’atmosfera.
    Stupid girl.
    Il mio voto va all’amico.

    P.S. Kyoto Garden luogo più sereno di Londra.

  • Episodio riuscito, come gli altri :-).
    Che ti posso dire, mi piace il tuo racconto e continuo a leggerti curiosa di sapere come andrà a finire.
    Trovi il modo di descrivere ogni cosa con leggerezza eppure con una certa profondità. Bravo, una dote impagabile.
    Tirare fuori parolacce, nella propria lingua, quando ci si trova in un paese straniero, può essere un modo per creare appartenenza a quello che più si avvicina a una famiglia.
    Stanza che non conosco… Vediamo dove ci porti.
    Ciao!

  • “un mondo mai affrontato prima, che in breve mi avrebbe masticato e sputato senza rimorsi…”
    “Un’insalata mista di umanità, condita con parolacce”
    Queste sono solo due delle frasi che mi sono piaciute. Bel capitolo, hai una certa “magia” fatta di parole, nel tuo modo di raccontare .
    stanza che non riconosco.

  • Rieccomi, mago. Ho votato per la birra, spesso scioglie troppo la lingua, nel tuo caso magari scioglierà troppo i gesti 😀
    Un capitolo che ho trovato molto “tenero”, e viste le premesse del capitolo precedente, pure tralasciando la mistress di qualche capitolo fa 😀 , direi che la cosa mi ha stupito.
    Mi piace l’idea della bacchetta, ci vedo un riflesso simbolico delle due vite del protagonista che trovano una sintesi. A questo proposito, interessante anche il titolo: pensavo si riferisse a un maquillage della seconda portata 😀
    Ciao, ti auguro… un sacco di ottime feste!

  • 33,33,33, non potevo essere più deleteria, col mio voto alla birra! 🙁
    comunque sai che io lo facevo? dico riempire pagine di parole d’inchiostro o persino digitali anche se il mio interlocutore mi stava a un palmo e aveva il dono della parola sonora… ho sempre avuto la fissa di scrivere e di farmi rispondere per iscritto, pure se mi stavi davanti. Sapessi in quanti hanno sofferto di queste mie pretese… ahahahah, per questo mi è piaciuta moltissimo quella tua scena al parco.

    • Deleteria? Mi hai appena dato totale libertà di scelta… benefattrice 🙂

      Ihih…io lo facevo tanto anni indietro..corrispondenza con compagne di classe… quaderni su quaderni… era bello “leggersi”… tanto…t capisco 🙂

      Sulla scena al parco ci ho lavorato tanto…felice ti abbia dato qualcosa.

      Sempre troppo buona. Grazie Ale <3

  • Non so se ho capito, Monica è sordomuta? Per questo passano ore a raccontarsi in silenzio? Che bella questa immagine, in netto contrasto con gli incontri tra lui e Madame D.
    Scrivere per gli altri, perché capiscano e perché possano seguire al meglio la storia, è quello che fai tu e quello che, ahimè, io non riesco a fare perché mi perdo spesso nelle descrizioni. Bello fluido, mi è piaciuto, come gli altri del resto.
    Bravo Mago.
    Alla prossima!
    Una Lettera…

  • Ciao Mago
    Questo capitolo l’ho trovato meno scorrevole degli altri.Qualche periodo un po’ lungo e ripetizione (inusuale) di termini mi hanno dato la sensazione di fretta o impazienza. Magari non è vero niente 🙂 è solo “stress prenatalizio” 🙂
    Lucidare i secondi… diffidenza dell’animale selvatico… rendono bene l’idea.
    Incontro, può fare comodo per il proseguo, no?

    • Spero non rispondendoti apertamente di spingerti ad una rilettura, oppure di chiarirti le idee con gli episodi successivi… anche se basterebbero tre lettere che ho citato nella storia… L….I….S… 😉

      Grazie caro 🙂

      (Londra è sempre tra i nomi sul cartellone 😉 )

  • Quella dei post-it è una bella idea, per non rovinarla non insisterei su questo aspetto nel prossimo capitolo. Voto per la prossima giornata al ristorante, visto che la ragazza arriverà tra qualche giorno.
    Bel capitolo, anche se il passaggio di Madame D non mi è chiaro. Ma una bella canzone resta tale anche se qualche parola del testo sfugge.
    Penso che tu sia tra i pochi a vedere Londra sensuale e melliflua.

  • Ciao Mago,
    la scrittura è incisiva e sicuramente d’effetto tuttavia, sebbene non servano troppe spiegazioni nei racconti, mi lascia interdetta nel momento in cui fa riferimento a personaggi che potrebbero non essere così conosciuti. Caratterizzare il cuoco, con i modi e le fattezze di Cannavacciuolo può creare confusione, non tutti seguono i programmi di cucina, non tutti conoscono “I Ministri” (a mio parere ci sarebbe stato bene un bel link). Il detto non detto ci sta, purché non svii il lettore durante la lettura, costringendolo a domandarsi chi è chi o cosa fa chi.
    Detto questo, ti seguo.
    Alla prossima!

    • Ciao cara 🙂
      E’ un rischio, ma io credo fortemente nel provocare-suscitare curiosità e smuovere il lettore di turno dalla pigrizia ed invogliarlo in una ricerca (google, youtube che sia) per capire meglio, quindi niente link, mai 🙂
      Just my 2 cents.

      Felice di aver avuto il tuo parere ed un commento così approfondito.

      Ora vediamo se ti perderò o se resterai seduta fino alla fine dello spettacolo 🙂

      Grazie davvero 🙂

    • Grazie mille cara 🙂
      Incipit rischioso… ho voluto dire il meno possibile 😉
      Lieto di suscitare…qualcosa 🙂

      Come in cucina…. chiudi gli occhi e cerca di percepire ogni nota dei profumi che senti…e vediamo dove ci portano 😉

      Grazie 🙂

    • A cercar aiuto e conforto 😛

      I limiti sono solo una scusa… questa cosa la sostengo da tempo… però ad ogni malessere bisogna “passarci attraverso”… è il vecchio concetto della catarsi 😉

      Commistione? Autobiografia ? Parziale? Totale? Chissà 😉

      Grazie 🙂

    • Mi rendo conto di aver detto davvero poco (e il secondo episodio non rivelerà grandi cose), quindi apprezzo particolarmente questa tua fiducia “al buio” 🙂

      Sul muro ci arriveremo subito…. e Madame D…. a breve 😉

      Grazie cara 🙂

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