Senza parole

Dove eravamo rimasti?

Luogo di inizio del prossimo episodio? stanza che al risveglio non riconosco (80%)

I segni dei morsi

Sono in una camera poco più confortevole di una bara: un letto con quattro pareti intorno, con un odore dolciastro di rose che ti prende alla gola.

Se mi alzo vomito.

Se apro le palpebre vomito.

Sono sdraiato su di un letto minuscolo e una voce femminile mi sta parlando in un inglese che non capisco completamente, ma se mi concentro troppo vomito.

Ne apro una soltanto e vedo la barista del pub che mi asciuga la fronte e mi avvicina una bottiglia alla bocca: il gin mi ustiona l’apparato digerente, ma sembra riportarmi su questa terra: riesco a cogliere le cinque del mattino sulla sveglia sul comodino, il triplo rossetto che la ragazza si è data sulle labbra e le tette che letteralmente le stanno esplodendo sotto la maglietta.

Capisco vagamente le parole febbre, marciapiede e ferita, mentre la testa inizia a rimettere insieme i cocci del vaso dei ricordi della notte prima.

Gli ettolitri di birra bevuti protestano come manifestanti dell’Associazione del Luppolo scesi in piazza per difendere il loro diritto alla libertà.

Esco da lì caracollando come uno zombie e mi rinchiudo in un minuscolo bagno dove quell’odore di rose mi segue come uno stalker.

Minzione d’onore per i minuti che trascorro lì dentro.

Ritorno nella tana della lupa e ricado sul letto: mentre provo a mimarle un ospedale, per capire perché non mi ci abbia portato, nel mio campo visivo entrano anche le sue cosce e intuisco grazie alla mia scaltrezza che la maglietta è l’unico capo di vestiario che indossa. Mi viene alzata la maglia ed accarezzato il fianco ferito; blocco la discesa della sua mano al mio interno-boxer e lei credo non la prenda bene: la bottiglia di gin che ha ancora in mano si rovescia a pioggia sulla mia ferita.

Per qualche secondo torno a vedere nero, poi lentamente raccatto i miei 4 stracci e me ne vado, senza dire una parola.

Memo: cambiare pub il prossimo week-end.

I pomeriggi in uno studio medico sono sempre un momento del cazzo, quando poi devi tradurre e comprendere le brutte notizie da una lingua straniera alla tua il mal di testa aumenta.

Lascio l’ospedale ingoiando quattro pillole e la tentazione fortissima di lasciarmi di nuovo andare tra le braccia di Madame D.

Monica mi scrive nel medesimo istante, dandomi appuntamento in una zona lungo il Tamigi che conosco molto bene: voto per l’opzione due.

La trovo che mi aspetta su di una panchina, che guarda il fiume con un ciuffo dei lunghi capelli riccioli sfuggito all’elastico che le balla davanti agli occhi: conosco uomini dalla solidità di granito che hanno perso ogni ritegno sentimentale di fronte alla fuga di un ricciolo dall’elastico come questa; io cerco di contenermi e rimanere impassibile, ma è davvero dura, quasi impossibile.

La saluto con una delle formule elementari che sto imparando, le sorrido e le porgo  un piccolo regalo che portavo in borsa da giorni: lei lo scarta, sorride ed inizia subito ad usare il block-notes e la penna, mentre con la mano libera cerca la mia.

Io arrossisco e penso che non ho la minima intenzione di muovere la mano da lì per minimo quattro-cinque giorni.

Dopo qualche ora di chiacchiere Monica mi appoggia la testa sulla spalla e si stringe al mio avambraccio:  sarà il clima, sarà la meraviglia della giornata appena trascorsa, sarà il suo profumo, sarà quel ricciolo che proprio non ne vuole sapere di stare insieme agli altri, ma decido di parlarle e di dirle tutto: le rubo il nostro notes dalla borsa ed inizio a raccontare.

Le racconto di me, le racconto di Madame D, le racconto del cardiogramma umorale impazzito della mia vita, le racconto della mia famiglia, dei miei studi e del mio lavoro, le racconto del mio complesso rapporto con la gente.

Le racconto del muro dei post-it e della recente penuria di motivazioni su quella parete.

Le racconto che ho un ospite indesiderato inside al quale i medici hanno dato due settimane di tempo e farmaci per poi procedere allo sfratto, le racconto delle possibili percentuali di riuscita.

Le racconto di come spesso mi pesi la vita.

Poso la penna facendo un lungo sospiro e le lascio il tempo di leggere tutto quanto.

Quando finisce ed alza gli occhi mi guarda e…si scatena la furia.

Le sue sopracciglia sottili accentuano uno sguardo di rabbia tonante ed inizia
a muovere le mani ad un ritmo indemoniato, incurante del fatto che io capisca o meno quello che mi sta dicendo.

Mani che si muovono feroci come piranha, mani che si alzano e si abbassano in picchiata, mani che tagliano, si aprono e mordono.

Distinguo giusto le parole problemi, scuse e tu, ripetute diverse volte in quel turbine di foga e dita, quelle stesse dita che pochi minuti prima erano intrecciate alle mie.

Mi viene indicato dettagliatamente il paese dove sarebbe opportuno recarmi e la strada attraverso la quale raggiungerlo, prima di assistere ad un uscita di scena senza inchino né sipario: non posso fare a meno di seguire gli ultimi ondeggiamenti di quel ricciolo ribelle e pensare che anche lui mi sembri incazzato come non mai.

Bravo mago: sette più.

Ok. Danno fatto. Da dove riprendiamo?

  • Da una mia ricerca di Monica degna del miglior Sherlock Holmes (30%)
    30
  • Da un amico che entra nella storia in maniera imprevista (30%)
    30
  • Da un messaggio telefonico (40%)
    40
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130 Commenti

  • Caro, vecchio mago… Torno raramente a rileggerti, ma ogni volta si conferma essere un piacere.
    Non posso che rimanere sorpresa, adoro il tuo personaggio, ma devo dirtelo: trovo che in questi limiti di battute la tua storia ci stia stretta. Mi piacerebbe considerassi l’ipotesi di ampliarla, ne sarei entusiasta.
    Tra l’altro non sai quanto ho apprezzato i riferimenti a Mannarino!
    Alla prossima 😊

    • Dalla prima all’ultima parola… wow. Grazie davvero. Felice di averti avuto in teatro anche questa volta.

      1 abbraccio

      il mago

      p.s. Saresti disponibile per un piccolo sondaggio tra lettori in pvt? Fammi sapere in caso con un contatto pvt 🙂

    • Ciao cara 🙂 Felice di averti avuto qui fino alla fine…e di averti trasmesso tutto questo… 🙂

      Spero di tornare presto 🙂

      il mago

      p.s. Saresti disponibile per un piccolo sondaggio tra lettori in pvt? Fammi sapere in caso con un contatto pvt 🙂

  • Ciao Mago,
    un bellissimo finale, intenso e ben scritto, come sempre.
    Hai descritto con cura particolari sensazioni che le persone provano in momenti difficili, è proprio così che ci si sente quando ti danno certe notizie, ed è sempre così che ci si sente quando le brutte notizie prendono la porta e spariscono.
    Come dice Massimo, mi piacerebbe leggere una versione estesa di questo racconto.
    In attesa che il Mago torni a fare le sue magie, ti saluto e ti auguro una buona giornata.

  • Capitolo finale dolce amaro che ben chiude questo racconto. Non sono fan dei lieto fine, ma alle volte è la scelta più giusta: soprattutto quando si parla di malattia.
    Hai fatto una bella magia: mi chiedo se esiste o esisterà una long version di questo racconto perché un romanzo sarebbe proprio gustoso 😉
    Ciao! Attendo una nuova magia a breve!

    • Ciao caro 🙂 Grazie del supporto e felice di aver stupito ( è un po’ il mio… 😛 )

      Sulla long version…ci sto pensando…. per questa e altre storie mie su ti… vedremo 🙂

      grazie ancora 🙂

      p.s. Saresti disponibile per un piccolo sondaggio tra lettori in pvt? Fammi sapere in caso con un contatto pvt 🙂

  • Bellissima storia e bellissimo episodio finale. Certo la chiusa super romantica non è proprio il mio canto libero, io sarei stata una punta più criptica, però tu sei un autore che non ha bisogno di paragonarsi e che ormai è sulla via che sarà lunga e a volte difficile, ma sarà anche piena e vera. Come l’autore.
    E, come sempre, io sarò lì ad applaudire.

    • Sono scelte che spesso sono influenzate dal mood dell’autore… lo sai 🙂
      Bisognerebbe sempre non farsi condizionare quando si scrive, ma io sto ancora imparando 🙂

      Tu arrivi come al solito, mai gratuita e con parole importanti che per me sono una bellissima sentenza <3 grazie per la tua presenza, il costante aiuto e l'applauso. Onorato et fortunato.
      Brujo *inchino profondo e gote imporporate*

  • Rieccomi, mago. Ho votato per la casa, il vicolo assolutamente no, l’ospedale… be’, l’abbiamo capito che l’ospedale è fin troppo presente nella vita del protagonista.
    Ammiro molto la tua capacità di trasmettere sentimenti senza retorica. Almeno con me, ottieni l’effetto di farmi empatizzare col protagonista, che mi pare un vecchio amico che ascolto, ora in apprensione, ora sollevato, ora felice per le vicissitudini che mi racconta.
    Ciao, ti auguro una buona giornata

  • Avevo votato ospedale, poi da lì si sarebbe andati oltre, ma mi sa che qui non tutti hanno capito l’antifona delle siringhe in bocca e ti hanno spinto dietro a un vicolo! Vabbè.
    Ma quella bella come un Monet, l’accento barese come una sinfonia, certe chicche sparse boh… menomale che ad Aprile esci in libreria, così poi per leggerti basterà abbonarsi e non si dovrà elemosinare un raccontino a puntate! 😉

    • L’ho detto in tempi non sospetti che come mi capisci tu…. <3

      Non erano preparate, giuro 😀 Mi sono venute a scrittura in corso 😛 xD

      Continua la campagna pubblicitaria… ti adoro xD

      Siamo al gran finale… spero di cuore di non deluderti…. grazie Ale

  • Dal vicolo dietro il ristorante.
    Bella descrizione della brigata di cucina all’opera. Capisco che il pastry chef si sia sentito caricato di responsabilità e che la presenza di Monica abbia decuplicato l’ansia, ma a momenti addirittura mi muore! Aspetto la resurrezione nel capitolo finale.

  • Ciao Mago,non so per quale motivo non son passata prima a leggere il tuo scritto , probabilmente ne ho letti talmenti tanti ultimamente che credevo uno di quelli fosse il tuo! sarebbe stato un peccato perderselo; è molto profondo. Beh il tempo che ho mi ha concesso di leggere solo il primo chapter,ma andrò avanti di sicuro,appena ho 1 minuto. Non so se è una storia autobiografica,ma anche io vivo a Londra e non la trovo comprensiva e solidale per niente :p a presto,ciao!

  • Colpo di scena, assolutamente.
    Che poesia nelle tue parole. Che bello questo capitolo. Mi hanno detto che faccio un uso smodato e inopportuno delle figure retoriche. In alcuni passi di questo capitolo, ho capito qual’è la giusta misura delle parole. Grazie, anche se dubito che riuscirò a farne tesoro. La capra che è in me vincerà sempre!
    Bel capitolo, Mago.
    Alla prossima!

  • Ciao Mago
    un altro capitolo piacevole da leggere. La tua storia meriterebbe più lettori ma… ahimè, è un periodo di “magra” qui nella piattaforma 🙂
    Mi piace proprio il tuo modo di raccontare 🙂 .. ecco solo due esempi:
    “Da qualche duna del copriletto rispunta fuori il nostro blocco”
    “Senza pensarci segno un canestro da tre punti nel cesto della biancheria ai piedi del letto”
    vorrei votare all’aperto per uscire dalle scene tra quattro mura; visto che il prossimo è il cap. n.9 voto colpo di scena.
    a presto

  • Ciao, mago!

    Ho dovuto recuperare un bel po’ di capitoli (ero rimasto al secondo 😂), ma non mi è dispiaciuto affatto. Ti faccio un complimento: di solito non leggo romanzi d’avventura,non mi piacciono. Questo invece mi ha conquistato a partire dall’incipit. Ora non montarti la testa eh, mi raccomando 😂.
    Ho votato per l’acqua.
    A presto!

  • “Quattro pastiglie al giorno tengono il mago qui intorno.” Questa te la rubo. 🙂
    Ho votato neve. La motivazione è creatina. Leggendo questo episodio, e vedendo questa opzione, ho pensato alla canzone di Marco Mengoni e Giorgia. Che poi “s’ intonerebbe bene” alla storia di lui e di Monica. 😀

  • Rieccomi, mago. Ho votato per la neve, mi piace la neve.
    Tenero e duro, dolce e amaro, mi chiedo se per caso tu, con questa storia, non abbia attinto, come il protagonista, a conoscenze culinarie per miscelare sapientemente i vari sapori e consistenze della pietanza che noi tutti consumiamo ogni giorno.
    Chi a grandi bocconi, chi col senso di colpa, chi con le mani chi… boh, con la cannuccia? 😀
    Il piatto che vorremmo non finisse mai… 🙂
    Mi è piaciuto.
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

  • In ritardo, ma sono qui. Questi episodi li ho trovati stupendi! Bellissime tutte le metafore usate. Arrivata a questo punto ho votato per il messaggio telefonico, lasciando a te la scelta di chi possa essere il mittente. Però ti ho mandato tutte e tre le opzioni in parità. Se la situazione non si sblocca, a te la scelta. Io nel frattempo ti seguo. 🙂

  • Ero rimasto indietro, ed è stato piacevole leggere i capitoli uno dopo l’altro.
    Coinvolgente il passaggio dal mago che sente di potersi fidare raccontandole tutto a Monica che non coglie quanto sia sincero rovinando l’atmosfera.
    Stupid girl.
    Il mio voto va all’amico.

    P.S. Kyoto Garden luogo più sereno di Londra.

  • Episodio riuscito, come gli altri :-).
    Che ti posso dire, mi piace il tuo racconto e continuo a leggerti curiosa di sapere come andrà a finire.
    Trovi il modo di descrivere ogni cosa con leggerezza eppure con una certa profondità. Bravo, una dote impagabile.
    Tirare fuori parolacce, nella propria lingua, quando ci si trova in un paese straniero, può essere un modo per creare appartenenza a quello che più si avvicina a una famiglia.
    Stanza che non conosco… Vediamo dove ci porti.
    Ciao!

  • “un mondo mai affrontato prima, che in breve mi avrebbe masticato e sputato senza rimorsi…”
    “Un’insalata mista di umanità, condita con parolacce”
    Queste sono solo due delle frasi che mi sono piaciute. Bel capitolo, hai una certa “magia” fatta di parole, nel tuo modo di raccontare .
    stanza che non riconosco.

  • Rieccomi, mago. Ho votato per la birra, spesso scioglie troppo la lingua, nel tuo caso magari scioglierà troppo i gesti 😀
    Un capitolo che ho trovato molto “tenero”, e viste le premesse del capitolo precedente, pure tralasciando la mistress di qualche capitolo fa 😀 , direi che la cosa mi ha stupito.
    Mi piace l’idea della bacchetta, ci vedo un riflesso simbolico delle due vite del protagonista che trovano una sintesi. A questo proposito, interessante anche il titolo: pensavo si riferisse a un maquillage della seconda portata 😀
    Ciao, ti auguro… un sacco di ottime feste!

  • 33,33,33, non potevo essere più deleteria, col mio voto alla birra! 🙁
    comunque sai che io lo facevo? dico riempire pagine di parole d’inchiostro o persino digitali anche se il mio interlocutore mi stava a un palmo e aveva il dono della parola sonora… ho sempre avuto la fissa di scrivere e di farmi rispondere per iscritto, pure se mi stavi davanti. Sapessi in quanti hanno sofferto di queste mie pretese… ahahahah, per questo mi è piaciuta moltissimo quella tua scena al parco.

    • Deleteria? Mi hai appena dato totale libertà di scelta… benefattrice 🙂

      Ihih…io lo facevo tanto anni indietro..corrispondenza con compagne di classe… quaderni su quaderni… era bello “leggersi”… tanto…t capisco 🙂

      Sulla scena al parco ci ho lavorato tanto…felice ti abbia dato qualcosa.

      Sempre troppo buona. Grazie Ale <3

  • Non so se ho capito, Monica è sordomuta? Per questo passano ore a raccontarsi in silenzio? Che bella questa immagine, in netto contrasto con gli incontri tra lui e Madame D.
    Scrivere per gli altri, perché capiscano e perché possano seguire al meglio la storia, è quello che fai tu e quello che, ahimè, io non riesco a fare perché mi perdo spesso nelle descrizioni. Bello fluido, mi è piaciuto, come gli altri del resto.
    Bravo Mago.
    Alla prossima!
    Una Lettera…

  • Ciao Mago
    Questo capitolo l’ho trovato meno scorrevole degli altri.Qualche periodo un po’ lungo e ripetizione (inusuale) di termini mi hanno dato la sensazione di fretta o impazienza. Magari non è vero niente 🙂 è solo “stress prenatalizio” 🙂
    Lucidare i secondi… diffidenza dell’animale selvatico… rendono bene l’idea.
    Incontro, può fare comodo per il proseguo, no?

    • Spero non rispondendoti apertamente di spingerti ad una rilettura, oppure di chiarirti le idee con gli episodi successivi… anche se basterebbero tre lettere che ho citato nella storia… L….I….S… 😉

      Grazie caro 🙂

      (Londra è sempre tra i nomi sul cartellone 😉 )

  • Quella dei post-it è una bella idea, per non rovinarla non insisterei su questo aspetto nel prossimo capitolo. Voto per la prossima giornata al ristorante, visto che la ragazza arriverà tra qualche giorno.
    Bel capitolo, anche se il passaggio di Madame D non mi è chiaro. Ma una bella canzone resta tale anche se qualche parola del testo sfugge.
    Penso che tu sia tra i pochi a vedere Londra sensuale e melliflua.

  • Ciao Mago,
    la scrittura è incisiva e sicuramente d’effetto tuttavia, sebbene non servano troppe spiegazioni nei racconti, mi lascia interdetta nel momento in cui fa riferimento a personaggi che potrebbero non essere così conosciuti. Caratterizzare il cuoco, con i modi e le fattezze di Cannavacciuolo può creare confusione, non tutti seguono i programmi di cucina, non tutti conoscono “I Ministri” (a mio parere ci sarebbe stato bene un bel link). Il detto non detto ci sta, purché non svii il lettore durante la lettura, costringendolo a domandarsi chi è chi o cosa fa chi.
    Detto questo, ti seguo.
    Alla prossima!

    • Ciao cara 🙂
      E’ un rischio, ma io credo fortemente nel provocare-suscitare curiosità e smuovere il lettore di turno dalla pigrizia ed invogliarlo in una ricerca (google, youtube che sia) per capire meglio, quindi niente link, mai 🙂
      Just my 2 cents.

      Felice di aver avuto il tuo parere ed un commento così approfondito.

      Ora vediamo se ti perderò o se resterai seduta fino alla fine dello spettacolo 🙂

      Grazie davvero 🙂

    • Grazie mille cara 🙂
      Incipit rischioso… ho voluto dire il meno possibile 😉
      Lieto di suscitare…qualcosa 🙂

      Come in cucina…. chiudi gli occhi e cerca di percepire ogni nota dei profumi che senti…e vediamo dove ci portano 😉

      Grazie 🙂

    • A cercar aiuto e conforto 😛

      I limiti sono solo una scusa… questa cosa la sostengo da tempo… però ad ogni malessere bisogna “passarci attraverso”… è il vecchio concetto della catarsi 😉

      Commistione? Autobiografia ? Parziale? Totale? Chissà 😉

      Grazie 🙂

    • Mi rendo conto di aver detto davvero poco (e il secondo episodio non rivelerà grandi cose), quindi apprezzo particolarmente questa tua fiducia “al buio” 🙂

      Sul muro ci arriveremo subito…. e Madame D…. a breve 😉

      Grazie cara 🙂

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