Senza parole

Dove eravamo rimasti?

Da quale elemento partiamo nel prossimo capitolo? Neve (50%)

Intensa come il vin brulè, leggera come una piuma.

Monica si muove tra i post-it sul pavimento in punta di piedi con la leggiadria della piuma di Forrest Gump, perfetta nella sua nudità; la camera sa di candele consumate, di erba, gin, sesso e adrenalina che galleggia a mezz’aria.

Per qualche secondo non capisco il motivo della sua espressione stupita, mentre batte le mani di fronte alla finestra come una bimba felice: tutto quel ben di Dio è una distrazione non indifferente, concedetemelo.

La neve ha già coperto i tetti delle case qui di fronte, il giardino di casa, le strade, probabilmente il resto di  Londra e a lei brillano gli occhi ,mentre ritorna a letto e mi appoggia la testa sul petto.


Gli occhi chiusi, una mano che le accarezza i capelli: che altro chiedere?

Fermate il tempo adesso, per favore…

Da qualche duna del copriletto rispunta fuori il nostro blocco, con ancora una penna attaccata ed è così che ricominciamo a parlare: apre le danze lei, motivando il tanto entusiasmo raccontandomi che quella che sta cadendo fuori dal vetro è la prima neve mai vista nella sua vita.

Inserisco nel sorriso che mi ha appena incurvato le labbra leggendo le sue parole le mie quattro pillole quotidiane, ognuna di un colore diverso: un sorso d’acqua e passa la paura.

Le sfilo la penna di mano e le dico delle pillole, del mio ultimo anno qui a Londra, di come non poter parlare ti porti comunque ad una lettura diversa di quello che ti succede intorno, della mia preoccupazione per un’eventuale operazione se i farmaci non dovessero fare effetto nelle prossime settimane: quando ho finito ho riempito quattro pagine con la mia grafia confusa.

-Dio mio! Hai così tanti complessi in testa che ci si potrebbe organizzare
 una psico-Woodstock- è la sua analisi finale, mentre mi accarezza una guancia con due dita.

-Però la base è molto buona: ci possiamo lavorare…- e ridacchia, forte della sua presa in giro andata a segno.

Il telefono suona, provando ad interrompere il momento.

Senza pensarci segno un canestro da tre punti nel cesto della biancheria ai piedi del letto: oggi non c’è Madame D. che tenga, oggi mi sento bene…

-Andiamo a fare una passeggiata, dai: ho voglia di vin brulé –le propongo dandole poi un bacio tenendole entrambe le mani sul viso, come se avessi paura potesse essere l’ultimo e la sua bocca mi potesse sfuggire.

Ci troviamo a Camden Town quasi senza accorgerci: a volte è proprio bello uscire senza una direzione, perdersi e poi vedere dove si va a finire.

Camden Town è uno dei miei “sfizi personali” da londinese: periodicamente tornarci ed andare alla ricerca di angoli, spunti, notevolezze genuine, nello tsunami di becerume turistico che ad un primo sguardo sembra caratterizzare l’area, un po’ come il procione che rovista nella spazzatura alla ricerca della prelibatezza perduta.

Provvedo io a due bicchieri di mulled wine per entrambi, aiutandomi coi gesti non senza fatica per interagire col venditore.

-La gente di fronte ad una persona con una qualsiasi forma di diversità va in difficoltà, non sa come comportarsi, improvvisa comportamenti tra l’inadeguato e l’imbarazzante, prova a relazionarsi con noi come fossimo dei subnormali. Stai seduto qui e guardami-

Monica mi lascia il suo bicchiere di vino e si avvicina ad una bancarella di orecchini ed anelli: di fronte al suo aprire e chiudere la bocca senza emettere suono ed il suo uso spaventosamente rapido ed intenso delle mani la ragazza dall’altra parte inizia a parlare scandendo ogni parola quasi gridando, cercando di aiutarsi con una gestualità ai limiti del grottesco.

Quando provo a seguire il linguaggio delle sue mani e realizzo che Monica le sta chiedendo se è lei quella ragazza famosa in tutta la città per accoppiarsi con squadre di rugby e mandrie di mufloni mi faccio sfuggire una muta risata spontanea, direttamente dal cuore; alla convinta risposta affermativa della venditrice ho le lacrime agli occhi.

Monica torna da me, mi bacia e si riprende il bicchiere di vino.

-Hai visto?-e si siede accanto a me, poggiandomi la testa sulla spalla.

Io ancora sto ridendo.

Dopo una birra sul tetto terrazzato di un minuscolo pub, segreto che in pochi conoscono, tiro per la mano il piccolo splendore che mi accompagna e scendiamo lungo il Regent’s Canal per due passi lungo il fiume, per completare il quadro in tutto il suo splendore, per baciarci al riparo dagli occhi indiscreti dei turisti che non si meritano di osservare cotanta bellezza, per vedere quanto felice posso essere prima che il mio cuore finisca per scoppiare.

L’orologio mi ricorda impietoso la sera imminente e rubo un ultimo bacio prima del congedo. Poi un altro. E un altro. E un altro.

Il messaggio della dottoressa sul cellulare può aspettare. Prima mi devo prendere una rivincita.

Rinvincita...

  • ...con colpo di scena sul più bello (positivo o negativo, chissà) (100%)
    100
  • ...in un posto al chiuso (0%)
    0
  • ...all'aperto (0%)
    0
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130 Commenti

  • Caro, vecchio mago… Torno raramente a rileggerti, ma ogni volta si conferma essere un piacere.
    Non posso che rimanere sorpresa, adoro il tuo personaggio, ma devo dirtelo: trovo che in questi limiti di battute la tua storia ci stia stretta. Mi piacerebbe considerassi l’ipotesi di ampliarla, ne sarei entusiasta.
    Tra l’altro non sai quanto ho apprezzato i riferimenti a Mannarino!
    Alla prossima 😊

    • Dalla prima all’ultima parola… wow. Grazie davvero. Felice di averti avuto in teatro anche questa volta.

      1 abbraccio

      il mago

      p.s. Saresti disponibile per un piccolo sondaggio tra lettori in pvt? Fammi sapere in caso con un contatto pvt 🙂

    • Ciao cara 🙂 Felice di averti avuto qui fino alla fine…e di averti trasmesso tutto questo… 🙂

      Spero di tornare presto 🙂

      il mago

      p.s. Saresti disponibile per un piccolo sondaggio tra lettori in pvt? Fammi sapere in caso con un contatto pvt 🙂

  • Ciao Mago,
    un bellissimo finale, intenso e ben scritto, come sempre.
    Hai descritto con cura particolari sensazioni che le persone provano in momenti difficili, è proprio così che ci si sente quando ti danno certe notizie, ed è sempre così che ci si sente quando le brutte notizie prendono la porta e spariscono.
    Come dice Massimo, mi piacerebbe leggere una versione estesa di questo racconto.
    In attesa che il Mago torni a fare le sue magie, ti saluto e ti auguro una buona giornata.

  • Capitolo finale dolce amaro che ben chiude questo racconto. Non sono fan dei lieto fine, ma alle volte è la scelta più giusta: soprattutto quando si parla di malattia.
    Hai fatto una bella magia: mi chiedo se esiste o esisterà una long version di questo racconto perché un romanzo sarebbe proprio gustoso 😉
    Ciao! Attendo una nuova magia a breve!

    • Ciao caro 🙂 Grazie del supporto e felice di aver stupito ( è un po’ il mio… 😛 )

      Sulla long version…ci sto pensando…. per questa e altre storie mie su ti… vedremo 🙂

      grazie ancora 🙂

      p.s. Saresti disponibile per un piccolo sondaggio tra lettori in pvt? Fammi sapere in caso con un contatto pvt 🙂

  • Bellissima storia e bellissimo episodio finale. Certo la chiusa super romantica non è proprio il mio canto libero, io sarei stata una punta più criptica, però tu sei un autore che non ha bisogno di paragonarsi e che ormai è sulla via che sarà lunga e a volte difficile, ma sarà anche piena e vera. Come l’autore.
    E, come sempre, io sarò lì ad applaudire.

    • Sono scelte che spesso sono influenzate dal mood dell’autore… lo sai 🙂
      Bisognerebbe sempre non farsi condizionare quando si scrive, ma io sto ancora imparando 🙂

      Tu arrivi come al solito, mai gratuita e con parole importanti che per me sono una bellissima sentenza <3 grazie per la tua presenza, il costante aiuto e l'applauso. Onorato et fortunato.
      Brujo *inchino profondo e gote imporporate*

  • Rieccomi, mago. Ho votato per la casa, il vicolo assolutamente no, l’ospedale… be’, l’abbiamo capito che l’ospedale è fin troppo presente nella vita del protagonista.
    Ammiro molto la tua capacità di trasmettere sentimenti senza retorica. Almeno con me, ottieni l’effetto di farmi empatizzare col protagonista, che mi pare un vecchio amico che ascolto, ora in apprensione, ora sollevato, ora felice per le vicissitudini che mi racconta.
    Ciao, ti auguro una buona giornata

  • Avevo votato ospedale, poi da lì si sarebbe andati oltre, ma mi sa che qui non tutti hanno capito l’antifona delle siringhe in bocca e ti hanno spinto dietro a un vicolo! Vabbè.
    Ma quella bella come un Monet, l’accento barese come una sinfonia, certe chicche sparse boh… menomale che ad Aprile esci in libreria, così poi per leggerti basterà abbonarsi e non si dovrà elemosinare un raccontino a puntate! 😉

    • L’ho detto in tempi non sospetti che come mi capisci tu…. <3

      Non erano preparate, giuro 😀 Mi sono venute a scrittura in corso 😛 xD

      Continua la campagna pubblicitaria… ti adoro xD

      Siamo al gran finale… spero di cuore di non deluderti…. grazie Ale

  • Dal vicolo dietro il ristorante.
    Bella descrizione della brigata di cucina all’opera. Capisco che il pastry chef si sia sentito caricato di responsabilità e che la presenza di Monica abbia decuplicato l’ansia, ma a momenti addirittura mi muore! Aspetto la resurrezione nel capitolo finale.

  • Ciao Mago,non so per quale motivo non son passata prima a leggere il tuo scritto , probabilmente ne ho letti talmenti tanti ultimamente che credevo uno di quelli fosse il tuo! sarebbe stato un peccato perderselo; è molto profondo. Beh il tempo che ho mi ha concesso di leggere solo il primo chapter,ma andrò avanti di sicuro,appena ho 1 minuto. Non so se è una storia autobiografica,ma anche io vivo a Londra e non la trovo comprensiva e solidale per niente :p a presto,ciao!

  • Colpo di scena, assolutamente.
    Che poesia nelle tue parole. Che bello questo capitolo. Mi hanno detto che faccio un uso smodato e inopportuno delle figure retoriche. In alcuni passi di questo capitolo, ho capito qual’è la giusta misura delle parole. Grazie, anche se dubito che riuscirò a farne tesoro. La capra che è in me vincerà sempre!
    Bel capitolo, Mago.
    Alla prossima!

  • Ciao Mago
    un altro capitolo piacevole da leggere. La tua storia meriterebbe più lettori ma… ahimè, è un periodo di “magra” qui nella piattaforma 🙂
    Mi piace proprio il tuo modo di raccontare 🙂 .. ecco solo due esempi:
    “Da qualche duna del copriletto rispunta fuori il nostro blocco”
    “Senza pensarci segno un canestro da tre punti nel cesto della biancheria ai piedi del letto”
    vorrei votare all’aperto per uscire dalle scene tra quattro mura; visto che il prossimo è il cap. n.9 voto colpo di scena.
    a presto

  • Ciao, mago!

    Ho dovuto recuperare un bel po’ di capitoli (ero rimasto al secondo 😂), ma non mi è dispiaciuto affatto. Ti faccio un complimento: di solito non leggo romanzi d’avventura,non mi piacciono. Questo invece mi ha conquistato a partire dall’incipit. Ora non montarti la testa eh, mi raccomando 😂.
    Ho votato per l’acqua.
    A presto!

  • “Quattro pastiglie al giorno tengono il mago qui intorno.” Questa te la rubo. 🙂
    Ho votato neve. La motivazione è creatina. Leggendo questo episodio, e vedendo questa opzione, ho pensato alla canzone di Marco Mengoni e Giorgia. Che poi “s’ intonerebbe bene” alla storia di lui e di Monica. 😀

  • Rieccomi, mago. Ho votato per la neve, mi piace la neve.
    Tenero e duro, dolce e amaro, mi chiedo se per caso tu, con questa storia, non abbia attinto, come il protagonista, a conoscenze culinarie per miscelare sapientemente i vari sapori e consistenze della pietanza che noi tutti consumiamo ogni giorno.
    Chi a grandi bocconi, chi col senso di colpa, chi con le mani chi… boh, con la cannuccia? 😀
    Il piatto che vorremmo non finisse mai… 🙂
    Mi è piaciuto.
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana.

  • In ritardo, ma sono qui. Questi episodi li ho trovati stupendi! Bellissime tutte le metafore usate. Arrivata a questo punto ho votato per il messaggio telefonico, lasciando a te la scelta di chi possa essere il mittente. Però ti ho mandato tutte e tre le opzioni in parità. Se la situazione non si sblocca, a te la scelta. Io nel frattempo ti seguo. 🙂

  • Ero rimasto indietro, ed è stato piacevole leggere i capitoli uno dopo l’altro.
    Coinvolgente il passaggio dal mago che sente di potersi fidare raccontandole tutto a Monica che non coglie quanto sia sincero rovinando l’atmosfera.
    Stupid girl.
    Il mio voto va all’amico.

    P.S. Kyoto Garden luogo più sereno di Londra.

  • Episodio riuscito, come gli altri :-).
    Che ti posso dire, mi piace il tuo racconto e continuo a leggerti curiosa di sapere come andrà a finire.
    Trovi il modo di descrivere ogni cosa con leggerezza eppure con una certa profondità. Bravo, una dote impagabile.
    Tirare fuori parolacce, nella propria lingua, quando ci si trova in un paese straniero, può essere un modo per creare appartenenza a quello che più si avvicina a una famiglia.
    Stanza che non conosco… Vediamo dove ci porti.
    Ciao!

  • “un mondo mai affrontato prima, che in breve mi avrebbe masticato e sputato senza rimorsi…”
    “Un’insalata mista di umanità, condita con parolacce”
    Queste sono solo due delle frasi che mi sono piaciute. Bel capitolo, hai una certa “magia” fatta di parole, nel tuo modo di raccontare .
    stanza che non riconosco.

  • Rieccomi, mago. Ho votato per la birra, spesso scioglie troppo la lingua, nel tuo caso magari scioglierà troppo i gesti 😀
    Un capitolo che ho trovato molto “tenero”, e viste le premesse del capitolo precedente, pure tralasciando la mistress di qualche capitolo fa 😀 , direi che la cosa mi ha stupito.
    Mi piace l’idea della bacchetta, ci vedo un riflesso simbolico delle due vite del protagonista che trovano una sintesi. A questo proposito, interessante anche il titolo: pensavo si riferisse a un maquillage della seconda portata 😀
    Ciao, ti auguro… un sacco di ottime feste!

  • 33,33,33, non potevo essere più deleteria, col mio voto alla birra! 🙁
    comunque sai che io lo facevo? dico riempire pagine di parole d’inchiostro o persino digitali anche se il mio interlocutore mi stava a un palmo e aveva il dono della parola sonora… ho sempre avuto la fissa di scrivere e di farmi rispondere per iscritto, pure se mi stavi davanti. Sapessi in quanti hanno sofferto di queste mie pretese… ahahahah, per questo mi è piaciuta moltissimo quella tua scena al parco.

    • Deleteria? Mi hai appena dato totale libertà di scelta… benefattrice 🙂

      Ihih…io lo facevo tanto anni indietro..corrispondenza con compagne di classe… quaderni su quaderni… era bello “leggersi”… tanto…t capisco 🙂

      Sulla scena al parco ci ho lavorato tanto…felice ti abbia dato qualcosa.

      Sempre troppo buona. Grazie Ale <3

  • Non so se ho capito, Monica è sordomuta? Per questo passano ore a raccontarsi in silenzio? Che bella questa immagine, in netto contrasto con gli incontri tra lui e Madame D.
    Scrivere per gli altri, perché capiscano e perché possano seguire al meglio la storia, è quello che fai tu e quello che, ahimè, io non riesco a fare perché mi perdo spesso nelle descrizioni. Bello fluido, mi è piaciuto, come gli altri del resto.
    Bravo Mago.
    Alla prossima!
    Una Lettera…

  • Ciao Mago
    Questo capitolo l’ho trovato meno scorrevole degli altri.Qualche periodo un po’ lungo e ripetizione (inusuale) di termini mi hanno dato la sensazione di fretta o impazienza. Magari non è vero niente 🙂 è solo “stress prenatalizio” 🙂
    Lucidare i secondi… diffidenza dell’animale selvatico… rendono bene l’idea.
    Incontro, può fare comodo per il proseguo, no?

    • Spero non rispondendoti apertamente di spingerti ad una rilettura, oppure di chiarirti le idee con gli episodi successivi… anche se basterebbero tre lettere che ho citato nella storia… L….I….S… 😉

      Grazie caro 🙂

      (Londra è sempre tra i nomi sul cartellone 😉 )

  • Quella dei post-it è una bella idea, per non rovinarla non insisterei su questo aspetto nel prossimo capitolo. Voto per la prossima giornata al ristorante, visto che la ragazza arriverà tra qualche giorno.
    Bel capitolo, anche se il passaggio di Madame D non mi è chiaro. Ma una bella canzone resta tale anche se qualche parola del testo sfugge.
    Penso che tu sia tra i pochi a vedere Londra sensuale e melliflua.

  • Ciao Mago,
    la scrittura è incisiva e sicuramente d’effetto tuttavia, sebbene non servano troppe spiegazioni nei racconti, mi lascia interdetta nel momento in cui fa riferimento a personaggi che potrebbero non essere così conosciuti. Caratterizzare il cuoco, con i modi e le fattezze di Cannavacciuolo può creare confusione, non tutti seguono i programmi di cucina, non tutti conoscono “I Ministri” (a mio parere ci sarebbe stato bene un bel link). Il detto non detto ci sta, purché non svii il lettore durante la lettura, costringendolo a domandarsi chi è chi o cosa fa chi.
    Detto questo, ti seguo.
    Alla prossima!

    • Ciao cara 🙂
      E’ un rischio, ma io credo fortemente nel provocare-suscitare curiosità e smuovere il lettore di turno dalla pigrizia ed invogliarlo in una ricerca (google, youtube che sia) per capire meglio, quindi niente link, mai 🙂
      Just my 2 cents.

      Felice di aver avuto il tuo parere ed un commento così approfondito.

      Ora vediamo se ti perderò o se resterai seduta fino alla fine dello spettacolo 🙂

      Grazie davvero 🙂

    • Grazie mille cara 🙂
      Incipit rischioso… ho voluto dire il meno possibile 😉
      Lieto di suscitare…qualcosa 🙂

      Come in cucina…. chiudi gli occhi e cerca di percepire ogni nota dei profumi che senti…e vediamo dove ci portano 😉

      Grazie 🙂

    • A cercar aiuto e conforto 😛

      I limiti sono solo una scusa… questa cosa la sostengo da tempo… però ad ogni malessere bisogna “passarci attraverso”… è il vecchio concetto della catarsi 😉

      Commistione? Autobiografia ? Parziale? Totale? Chissà 😉

      Grazie 🙂

    • Mi rendo conto di aver detto davvero poco (e il secondo episodio non rivelerà grandi cose), quindi apprezzo particolarmente questa tua fiducia “al buio” 🙂

      Sul muro ci arriveremo subito…. e Madame D…. a breve 😉

      Grazie cara 🙂

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