Nel Buio

In viaggio per il bosco

Luce spenta. Luce accesa. Lo faccio sempre quando sono nervoso. Chiuso in una stanza. Spengo e accendo la luce. Mi lascio un pò di tempo al buio. Per vedere qualcosa che con la luce non si può vedere. Col tempo ho imparato a usarlo come una sorta di yoga tutto mio. Nel buio non c’è niente. E’ da piccolo che lo so. Però ci può essere qualunque cosa. E’ sul bianco che si scrive, ma è sul nero che s’immagina.

Luce spenta. Luce accesa. Luce spenta. Luce Accesa. 

Esco a recuperare l’auto. 

La familiare che ho svoltato dai miei genitori tiene dentro tutto. E tutti. Siamo in cinque, più valigie, annessi e connessi. Viaggio da paura, verso una meta precisa. La festa nel bosco per l’avvento dell’inverno. Tutti la conoscono. E tutti ci vogliono andare, ma in pochi hanno alla fine il passaparola con le indicazioni. Paura di sovraffollamento sempre a portata di mente. Così ho caricato Rambetto, il Bamba, Truzza e Delly per un paio di notti in tenda. Boys and girls. Chiaro che almeno sulla carta, abbiamo tende separate. 

  • Schioppo tiri su il finestrino?, mi fa Delly tutta sbracciata con una smanicata che lascia delle sue tette veramente zero all’immaginazione. 
  • Chiudo, tranquilla, ma fammi finire almeno la siga. 
  • Ok te la passo la siga, ma dammi un goccio di birra, va.  

Acchiappo la birra tra le cosce, con la siga in bocca e gliela passo. Il fumo della ciospa mi finisce sugli occhi e nel naso. Scoppio a tossire come un pivello. Tengo, almeno provo, la sigaretta con la bocca. Il tempo che Delly afferra la birra. Un colpo di tosse feroce mi costringe a sparare la sigaretta nei meandri del mio tappetino. Siamo già verso la campagna che ci porterà al bosco e una scodata da sterrato ricorda a tutti quanto siamo mortali. Pigio il freno alla cieca. Il buio mi acchiappa la vista per un istante, poi le lacrime ci danno del loro. E tipo tergicristallo, la mia vista risorge dal nero. Sono di traverso e in bilico tra il viottolo che percorrevo e un simpatico quanto angusto ruscello che segue la strada. 

  • Fermi tutti, cazzo. 

Il Bamba immerso tra le grazie di Delly e Truzza ha un sussulto che lo spara lontano. Se l’auto va a picco, niente festa. Niente week-end tra le grazie. Niente bosco. Niente di niente. Non può finire così.

  • Schioppo, fai qualcosa per favore. 

Truzza gli pesa il culo pure in punto di morte. Non si salverebbe neppure se fosse da sola. Cercherebbe qualcuno che la può aiutare. Sicuro come il bilico che l’auto ondeggia tipo maremoto, ma leggero. 

  • State fermi, cazzo? 

Rambetto è entrato in autocontrollo, così anche gli altri lo devono seguire. 

Chiudo gli occhi. Apro gli occhi. Chiudo gli occhi. Apro gli occhi. 

Chiudo gli occhi. Il buio si fa più serio. Immagino qualcosa. 

L'auto cadrà nel ruscello?

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74 Commenti

  • Ciao Andrea, sono una estimatrice dell’horror e in special modo dell’horror di ultima generazione. Ogni sperimentazione in tal senso è per me una bella cosa e il tuo racconto l’ho apprezzato moltissimo. In effetti, vedo dalle note che tu sei piuttosto avanti su questa strada.Grazie allora per essere su Incipit, dove spero vorrai restare.

  • Ciao Andrea,
    arrivati alla fine, eh?
    Bel racconto, bravo.
    Un finale terrificante, l’idea dei ragazzi che, incuranti della morte, ballano nella notte livida mette i brividi.
    E l’ultima battuta, in cui si materializza il nonno per portarci ballare… Potere della mente o del mix allucinogeno del Bamba? Mah!
    Comunque bravo.
    Alla prossima!

  • “Scappiamo ragazzi… diamocela a gambe!” per come è andato il racconto fin qui, per i dialoghi finora utilizzati, molto realistici, non mi pare una frase adatta a Truzza.
    Ciao Andrea,
    voto per l’uomo Bianco, non binaco… 😉
    e, da buona amante degli horror, mi aspetto una carneficina… o i resti di essa.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra,

      grazie!, sì in effetti per Truzza è un commento poco ‘truzzo’, chissà, magari in quel momento d’intima paura, l’è scappata un’esclamazione infantile, di quando era ancora una brava ragazza! 🙂 Eh sì, è uscito ‘binaco’, un errore di battitura, ma qua una volta che premi il sacro bottone, nulla è più correggibile, e allora l’ho vista dopo la svista, ma non mi andava di scomodare la dirigenza theincipitiana e l’ho lasciata così. Grazie mille ancora e pure per il voto, buona giornata!!!

  • Ciao Andrea,
    devo confessarti che la seconda parte, raccontata al solito modo di Schioppo, mi è piaciuta molto di più. Nella prima ho notato troppe ripetizioni, anche se apprezzo molto l’idea di riallacciare il racconto alle prime frasi dell’incipit. Questo ha dato qualche spiegazione in più sul “dono” di Schioppo e di come ne sia venuto a conoscenza.
    Aspetto il prossimo, come dici tu siamo in dirittura di arrivo, ultimi capitoli…
    Alla prossima!
    p.s. voto per il salvataggio di Bamaba perché, nella mia testa, tutto finirà con il ritorno a casa dei ragazzi, e con un trip da raccontare agli amici, lungo una notte.

      • ciao,
        la parola buio appare 12 volte, è parte del titolo, lo so, ma 12 volte sono tante.
        sgabuzzino 4 in poco più di 1200 caratteri.
        11 volte appare la parola fa, in sostituzione di dice.
        Occhi appare ancora di più, ma ha a che fare con il “potere” di Schioppo, quindi ci può anche stare.
        Capisco la necessità di rimarcare il concetto, ma in 5000 caratteri forse ci starebbe bene qualche sinonimo.
        Ciao e alla prossima!

        • Ciao Keziarica,

          ti ringrazio moltissimo per questa analisi! Il fatto è che Schioppo sta pensando, è in corsivo per quel motivo, e quando pensiamo non facciamo caso ai sinonimi. Pensiamo e basta. È utilizzato per rendere tutto il più realistico possibile. Dici che le ripetizioni disturbano al punto di non seguire il pathos della trama?
          Grazie mille!

          • Be’ se te ne ho parlato è perché ha disturbato la mia lettura del capitolo. Questo non significa che sia sbagliato o che ad altri la cosa possa risultare piacevole. Per capirci: a me piacciono i personaggi, li adoro e ne metto sempre dentro una sacco, anche troppo. Agli altri questa mia propensione non piace particolarmente, non hanno torto, i lettori sono loro. Tuttavia, rimane il fatto che a me i personaggi piacciono tanto. Ma non sono io il destinatario di ciò che scrivo, sono loro.
            Detto questo, il tuo racconto rimane comunque un buon racconto. 🙂 il mio era solo un piccolo appunto.

    • GRAZIE MAGO!
      Sono gli ultimi capitoli, cominciamo a strippare questa storia!

      p.s.: mi sono accorto solo ora che non ho messo i punti ai dialoghi, ops, spero che i lettori non se la prendano… ma qui non si può correggere una volta spinto il sacro bottone…

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