Nel Buio

Dove eravamo rimasti?

Che fine ha fatto Truzza? Non ha ammazzato nessuno, ha inseguito i tre tizi ma è ha sbattuto contro un albero ed è caduta tramortita. (50%)

Nel buio al completo

Nel buio. Ci giochi da bambino. Da quella volta lì. Ancora ti mette paura, un pochino. Quando hai deciso di chiuderti nello sgabuzzino. Avevi paura del buio. Ti avevano detto a scuola di provarci. La maestra spiegava le moltiplicazioni e tu pensavi a dove affrontare il buio. Hai deciso per lo sgabuzzino perché eri lontano dai tuoi. Loro non dovevano sapere che giocavi con il buio invece che con la bicicletta nuova. Dovevano pensare che eri un bambino come gli altri, ma di quelli coraggiosi. Un giorno saresti andato da loro a gridare: ho sconfitto il buio! Ti sei chiuso nello sgabuzzino e hai chiuso gli occhi. Il silenzio ti bucava le orecchie. Poi hai aperto gli occhi. Il nero era scuro, denso, pieno di insidie. Allora li hai richiusi a istinto. Come per difesa ti sei rannicchiato in un angolo, pronto per essere colpito dall’ignoto, ma non è successo nulla. Allora hai aperto ancora gli occhi. Qualcosa è cambiato. La lavagna di scuola, dove la maestra spiegava le moltiplicazioni, ecco cosa hai visto. Simboli e numeri come disegnati dal gessetto bianco. Allora il buio è diventato la lavagna della tua mente. Hai provato a fare lo stesso giochino con gli occhi chiusi ma non veniva tanto bene. Hai dovuto esercitarti per portare la lavagna mentale fuori dallo sgabuzzino. Una lavagna mentale da viaggio, hai pensato il giorno che ci sei riuscito e questo ti strappa ancora oggi una risata. Poi sei cresciuto. La mente con te. Sono arrivati pensieri più profondi e paure più nascoste. Nel tuo buio personale, la lavagna è stata un’alleata fino a quando qualcosa è andato storto. Non sei più riuscito a controllare i tuoi pensieri disegnati di bianco sulla lavagna mentale da viaggio. Un giorno è apparso qualcuno anche nella realtà. E quel giorno hai scoperto che la tua lavagna mentale aveva generato la tua paura più profonda. L’Uomo Nero. Ti sei chiesto se non fossi impazzito. Eppure eccolo lì davanti a te. Ti concentri. Tanto, tantissimo, fino a scoppiare le meningi. L’Uomo Nero non c’è più. Chiudi gli occhi. Li riapri. Niente. Chiudi gli occhi, li riapri. Niente. Fino a oggi quando la tua paura più grande ti stava aspettando sul ciglio di una strada sterrata. E’ stato talmente veloce a fregarti, che ne hai colto solo l’ombra. Adesso lo sai. Te ne sei accorto. E’ il momento però che il buio torni dalla parte tua. Occhi chiusi. Occhi aperti. 

Dobbiamo trovarla cazzo, fa Delly tutta nervosa stringendo i pugni. 

L’accendino funziona mezzo male e fa cilecca due volte su tre. Però ci porta avanti nella ricerca cieca della nostra amica. Gli alberi ci strusciano come la folla all’ingresso della metro. Prepotenti. Fastidiosi. Invadenti. Poi qualcuno va al tappeto con uno strillo che decolla al contrario della caduta. 

Cazzo fai!, fa una voce da terra. L’accendino va verso la fonte sonora. Illumina un volto che è proprio quello di Truzza. Ha gli occhi spiritati di chi ha giocato la roulette russa col demonio e ha perso malamente. 

Amore mio!, fa Delly e si fionda su Truzza. 

Ma che fine hai fatto?, chiedo senza troppe pretese. 

Bamba sta zitto. Se la guarda come a studiare cosa possa essere successo di tanto assurdo ai tre ragazzi per abbandonare un’auto accesa in mezzo alla strada e scappare nel buio del bosco. 

Non lo so ragazzi… davvero… non lo so!, fa Truzza ma ha una voce diversa del solito, ha un tono più acuto. Più squillante. 

Dove sono finiti gli altri… ti ricordi cosa hai combinato tesoro?, fa Delly avvicinandosi a Truzza. 

Non ricordo… ho un mal di testa terribile, fa Truzza illuminata a intermittenza dalla luce fioca dell’accendino. 

Gli altri dove cazzo sono finiti?, fa Bamba molto indagatore. 

Li stavi inseguendo ricordi?, fa Delly con un tono dolcissimo, forse pure troppo. 

Cosa?, fa Truzza cadendo dalle nuvole. 

Già… Delly dice così, fa ancora Bamba molto serio. 

Non so e vi prego andiamo via da qui!, fa Truzza tirandosi su di scatto. 

In silenzio torniamo verso lo stradino sterrato. Un accendino a intermittenza illumina i passi cadenzando il buio. Occhi chiusi, occhi aperti. Siamo dalle parti dello stradino quando un’ombra scappa da Truzza. La vedo nitida perché è più nera del buio. I raggi della Luna la accendono al massimo mentre vola nel cielo. Rotea intorno a noi. Entra in Delly. 

Bamba perché non cammini vicino a me?, chiede Delly con una voce che la strusciata di una gatta in calore è zero al confronto. 

Bamba non vede l’ora, scansa Truzza e la indirizza verso di me. 

Sono davanti a loro e monto un passo molto preoccupato. Accelero con i miei pensieri. Anche ora, cosa cavolo è successo? Sarà davvero l’Uomo Nero quell’ombra che viaggia a una velocità supersonica? Se lo dicessi agli altri chi mi crederebbe? 

Non faccio in tempo a finire il pensiero che dietro di me accade l’impensabile. 

Delly azzanna Bamba con la violenza di una bestia affamata. Bamba crede in un approccio, ma è troppo doloroso allora prova a liberarsi. Truzza strilla impazzita.

Ecco forse ora mi crederanno. Sempre che ne usciamo vivi da questa storia. 

Cosa succederà ai ragazzi?

  • Schioppo e Truzza riusciranno a salvare Bamba. (50%)
    50
  • Delly si mangerà Bamba. (50%)
    50
  • Quello di Delly è uno scherzo perché Bamba gli guarda sempre troppo le tette. (0%)
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74 Commenti

  1. Ciao Andrea, sono una estimatrice dell’horror e in special modo dell’horror di ultima generazione. Ogni sperimentazione in tal senso è per me una bella cosa e il tuo racconto l’ho apprezzato moltissimo. In effetti, vedo dalle note che tu sei piuttosto avanti su questa strada.Grazie allora per essere su Incipit, dove spero vorrai restare.

  2. Ciao Andrea,
    arrivati alla fine, eh?
    Bel racconto, bravo.
    Un finale terrificante, l’idea dei ragazzi che, incuranti della morte, ballano nella notte livida mette i brividi.
    E l’ultima battuta, in cui si materializza il nonno per portarci ballare… Potere della mente o del mix allucinogeno del Bamba? Mah!
    Comunque bravo.
    Alla prossima!

  3. “Scappiamo ragazzi… diamocela a gambe!” per come è andato il racconto fin qui, per i dialoghi finora utilizzati, molto realistici, non mi pare una frase adatta a Truzza.
    Ciao Andrea,
    voto per l’uomo Bianco, non binaco… 😉
    e, da buona amante degli horror, mi aspetto una carneficina… o i resti di essa.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra,

      grazie!, sì in effetti per Truzza è un commento poco ‘truzzo’, chissà, magari in quel momento d’intima paura, l’è scappata un’esclamazione infantile, di quando era ancora una brava ragazza! 🙂 Eh sì, è uscito ‘binaco’, un errore di battitura, ma qua una volta che premi il sacro bottone, nulla è più correggibile, e allora l’ho vista dopo la svista, ma non mi andava di scomodare la dirigenza theincipitiana e l’ho lasciata così. Grazie mille ancora e pure per il voto, buona giornata!!!

  4. Ciao Andrea,
    devo confessarti che la seconda parte, raccontata al solito modo di Schioppo, mi è piaciuta molto di più. Nella prima ho notato troppe ripetizioni, anche se apprezzo molto l’idea di riallacciare il racconto alle prime frasi dell’incipit. Questo ha dato qualche spiegazione in più sul “dono” di Schioppo e di come ne sia venuto a conoscenza.
    Aspetto il prossimo, come dici tu siamo in dirittura di arrivo, ultimi capitoli…
    Alla prossima!
    p.s. voto per il salvataggio di Bamaba perché, nella mia testa, tutto finirà con il ritorno a casa dei ragazzi, e con un trip da raccontare agli amici, lungo una notte.

      • ciao,
        la parola buio appare 12 volte, è parte del titolo, lo so, ma 12 volte sono tante.
        sgabuzzino 4 in poco più di 1200 caratteri.
        11 volte appare la parola fa, in sostituzione di dice.
        Occhi appare ancora di più, ma ha a che fare con il “potere” di Schioppo, quindi ci può anche stare.
        Capisco la necessità di rimarcare il concetto, ma in 5000 caratteri forse ci starebbe bene qualche sinonimo.
        Ciao e alla prossima!

        • Ciao Keziarica,

          ti ringrazio moltissimo per questa analisi! Il fatto è che Schioppo sta pensando, è in corsivo per quel motivo, e quando pensiamo non facciamo caso ai sinonimi. Pensiamo e basta. È utilizzato per rendere tutto il più realistico possibile. Dici che le ripetizioni disturbano al punto di non seguire il pathos della trama?
          Grazie mille!

          • Be’ se te ne ho parlato è perché ha disturbato la mia lettura del capitolo. Questo non significa che sia sbagliato o che ad altri la cosa possa risultare piacevole. Per capirci: a me piacciono i personaggi, li adoro e ne metto sempre dentro una sacco, anche troppo. Agli altri questa mia propensione non piace particolarmente, non hanno torto, i lettori sono loro. Tuttavia, rimane il fatto che a me i personaggi piacciono tanto. Ma non sono io il destinatario di ciò che scrivo, sono loro.
            Detto questo, il tuo racconto rimane comunque un buon racconto. 🙂 il mio era solo un piccolo appunto.

    • GRAZIE MAGO!
      Sono gli ultimi capitoli, cominciamo a strippare questa storia!

      p.s.: mi sono accorto solo ora che non ho messo i punti ai dialoghi, ops, spero che i lettori non se la prendano… ma qui non si può correggere una volta spinto il sacro bottone…

  5. Visti i presupposti, direi che Truzza è svenuta ai piedi dell’albero.
    Ciao Andrea,
    si prosegue a spron battuto, attenzione solo a non andare troppo di fretta. Ci sono un po’ di refusi, anche nelle opzioni. Immagino per distrazione.
    Comunque una buona lettura.
    Alla prossima!

  6. Ciao,
    molto interessante questo nuovo capitolo, con un tocco di sovrannaturale che in un horror non guasta mai.
    Immagino che prenderanno l’auto per cercare le ragazze. In fondo Truzza ha pure avuto una sorta di resurrezione, magari non sta poi tanto bene, e Schioppo pare saperlo meglio degli altri.
    Alla prossima!

  7. Questa storia mi piace sempre di più ad ogni capitolo. Continua così.
    Ritmo coinvolgente, lessico “street” e linea della storia che non si perde in giri panoramici, ma rimane dritta e chiara. Veramente. Una piacevole scoperta.
    (e questa cosa dei soprannomi mi garba tanto)

  8. Sembrerà molto “matematico”, ma al capitolo 4 non è ancora tempo di morte, ma di qualche altro accadimento “forte”, figlio del recente episodio di “possessione”.
    Mettiamo altra carne al fuoco.
    Ribadisco. Un stile che mi piace molto. Ogni capitolo va già come una mezza pinta.

    • Ciao Maria,

      intanto grazie 🙏 per andare avanti nella storia! I ‘che’ sono nello slang di questi ragazzi, è un flusso di coscienza di Schioppo che sta andando in paranoia per la situazione allora pensa sconnesso, in tiro, senza badare troppo a come lo pensa. Per l’altra frase, l’acqua scorre per conto suo ma incontra l’auto precipitata a candela e incagliata nel punto profondo del ruscello. Così si capisce? Fammi sapere che ci tengo! Poi, è vero che sono io che scrivo la storia ma a te, la tua voce interiore cosa suggerisce? Lo chiedo per coinvolgervi anche nella trama, oltre che nella scelta dei capitoli. In fondo The Incipit funziona anche per questo, allora perché non tentare una sinergia più forte? Buona domenica!

        • Sì, lo slang intendo un linguaggio personale non quello canonico. Qui provo un po’ di espedienti. Nella scorsa storia Lo Stato Del Free Party, davo possibilità dettagliate. Stavolta volevo cambiare, così per puro divertimento, potrebbe essere un’altra forma di coinvolgimento quella di mettermi alla prova su sfumature delle risposte, magari sommabili, che possono cambiare gli eventi oltre la mia idea. O no? Grazie mille! Buona serata. 🙂

  9. … io quasi che glielo dico agli altri, ma anzi no, aspetto, che poi dicono che sto fuori e penso alle cagate invece che all’amica tramortita (che poi tra parentesi sarebbe pure colpa mia se ha sbattuto la testa ma ora non ci pensa nessuno, per ora).
    Ho trovato questo paragrafo poco scorrevole, forse per via dei molti “che”.
    E poi (mi odierai 🙂 )
    Non ho capito bene la scena….fa Rambetto guardando l’auto nell’acqua che scorre sui finestrini anteriori, obliqua che è più verticale che orizzontale.
    Come facciamo a dire chi morirà e se morirà? Sei tu che stai scrivendo la storia 🙂

    • Ahahahahah grande Massimo,

      Sì quella degli elenchi puntati è stata un’esagerazione, a me piace sperimentare, e forse stavolta l’ho fatta fuori dal vasino, che dici? Anche Maria Algures mi ha fatto notare. Ci ho provato. In fondo per dire no, bisogna prima dire sì, o sbaglio? Buona giornata!

  10. Ciao,
    molto divertente questo capitolo. Ha un qualcosa di ironico, perché ripercorre le trame e gli eventi di un B movie coi fiocchi, ma parla di pastasciutta, se capisci cosa intendo.
    Il corso d’acqua o non è un ruscello oppure gli occupanti dell’auto, terrorizzati, ne hanno ingigantito le proporzioni…
    “Tutti imitano un contorsionista fino a quando riescono a uscire dal salvataggio di Bamba”
    questa frase, a mio modestissimo parere, risulta poco comprensibile. Per intuito capisco cosa intendi, ma la trovo un po’ contorta, passami il termine.
    Io dico che non è morta, così dovranno tirarsela dietro nel bosco, alla ricerca dell’ombra.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,

      Ti ringrazio moltissimo. Per il ruscello, vicino un casale che frequento c’è un ruscello, dove l’acqua è sempre bassa, poi all’improvviso sale per un tragitto brevissimo e diventa profonda anche due metri, i locali le chiamano piscine perché d’estate ci fanno il bagno. Forse se avessi potuto correggere avrei usato la parola ‘torrente’, ma quello che avevo in mento era a tutti gli effetti un ruscello con delle improvvise crescite di profondità.
      Poi “tutti imitano un contorsionista fino a quando riescono…” mi serve per mostrare l’immagine che davanti se toccano qualcosa entra acqua, dalla parte di Truzza c’è lei tramortita che blocca il finestrino, quindi devono tutti contorcersi per arrivare all’unico finestrino disponibile tra inclinazione dell’auto e ostacoli tipo poggiatesta, freno a mano eccetera. Questo intendevo, mi spiace se non l’hai capito, grazie ancora per le belle parole e ti auguro una buonissima giornata! 😀😀😀

  11. Buongiorno Andrea
    Ho letto i tre capitoli, scorrono… il ritmo c’è.
    Una curiosità: per i dialoghi. hai scelto di usare gli elenchi puntati al posto delle virgolette con un preciso scopo?
    Se non ti offendi… le opzioni sono un po’ “povere”. Sembrano le classiche tre buste dei quiz (si, no, forse ecc ) 🙂
    ciao ciao

    • Buongiorno Maria,

      grazie mille!, e chi si offende? Ti spiego, stavolta volevo che i capitoli fossero decisi nelle svolte completamente dai lettori, per questo ho usato delle ipotesi scarne, essenziali, per sfruttare al massimo anche gli spunti offerti dai commenti.
      Per quanto riguarda gli elenchi puntati, prima di tutto le virgolette le uso poco qua, perché scrivendo tanti dialoghi, beh, sono qualcosa di un pizzico di superfluo, una specie di mio linguaggio che esce, in fondo è una difficoltà in più per far comprendere al lettore che si tratti di un dialogo o no? Poi, confesso che avevo messo per sbaglio la prima volta un elenco puntato in un dialogo, insomma una svista, e da lì ho deciso, così, per puro divertimento di lasciarlo per il resto del racconto. Un tocco di mio, diciamo. Buona giornata!

  12. Buondì,
    Ho letto il secondo capitolo, ben scritto e ricco di immagini, ma rimane una sorta di intermezzo 😉
    Sono d’accordo sulle pause, purché facciano da “intro” a qualcosa di succulento. L’immagine sanguinolenta nel finale mi fa ben sperare e quindi ho votato per NO.
    Al prossimo capitolo.
    Ciao ciao

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