Nel Buio

Dove eravamo rimasti?

Delly, Truzza e Bamba crederanno a Schioppo? No e gli chiederanno quali droghe ha assunto per inventarsi storie simili. (33%)

Dentro il buio technologico del free party

Non si vede più nulla. Una nuvola ha oscurato la luna. E’ nera, minacciosa, ora pioverà pure? All’anima della festa che fu. In alto, in cima alla collina, le luci si schiantano contro gli alberi che ce la nascondono. C’è la musica. E’ forte, possente, batte un tempo spezzato, tipo hard-core. Il dj attacca un pezzo troppo duro con una chitarra rubata al metal. Si sentono gli strilli di approvazione. Sono tanti, tantissimi, fomentano, ti spingono a salire, a correre, andare a vedere che succede, già, senti che bassi! E questa chitarra distorta che ci sguazza sopra da dio! E’ il paradiso, già, un’estasi maledetta, qua c’è un casino da risolvere, ma chi lo sa magari si è tolto dalle palle. Io invece ci provo a farmi i cazzi miei. 

Non lo so cosa è successo!, faccio gesticolando a palmi aperti in una penombra che sinistra è una festa per bambini. 

Mi fa male il collo… malissimo!, fa Truzza tamponando ancora il sangue in uscita. 

A me la testa!, le fa il coro Bamba. 

Io sto una merda e basta, commenta Delly a mezza bocca. 

Cosa cazzo è stato?, fa Bamba poi indicandomi. Convinto che abbia visto, ma non sappia nulla delle ombre. 

Che ce ne frega… andiamo alla festa… senti che musica!, faccio io scuotendo il corpo come un chitarrista di musica hard-rock. 

E andrebbe tutto bene se non fosse che la musica della festa, va e viene. Non è più un flusso costante di piacere sonoro. Anzi, a tratti sparisce, la gente strilla per chiamarla. Poi la musica torna. Poi la musica sparisce, la gente strilla ancora più forte. 

Non vi sembra che qualcuno abbia chiesto aiuto?, fa Bamba tutto sornione come al solito. 

Magari è Rambetto che qualcuno lo sta azzannando pure a lui!, fa Truzza in faccia a Delly mentre ancora il sangue cola dal collo. 

Oh cazzo non sono stata io… vedi che adesso sono lucida, risponde Delly e si agita muovendo anche il petto. Occasione prelibata per Bamba che ondeggia gli occhi al tempo delle tette. 

Poi la musica si spegne e limpido nel silenzio tombale di un bosco isolato appare un grido disperato:

AIUTO!!! 

Stavolta lo hanno sentito tutti. Truzza si accovaccia a istinto. Delly mi carambola tra le braccia. Bamba è infastidito più che impaurito. 

Scappiamo ragazzi… diamocela a gambe!, fa Truzza con un filo di voce. 

E Rambetto?, fa Bamba. 

Che crepasse quello stronzo, fa Delly ancora nel mio abbraccio. 

Se me ne vado qua crepano tutti. 

Se resto, forse crepiamo pure noi. 

No, serve una scrollata generale. 

Allora ho un potere!, faccio ad alta voce.

E’ impazzito pure Schioppo… ecco fatto, fa Delly liberandosi dall’abbraccio. 

E’ tutto vero… ho creato io l’uomo bianco che ha sconfitto l’uomo nero, faccio sfidando lo sguardo di tutti anche se non si vede un cazzo. 

AIUTO! AIUTO! AIUTO!

L’urlo disperato echeggia per la valle sfiorandoci come un coltello sonoro. 

Ho un potere… cazzo… datemi retta… poi se non è vero allora mi prendete per pazzo!, strillo forte tipo il grido di aiuto. 

La musica continua ad andare e venire. Sembra tornare tutto come prima, ma invece poi si ferma e qualcuno strilla di nuovo e ormai la festa è compromessa e pure la vita di qualcuno se non mi sbrigo. 

Cazzo, perché proprio a me doveva toccare di salvare le sorti di questa maledetta storia? 

Che potere hai?, fa Bamba inclinando il mento, pronto ad ascoltarmi. Nella penombra, i suoi occhi trasmettono una cosa bellissima: io ti credo. 

Se chiudo gli occhi e mi concentro… posso materializzare qualcosa nella realtà, faccio tutto di un fiato. 

Truzza sbotta a ridere e contagia Delly. Le due si abbracciano e si contagiano nella risata. Aumentano nella risata e si buttano a terra. Truzza, da quanto ride, si dimentica pure che sanguina ancora dal collo. 

Come cazzo faccio? C’è qualcuno che morirà. 

Una volta mio nonno mi ha detto che se vuoi far capire qualcosa a qualcuno gliela devi dimostrare. Mai insegnamento fu più giusto per questo momento. 

Chiudo gli occhi. Lavagna nera. Uomo bianco dove sei? Vieni qua. Devi essere veloce, velocissimo. Materializzati. Fai un inchino agli altri, stringimi la mano e poi vola in collina in cerca dell’uomo nero. 

Ancora occhi chiusi. Non succede nulla. 

Strizzo gli occhi ancora chiusi. Nel nero della lavagna mentale, appare il bianco. Una forma, prima indefinita, poi si definisce nell’uomo bianco. 

Apro gli occhi di scatto. Eccolo l’uomo bianco. 

Guarda Truzza, fa Delly da terra mollando l’altra. 

Oh cazzo, fa Truzza anche lei. 

C’è buio pesto, non vedo occhi, ma il bianco della mia creazione scintilla di speranza. 

L’hai fatto tu questo?, fa Bamba con un filo di soddisfazione nella voce. Lo vedo che si gratta il mento come nelle grandi occasioni. Tipo che Delly gliela dà su un piatto d’argento. 

Non faccio in tempo a rispondere che l’uomo bianco mi stringe la mano. La sua stretta mi passa una sensazione benefica. Poi scappa su verso il cielo, rimbalza e vola verso la collina. 

Sì l’ho fatto io Bamba… allora che cazzo vogliamo fare… andiamo a salvare la festa o no?, faccio adesso tutto impettito. 

Schioppo, Delly, Truzza e Bamba salveranno la festa?

  • Forse, tenteranno ma magari, malgrado l'uomo binaco, arrivano su e sono già tutti morti. (67%)
    67
  • No, gli altri si fanno due calcoli: chi glielo fa fare di rischiare la vita? (0%)
    0
  • Sì, Schioppo li ha convinti, finalmente. (33%)
    33
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74 Commenti

  1. Ciao Andrea, sono una estimatrice dell’horror e in special modo dell’horror di ultima generazione. Ogni sperimentazione in tal senso è per me una bella cosa e il tuo racconto l’ho apprezzato moltissimo. In effetti, vedo dalle note che tu sei piuttosto avanti su questa strada.Grazie allora per essere su Incipit, dove spero vorrai restare.

  2. Ciao Andrea,
    arrivati alla fine, eh?
    Bel racconto, bravo.
    Un finale terrificante, l’idea dei ragazzi che, incuranti della morte, ballano nella notte livida mette i brividi.
    E l’ultima battuta, in cui si materializza il nonno per portarci ballare… Potere della mente o del mix allucinogeno del Bamba? Mah!
    Comunque bravo.
    Alla prossima!

  3. “Scappiamo ragazzi… diamocela a gambe!” per come è andato il racconto fin qui, per i dialoghi finora utilizzati, molto realistici, non mi pare una frase adatta a Truzza.
    Ciao Andrea,
    voto per l’uomo Bianco, non binaco… 😉
    e, da buona amante degli horror, mi aspetto una carneficina… o i resti di essa.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra,

      grazie!, sì in effetti per Truzza è un commento poco ‘truzzo’, chissà, magari in quel momento d’intima paura, l’è scappata un’esclamazione infantile, di quando era ancora una brava ragazza! 🙂 Eh sì, è uscito ‘binaco’, un errore di battitura, ma qua una volta che premi il sacro bottone, nulla è più correggibile, e allora l’ho vista dopo la svista, ma non mi andava di scomodare la dirigenza theincipitiana e l’ho lasciata così. Grazie mille ancora e pure per il voto, buona giornata!!!

  4. Ciao Andrea,
    devo confessarti che la seconda parte, raccontata al solito modo di Schioppo, mi è piaciuta molto di più. Nella prima ho notato troppe ripetizioni, anche se apprezzo molto l’idea di riallacciare il racconto alle prime frasi dell’incipit. Questo ha dato qualche spiegazione in più sul “dono” di Schioppo e di come ne sia venuto a conoscenza.
    Aspetto il prossimo, come dici tu siamo in dirittura di arrivo, ultimi capitoli…
    Alla prossima!
    p.s. voto per il salvataggio di Bamaba perché, nella mia testa, tutto finirà con il ritorno a casa dei ragazzi, e con un trip da raccontare agli amici, lungo una notte.

      • ciao,
        la parola buio appare 12 volte, è parte del titolo, lo so, ma 12 volte sono tante.
        sgabuzzino 4 in poco più di 1200 caratteri.
        11 volte appare la parola fa, in sostituzione di dice.
        Occhi appare ancora di più, ma ha a che fare con il “potere” di Schioppo, quindi ci può anche stare.
        Capisco la necessità di rimarcare il concetto, ma in 5000 caratteri forse ci starebbe bene qualche sinonimo.
        Ciao e alla prossima!

        • Ciao Keziarica,

          ti ringrazio moltissimo per questa analisi! Il fatto è che Schioppo sta pensando, è in corsivo per quel motivo, e quando pensiamo non facciamo caso ai sinonimi. Pensiamo e basta. È utilizzato per rendere tutto il più realistico possibile. Dici che le ripetizioni disturbano al punto di non seguire il pathos della trama?
          Grazie mille!

          • Be’ se te ne ho parlato è perché ha disturbato la mia lettura del capitolo. Questo non significa che sia sbagliato o che ad altri la cosa possa risultare piacevole. Per capirci: a me piacciono i personaggi, li adoro e ne metto sempre dentro una sacco, anche troppo. Agli altri questa mia propensione non piace particolarmente, non hanno torto, i lettori sono loro. Tuttavia, rimane il fatto che a me i personaggi piacciono tanto. Ma non sono io il destinatario di ciò che scrivo, sono loro.
            Detto questo, il tuo racconto rimane comunque un buon racconto. 🙂 il mio era solo un piccolo appunto.

    • GRAZIE MAGO!
      Sono gli ultimi capitoli, cominciamo a strippare questa storia!

      p.s.: mi sono accorto solo ora che non ho messo i punti ai dialoghi, ops, spero che i lettori non se la prendano… ma qui non si può correggere una volta spinto il sacro bottone…

  5. Visti i presupposti, direi che Truzza è svenuta ai piedi dell’albero.
    Ciao Andrea,
    si prosegue a spron battuto, attenzione solo a non andare troppo di fretta. Ci sono un po’ di refusi, anche nelle opzioni. Immagino per distrazione.
    Comunque una buona lettura.
    Alla prossima!

  6. Ciao,
    molto interessante questo nuovo capitolo, con un tocco di sovrannaturale che in un horror non guasta mai.
    Immagino che prenderanno l’auto per cercare le ragazze. In fondo Truzza ha pure avuto una sorta di resurrezione, magari non sta poi tanto bene, e Schioppo pare saperlo meglio degli altri.
    Alla prossima!

  7. Questa storia mi piace sempre di più ad ogni capitolo. Continua così.
    Ritmo coinvolgente, lessico “street” e linea della storia che non si perde in giri panoramici, ma rimane dritta e chiara. Veramente. Una piacevole scoperta.
    (e questa cosa dei soprannomi mi garba tanto)

  8. Sembrerà molto “matematico”, ma al capitolo 4 non è ancora tempo di morte, ma di qualche altro accadimento “forte”, figlio del recente episodio di “possessione”.
    Mettiamo altra carne al fuoco.
    Ribadisco. Un stile che mi piace molto. Ogni capitolo va già come una mezza pinta.

    • Ciao Maria,

      intanto grazie 🙏 per andare avanti nella storia! I ‘che’ sono nello slang di questi ragazzi, è un flusso di coscienza di Schioppo che sta andando in paranoia per la situazione allora pensa sconnesso, in tiro, senza badare troppo a come lo pensa. Per l’altra frase, l’acqua scorre per conto suo ma incontra l’auto precipitata a candela e incagliata nel punto profondo del ruscello. Così si capisce? Fammi sapere che ci tengo! Poi, è vero che sono io che scrivo la storia ma a te, la tua voce interiore cosa suggerisce? Lo chiedo per coinvolgervi anche nella trama, oltre che nella scelta dei capitoli. In fondo The Incipit funziona anche per questo, allora perché non tentare una sinergia più forte? Buona domenica!

        • Sì, lo slang intendo un linguaggio personale non quello canonico. Qui provo un po’ di espedienti. Nella scorsa storia Lo Stato Del Free Party, davo possibilità dettagliate. Stavolta volevo cambiare, così per puro divertimento, potrebbe essere un’altra forma di coinvolgimento quella di mettermi alla prova su sfumature delle risposte, magari sommabili, che possono cambiare gli eventi oltre la mia idea. O no? Grazie mille! Buona serata. 🙂

  9. … io quasi che glielo dico agli altri, ma anzi no, aspetto, che poi dicono che sto fuori e penso alle cagate invece che all’amica tramortita (che poi tra parentesi sarebbe pure colpa mia se ha sbattuto la testa ma ora non ci pensa nessuno, per ora).
    Ho trovato questo paragrafo poco scorrevole, forse per via dei molti “che”.
    E poi (mi odierai 🙂 )
    Non ho capito bene la scena….fa Rambetto guardando l’auto nell’acqua che scorre sui finestrini anteriori, obliqua che è più verticale che orizzontale.
    Come facciamo a dire chi morirà e se morirà? Sei tu che stai scrivendo la storia 🙂

    • Ahahahahah grande Massimo,

      Sì quella degli elenchi puntati è stata un’esagerazione, a me piace sperimentare, e forse stavolta l’ho fatta fuori dal vasino, che dici? Anche Maria Algures mi ha fatto notare. Ci ho provato. In fondo per dire no, bisogna prima dire sì, o sbaglio? Buona giornata!

  10. Ciao,
    molto divertente questo capitolo. Ha un qualcosa di ironico, perché ripercorre le trame e gli eventi di un B movie coi fiocchi, ma parla di pastasciutta, se capisci cosa intendo.
    Il corso d’acqua o non è un ruscello oppure gli occupanti dell’auto, terrorizzati, ne hanno ingigantito le proporzioni…
    “Tutti imitano un contorsionista fino a quando riescono a uscire dal salvataggio di Bamba”
    questa frase, a mio modestissimo parere, risulta poco comprensibile. Per intuito capisco cosa intendi, ma la trovo un po’ contorta, passami il termine.
    Io dico che non è morta, così dovranno tirarsela dietro nel bosco, alla ricerca dell’ombra.
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,

      Ti ringrazio moltissimo. Per il ruscello, vicino un casale che frequento c’è un ruscello, dove l’acqua è sempre bassa, poi all’improvviso sale per un tragitto brevissimo e diventa profonda anche due metri, i locali le chiamano piscine perché d’estate ci fanno il bagno. Forse se avessi potuto correggere avrei usato la parola ‘torrente’, ma quello che avevo in mento era a tutti gli effetti un ruscello con delle improvvise crescite di profondità.
      Poi “tutti imitano un contorsionista fino a quando riescono…” mi serve per mostrare l’immagine che davanti se toccano qualcosa entra acqua, dalla parte di Truzza c’è lei tramortita che blocca il finestrino, quindi devono tutti contorcersi per arrivare all’unico finestrino disponibile tra inclinazione dell’auto e ostacoli tipo poggiatesta, freno a mano eccetera. Questo intendevo, mi spiace se non l’hai capito, grazie ancora per le belle parole e ti auguro una buonissima giornata! 😀😀😀

  11. Buongiorno Andrea
    Ho letto i tre capitoli, scorrono… il ritmo c’è.
    Una curiosità: per i dialoghi. hai scelto di usare gli elenchi puntati al posto delle virgolette con un preciso scopo?
    Se non ti offendi… le opzioni sono un po’ “povere”. Sembrano le classiche tre buste dei quiz (si, no, forse ecc ) 🙂
    ciao ciao

    • Buongiorno Maria,

      grazie mille!, e chi si offende? Ti spiego, stavolta volevo che i capitoli fossero decisi nelle svolte completamente dai lettori, per questo ho usato delle ipotesi scarne, essenziali, per sfruttare al massimo anche gli spunti offerti dai commenti.
      Per quanto riguarda gli elenchi puntati, prima di tutto le virgolette le uso poco qua, perché scrivendo tanti dialoghi, beh, sono qualcosa di un pizzico di superfluo, una specie di mio linguaggio che esce, in fondo è una difficoltà in più per far comprendere al lettore che si tratti di un dialogo o no? Poi, confesso che avevo messo per sbaglio la prima volta un elenco puntato in un dialogo, insomma una svista, e da lì ho deciso, così, per puro divertimento di lasciarlo per il resto del racconto. Un tocco di mio, diciamo. Buona giornata!

  12. Buondì,
    Ho letto il secondo capitolo, ben scritto e ricco di immagini, ma rimane una sorta di intermezzo 😉
    Sono d’accordo sulle pause, purché facciano da “intro” a qualcosa di succulento. L’immagine sanguinolenta nel finale mi fa ben sperare e quindi ho votato per NO.
    Al prossimo capitolo.
    Ciao ciao

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