Fragole interstellari

Microbi, dolcetti e caffè.

Quando F aprì gli occhi quel lunedì mattina, capì subito che c’era qualcosa di strano. Niente di particolarmente insolito a prima vista, ma era come se qualcosa nel mondo fosse fuori posto. Allungò la mano verso il comodino e prese il cellulare per controllare l’ora. Non fece in tempo a sbloccare lo schermo, che il telefono squillò.

Era D.

“Pronto?”

“Pronto F? Dove sei?”

“Nel letto.”

“F, devo parlarti.”

“Non puoi aspettare che venga al laboratorio?”

“Per uno degli argomenti che ho intenzione di esporti sì, per l’altro invece no.”

“Che palle” disse F uscendo faticosamente dal letto.

“Ma perché devi essere sempre così enigmatico?”

Non appena i suoi piedi nudi toccarono il pavimento, rabbrividì.

“Mi piace creare del pathos.”

F sospirò.

“E quale sarebbe l’argomento che potresti espormi ora?”

“È passato il professore, vuole parlarti.”

“Ha lasciato detto qualcosa?”

“Che devi andare da lui appena arrivi. Sembrava piuttosto arrabbiato.”

F si strofinò la fronte.

“Ho mal di testa.”

“Sei malato? Hai l’influenza?”

“No, ho i postumi del weekend.”

“Beh, fatteli passare. Come ti ho già detto in precedenza, devo parlarti anche io.”

“Va bene ho capito. Ci vediamo tra un po’.”

F lanciò il cellulare sul letto e andò in cucina. Sul tavolo c’era una ciambella, una tazzina e un biglietto.

Eri troppo tenero, ti ho lasciato dormire. La macchinetta del caffè è già pronta, devi solo accendere il fuoco. Ci vediamo stasera, ti amo.

F sorrise, addentò la ciambella e accese il gas.

Sbadigliando, si avvicinò alla finestra e guardò fuori. Quella strana sensazione di disagio non sembrava volerlo abbandonare.

Chissà che cosa vuole quel vecchio spilorcio, pensò versando il caffè nella tazzina.

*

Con lo stomaco pieno e la giusta dose di caffeina in circolo, F stava decisamente meglio. Non sprizzava certo gioia, ma almeno quella strana inquietudine sembrava essere svanita.

Devo smettere di bere, pensò mentre camminava verso la stazione del treno.

Non faceva molto caldo, e benché il percorso a piedi durasse meno di dieci minuti, un leggero velo di sudore gli coprì la fronte.

Quando salì sul treno, notò con piacere che il vagone era vuoto.

Vantaggi del non viaggiare durante l’ora di punta, pensò soddisfatto lasciandosi cadere su un sedile.

L’aria condizionata gli asciugò immediatamente il sudore facendolo rabbrividire; dopo pochi istanti, non potè evitare di trattenere uno starnuto.

“Per favore esca da qui!” esclamò una voce dal fondo del vagone.

F alzò la testa. Un’anziana signora lo stava guardando in cagnesco.

“Come scusi?” domandò perplesso.

“Lei sta contaminando il treno con i microbi!”

“Ma signora, ho semplicemente starnutito.”

“Uno starnuto pieno di microbi!” strillò la vecchia alzandosi in piedi.

Bah, è solo una pazza, pensò F voltandosi verso il finestrino.

Dopo qualche secondo però, vide il riflesso della vecchia sul vetro; stava agitando una bomboletta spray.

“Ma cosa sta facendo?” domandò F basito.

“Adesso uccido i microbi!” esclamò la vecchia puntandogli contro la bomboletta.

F si coprì il volto con le mani.

“Ma è impazzita? Non lo faccia!”

“Uccido i microbi!” esclamò la signora trionfante premendo il pulsante dello spray.

Una nebulizzazione all’aroma di lavanda proruppe contro il volto di F.

“La smetta, vecchia rincoglionita!” urlò continuando a proteggersi gli occhi.

“Lei non ha voluto abbandonare lo scompartimento, e io ora la devo disinfettare!”

F si alzò in piedi.

“Ho detto la smetta, cazzo!”

L’anziana donna continuò imperterrita a spruzzare lavanda.

“Va bene, me ne vado brutta psicopatica!” esclamò F allontanandosi velocemente.

Alle sue spalle, la vecchia continuava a disinfettare il vagone.

*

“Ehi eccoti qua, finalmente” disse D quando F varcò la porta del laboratorio.

I ragazzi erano già tutti all’opera con i loro camici bianchi e le pipette gilson in mano.

Sto invecchiando, pensò guardando i giovani ricercatori. Si trattava di tesisti e dottorandi, e ormai avevano tutti una decina d’anni meno di lui.

“Ciao F, buongiorno!” esclamò una ragazza con un vassoio in mano.

“Ho portato i dolcetti!”

Senza dir nulla, F ne afferrò avidamente uno.

“Cos’è il tuo compleanno?” bofonchiò con la bocca piena.

“Ma no!” esclamò la ragazza.

“Venerdì ho passato l’ultimo esame!”

“Complimenti” disse F prendendo un altro dolce dal vassoio.

“Questo significa che posso laurearmi nella prossima sessione utile!”

“Sono contento” rispose F pulendosi le briciole dalla barba con il dorso della mano.

“Ovviamente, continuerò a lavorare finché non finirò gli esperimenti del progetto” aggiunse la tesista diventando improvvisamente seria.

F ostentò uno sguardo di approvazione.

Ma chi cazzo te lo fa fare, pensò sconsolato.

“Bene” disse accennando un sorriso.

“Ok, io torno a purificare quelle proteine.”

F annuì e la guardò allontanarsi, dopodichè si voltò verso D.

Il giovane dottorando era rimasto in silenzio per tutto il tempo.

“F…” esordì con tono serio.

“Non ora” tagliò corto F.

“Adesso ho bisogno di un altro caffè.”

D sospirò rassegnato. Poi, annusando l’aria disse: “Ma cos’è questo odore di lavanda?”

Cosa farà F?

  • Si chiuderà nello studio a bere il suo caffè in santa pace (58%)
    58
  • Ascolterà quello che D ha da dire (8%)
    8
  • Andrà subito dal professore (33%)
    33
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

234 Commenti

  • Mannaggia, sono arrivato tardi per le votazioni. Fue, davvero complimenti. Leggerti è stato come unire Asimov a Douglas. Un mix di accuratezze scientifiche e nosense galattici. Non mi sono mai interessato e divertito così nel leggere un racconto fantascientifico. Complimenti.
    Spero che tu continui a scrivere. Non vedo l’ora di leggere il sequel.

  • Ciao Fue, scusami per il ritardo, ultimamente sono subissata da storie e da siti con storie e dimentico pure le password! La tua ho dovuto rileggerla da metà perché non ricordavo alcuni dettagli e devo dire che mi è piaciuta, è stata a tratti coinvolgente a tratti divertente, tu hai molto acume nell’immaginare potenziali scenari di vita. Ti faccio ancora i miei complimenti Fue!

  • Rieccomi, FueGod. Già, perché mancava il nano? 😀 😀
    Del resto, il finale e quella piccola cellula suggeriscono che la struttura spazio-temporale dello strano universo in cui tutti i racconti risiedono sia come minimo aggrovigliata su se stessa 😀
    Una bella storia, ottimamente narrata, sei una continua conferma e ormai una gradevole e discreta istituzione di questo sito… Tornando al racconto, se te lo devo proprio dire, sarei voluto essere al posto di D, avrei volentieri offerto la mia fronte per fermare il delirio del superbarone 😀
    Ciao, ti auguro una Pasqua e Pasquetta che soddisfino appieno le tue credenze religiose e/o sociali 😀

  • Il dettaglio « il male rode ancora » piazzato dopo i titoli di coda è un perfetto omaggio ai film/libri d’orrore, di sf forse meno (ma Alien, allora?)
    E l’incredulità della moglie che riporta l’F supereroe che ha salvato il mondo alla normalità dei piedi per terra è una chiosa davvero d’autore, che tra l’altro mi pare che il racconto si aprisse con un biglietto affettuoso della stessa moglie, insomma hai chiuso il cerchio, ma lasciando una minuscola cellulina là fuori a preparare il contrattacco.
    Oddio, credo di aver scritto un paragrafo eccessivamente lungo e ritorto, non so neanche se vuol dire qualcosa ma non sto a rileggerlo, tienitelo così.
    In sunto: mi è piaciuto molto molto. Anche senza il nano 🙂
    Alla prossima

    • Ciao Bef, una chiosa d’autore addirittura? 😀
      Il male dopo i titoli di coda è un classico che mi ha sempre affascinato, tant’è che lo usai a suo tempo con il signor Pino che spargeva dietro il bancone, polvere di farmaco mortale. Il lieto fine mi lascia sempre con l’amaro in bocca. Anzi no, mi lascia senza amaro in bocca, per questo non amo il vissero tutti felici e contenti. Un finale eroico, va bene, ma il protagonista deve sempre un minimo rimanere incul…cato 🙂
      Ma forse sono solo i postumi dei bagordi festivi a parlare al posto mio 😀
      Grazie della tua continua presenza,

      a presto

  • Sai quanto ti adoro e probabilmente ti annoierò a morte, ma questo finale mi ha inchiodato al tablet. Ai tuoi soliti deliri chimici hai aggiunto azioni adrenaliniche ben strutturate e sei riuscito a non scordare il sarcasmo.
    Bel lavoro: che il Dio del Sarcasmo sia sempre con te.
    Spero di leggerti presto.

  • Ciao Fue eccomi qui,
    Bello questo ultimo capitolo, bravissimo! Questo capitolo finale mi fa pensare che magari ci possa essere un seguito, forse boh mi sbaglio… non so che dire davvero, mi hai spiazzata, bravo complimenti! Spero che possa risentirti presto con una nuova storia, o magari un seguito!
    Ps. A presto, ti aspetto eh ?

  • Ciao Fue,
    arrivati al finale… E così la cellulina sta pensando di dividersi ancora, ma il mix di farmaci riuscirà a impedirlo, vero? O ritroveremo il professore matto in un nuovo racconto?
    Come sempre ben scritto, sei bravo, è superfluo ma te lo meriti.
    Ci rivedremo presto con un altro racconto? Io spero proprio di sì.
    Alla prossima!

  • Molto indeciso, alla fine ho votato per il mix di farmaci.
    Per quanto riguarda il “Dio non gioca a dadi” devo smentire il tuo professore fluorescente: a me l’energia del cosmo ha detto che ci gioca eccome, pensa che per convincermi mi ha perfino sussurrato all’orecchio un intero racconto! 😀
    Il capitolo mi è piaciuto tutto, ma è la frase finale ciò che preferisco: penso esprima efficacemente il sentimento che tutti proviamo verso questo tracotante individuo 😀
    Bravo!
    Ciao, a presto

  • Ahahah, il finale del capitolo mi ha fatto ridere, una frase che gradirei poter dire in diversi momenti della giornata!
    Ciao Fue,
    io vorrei proprio che F. inoculasse il mix per porre fine ali poteri del professore!
    E’ superfluo dirti che il capitolo mi è piaciuto.
    Ci si vede al gran finale.
    Alla Prossima!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi