La Guerra del Sangue “L’inizio” (PARTE I)

Prologo

«Soldati! Rimanete in posizione!»

Sono due giorni che sentiamo questo comando ripetersi dalla bocca del comandante. E’ più di un mese che subiamo bombardamenti del nemico nei ruderi di quella che era la parte est di una grande metropoli di Londra. I ribelli hanno artiglieria pesante, artiglieria contraerei e armi pesanti sufficienti a distruggere un carro armato. L’unica ampia strada che ci separa da una vittoria assicurata è seminata di mine anti uomo e, finché non ci viene data la possibilità di localizzarne la posizione, questa situazione di stallo non avrà mai fine.

L’unica chance di vittoria pende dal capitano della “prima squadra d’infiltratori”.

Con ordini ben precisi, doveva infiltrarsi nelle linee nemiche ed eliminare la scorta dell’avanguardia nemica, in modo da dare una chance alla prima linea alleata di tracciare un percorso nel campo minato e attaccare la base nemica.

Il silenzio radio è assoluto per evitare di farsi scovare dal nemico.

Eppure non avevano avuto alcun segno del loro capitano da quando era partito durante la notte.

«Comandante! Conrad può farcela da solo?»

«Stai tranquillo soldato! Se c’è una cosa che ho imparato sul campo di battaglia, è mai dubitare della sua parola» risponde il comandante con sicurezza.

«Rafforzate il fianco sinistro! Non permettetegli di fare un solo passo»

I nemici dall’altro lato, Coprono continuamente le zone morte. Secondo la loro banale strategia, se tengono duro, i loro nemici si ritireranno a causa della scarsità di uomini per sfondare le linee nemiche.

Nessuno di loro, penserebbe ad un infiltrato nelle linee nemiche e questo spiegherebbe anche la scarsa sorveglianza.

Dopo una notte di osservazione, Conrad ha stabilito due linee difensive di uomini al terzo e quarto piano del palazzo, ogni piano ha dieci uomini che vengono immediatamente rimpiazzati da altri in attesa nelle caserme alle loro spalle.

Il comandante gli ha chiesto una trentina di secondi per tracciare il percorso ed sfondare le linee d’avanguardia nemiche.

Ora, non rimane altro da fare che smontare la rete difensiva del nemico e dare inizio al nostro contrattacco.

Conrad afferra il primo soldato che passa vicino al suo corridoio, gli copre la bocca e gli taglia la gola prima che possa emettere un gemito e inizia la sua corsa per i due piani dell’edificio.

«Comandante!»

«Si, a quanto pare sta iniziando!»

I proiettili nemici iniziano a diminuire gradualmente.

In lontananza non riescono a vedere bene l’andamento della battaglia che si sta consumando nell’edificio, ma il fatto che i nemici non sparano contro di loro è il segnale.

Ora i soldati possono tracciare il percorso per arrivare dall’altro lato della strada e iniziare il contrattacco alla base nemica.

«Uomini preparatevi a correre come mai avete fatto finora!» ordina il comandante in attesa del segnale da parte degli sminatori.

Gli spari all’interno dell’edificio continuano a susseguirsi mettendo in agitazione gli uomini del capitano Conrad per le sorti dell’uomo.

Il segnale dagli sminatori viene seguito da un possente grido del comandante «AVANTI!!!»

I soldati escono in massa dall’edificio.

Decine..

Centinaia..

Migliaia..

Tutti corrono, con quanto fiato anno in corpo, sul percorso tracciato dagli sminatori verso la fine di quella che era stata una lunga battaglia durata più di sei mesi.

Il cancello si apre proprio nel momento in cui i soldati attraversano completamente la strada, ma ad attenderli all’imbocco, ci sono tre soldati con i fucili puntati contro il battaglione in corsa.

«SPARPAGLIATEVI!!»

Un ordine troppo tardivo data la situazione. I soldati hanno i diti puntati sui grilletti.

Come una violenta e rapida folata di vento in una tempesta. Conrad si precipita sui tre soldati con i due coltelli in mano.

Il primo si gira per puntarlo e viene travolto con un affondo dritto in mezzo agli occhi. Il corpo viene lanciato contro gli altri due, ma non vengono gettati a terra dall’urto.

Il secondo si trova il coltello entrargli da sotto il mento e raggiungerlo alla base del cervello. Accasciandosi a terra, scopre il terzo uomo che spara contro Conrad già in corsa.

Una scansata sulla sinistra e con due fluenti fendenti ,uno lo acceca e l’altro apre un profondo taglio nella sua gola che sprizza sangue sull’uomo, che ormai ne è ricoperto per l’estenuante battaglia che aveva affrontato.

Conrad si volta a guardare i suoi uomini, basiti dalla performance eseguita dal loro capitano.

«Che aspettate, un invito scritto?»

Il comandante e i suoi uomini gli sorridono a loro volta «AVANTI, UOMINI!!!»

In alto ad un campanile sul lato ovest del sito della battaglia si erge una strana creatura. Vestita da un lungo vestito bianco come la seta e sovrastato da una regale armatura blu e dorata, lunghi capelli biondi, due profondi occhi azzurri e due possenti ali dorate sulla schiena.

«Ha indagato sul lato nemico da solo… ha disabilitato i rinforzi dalla caserma nemica… e infine ha aperto la strada ai suoi compagni senza l’aiuto di nessuno. Conrad… un umano da tenere in considerazione!»

Una creatura misteriosa osserva da lontano Conrad... Che cosa si avvicinerà a lui? Un nemico o un alleato?

  • Nessuna delle due! E' solo un esploratore che raccoglie informazione per qualcuno. (0%)
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  • Alleato! (67%)
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  • Nemico! (33%)
    33
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10 Commenti

  1. La vedo solo ora… uhm… chi voto? La logica direbbe gli sgherri di Druella, ma a me piace un po’ incasinare le cose: facciamo un’altra regina, va!

    Il nostro Conrad ha qualche problema: quali “demoni” lo attanagliano per cui non vuole mai fermarsi? Come superuomo è veramente fico 🙂

    Ciao 🙂

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