L’abisso di Karalys

Dove eravamo rimasti?

Un nuovo imprevisto appare sul cammino dei tre protagonisti. Quale emozione spiccherà nella prossima azione? Paura (67%)

Terrore al crepuscolo

Helack risaliva la collina di corsa, mentre le urla aumentavano d’intensità e si facevano sempre più disperate. Doveva trattarsi di una donna in pericolo. Al termine della salita vide la completa desolazione della foresta morta e un istante dopo sentì il fiato bloccarsi a metà tra gola e polmoni.

Non riuscì a spiegarsi il motivo di quel fulmineo arresto di ogni sua funzione vitale, quasi che la devastazione della natura circostante si fosse impadronita del suo spirito e del suo corpo. Gli parve che anche il cuore avesse smesso di battere, mentre gli occhi rimanevano impietriti davanti a quella scena.

Quello non era un uomo, anche se ne possedeva le movenze. Non era un nano, anche se nella statura gli somigliava. E soprattutto non aveva alcuna traccia di umanità, solo un’inaudita violenza che guidava ogni sua mossa. La ragazza era a terra, parte della sua veste strappata, e cercava di strisciare via da quella bestia nuda e pelosa. Una massa nera componeva una criniera attorno al suo volto e gli occhi infossati sfumavano nello stesso colore. Le mani possenti trattenevano le caviglie della ragazza e la percuotevano con ferocia.

La spada di Helack era stretta tra le mani, ma il resto del corpo non rispondeva alla mente che gridava con lo stesso terrore della fanciulla.

«Helack!». La voce di Jeran, a pochi passi di distanza, gli giunse come un’eco lontana.

Allora il mostro si accorse della loro presenza. Alzò il volto e fissò i suoi occhi bui su Helack. E in essi il ragazzo scoprì ferocia, spietatezza, ma anche qualcos’altro.

Fu solo un attimo, perché la creatura s’affrettò a trascinare la ragazza verso una voragine che squarciava di netto la collina. E in quel momento i muscoli di Helack ripresero vita.

Urlò con tutto il fiato che aveva trattenuto nei polmoni e sollevò la spada in aria, mentre correva incontro al nemico. Quello si voltò per affrontarlo. Ringhiò in un primo momento. Poi lasciò andare la ragazza, per fuggire in direzione del crepaccio.

Helack non lo avrebbe mai raggiunto e nemmeno Jeran, ma una freccia nera lo centrò in mezzo alle scapole, fermando la sua corsa proprio sul bordo del burrone. La mano del mostro arpionò la terra, la strinse e cedette dopo un ultimo rantolo bestiale.

In cima alla collina, Noblic reggeva l’arco e scrutava severo la sua vittima.

«Stai bene?», domandò Jeran che aveva deviato la sua corsa verso la fanciulla.

Lei non rispose, continuava a urlare. Anche Helack si avvicinò e fu colpito dal biancore cadaverico del suo viso.

«È tutto finito. Calmati», tentava di rassicurarla Jeran, mentre le stringeva il braccio.

Lei per tutta risposta lo graffiò e intensificò le grida. Scalpitava e si contorceva, sembrava un animale selvatico.

«Ferma! Ferma!», ripeterono i due cugini, ma le loro braccia riuscivano a stento a frenare il terrore furioso della giovane.

Fu ancora Noblic a risolvere la situazione. Uno schiaffo deciso della sua mano tozza ridiede colore alla guancia della fanciulla e placò all’istante ogni movimento e ogni lamento.

Per qualche istante sembrò aver perso conoscenza, ma Jeran non smise mai di parlarle.

«Stai calma, ragazza. Non vogliamo farti del male. Quel mostro è morto, non può farti più nulla». Continuò così a lungo e Helack si sentì in imbarazzo perché non riusciva a dare alcun aiuto.

«Cos’era quell’essere, Noblic?».

«Vengono dati molti nomi a quegli abomini. Li chiamano gnomi neri, alcuni. Li chiamiamo grollska, noi nani».

«E loro…», Helack abbassò la voce «mangiano gli uomini?».

«Di solito non si avvicinano. Preferiscono mangiare altri animali, loro. E si muovono solo di notte. È la prima volta che li vedo con la luce del giorno».

Trascorse qualche istante e la voce della ragazza si fece sentire.

«Hanno fame… anche loro hanno fame».

Con calma la aiutarono a rimettersi in piedi, mentre Noblic si avvicinava con il carro.

«Quelli sono i mostri dell’abisso. Noi di Karalys sappiamo che dobbiamo averne paura, ma mai, mai, uno di noi era stato attaccato. Loro non vengono mai fuori dall’abisso, perché laggiù trovano tutto il cibo che vogliono… Lo trovavano. Prima».

La fecero sedere sul carro e le diedero da bere. Quando sembrò essersi ripresa, fu di nuovo Jeran a parlarle.

«Cosa succede qua intorno? Le colline, la foresta… è tutto spoglio, senza vita».

«È tutto morto. Anche Karalys, il mio villaggio, sta morendo».

«Qual è il tuo nome?», intervenne Helack.

«Nimie».

«Perché eri venuta fin qua?».

«Perché non possiamo continuare a bruciare le nostre sedie, i nostri tavoli, le nostre porte. Noi vogliamo continuare a vivere…». Le ultime parole soffocarono nella sua gola, assalita da un pianto debole, senza singhiozzi.

Il sole calava sempre più, dipingendo il cielo di arancione e intanto i pony avevano ripreso a marciare, scendendo il pendio attraverso gli alberi morti. Lontano dall’abisso. Verso Karalys.

Il gruppo arriva dunque nel villaggio di Karalys. E lì l’attenzione di Helack viene attratta da:

  • un giovane che racconta indovinelli (45%)
    45
  • un vecchio sacerdote con un solo occhio (55%)
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  • una donna che intreccia rami (0%)
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144 Commenti

  • E siamo arrivati alla fine.
    Bravo, il capitolo conclusivo è all’altezza del resto del racconto. In realtà non sono sicuro di aver capito proprio tutto XD hihi 😉
    Cmq sono felice che tu abbia deciso di riesumare il nano :p un rientro in scena in grande stile per lui!
    Sicuramente leggerò anche il tuo prossimo racconto. A risentirci, dunque! Ciao!

    • Ciao Raniero. Sapevo che il finale avrebbe lasciato qualche dubbio a chi non ha letto la mia precedente storia (Le Rune del Caos:https://theincipit.com/2017/09/le-rune-del-caos-muppetz/), mi sarebbero serviti altri caratteri per spiegare di nuovo il ruolo del Caos nella mia ambientazione. Se vuoi toglierti alcuni dubbi puoi provare a leggere la vecchia storia (i primi 2 capitoli dovrebbero esserti sufficienti).
      Fin dall’inizio avevo deciso di far ritornare il nano per il colpo di scena finale, anche se qualche lettore aveva intuito tutto (forse anche tu).

      Che altro dire? Grazie per avermi seguito e alla prossima avventura!

  • Muppetz!!
    Che sollievo caspita!
    Hai salvato Noblic, grande il suo personaggio mi piace il modo in cui lo hai fatto parlare e agire. È un eroe… sono, insomma, una sua fan.
    Belle le azioni e le scene, scritte molto bene nel rispetto del tuo stile.
    Vedo all’orizzonte un sequel…?
    Aspetto dunque il prossimo romanzo ?
    Ciao a rileggerci?
    Ilaria

  • Ok, lo confesso…mi ero distratta. Ma leggere gli ultimi due capitoli di seguito è stato anche più bello ? !
    Sono triste per Nimie… Ma devo dire che me lo aspettavo.
    Complimenti per il finale: azione, sentimento, misteri e scoperte… Tutto si fonde perfettamente. Anche se lo scenario resta aperto ho apprezzato che questa avventura abbia avuto una sua conclusione (odio terribilmente quando ti lasciano in sospeso!), e sono curiosa di scoprire se ci sarà un seguito!
    A presto!

  • Oddio, un finale aperto! Sai che non me l’aspettavo?
    Bello, comunque, suggestivo ed evocativo. L’immagine della bestia come contenitore di anime e natura è molto bella… per non parlare dell’efficacia con cui la sola parola “cornamusa” ce la fa immaginare.
    I miei sinceri complimenti, caro Muppetz, mi piace come scrivi e leggerti è sempre un piacere. Aspetto perciò la tua prossima fatica, se sia il seguito di questa o una storia completamente nuova non importa, perché il finale dell’Abisso si sostiene comunque da solo e trovo suggestivo anche immaginare che i nostri eroi continuino le loro avventure lontani dai nostri occhi.
    Ciao, bravo davvero, a presto

    • Fin dall’inizio avevo progettato di concludere la storia con un finale aperto, perché questi personaggi e il mondo che ho immaginato voglio portarli avanti con me ancora per un bel po’.
      Grazie per i complimenti e per i suggerimenti che mi hai dato.

      Alla prossima storia!

  • «Per andare a caccia».
    Ok, mi aspetto un seguito, magari non immediato (hai detto che vuoi prima provare un altro genere) ma mi aspetto il seguito. Non lasciarci così 😉

    Il capitolo è come al solito entusiasmante. Mi è dispiaciuto che Nimie non ha potuto dire le ultime parole, ma il ritorno del nano è stato entusiasmante.

    Ti aspetto al varco per la prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red. Ci sarà prima o poi un seguito, ma non so dirti bene quando. Per quanto riguarda Nimie, non avevo molto spazio, mi sarebbero servite 2000 battute in più per raccontare tutto ciò che volevo. Pazienza.

      Grazie per avermi seguito sino alla fine. Alla prossima avventura!

  • Ciao!
    Penso che, vedendo l’amico in pericolo, non avrà dubbi su dove schierarsi: voto che combatte al fianco di Jeran.

    Bel capitolo, di azione ma coinvolgente. Concordo su quel che ha detto Jaw per quanto riguarda il modo in cui hai tratteggiato la creatura. Ora hai un solo capitolo x chiarire il mistero dell’abisso e risolvere la situazione, sono molto curioso di vedere come lo svilupperai.
    A presto!

  • Tra compagni d’armi penso prevalga il cameratismo:io penso che combatta insieme a Jeran.
    Bel capitolo, belle immagini, una creatura appena tratteggiata, com’è giusto in situazioni così concitate, e nonostante questo – o forse anche per questo – spaventosa. Prosciuga esseri umani come stracci, indifferente, e cresce fino a oscurare la luce… bello e suggestivo.
    Ciao, ci vediamo per il gran finale!

    • Ciao Jaw. Per come sono andate finora le votazioni credo proprio che Helack combatterà spalla a spalla con Jeran.
      Ho scelto di proposito di descrivere il mostro con pochi elementi. Come dici tu, questo lo rende ancora più spaventoso. Penso che bastino pochi dettagli per innescare l’immaginazione del lettore che, a quel punto, completa il quadro con le sue personali paure e rende l’orrore ancora più vero e terrificante.
      A presto!

    • Ciao Massimo. Sì, il finale della storia si è molto avvicinato al genere horror. In effetti le contaminazioni tra generi mi affascinano sempre molto. Però il prossimo racconto non sarà un horror: ho in mente la trama per un giallo da un po’ di tempo e, dopo aver ragionato bene su personaggi e intreccio, mi ci butto a capofitto.
      Alla prossima!

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