L’abisso di Karalys

Dove eravamo rimasti?

Il sangue di Helack inizia a ribollire, ma qualcuno interviene. Chi? Noblic (43%)

Colpe antiche

«Che succede qui?», intervenne Noblic alle spalle del vecchio.

Helack non ebbe il tempo di fiatare, perché il druido, girando il collo all’indietro come un gufo, iniziò a strepitare. Con la bocca produceva versi più simili a quelli di un animale che di un uomo. Si accovacciò affondando le mani nel terreno.

«Pazzo ubriacone!», imprecò il nano.

Il druido Daroth continuava a muoversi e a sputare, come se dovesse difendersi da un orribile malocchio.

«Nano! Anche su di te ricadono le antiche colpe. Le antiche ferite. E gli antichi dei ti offenderanno, ti strapperanno la pelle e te la faranno mangiare…».

Non riuscì a terminare la sua maledizione, perché Noblic lo afferrò per la tunica, lo sollevò e lo scagliò a terra.

Placata la furia del guercio, il nano si guardò attorno, in silenzio, cercando nuovi sfidanti tra gli abitanti di Karalys che peròevitarono il suo sguardo. Con un cenno allora esortò Helack a seguirlo e i due si diressero alla vecchia locanda, mentre alle loro spalle si udiva un grugnito confuso.

Consumarono un pasto frugale preparato da Gwilitt, madre di Nimie e proprietaria della locanda. Nel grande salone unsolo tavolo e pochi sgabelli erano sopravvissuti al fuoco del camino, eppure il Faggio rosso rappresentava ancora un luogo di ritrovo.

«Guardateli», mormorò Helackindicando alcuni uomini del villaggio, «Continuano a tornare qui…».

«E cosa fanno? Non c’è nemmeno un po’ di sidro da bere» commentò Jeran.

«Stanno assieme. Soffrono assieme…».

Nimie si avvicinò loro con una brocca.

«Cosa offri?», fece Jeran ritrovando il sorriso.

«Acqua».

«Sono tutti qua gli uomini del villaggio?», domandò Helack indicando la mezza dozzina di vecchi riuniti a semicerchio di fronte al camino spento.

«Ne mancano alcuni, i più giovani. Ma non tarderanno».

«Quel vecchio con i capelli bianchi che parla con tua madre… l’ho visto dipingere».

Nimie versò nelle loro ciotole l’acqua e sospirò.

«Quello è Weno. Faceva il falegname. Suo figlio si chiamava Barith ed era un bel giovane dai capelli biondi. Era mio amico. È stato il primo a…».

Un improvviso rumore di voci irruppe con lo spalancarsi dell’uscio. Quattro uomini fecero il loro ingresso nella locanda, schiamazzando come se fosse un giorno di festa.

«Nimie, mia cara! Portaci un sorso del tuo miglior vino».

«Questo è il migliore che c’è, Larick. Ed è lo stesso di ieri e del giorno prima».

Il più alto e robusto del gruppo cinse la ragazza per la vita e le tolse la brocca di mano. Si rovesciò in gola l’acqua e mugolò di soddisfazione. Solo allora parve accorgersi dei tre stranieri.

«E qui abbiamo un mastro nano! Bene, sentiamo: quali spezie ci hai portato dai tuoi viaggi?».

Noblic non si scompose. Non si mosse di un dito.

«Cosa vi porta a Karalys?», domandò ancora Larick, rivolgendosi ai ragazzi.

«Siamo finiti qui per caso», rispose Helack. «Stavamo viaggiando verso Renafas, quando una banda di orchi ci ha costretto a deviare».

«Schifosi orchi. Be’, se non altro qui non ne incontrerete. Non si fanno più vedere da mesi. Posso?» disse indicando uno sgabello libero.

Helack annuì e l’altro si sedette. Il suo viso tutto a un tratto si ingrigì.

«Ma preferirei una truppa di orchi a questo… maleficio».

«Ci spieghi cosa sta accadendo nel vostro villaggio? Abbiamo visto la foresta e poi… insomma, cosa c’è che non va?», chiese Jeran con impeto.

«È cominciato tutto sei, sette mesi fa. All’inizio non davamo neanche peso alla cosa. Erano solo… sparizioni. Lo vedete quello là? Ecco, suo figlio è stato il primo a scomparire. Barith. Be’ dopo un po’ anche altri sono spariti. E non solo uomini, donne o bambini. Anche gli animali, per la miseria. Avete visto la foresta, hai detto? Allora avete notato che non c’è più un albero buono».

«Tutti scomparsi? Senza lasciar traccia?».

«A dire il vero… no. Alcuni li abbiamo ritrovati, dopo un po’. Mia sorella. L’ho trovata la mattina seguente, dopo che per tutta la notte l’ho cercata. Maledizione! Era morta. Era… era come una foglia consumata dal vento. Non aveva ferite. Era solo morta e avvizzita. Come se la vita le fosse stata succhiata».

Strinse le mani. Due volte. Digrignò i denti. E riprese a parlare.

«Il nostro druido dice che ci hanno lanciato un malocchio. Che queste sono vecchie cose… vecchi sortilegi o che so io». All’improvviso tornò una luce nei suoi occhi, il viso riprese colore. «Ma ora basta! Dobbiamo festeggiare di essere ancora vivi e superare tutto questo. Dico bene, Gwilitt?».

La locandiera si fece avanti.

«Parole benedette».

«Quando ti deciderai a metter su famiglia con me?» ridacchiò Larick. Le sue parole erano dirette alla vecchia proprietaria, ma i suoi occhi si erano spostati su Nimie.

Helack vide i pugni di Jeran stringersi e le nocchediventare bianche.

Quando la locanda si svuota Helack e i suoi due compagni rimangono lì a dormire, ma il sonno del ragazzo sarà tormentato da strane visioni

  • del futuro (22%)
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  • del presente (44%)
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  • del passato (33%)
    33
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144 Commenti

  • E siamo arrivati alla fine.
    Bravo, il capitolo conclusivo è all’altezza del resto del racconto. In realtà non sono sicuro di aver capito proprio tutto XD hihi 😉
    Cmq sono felice che tu abbia deciso di riesumare il nano :p un rientro in scena in grande stile per lui!
    Sicuramente leggerò anche il tuo prossimo racconto. A risentirci, dunque! Ciao!

    • Ciao Raniero. Sapevo che il finale avrebbe lasciato qualche dubbio a chi non ha letto la mia precedente storia (Le Rune del Caos:https://theincipit.com/2017/09/le-rune-del-caos-muppetz/), mi sarebbero serviti altri caratteri per spiegare di nuovo il ruolo del Caos nella mia ambientazione. Se vuoi toglierti alcuni dubbi puoi provare a leggere la vecchia storia (i primi 2 capitoli dovrebbero esserti sufficienti).
      Fin dall’inizio avevo deciso di far ritornare il nano per il colpo di scena finale, anche se qualche lettore aveva intuito tutto (forse anche tu).

      Che altro dire? Grazie per avermi seguito e alla prossima avventura!

  • Muppetz!!
    Che sollievo caspita!
    Hai salvato Noblic, grande il suo personaggio mi piace il modo in cui lo hai fatto parlare e agire. È un eroe… sono, insomma, una sua fan.
    Belle le azioni e le scene, scritte molto bene nel rispetto del tuo stile.
    Vedo all’orizzonte un sequel…?
    Aspetto dunque il prossimo romanzo ?
    Ciao a rileggerci?
    Ilaria

  • Ok, lo confesso…mi ero distratta. Ma leggere gli ultimi due capitoli di seguito è stato anche più bello ? !
    Sono triste per Nimie… Ma devo dire che me lo aspettavo.
    Complimenti per il finale: azione, sentimento, misteri e scoperte… Tutto si fonde perfettamente. Anche se lo scenario resta aperto ho apprezzato che questa avventura abbia avuto una sua conclusione (odio terribilmente quando ti lasciano in sospeso!), e sono curiosa di scoprire se ci sarà un seguito!
    A presto!

  • Oddio, un finale aperto! Sai che non me l’aspettavo?
    Bello, comunque, suggestivo ed evocativo. L’immagine della bestia come contenitore di anime e natura è molto bella… per non parlare dell’efficacia con cui la sola parola “cornamusa” ce la fa immaginare.
    I miei sinceri complimenti, caro Muppetz, mi piace come scrivi e leggerti è sempre un piacere. Aspetto perciò la tua prossima fatica, se sia il seguito di questa o una storia completamente nuova non importa, perché il finale dell’Abisso si sostiene comunque da solo e trovo suggestivo anche immaginare che i nostri eroi continuino le loro avventure lontani dai nostri occhi.
    Ciao, bravo davvero, a presto

    • Fin dall’inizio avevo progettato di concludere la storia con un finale aperto, perché questi personaggi e il mondo che ho immaginato voglio portarli avanti con me ancora per un bel po’.
      Grazie per i complimenti e per i suggerimenti che mi hai dato.

      Alla prossima storia!

  • «Per andare a caccia».
    Ok, mi aspetto un seguito, magari non immediato (hai detto che vuoi prima provare un altro genere) ma mi aspetto il seguito. Non lasciarci così 😉

    Il capitolo è come al solito entusiasmante. Mi è dispiaciuto che Nimie non ha potuto dire le ultime parole, ma il ritorno del nano è stato entusiasmante.

    Ti aspetto al varco per la prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red. Ci sarà prima o poi un seguito, ma non so dirti bene quando. Per quanto riguarda Nimie, non avevo molto spazio, mi sarebbero servite 2000 battute in più per raccontare tutto ciò che volevo. Pazienza.

      Grazie per avermi seguito sino alla fine. Alla prossima avventura!

  • Ciao!
    Penso che, vedendo l’amico in pericolo, non avrà dubbi su dove schierarsi: voto che combatte al fianco di Jeran.

    Bel capitolo, di azione ma coinvolgente. Concordo su quel che ha detto Jaw per quanto riguarda il modo in cui hai tratteggiato la creatura. Ora hai un solo capitolo x chiarire il mistero dell’abisso e risolvere la situazione, sono molto curioso di vedere come lo svilupperai.
    A presto!

  • Tra compagni d’armi penso prevalga il cameratismo:io penso che combatta insieme a Jeran.
    Bel capitolo, belle immagini, una creatura appena tratteggiata, com’è giusto in situazioni così concitate, e nonostante questo – o forse anche per questo – spaventosa. Prosciuga esseri umani come stracci, indifferente, e cresce fino a oscurare la luce… bello e suggestivo.
    Ciao, ci vediamo per il gran finale!

    • Ciao Jaw. Per come sono andate finora le votazioni credo proprio che Helack combatterà spalla a spalla con Jeran.
      Ho scelto di proposito di descrivere il mostro con pochi elementi. Come dici tu, questo lo rende ancora più spaventoso. Penso che bastino pochi dettagli per innescare l’immaginazione del lettore che, a quel punto, completa il quadro con le sue personali paure e rende l’orrore ancora più vero e terrificante.
      A presto!

    • Ciao Massimo. Sì, il finale della storia si è molto avvicinato al genere horror. In effetti le contaminazioni tra generi mi affascinano sempre molto. Però il prossimo racconto non sarà un horror: ho in mente la trama per un giallo da un po’ di tempo e, dopo aver ragionato bene su personaggi e intreccio, mi ci butto a capofitto.
      Alla prossima!

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