L’abisso di Karalys

Dove eravamo rimasti?

Quando la locanda si svuota Helack e i suoi due compagni rimangono lì a dormire, ma il sonno del ragazzo sarà tormentato da strane visioni del presente (44%)

Incubi

Sciacalli…”.

Il volto del druido era bianco e smunto. L’occhio superstite era fisso, la pupilla quasi inesistente. La cavità rugosa sul lato opposto si spalancò: era nera. Come un abisso.

Helack si sentì avvolgere e attrarre in quel buio profondo. Quando infine terminò la sua caduta, non vedeva più nulla. Ma sentiva qualcosa: dei fruscii, delle voci.

Alcuni li abbiamo ritrovati… Non avevano ferite. Come se la vita fosse stata succhiata”.

Sciacalli!”.

Niente è più come prima a Karalys. Siamo rimasti in pochi. Alcuni sono scomparsi. Chi è rimasto…”.

“Dobchin-ura, dobchi-ra. Dasko mir dobchi-za!”.

Cosa volte portarci via, adesso?”. Il volto del druido comparve all’improvviso. La carne aveva ormai abbandonato la sua pelle. “Volete portarci via anche gli occhi?”. Si tolse con le dita ossute il bulbo e lo porse come fosse un dono.

Helack! Aiutami!” era Jeran. Davanti a lui si ergeva una grande ombra. “Non riesco a combatterlo da solo!”.

Helack corse nella sua direzione, mentre il buio prendeva la forma di un gigante con enormi fauci. Il ragazzo strinse l’elsa della sua spada, pronto all’attacco, quando qualcosa lo fece inciampare e rotolare e cadere nell’oscurità.

Sul bordo di quella specie di crepaccio vide i volti di Jeran e Nimie. “Perché?” si mise a urlare. Ancora e ancora e…

Le urla si erano di colpo tramutate in ruggiti. A Helack occorse più di un attimo per capire che si trattava della voce del nano.

«Sveglia, mocciosi». La bassa sagoma di Noblic era in piedi e l’ascia luccicava nella sua mano.

«Che succede?», biascicò Helack.

«Nella stalla c’è qualcuno».

Nel tempo che i due cugini impiegarono per alzarsi e raccogliere le spade, Noblic era già uscito dalla locanda. Quando misero piede fuori lo sentirono urlare. Un urlo di rabbia più che di paura.

Capirono all’istante che quelle furiose parole in lingua nanica rappresentavano maledizioni e insulti, ma non riuscirono a comprendere cosa fosse quella creatura a terra. Si alzava di poche dita sopra la paglia e non sembrava avere una forma precisa. Appena i loro occhi si furono abituati alla luce lunare, notarono quattro zoccoli e un criniera. Era uno dei pony.

Solo a quel punto i sensi di Helack, allertati dall’orrore, si destarono del tutto dal sonno. E cominciò a distinguere i nitriti spaventati delle altre due bestie e le grida di Noblic che presto risvegliarono tutto il villaggio.

Ciò nonostante non riusciva a muoversi, come se le gambe fossero diventate di pietra. E si rammentò di quella stessa sensazione il giorno prima, nella foresta.

«Cos’è successo?» domandò una voce femminile accompagnata dalla luce di una torcia.

«Nimie… è meglio se non guardi», intervenne Jeran.

Il nano intanto continuava a pestare la paglia intorno al cadavere del pony. Gridando e strattonandosi la barba. Tirando calci all’aria e sbattendo la testa contro le travi in legno della stalla. Helack non lo aveva mai visto così.

«È successo di nuovo», mormorò Nimie.

«Cosa? Cosa è successo di nuovo?» le urlò contro il nano. «Quale mostro ha fatto questo?».

«Noblic, non è colpa sua», fece Jeran frapponendosi tra la giovane e la furia del carovaniere.

«Che cosa è che entra nelle vostre stalle, distrugge le vostre vite e uccide i miei animali».

«Noblic…». Helack tentò di mettere una mano sulla spalla del nano, ma quello lo allontanò.

«Avevo appena comprato quella bestia… era buona, quella bestia! E ora guarda! Heos, padre mio! Perché permetti questo?».

Allora una voce bassa si levò e rese ancor più gelida quella notte.

«Perché i falsi dèi non portano altro che male».

Helack non ebbe difficoltà a riconoscere l’odiosa voce del druido Daroth, che pochi istanti prima era già entrata nei suoi sogni. E non impiegò tempo a pensare. Reagì e basta.

Si mosse come un fulmine e con un calcio atterrò il vecchio orbo. Poi puntò la spada contro di lui.

«Cosa c’entrano gli dèi adesso, maledetto pazzo? Vattene, se non vuoi che il nano o io ti mozziamo la testa».

«Calmatevi! Qui nessuno mozza nessuno», intervenne la madre di Nimie, accorsa anche lei insieme a molti altri. «Daroth, non è il momento di parlare di dèi».

Aiutò il druido a rimettersi in piedi e lo condusse lontano dalla stalla. Helack lo sentì lamentarsi e sibilare. Riconobbe solo un paio di parole in un mormorio confuso: «… loro… dèi…».

In breve tempo tutti se ne andarono, tranne Noblic, i due ragazzi e Nimie. Restarono in silenzio a guardare la carcassa del pony.

Era proprio come aveva raccontato Larick poche ore prima. Il corpo era avvizzito come una foglia in autunno. Come se la vita, il sangue e la carne fossero stati rubati alla pelle. Ma non si vedevano tagli o altre ferite. Era solo morto.

«Ora dormo qui. E all’alba partiamo», sentenziò Noblic. Poi si sedette, là dov’era, stringendo l’arma fra le mani.

«È meglio se anche noi stiamo qui con lui», disse Helack avvicinandosi a Jeran e Nimie.

Suo cugino annuì.

Nimie li guardò, passando gli occhi su l’uno e sull’altro. Poi liberò le parole che a lungo erano state strette nella sua gola.

«Portatemi con voi».

Il mistero continua a infittirsi e i dubbi aumentano. Nel prossimo capitolo volete:

  • mettere a nudo i sentimenti (50%)
    50
  • discutere di mostri (40%)
    40
  • parlare di religioni (10%)
    10
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144 Commenti

  • E siamo arrivati alla fine.
    Bravo, il capitolo conclusivo è all’altezza del resto del racconto. In realtà non sono sicuro di aver capito proprio tutto XD hihi 😉
    Cmq sono felice che tu abbia deciso di riesumare il nano :p un rientro in scena in grande stile per lui!
    Sicuramente leggerò anche il tuo prossimo racconto. A risentirci, dunque! Ciao!

    • Ciao Raniero. Sapevo che il finale avrebbe lasciato qualche dubbio a chi non ha letto la mia precedente storia (Le Rune del Caos:https://theincipit.com/2017/09/le-rune-del-caos-muppetz/), mi sarebbero serviti altri caratteri per spiegare di nuovo il ruolo del Caos nella mia ambientazione. Se vuoi toglierti alcuni dubbi puoi provare a leggere la vecchia storia (i primi 2 capitoli dovrebbero esserti sufficienti).
      Fin dall’inizio avevo deciso di far ritornare il nano per il colpo di scena finale, anche se qualche lettore aveva intuito tutto (forse anche tu).

      Che altro dire? Grazie per avermi seguito e alla prossima avventura!

  • Muppetz!!
    Che sollievo caspita!
    Hai salvato Noblic, grande il suo personaggio mi piace il modo in cui lo hai fatto parlare e agire. È un eroe… sono, insomma, una sua fan.
    Belle le azioni e le scene, scritte molto bene nel rispetto del tuo stile.
    Vedo all’orizzonte un sequel…?
    Aspetto dunque il prossimo romanzo ?
    Ciao a rileggerci?
    Ilaria

  • Ok, lo confesso…mi ero distratta. Ma leggere gli ultimi due capitoli di seguito è stato anche più bello ? !
    Sono triste per Nimie… Ma devo dire che me lo aspettavo.
    Complimenti per il finale: azione, sentimento, misteri e scoperte… Tutto si fonde perfettamente. Anche se lo scenario resta aperto ho apprezzato che questa avventura abbia avuto una sua conclusione (odio terribilmente quando ti lasciano in sospeso!), e sono curiosa di scoprire se ci sarà un seguito!
    A presto!

  • Oddio, un finale aperto! Sai che non me l’aspettavo?
    Bello, comunque, suggestivo ed evocativo. L’immagine della bestia come contenitore di anime e natura è molto bella… per non parlare dell’efficacia con cui la sola parola “cornamusa” ce la fa immaginare.
    I miei sinceri complimenti, caro Muppetz, mi piace come scrivi e leggerti è sempre un piacere. Aspetto perciò la tua prossima fatica, se sia il seguito di questa o una storia completamente nuova non importa, perché il finale dell’Abisso si sostiene comunque da solo e trovo suggestivo anche immaginare che i nostri eroi continuino le loro avventure lontani dai nostri occhi.
    Ciao, bravo davvero, a presto

    • Fin dall’inizio avevo progettato di concludere la storia con un finale aperto, perché questi personaggi e il mondo che ho immaginato voglio portarli avanti con me ancora per un bel po’.
      Grazie per i complimenti e per i suggerimenti che mi hai dato.

      Alla prossima storia!

  • «Per andare a caccia».
    Ok, mi aspetto un seguito, magari non immediato (hai detto che vuoi prima provare un altro genere) ma mi aspetto il seguito. Non lasciarci così 😉

    Il capitolo è come al solito entusiasmante. Mi è dispiaciuto che Nimie non ha potuto dire le ultime parole, ma il ritorno del nano è stato entusiasmante.

    Ti aspetto al varco per la prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red. Ci sarà prima o poi un seguito, ma non so dirti bene quando. Per quanto riguarda Nimie, non avevo molto spazio, mi sarebbero servite 2000 battute in più per raccontare tutto ciò che volevo. Pazienza.

      Grazie per avermi seguito sino alla fine. Alla prossima avventura!

  • Ciao!
    Penso che, vedendo l’amico in pericolo, non avrà dubbi su dove schierarsi: voto che combatte al fianco di Jeran.

    Bel capitolo, di azione ma coinvolgente. Concordo su quel che ha detto Jaw per quanto riguarda il modo in cui hai tratteggiato la creatura. Ora hai un solo capitolo x chiarire il mistero dell’abisso e risolvere la situazione, sono molto curioso di vedere come lo svilupperai.
    A presto!

  • Tra compagni d’armi penso prevalga il cameratismo:io penso che combatta insieme a Jeran.
    Bel capitolo, belle immagini, una creatura appena tratteggiata, com’è giusto in situazioni così concitate, e nonostante questo – o forse anche per questo – spaventosa. Prosciuga esseri umani come stracci, indifferente, e cresce fino a oscurare la luce… bello e suggestivo.
    Ciao, ci vediamo per il gran finale!

    • Ciao Jaw. Per come sono andate finora le votazioni credo proprio che Helack combatterà spalla a spalla con Jeran.
      Ho scelto di proposito di descrivere il mostro con pochi elementi. Come dici tu, questo lo rende ancora più spaventoso. Penso che bastino pochi dettagli per innescare l’immaginazione del lettore che, a quel punto, completa il quadro con le sue personali paure e rende l’orrore ancora più vero e terrificante.
      A presto!

    • Ciao Massimo. Sì, il finale della storia si è molto avvicinato al genere horror. In effetti le contaminazioni tra generi mi affascinano sempre molto. Però il prossimo racconto non sarà un horror: ho in mente la trama per un giallo da un po’ di tempo e, dopo aver ragionato bene su personaggi e intreccio, mi ci butto a capofitto.
      Alla prossima!

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