In nome di Allah.

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio... Vediamo cosa accade in commissariato (75%)

Di che colore è un terrorista?

Prima di arrivare in commissariato accompagnarono Mohammed in ospedale, visto che stava perdendo grandi quantità di sangue dalla gamba destra.

Arrivati in ospedale, Mohammed venne subito soccorso da un infermiere che non fece alcuna domanda sull’accaduto; si limitò ad estrarre il proiettile, a disinfettargli la ferita e a fasciargliela.

Dopo una mezz’oretta arrivarono finalmente in commissariato:

<<Vabbuò, vediamo di fare presto sta stronzata che tra poco c’è la partita del Napoli…>> disse il Maresciallo dei carabinieri; poi prese un audioregistratore, lo accese, e lo posizionò su un tavolino.

<<Allora, signor Mohammed, che ci faceva al concerto di Giggino? Non mi vorrà mica far credere che ascolta musica neomelodica… è africano, e gli africani mica ascoltano Gigi D’Alessio>>

<< In realtà sono siriano>> rispose con un’aria piuttosto irritata Mohammed.

<<Vabbuò sempre nero sei. Allora, che ci facevi lì?>>

Mohammed esitò un po’ nel rispondere, poi gli venne un’idea geniale:

<<Sto facendo un corso di integrazione, e allora mi hanno detto di frequentare gli ambienti più frequentati dai napoletani. Ieri mi hanno consigliato di andare al concerto di Gigi D’Alessio,>>

I due poliziotti scoppiarono dalle risate, poi anche l’altro uomo che era stato portato in commissariato, poi anche lo stesso Mohammed.

<<Vorrei conoscere quei grandi geni che pensano di far integrare un immigrato all’interno della società, mandandolo ad un concerto di Gigi D’Alessio…è logico che poi si fa scoppiare. >>

<<Ah e com’è che c’avevi un fucile?>> gli chiese con un tono abbastanza nervoso Paolo, l’altro uomo che era stato arrestato.

<<Io? Tu ce l’avevi… mi hai anche sparato in una gamba>>

A quel punto, Carlo s’accese di rabbia e sferrò un pugno alla faccia di Mohammed; il nero provò a ricambiare il pugno, ma fu bloccato dal maresciallo, che gli disse:

<<Ooooh! Ricordati di portare sempre rispetto ai bianchi, altrimenti te ne ritorni a casa tua.>>

Mohammed non era un tipo dal carattere abbastanza forte da contraddire quello che aveva detto il maresciallo, così abbassò lo sguardo ed annuì.

<<Posso dire la mia versione dei fatti?>> Chiese Carlo ai due poliziotti con un tono seccato.

<<La tua versione dei fatti è che il fucile ce l’aveva Mohammed e si è sparato da solo in una gamba… una stronzata>> gli rispose stizzito il maresciallo.

<<Ma è la verità!>>

<<E allora come mai, quando siamo arrivati, eri tu ad avere un fucile in mano e non Mohammed? Te l’aveva forse prestato?>> poi il maresciallo e l’altro carabiniere scoppiarono a ridere.

<<No, gliel’ho strappato dalle mani.>>

<< Eh certo… c’ho la faccia da scemo. Guarda, se avessi preso bene la mira, ti avrei liberato… anche io odio Gigi D’Alessio.>> poi il maresciallo scoppiò di nuovo a ridere.

<<Io posso andare?>> chiese timidamente Mohammed.

<<Puoi andare, ma ricordati che se vuoi integrarti per bene, devi andare al San.Paolo, è pieno di napoletani.>>

Quando Mohammed uscì dal commisariato, era sera tardi; guardò il cellulare e vide 20 chiamate perse e 1000 messaggi che chiedevano dell’attentato.

Mohammed sorrise pensando a come era riuscito ad evitare così facilmente, almeno 10 anni di carcere; poi quando arrivò a casa, scrisse un messaggio ai suoi compari: “ Oggi è andata male, ma sappiamo dove tentare il prossimo attentato: allo stadio “ San Paolo”; mi è stato detto che è pieno di napoletani.”

*Nella prima pagina di tutti i giornali:

“ ATTENTATO ALLA MUSICA ITALIANA: FERITO GIGI D’ALESSIO”

Nel prossimo episodio...

  • Mohammed viene aggredito da degli ultras. (13%)
    13
  • Mohammed arriva al San Paolo, ma quando prova a farsi scoppiare... (25%)
    25
  • A Mohammed sono venduti dei biglietti falsi (63%)
    63
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51 Commenti

  • Questo ultimo capitolo mi era passato di vista e probabilmente sarebbe stato meglio non andarlo a cercare. Adesso son d’accordo pienamente con Keziarica, il racconto non merita più di essere letto. Scusa Giovanni, ma il dark humor è un conto, questo è solo dark e certe scene e frasi mi fanno pensare che il tuo sia diventato un tentativo di provocazione ormai, forse in risposta ai precedenti commenti astiosi. Se invece sei serio e consideri questo racconto un racconto divertente, allora c’è qualcosa nella tua ironia che non mi piace e che non seguirò. Spero che il prossimo che pubblicherai non tratterà di stupri di minori e bambini disabili kamikaze, perché c’è davvero poco da ridere. Ciao.

  • Con molto ritardo, provo a spiegare perché secondo me questo capitolo è fuori luogo. Hai cominciato con un’ironia di altro tipo, in cui non succedeva nulla di grave a nessuno: l’inettitudine stessa a uccidere e a morire degli aspiranti terroristi era il fulcro della comicità.
    Proprio per via dello stile, non mi è neanche passato per la testa che la ragazza di Mohammed venisse “stuprata”. Non so come l’hai immaginata tu, nella mia mente è solo una a cui non dispiace darla a destra e a manca. Personaggio poco credibile, ma non c’è problema, nessuno è credibile in questo racconto.

    Tra le battute dell’ultimo capitolo, alcune potrebbero di per sé essere spiritose, ma non nella tua storia: sono troppo pesanti, non coerenti con la leggerezza usata fin qui.
    Poi ce ne sono altre per cui bisognerebbe salire ancora di livello. Si può fare sarcasmo su tutto, purché penetri davvero nel bersaglio da aggredire, ed è un’operazione difficilissima. Prendo due esempi da Spinoza di qualche anno fa:

    “Egitto, ricercatore italiano torturato a morte. Volevano farlo sentire a casa.”

    “Sulla morte di Giulio Regeni l’Italia chiede all’Egitto indagini congiunte. Metti che alla fine i depistaggi non coincidano.”

    Perciò direi che la bambina “già aperta”, per di più dal padre, non dovrebbe avere a che fare con un racconto come questo. Ho cercato di esporre la mia opinione, spero sia abbastanza chiara, fanne ciò che credi.
    Ciao 🙂

  • Ciao Gio,
    Il dibattito sotto me lo ero perso.. Beh io condivido sia quello che dice K sia quello che dici tu, nel senso..certi argomenti son più scottanti per qualcuno rispetto per qualcun altro e ci sta che non sempre si trovi divertente ciò che un altro ha scritto, però è vero pure che l’humor, più il black humor in realtà, nasce anche dalla “derisione” di certe categorie. Comunque sul tuo profilo hai scritto chiaramente che se non dai fastidio a nessuno, scrivere è inutile. Quindi devi esserci abituato 🙂

    Capitolo divertente,migliore del precedente, non è un argomento facilissimo da scrivere in chiave comica, mi sembra. Ho davvero paura di votare per i bambini soldato; altra verità scottante. Andrò su Adirah!

  • Ciao Giovanni, complimenti per il racconto, fila via leggero come il genere pretende. Ho votato che ci spostiamo dai capi dell’isis, sono curioso di conoscere i superiori dei nostri protagonisti 🙂

    Riguardo al dibattito qui sotto: a me veniva naturale, leggendoti, immaginare questa ragazza consenziente, non vittima di stupri, probabilmente per il tono generale della narrazione. Anche raccontare questi terroristi che si divertono ai videogame, scherzano e poco dopo accettano il loro destino con un “vabbuò, mi sono guadagnato un posto in paradiso”, è chiaramente un’immensa deformazione della realtà, se vogliamo metterla a confronto con la storia psicologica, immagino non molto allegra, di chi davvero arriva a quel punto.
    Buona fortuna per il prossimo episodio 🙂

  • Rieccomi, Giovanni. Ho votato perché la ragazza scompaia, direi che ha ottime ragioni per scappare 😀
    Non ho potuto fare a meno di leggere il commento di keziarica. Lo comprendo, ma devo dire che non sono d’accordo: è una questione molto dibattuta e penso senza risposta, quello sui limiti dell’umorismo. Si possono fare battute sulla mercificazione della donna? Più in generale si può fare umorismo sui comportamenti sociopatici? La risposta non può che essere affermativa, anche se io personalmente aggiungerei la postilla “soprattutto se l’intento è di denuncia”. È però inevitabile andare a urtare nel profondo persone che, per vissuto o sensibilità, non tollerano che si possa ridere su determinati argomenti. Tutti abbiamo argomenti tabù, io ne ho più di uno e se ti dovesse capitare di affrontarli in questo racconto la mia reazione sarebbe simile a quella di keziarica. Tra questi tabù, non c’è però quello di fare ironia su un gruppo di sociopatici assassini di innocenti, io e gli altri lettori lo abbiamo accettato di buon grado e lo abbiamo trovato divertente. Proprio per il fatto che i tuoi personaggi non sono frati trappisti, il disprezzo della figura femminile mi pare sia utile a delineare meglio la loro indole e la cultura, quindi, dal mio punto di vista, ci sta e non è neppure così scandaloso.
    La battuta che mi è piaciuta di più è quella in cui traspare il razzismo di immigrati verso altri immigrati… fa ridere e fa riflettere nella misura in cui ti fa pensare che, in un modo o nell’altro, tutti in questa terra siamo immigrati 😀
    Ciao, ti auguro un’ottima settimana

    • Ciao Erriporta!
      Vedere che c’è qualcuno che ha capito il mio intento, mi rallegra tantissimo.
      L’humor, secondo me, deve avere due obbiettivi principali: far ridere e far riflettere allo stesso tempo.
      La parte sulla donna, ad esempio, mira a far riflettere sulla condizione femminile in particolari zone del mondo e non a deridere la loro condizione.

  • Ciao Giovanni,
    trovo la parte riguardante la fidanzata di Mohamed non solo tragica ma terrificante. Una donna usata come merce di scambio, passata da un uomo a un altro di cui ci si fa pure beffe. Queste cose accadono sul serio, la battuta sulla parte anatomica ormai rovinata è agghiacciante. Scusa, ma ritengo che questo racconto abbia perso il diritto di essere letto, almeno da parte mia.

    • Ciao, keziarica!
      Credo che i tuoi toni siano un tantino eccessivi e a tratti anche polemici … addirittura ” ha perso il diritto di essere letto”.
      Mi dispiace, ma credo che siamo sintonizzati su due canali totalmente diversi.
      Mi auguro di ritrovarti nel prossimo racconto, visto che hai deciso di abbandonare questo.

      Un caloroso abbraccio, Giò.

      • Ciao Giovanni!
        Nel momento in cui decidi di pubblicare, quindi di rendere pubblico, quel che scrivi, devi aspettarti le critiche di chi legge, anche quelle aspre o eccessive, come dici tu. A me quel che hai scritto non è piaciuto, non lo trovo uno spunto su cui riflettere ma una cosa terribile usata per suscitare ilarità. Hai detto che l’ha comprata la moglie, o la fidanzata, non si capisce, una donna comprata come un vitello a una fiera… Se ti sei sentito offeso mi spiace, ho solo espresso la mia opinione. Chi si fa carico delle brutture del mondo e le riporta in chiave umoristica, alla vista di tutti, dovrebbe avercelo un po’ di pelo sullo stomaco, prendi la mia critica e il mio abbandono della storia, come un esercizio. Abituati a reazioni come la mia, perché di gente che va al bar a sentire battute e a ridere facile ne troverai molta. Io al bar non ci vado e, se me lo concedi, rido e sorrido di quel che ritengo opportuno, questo episodio per me, e sottolineo per me, non ha nulla di umoristico. “Ha perso il diritto di essere letto” è un modo come un altro per dirti “non lo seguo più questo racconto”, meglio dirlo che sparire senza un perché, almeno a parere mio.
        Sarò felice di seguire il tuo nuovo racconto, qualora lo trovi interessante, e spero vivamente che tu sia felice di leggere commenti sinceri, perché sono quelli che aiutano a migliorare.
        Detto questo ti auguro una buona giornata.

  • L’idea che una donna possa essere trattata come merce di scambio in questa maniera devo ammetterlo non l’ho trovato troppo divertente, d’altronde è una cosa purtroppo verosimile, specie in certe culture…

    Quindi se prima un po’ tifavo per loro, non tanto che facessero attentati quanto più che avessero qualche gioia dalla vita, adesso voterò solo ciò che porterà loro sfighe su sfighe, ecco perchè perderanno i soldi appena ricevuti in prestito! 😉

  • Ciao Giovanni, stai andando forte!! Complimenti per la creativita’ di questo racconto:) Voto gli strozzini, gran bella idea avrebbero chiedere aiuto a loro! 😀 Son curiosa di vedere dove si andranno a cacciare ancora ‘sti spaventosissimi terroristi!

  • Complimenti Giovà!
    La scrittura ironica non è da tutti ma tu ci stai riuscendo molto bene.
    Sono tanti i passaggi divertenti ma il venditore dei biglietti falsi è già un mito, l’annuncio un gran colpo e mentre leggevo immaginavo la faccia di qualche attore idoneo alla parte, bravo!
    Ho votato per il gay bar perché sono convinto che riuscirai a trattare l’argomento con la giusta dose d’ironia che sta’ caratterizzando la tua opera. Sono curioso di scoprire i prossimi capitoli, che ci regaleranno sicuramente altri spunti di riflessione. A presto.
    Ciao!

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