La morsa della nebbia

Dove eravamo rimasti?

Cosa farà Villian? Raggiunge le strane costruzioni nella nebbia correndo a perdifiato (100%)

Corsa nella nebbia

Il fruscio si avvicinava.
Lo stava inseguendo.
Ora anche il respiro di Villian si era fatto rovente, gli occhi pizzicavano ed il giovane non riusciva a pensare a nulla.
Corri, impose a se stesso. Scappa.
Il Sudarium lo avvolgeva. Una leggenda che doveva solo spaventare i piccoli. E lui, lui che non avrebbe mai immaginato di trovarsi una situazione del genere, in cuor suo sperava di risvegliarsi fradicio di sudore da un brutto incubo. Sudato, ma al sicuro nel suo letto.
Invece era fin troppo reale. Durante la corsa a perdifiato verso l’ignoto Villian si rese conto di non riuscire a percepire alcun odore.
In bocca aveva il sapore tipico di quando viene la febbre.
Scottava, bruciava quasi.
D’istinto scartò verso destra e spiccò un salto.
Lanciandosi quasi senza vedere, Villian ruzzolò su quelle che sembravano rocce.
Lottando contro il dolore il ragazzo si costrinse al silenzio, per ascoltare.
Il fruscio che lo inseguiva si perse. Mezzo minuto dopo, un tonfo.
Un grido di dolore dalle profondità della nebbia.
Villian sorrise mentre si sforzava di rialzarsi, caricando il suo peso sulle braccia, grattando la pelle sulla roccia ruvida.
La sua buona stella gli aveva evitato una brutta caduta, per fortuna.

Una voce rispose al grido nella nebbia. Una voce alta e squillante.
Il giovane alzò di scatto la testa, per cercare di scorgere qualcosa nella nebbia.
Non si accorse in tempo di non potersi alzare ancora e sbatté la testa.
Decisamente non era la sua giornata.
Non vedendo nulla, si affidò al tatto.
Era finito sotto a quel che poteva essere un tetto in mattoni.
Una casa? Qui? Era convinto che il villaggio più vicino fosse ad almeno una settimana di distanza.
Un mattone si smosse leggermente e si creò una crepa.
Aria fresca, leggera, proveniva da quella fessura.
Portò il viso a respirare da quella breccia e si sentì subito rinvigorito. Il fiato non gli bruciava più.
In un attimo, aveva deciso che allargare la crepa ed infilarsi era la scelta migliore.
Piuttosto che morire bruciato da una nebbia strana che nascondeva fruscii e grida, qualsiasi opzione gli sarebbe parsa accattivante.

Stanco e sentendo la nebbia ardergli la pelle ogni istante di più, Villian si sforzò per pochi minuti di aprire la crepa quel tanto che bastasse da farlo scivolare all’interno.
Si issò con fatica ed oltrepassò la breccia.

Buio. Fresco.
Strizzò gli occhi. La pelle non scottava più.
Penombra. Odore di legno lavorato, intagliato ed inchiodato.
Ora vedeva. L’interno di una casa. Una cucina.
Non più grande della cucina di casa sua e di suo nonno, era vero, ma come un caso fortuito era strutturata allo stesso modo.
D’istinto si portò alla dispensa e l’aprì, trovandovi una forma di formaggio, del pane ed un fiasco.
Finalmente.
Un morso alle vivande e subito Villian si sentì avvolgere da una sensazione di benessere. Sentiva di essere al sicuro, in qualche modo. Forse la giornata non era poi tanto male.

Il nonno! Gli altri ragazzi! Gli spiritisti!
Il ricordo di quanto gli era appena capitato lo investì cogliendolo alla sprovvista. Un brivido gli percorse la spina dorsale, e si diresse verso una delle finestre. Erano coperte da spessi tendaggi, quasi non vi fossero le normali imposte di legno per chiudere da fuori. Scostò una tenda e capì il motivo.

Le imposte c’erano, ma per chiuderle bisognava aprire la finestra.

Fuori, il Sudarium attendeva solo quello.

Richiuse la tenda, si dedicò all’esplorazione della casa.

Una scala conduceva al primo piano.

Il freddo sembrava farsi più intenso mano a mano che si inoltrava su per i gradini di pietra.

Al piano, ecco due stanze. La prima doveva essere la camera da letto del padrone di casa, mentre l’altra era piena zeppa di libri.

Non era una biblioteca, i libri erano radunati in cataste e sparsi per terra senza un apparente logica.

Villian entrò nella stanza, spinto da una sensazione positiva. In fondo, per essere una casa disabitata nella nebbia malvagia, lo aveva accolto per il meglio.

Si guardò intorno. Sulle pareti solo un sacco di ragnatele.

Senza inquilini, quantomeno.

Il ragazzo stava per distruggerle, come aveva sempre fatto a casa sua, quando si rese conto di una strana luce azzurrina che arrivava da alcuni di questi fili setosi.

Un passo indietro.

Osservò con attenzione il disegno che le ragnatele andavano a formare.

Non era un disegno sensato, sembrava una serie di linee e curve unite fra loro da ghirigori astrusi, eppure aveva un senso.

Un passo avanti. Il piede si poggiò su di un libro aperto.

Eccola lì la risposta.

Le ragnatele stavano scrivendo una parola antica, scritta tra le pagine di quel libro.

Un grido squillante ruppe il momento di silenzio. Subito dopo se ne aggiunse un altro, più grave. Rumori di metallo.

Villian corse giù per le scale e si portò di nuovo alla finestra e mosse la tenda per vedere l’esterno.

Due ombre stavano lottando fra di loro, nella nebbia.

Il ragazzo sforzò la vista.

Un’ombra era umana, l’altra di bestia.

Villian voleva vedere, voleva capire.

La luce azzurra delle ragnatele illuminò per un istante l’esterno.

Villian vide, il cuore in gola, chi stava lottando contro la bestia.

Nonno!

Come reagisce Villian a quanto vede?

  • Le ombre non sono più visibili. Suoni di lotta (10%)
    10
  • Villian apre la finestra ed urla al nonno di entrare in casa (20%)
    20
  • Villian sfonda la finestra e corre in aiuto del nonno (70%)
    70

Voti totali: 10

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

21 Commenti

  1. Ciao Selleri
    Passavo di qui per caso, devo ammettere che il genere fantasy non è tra i miei preferiti, ma a dire il vero la tua storia l ho trovata davvero molto bella e interessante… mi sono appassionata moltissimo davvero! Complimenti!
    Seguo la storia e aspetto volentieri un seguito, a presto 😉
    Ps. Villian sfonda la finestra… sono curiosa di leggere cosa riesci ad escogitare una volta rotta la finestra

  2. Ciao Selleri
    io sfonderei la finestra per andare in aiuto del nonno, è più scenico 😉
    Posso chiederti una cosa? Mi sembra così a naso, che tu non abbia utilizzato i 5000 caratteri che the incipit ti offre per scrivere il capitolo. Come mai non li hai usati tutti?
    Credimi è un peccato, perchè avresti potuto scrivere molto ma molto di più.
    Ciao!
    Ilaria

  3. Ciao Selleri, eccomi qui!
    Un bell’inizio questi due capitoli, lo stile è tutto improntato sull’azione, forse per la necessità di far succedere tante cose in pochi caratteri. Però è coinvolgente e scorrevole. 🙂
    Ti seguo, vediamo che succede in questa nebbia assassina… Tra parentesi, fanbrodo agli spiritisti: se la nebbia è ferma da anni, avrei evitato di “stuzzicare il cane che dorme”, al posto loro!

    Ho votato che apre la finestra e chiama il nonno. Ok l’istinto, ma secondo me se non è un guerriero e vede una lotta, più che di intervenire eroicamente ma scioccamente, cercherà di trascinare il nonno nel rifugio sicuro (e insperato) che ha trovato. Una volta usciti nella nebbia, sono spacciati… Ma in quella casa c’è la chiave per sopravvivere. Vediamo se sarà abbastanza freddo da valutare in modo distaccato.

    A presto!

  4. Mamma mia che bel capitolo! La ragnatela e la scritta antica era geniale, voglio un seguito, non vedo l’ora che esca!!!!! anche in questo capitolo sei riuscito a catturarmi e a farmi entrare nelle vesti di Villian! Complimenti… io ho votato per “sfonda la finestra”, è una questione di impulso, Se urlassi e il nonno non mi sentisse mi agiterei molto, quindi Vado da lui, e se sono brava a lottare aiuto, se no scappo con il nonno e amen… alla finestra ci pensiamo in un secondo momento XD

  5. ATTENZIONE
    Purtroppo per un errore la prima parte del capitolo non è stata salvata correttamente. Potete leggerla qui.

    Il fruscio si avvicinava.
    Lo stava inseguendo.
    Ora anche il respiro di Villian si era fatto rovente, gli occhi pizzicavano ed il giovane non riusciva a pensare a nulla.
    Corri, impose a se stesso. Scappa.
    Il Sudarium lo avvolgeva. Una leggenda che doveva solo spaventare i piccoli. E lui, lui che non avrebbe mai immaginato di trovarsi una situazione del genere, in cuor suo sperava di risvegliarsi fradicio di sudore da un brutto incubo. Sudato, ma al sicuro nel suo letto.
    Invece era fin troppo reale. Durante la corsa a perdifiato verso l’ignoto Villian si rese conto di non riuscire a percepire alcun odore.
    In bocca aveva il sapore tipico di quando viene la febbre.
    Scottava, bruciava quasi.
    D’istinto scartò verso destra e spiccò un salto.
    Lanciandosi quasi senza vedere, Villian ruzzolò su quelle che sembravano rocce.
    Lottando contro il dolore il ragazzo si costrinse al silenzio, per ascoltare.
    Il fruscio che lo inseguiva si perse. Mezzo minuto dopo, un tonfo.
    Un grido di dolore dalle profondità della nebbia.
    Villian sorrise mentre si sforzava di rialzarsi, caricando il suo peso sulle braccia, grattando la pelle sulla roccia ruvida.
    La sua buona stella gli aveva evitato una brutta caduta, per fortuna.

    Una voce rispose al grido nella nebbia. Una voce alta e squillante.
    Il giovane alzò di scatto la testa, per cercare di scorgere qualcosa nella nebbia.
    Non si accorse in tempo di non potersi alzare ancora e sbatté la testa.
    Decisamente non era la sua giornata.
    Non vedendo nulla, si affidò al tatto.
    Era finito sotto a quel che poteva essere un tetto in mattoni.
    Una casa? Qui? Era convinto che il villaggio più vicino fosse ad almeno una settimana di distanza.
    Un mattone si smosse leggermente e si creò una crepa.
    Aria fresca, leggera, proveniva da quella fessura.
    Portò il viso a respirare da quella breccia e si sentì subito rinvigorito. Il fiato non gli bruciava più.
    In un attimo, aveva deciso che allargare la crepa ed infilarsi era la scelta migliore.
    Piuttosto che morire bruciato da una nebbia strana che nascondeva fruscii e grida, qualsiasi opzione gli sarebbe parsa accattivante.

    Stanco e sentendo la nebbia ardergli la pelle ogni istante di più, Villian si sforzò per pochi minuti di aprire la crepa quel tanto che bastasse da farlo scivolare all’interno.
    Si issò con fatica ed oltrepassò la breccia.

    Buio. Fresco.
    Strizzò gli occhi. La pelle non scottava più.
    Penombra. Odore di legno lavorato, intagliato ed inchiodato.
    Ora vedeva. L’interno di una casa. Una cucina.
    Non più grande della cucina di casa sua e di suo nonno, era vero, ma come un caso fortuito era strutturata allo stesso modo.
    D’istinto si portò alla dispensa e l’aprì, trovandovi una forma di formaggio, del pane ed un fiasco.
    Finalmente.
    Un morso alle vivande e subito Villian si sentì avvolgere da una sensazione di benessere. Sentiva di essere al sicuro, in qualche modo. Forse la giornata non era poi tanto male.

    Il nonno! Gli altri ragazzi! Gli spiritisti!
    Il ricordo di quanto gli era appena capitato lo investì cogliendolo alla sprovvista. Un brivido gli

  6. Ciao Selleri
    il fantasy è uno dei miei generi preferiti.
    Girovagando per the incipit ho notato il titolo del tuo racconto.
    Come Incipit lo ritengo molto interessante, hai scritto moltissimo, inserendo tantissime scene e particolari.
    L’unico neo ma è solo una mia personale opinione (qui di dagli il peso che merita) è che a volte tra un cambio di scena e l’altro, sarebbero preferibili degli spazi.

    Più che altro daresti un po’ di respiro al lettore.
    Io per esempio, ho aperto il tuo capitolo è ho visto questo blocco lunghissimo e mi sono per un attimo bloccata.

    È solo un fatto psicologico secondo me.
    Ma potresti aiutare chi ti legge a respirare un po’ di più.

    Ti seguo.

    Ciao
    Ilaria

  7. Ciao Selleri, benvenuto 🙂
    Bel racconto, fin da subito mi hai incuriosita e non vedo l’ora di leggere il seguito… ero tentata dal “aspetta di capire cos’è quel rumore vicino a lui” ma ripensandoci, sono fin troppo fifona, non voglio infarti!! ahah 😀 opto per “raggiunge le strane costruzioni”… inizio a seguire la storia, a presto 😉

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi