Dove eravamo rimasti?
Capre volanti
Il carrellino si arrestò con un lieve clink accanto al sedile di Violetta, avvolto in una nuvola di vapori profumati. Il camaleonte con la giacca a quadri — che ora sfumava dal turchese al ciliegia — le fece un profondo inchino.
«Gentile viaggiatrice, ha scelto?»
Violetta esitò. Era indecisa tra la bottiglia sottile, chiusa da un tappo d’oro opaco, che recava la scritta Limonata vulcanica del Cratere dell’Est, e un flacone bombato di vetro blu cobalto: Succo fermentato delle Isole Volanti. Aveva letto la descrizione: “raccolto a novemila piedi da capre alate addestrate”.
«Il succo delle Isole Volanti, grazie» disse con un sorriso timido.
Il camaleonte annuì, i suoi occhi si mossero in direzioni opposte mentre stappava con grazia la bottiglia. Un sibilo dolce si levò nell’aria, seguito da un profumo che non somigliava a nulla di noto.
Violetta portò il bicchiere alle labbra.
Subito le sembrava acqua fresca, passato qualche secondo però una sinfonia di sapori che non riusciva a decifrare le travolse il palato. Era dolce o salato, effervescente o piccante?
«Che cos’è… questo?», mormorò. Lo steward si limitò a sorridere, aggiustandosi il cappello ormai scivolato su un solo occhio.
«Un assaggio di Nebularia, la capitale delle Isole Volanti… —» aggiunse, chinandosi leggermente verso di lei «— la prossima settimana parte il treno diretto»
«Si può comprare un biglietto?» disse Violetta senza nemmeno pensarci. Era troppo incuriosita.
«Non qui, chieda dopo», rispose il camaleonte, con un ultimo scintillio dei suoi occhi divergenti, spinse il carrellino oltre.
Violetta annuì non capendo molto di quella risposta.
Il viaggio riprese tranquillo. Nei vagoni si era fatta un’atmosfera diversa, più giocosa e serena.
Quando l’altoparlante annunciò in diverse lingue, tra cui anche quella conosciuta da Violetta: «Prossima fermata: Regno di Ciliegio».
La giovane principessa sentì un tuffo nel petto.
Non era pronta per tornare a casa. O forse sì. Prima che potesse pensare qualcosa, davanti a lei apparve una farfalla colorata.
«Oh è la tua fermata, cara! Quella farfalla ti guiderà al vagone dogana, per poi scendere e tornare a casa» disse la Fata Turchina. Violetta si sorprese, ma nemmeno troppo. D’altronde da quando l’aveva seguita, troppe cose strane erano accadute. Si alzò, salutò le sue compagne di viaggio ringraziandole per la compagnia e si avviò verso il vagone dogana. Non voleva tornare già a casa, ma evidentemente quelle erano le regole.
Seguì la farfalla colorata per diversi vagoni, fino a finire davanti a una porta. L’aprì.
Il vagone dogana era diverso da ogni altro. Non c’erano sedili, né corridoi. Era una grande sala, rivestita di legno antico, le cui venature sembravano formare mappe. Piccoli globi luminosi fluttuavano nell’aria, emettendo un chiarore soffuso.
Al centro, dietro ad un banco di madreperla, sedeva una figura minuta, con occhiali enormi e una penna a piuma rosa molto lunga. “Agente della soglia” diceva il cartellino che portava attaccato alla divisa: una creatura imponente, metà gufo, metà leone. Il suo corpo era piumato e massiccio, con zampe leonine e ali chiuse come mantelli. Gli occhi, enormi e immobili.
«Nome?»
«Violetta»
«Valori da dichiarare?»
Lei esitò. Il viaggio l’aveva riempita di qualcosa di nuovo, anche se non sapeva bene cosa. Memorie, forse. O domande, o forse solo la curiosità per il sapore di quella bevanda misteriosa.
«Porto con me la certezza che non mi conosco ancora abbastanza» disse. «E la voglia di farlo.»
La misteriosa creatura rimase per un momento silenziosa. Poi aprì il becco e disse «Dichiarazione accettata»
Il treno si fermò. La porta si aprì. Oltre la soglia, Violetta riconobbe il ponte di ciliegi che portava al palazzo. Era come lo ricordava, eppure diverso: più piccolo, forse. O era lei a essere cresciuta? Scese dal treno che era notte, la stessa in cui era notte, la stessa in cui era fuggita alla ricerca della Fata Turchina.
Camminò piano, attraversando il giardino, il cortile, i corridoi del palazzo. Tornò nelle sue stanze. La luce lunare filtrava tra le tende bianche. Tutto era come lo aveva lasciato: lo specchio sul comodino, la spazzola d’argento e la corona lanciata per terra, dopo un ennesimo gesto di rabbia.
Violetta si avvicinò allo specchio, lo stesso che per anni aveva interrogato in silenzio, cercando un riflesso che le dicesse chi fosse, se fosse abbastanza, se fosse “giusta”.
Ci si guardò dentro un istante.
«Non mi serve più sapere chi sono da qui dentro» disse. Una constatazione.
Violetta si voltò e andò verso la finestra. Scostò le tende.
Il cielo era limpido e blu, la luna piena. Accanto al pianeta — immobile e maestoso — volava una capra. Una capra alata.
Per un lungo istante, Violetta restò immobile stranita, ma poi scoppiò a ridere.
«C’è una capra che vola!» esclamò divertita.

16/07/2025 at 23:14
CLAP! CLAP! CLAP! CLAP!
Molto carina! Dall’inizio alla fine alcune cose sono cambiate, personaggi che sembravano importanti non sono più comparsi mentre hanno fatto capolino altri interessanti.
Vogliamo il seguito sulle isole volanti 😛
Alla prossima storia 🙂
Ciao 🙂
17/07/2025 at 23:28
Ciao Red Dragon! Grazie mille per il tuo costante supporto!! Alla fine ce l’ho fatta a chiuderla, anche se nel mentre sono passati anni! Nel mentre mi preparo per la prossima… grazie mille 🙂
Ci si vede qui su the incipit!
Eris
16/07/2025 at 19:59
Ciao Eris 🙂
Eccoci al gran finale e Violetta che ritorna a casa con un bagaglio di esperienze in piu’ e una nuova consapevolezza, cioe’ quella di essere quello che si crede di noi stessi 🙂
Brava 🙂 Attendo con ansia che porterai nuove storie 🙂
Per il momento a presto 🙂
Buona scrittura 🙂
17/07/2025 at 23:27
Ciaooo! grazie per il supporto fino alla fine!! Con il lavoro ho avuto un momento di panico e avevo timore di non riuscire a chiudere nuovamente una storia. Invece alla fine ce l’ho fatta! Grazie mille per il preziosissimo aiuto e i tanti consigli che mi hai dato!!
Alla prossima storia 🙂
Eris
09/06/2025 at 16:07
Ciao Eris.
Eccoti con il nuovo capitolo, il penultimo. Molto bella la lettera della sé futura, il viaggio le ha fatto capire chi è davvero e cosa realmente può e vuole fare.
Io voto per il succo fermentato delle Isole Volanti perché mi piace l’idea delle capre alate addestrate 😂
17/07/2025 at 23:26
Ciao! mi ero persa il tuo commento 🙂 grazie mille!
08/06/2025 at 21:09
A me piacciono le isole volanti!
Ciao! Direi che è un bel preludio al finale. Non ricordo la cosa del loft. Ho invece letto i commenti sotto e mi sono ricordato in effetti che c’era una bambina nel primo capitolo che non abbiamo più rivisto!
Aspettando il finale…
Ciao 🙂
08/06/2025 at 17:14
Ciao Eris 🙂
Bentornata con un altro bellissimo e simpatico capitolo 🙂
Il tuo racconto , seppure in tema fiabesco, tratta una rgomento che ai giorni d’oggi e’ molto importante esplorare sino a fondo, cioe’ il conoscere se stessi. Anzi ancora meglio, il conoscere le proprie potenzialita’ puo’ essere utile a superare qualsiasi prova la vita ci possa mettere innanzi. 🙂
Percio’ per quanto riguarda la morale ci ha beccato in pieno complimenti 🙂
Per rispondere al tuo commento precedente , si ho studiato per fare il web developer e designer percio’ i codici non sono un problema , ma l’idea del sito di per se e’ quello che lo rende particolare e bello da vedere 🙂 Copiare mai, ma se vuoi posso linkare la tua pagina sul mio sito una volta che sara’ pronto 🙂
Ho votato la limonata vulcanica , in quanto il fuoco e’ il mio elemento , non avrei potuto fare altrimenti . Speriamo non esploda stavolat 🙂
P.S. anche io sto scrivendo una storia Fantasy, se ti va di passare a leggere e commentare mi farebbbe piacere 🙂 Per ora ci si vede al gran finale 🙂
A presto 🙂
08/06/2025 at 12:55
Ciao Eris.
Hai scritto un altro bel capitolo divertente. I personaggi sono uno più strano dell’altro e forse serve proprio a ricordare alla principessa che nessuno è perfetto, nemmeno una Fata Turchina.
Voto per la lettera scritta dalla sé stessa futura.
PS: Una cosa non mi è chiara, forse mi sono perso qualcosa e in caso correggimi, ma non avevamo già incontrato quella che doveva essere la Fata Turchina? Perché ora dici che la principessa l’ha vista solo in foto.
08/06/2025 at 14:55
Ciaoo! grazie come sempre per il commento. In realtà nell’ultimissimo capitolo, quello dove si parlano tutte e tre la fata, miranda e Violetta, c’era il riferimento alla bambina vista nel capitolo 1, Sibilla, che non è in realtà la fata turchina. Lo avevo inserito nell’ultimo capitolo, per spiegare l’uscita di Violetta, ma ahime con i tagli vari che ho dovuto fare per stare nelle 5k battute l’ho tolto e lo sposterò all’ultimo capitolo. Mi rendo conto che non sia le scelta più felice, ma ahime devo cercare di far quadrare il tutto in qualche modo! Grazie però per la domanda, cosi mi son spiegata 🙂
03/06/2025 at 22:44
Una lettera scritta da se stessa del futuro!
Capitolo delizioso. Mi ha fatto ridere lo gnomo. Non so se la Fata Turchina è una lagna o bisogna provare pena ma Miranda che vuole imparare da lei e poi la trovo stucchevole, la trovo una contraddizione talmente reale che è perfettamente possibile!
Vediamo come prosegue il viaggio.
Ciao 🙂
07/06/2025 at 18:41
Ciaooo!
in ritardo, ma come sempre grazie del feedback !! Ci vediamo nel prossimo capitolo!
Eris
02/06/2025 at 08:55
Ciao Eris 🙂
Un altro bel capitolo simpatico, dove mostri i vari caratteri contrastanti presenti nel treno 🙂 ci ho trovato pure una nota humor in questo capitolo e mi ha fatto un po’ ridere 🙂
Certo che è antipatica sta fata comunque 🙂
Io opto per la lettera a se stessa dal futuro, vorrei capire di più sul treno, cosa sia veramente, rappresenta forse la stessa vita di Viola? 🙂
Vediamo cosa ci porti nel prossimo capitolo 🙂
A presto 🙂
02/06/2025 at 16:07
Ciaooo! grazie per il tuo feeback!! e per riprendere il tuo ultimo commento, se posso anche solo dare una mano con qualcosa, per quanto mi riguarda copialo interamente il sito 🙂 complimenti se riesci a smanettare cosi tanto da fartelo da zero! io da piccolina c’ho provato, ma non era la mia, e adesso mi piace di più dedicarmi al “design” (? se si può definire tale?). Per il resto, grazie mille come sempre!
Eris
30/05/2025 at 11:21
Scende alla prossima fermata ma intanto scopre qualcosa. La fata intanto è sparita dalla circolazione. Mi piace il capitolo, continua così fino alla fine
31/05/2025 at 09:33
Ciao! Grazie mille per il tuo commento 🙂 la fata riapparirà presto!
Eris
29/05/2025 at 09:24
Bella storia per i pargoli. Io non sarei salito ma sono scelte personali. Voto la lettera
31/05/2025 at 09:33
Ciao Raffaele, ci sta!! Anche io non so se sarei salita su un treno un po’ cosi, con un orso come macchinista ahaha vedremo! Grazie per il tuo feedback 🙂
Eris
27/05/2025 at 07:29
Ciao Eris 😊
Davvero carino questo episodio 🤗 un po’ Miyazaki un po’ Alice nel Paese delle Meraviglie ❤️
L’idea de treno mi piace molto, è giustamente la nostra principessa è salita per intraprendere la sua nuova avventura che forse la porterà anche a viaggiare dentro di sé e risolvere i suoi problemi di insicurezza, e mi sembra che stia iniziando a capire qualcosa di più su di sé. Secondo me deve incontrare gli altri passeggeri 🤗
Alla prossima ♥️
27/05/2025 at 12:33
Ciao Laura,
sai che mi hai letto nel pensiero? Quando ho finito di scrivere il capitolo mi sono detta, che forse questo viaggio di Violetta, assomiglia sempre di più a Alice nel paese delle meraviglie.
Grazie per il tuo prezioso feedback! Ci vediamo nel prossimo capitolo <3
Eris
26/05/2025 at 23:01
Incontriamo i passeggeri! La lettera speciale è per quando scende.
E vai così che è una figata! Mi sta piacendo tantissimo questa storia 🙂
Ciao 🙂
27/05/2025 at 12:32
Ciao!! che onore!! grazie ❤
ci vediamo nel prossimo capitolo!
Eris
26/05/2025 at 22:01
Ciao Eris.
Violetta piano piano sta riscoprendo sé stessa e capendo che c’è altro oltre i suoi pensieri. Ovviamente ha fatto bene a salire sul treno, non sia mai perdersi un’avventura del genere con un treno che scompare verso una destinazione ignota.
Il capitolo è scritto bene e hai fatto dei notevoli passi in avanti.
Ti faccio solo un appunto: il genere che stai portando è, di solito, associato alle storielle della buonanotte che si raccontano ai bambini, quindi ci sta mantenere una scrittura più “semplice” e chiara, in cui tutto è marcato. Questo per farti notare le ripetizioni che spesso usi (ad esempio il nome “Violetta” ripetuto in due frasi vicine). Se sono volute per marcare il concetto ci sta, sono in linea con il genere, se invece non ci fai caso, dacci un’occhio perché possono rallentare il corso della lettura.
È un piccolo appunto, niente che renda il testo meno piacevole da leggere.
Più personaggi incontra e più la principessa si sta riscoprendo, facciamole dunque incontrare i passeggeri del treno.
27/05/2025 at 12:31
Ciaoo! Eccomi qui! nel ringraziarti per il tuo prezioso commento, ti confermo che la ripetizione del nome è voluta. Quando scrivo mi immagino un po’ come quella persona che sta raccontando la fiaba a una bimba. Riprendere il nome della protagonista più volte, mi dà l’impressione di “attirare” l’attenzione del lettore nuovamente sulla protagonista. Pensando al lettore un “bambino” credo sia – ma su questo ho molto da imparare!! – cercare di ricordargli e riprendere spesso alcuni temi ricorrenti – come il fatto che Violetta sia una principessa e che per es. le sia stato insegnato a comportarsi in un certo modo. Ti ringrazio però per aver tirato fuori questo tema, perchè lo facevo più “inconsciamente” che altro, cioè avendo in mente la scena, ma non calcandolo abbastanza forse nella scrittura, tale da renderlo evidente al lettore. Grazie mille!
Eris
26/05/2025 at 20:57
Ciao Eris 🙂
Un altro bel capitolo , anche io se fossi stato in Violetta non mi sare perso un viaggio sul treno che appare e scompare e che abbia una destinazione ignota 🙂
Il capitolo e’ scritto bene, fai giusto attenzione a qualche tempo verbale, ma hai fatto un miglioramento pazzesco 🙂
Volevo dirti che ho fatto un salto sul tuo sito e mi e’ piaciuta molto l’idea di illustrare i capitoli con l’AI 🙂 Che programma hai usato per fare il sito? Sono molto interessato 🙂
Per il momento , io credo che Violetta debba ricevere una lettera speciale, qualcosa che magari la aiuti a cambiare idea 🙂
Ci si legge al prossimo capitolo 🙂
A presto 🙂
27/05/2025 at 12:28
Ciaooo! Grazie per il commento e per essere passato! Io utilizzo Sora, che è il software di creazione immagine di chatgpt. Con la versione gratuita puoi creare fino a 5 immagini al giorno 🙂 ti consiglio di provarlo! la difficoltà è più che altro dare il prompt giusto e scegliere bene: l’AI a volte non capisce, non prende bene i concetti e non lega bene ( se noti, per es. non sempre si guardano negli occhi i personaggi). Grazie come sempre dei tuoi preziosi feedback! ci vediamo nel prossimo capitolo!!
Eris
27/05/2025 at 15:36
Ciao Eris 🙂
Ero piu’ interessato al design del sito 🙂 Con che programma l’hai realizzato? O qualcuno l’ha sviluppato per te? 🙂 Ad ogni modo , una figata 🙂
A presto 🙂
27/05/2025 at 16:19
Credo sia un blog altervista con un dominio personale (per non avere altervista.org). Ma potrà correggermi se sto dicendo inesattezze.
31/05/2025 at 09:36
Esatto!! proprio cosi 🙂
Eris
31/05/2025 at 09:36
Ciao! mi ero persa questo commento! Allora in realtà smanettando, sono tutti design base di altervista/wordpress ( che è il “sistema” con cui gestisco il tutto internamente. L’unica cosa che ho pagato è il dominio, per il resto è tutto gratuito! Se hai altre curiosità scrivimi pure 🙂
Eris
01/06/2025 at 17:29
Ciao Eris 🙂
Si conosco WordPress, mi è piaciuto il modo in cui hai fatto il sito e ti volevo fare i complimenti.
Anche io ne sto facendo uno per le mie storie, ma il mio lo sto facendo from scratch utilizzando Vue.js 🙂
Ovviamente non voglio copiare da te ma posso dirti che il tuo sito è stato di grossa ispirazione 🙂
Ci si legge presto 🙂
22/05/2025 at 17:50
Riscrivo il commento finito in moderazione:
Fiabesco e surreale, con dialoghi brillanti e riflessioni profonde nascoste nel gioco assurdo. Una piccola parabola sull’identità e l’autopercezione, incantevole e spiazzante insieme. Mi piace come scrivi e come racconti. Il treno appare e scompare
23/05/2025 at 17:23
Ciao Briar, questo commento mi ha fatto un estremo piacere. Grazie mille per il supporto. Sapere che qualcuno ha voglia di darmi un parere su quello che scrivo, è motivo per me per impegnarmi e dare il meglio. Grazie ancora! ci vediamo nel prossimo capitolo
Eris 🙂
20/05/2025 at 14:40
Fiabesco e surreale, con dialoghi brillanti e riflessioni profonde nascoste nel gioco assurdo. Una piccola parabola sull’identità e l’autopercezione, incantevole e spiazzante insieme. Mi piace come scrivi e come racconti. Il treno appare e scompare
18/05/2025 at 18:03
Ciao Eris 🤗
Carino il dialogo tra la principessa e le mille bocche dell’albero. Un dialogo che forse la spronerà a non guardarsi con gli occhi di uno specchio distorto dalla sua insicurezza? Si vedrà… 🤷🏻♀️
Non ti sto a tediare sulle inesattezze e i refusi che ti hanno già fatto notare gli altri e che possono essere superati con qualche lettura in più del testo (magari a distanza di qualche giorno, è sempre molto utile farlo).
Io voto: Non ha le rotaie perchè sceglie lui dove andare. Mi piace l’idea… 😊
Alla prossima ♥️
18/05/2025 at 20:15
Ciao Laura!! Grazie mille per il prezioso feedback 💖💖💖
18/05/2025 at 14:54
Ciao Eris.
Bentornata con il nuovo capitolo. Come avevo detto nel commento precedente, spesso siamo noi stessi che ci giudichiamo e proiettiamo la nostra idea, considerandola come fosse la verità e la percezione anche degli altri.
L’albero dà proprio questa nuova visione delle cose alla principessa.
Il capitolo scorre piacevolmente, c’è qualche refuso qua e là ma credo siano dovuti alla fretta di pubblicare.
Voto per il treno che è senza rotaie perché sceglie lui dove andare.
18/05/2025 at 20:16
Grazie per il feedback, sempre molto utile per me sapere quali sono le impressioni che vi trasmetto, grazie!
Eris
18/05/2025 at 12:14
Ciao Eris 🙂
Ho letto il capitolo e l’ho trovato molto ben gestito e di piacevole lettura 🙂
L’albero magico che da un punto di visto diverso ci fa capire che molto spesso ci sottovalutiamo e siamo noi i primi a etichettarci 🙂
Ci sono dei refusi qua e la, soprattutto accenti mancanti e punti di domanda mancanti e forse qualche piccola ripetizione che poteva essere evitata, ma niente che tolga alla storia , con una veloce rilettura sono sicuro che li troveresti subito e li potresti correggere per il tuo file personale 🙂
Come Red son d’accordo sul treno che appare e scompare 🙂
Vediamo cosa ci tiri fuori 🙂
A presto 🙂
18/05/2025 at 12:24
HAI RAGIONEEEEE!! maledetta la mia impazienza e le mie unghie – che devo andare a fare sistemare e quindi mi incasino nella scrittura. Grazie per avermi fatto notare, io ho bisogno di essere spronata su queste cose! Grazie mille per il supporto <3
Eris