Oltre noi

Dove eravamo rimasti?

In che situazione l'infermiera trova il giovane ufficiale? Per loro ci sarà ancora tempo? Il giovane tenente era ancora vivo, forse si sarebbe salvato. (40%)

C’È ANCORA SPERANZA

L’agitazione pervadeva completamente il mio essere mentre mi recavo verso quell’uomo a cui avevo fatto una promessa. Potevano essere state le sue ultime parole, ma speravo dal profondo del mio cuore che non fosse così e che ci fosse ancora tempo per noi.

Oltrepassai delle barelle, qualcuno mi chiamò chiedendomi aiuto ma io volevo solo andare dal mio giovane tenente. Lo scorsi in fondo alla sala con il volto girato, mi sforzai di cogliere dei movimenti anche lievi del suo respiro, ma non ci riuscii. Arrivai a lui. L’emorragia sul suo addome era ancora più estesa, ma grazie a Dio la sua mano sembrava essere ancora in pressione.

“Sono qui. Mi sente? Ho fatto ciò che mi ha chiesto.” Dichiarai con un grosso nodo alla gola.

Lentamente l’uomo aprì le palpebre ma aveva difficoltà a tenerle sollevate. Il colore dei suoi occhi pareva mutato, ora era di azzurro vitreo. Compresi che stava per perdere i sensi.

“Adesso posso andarmene.” Bisbigliò.

“No.” Urlai. “Deve lottare.”

Lui mi porse la mano libera, aprendo il palmo, io gliela strinsi commossa. “Grazie per ciò che ha fatto.” Mi sussurrò.

“Mi ringrazierà solo quando starà meglio.” Dichiarai seria.

I suoi occhi si chiusero. Capii che non c’era tempo da perdere.

Iniettai della morfina. Controllai la ferita e chiamai il medico, ma non era disponibile, non c’era nessuno che ora potesse soccorrerlo, se non io. Così decisi che avrei fatto tutto da sola. Tagliai la divisa, turbata distolsi per un attimo lo sguardo. Quel corpo anche se inerme mi imbarazzava. Passai la tintura di iodio su tutto l’addome e rimossi dalla carne due pallottole penetrate in maniera superficiale e svariate schegge. Due costole erano rotte ma avevano arrestato il colpo. Controllai che non fosse stato intaccato qualche organo. Arrestai l’emorragia, ricucii la parte lesa e in fine fasciai il tronco. Sperai di aver fatto un buon lavoro.

Le condizioni vitali erano minime, aveva perso troppo sangue aveva bisogno subito di una trasfusione.

Iniziai a chiedere aiuto. Finalmente una mia collega mi raggiunse.

“Vittoria lascia perdere. Non c’è sangue disponibile.” Mi disse.

“Non posso! Alloro lo farò io! L’ho già donato altre volte.” Esclamai.

“Tu sei pazza, ti sposserà e farai fatica a lavorare!”

“Ce la farò!”

Mi strinse la cinghia al braccio e mi inserì l’ago con la cannula.

“Come vuoi!” Ribadì la mia amica contrariata.

Mi sedetti al fianco del tenente e parte del mio sangue gli venne trasferito. Sentivo che dovevo farlo, ero certa che lui valesse tutti i miei sforzi.

Ora avrei dovuto solo aspettare e sperare che si riprendesse, il suo organismo doveva reagire.

Più tardi mi occupai della gamba, la tastai, aveva una frattura dell’osso tibiale. Gli posizionai correttamente l’arto e lo fasciai.

Mi recai dagli altri pazienti, tra cui il soldato Basile che era stabile.

Iniziò a fare buio e forse con la sera sarebbe giunta un po’ di tregua anche in trincea. Gli ospedali da campo erano saturi di feriti così alcuni erano trasportati nel nostro ospedale.

Mi sentivo distrutta, ma finalmente c’era un po’ di pace, i pazienti erano tutti sedati e sistemati nella camerata. Nonostante tutto eravamo all’erta il nemico era lì fuori, sentii gli aerei in lontananza fra poco sarebbero arrivati a noi. Le truppe inglesi e americane approdavano via aerea e via mare, decine di navi stipate di soldati continuavano a sbarcare con i loro carri armati, mentre solo una divisione tedesca e due italiane difendevano la nostra costa meridionale. Non avremmo resistito molto.

Mi avvicinai al mio ufficiale e solo allora notai in un lembo staccato della sua camicia, le tacche. Dai registri che c’erano pervenuti capii che era un graduato superiore, un tenente importante: Alessandro Ferrari della Divisione fanteria “Napoli”. Guardai il suo volto ancora sporco di fuliggine, presi una spugna con dell’acqua e la passai lentamente su tutto il viso. La sua pelle era abbronzata e liscia con un accenno di barba chiara. Mi fermai sopra alle sue labbra corpose e per un attimo le ammirai. Poi ritornai ad essere lucida e gli asciugai il viso. In fine lavai le braccia macchiate di sangue, una volta pulite presi una mano e gliela strinsi tra le mie. Era calda, aveva la febbre. Il suo corpo da guerriero combatteva.

Ripensai alle sue parole. Anch’io ero rimasta sola, mia madre era deceduta mettendomi al mondo. Aveva dato la sua vita per me, per questo avevo scelto un ambito così importante. Perché la sua morte non fosse avvenuta invano.

Anche lui doveva vivere, doveva avere una possibilità di essere felice e di conoscere l’amore. Involontariamente gli sorrisi. Le cose potevano ancora cambiare. La guerra un giorno sarebbe finita e il decorso dell’esistenza avrebbe ripreso ad essere normale.

Sistemandogli il lenzuolo mi accorsi che dalla tasca dei pantaloni gli usciva qualcosa. Improvvisamente mi ricordai quel suo gesto mentre mi faceva quell’importante richiesta.

Cosa voleva prendere? Voleva dirmi dell’altro? 

Feci per andarmene poi ritornai. Con un gesto deciso infilai la mano nella tasca.

Mi ritrovai tra le mani...

  • Un oggetto strano. (38%)
    38
  • Una lettera. (13%)
    13
  • Una foto con nel retro una data. (50%)
    50
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25 Commenti

  1. Ciao Lidia, i tuoi capitoli sono sempre pieni di emozione, anche stavolta mi hai coinvolto moltissimo. Ho apprezzato anche il riferimento a Jane Eyre, il fatto che la protagonista vi trovi conforto e sfogo è molto realistico.
    La foto era perfetta, riesci a farci affezionare al soldato sempre di più, e a conoscerlo anche se è ancora incosciente. Per questo voto anche io che l’ospedale resti incolume, mi sono già affezionata troppo ai tuoi personaggi per perderli al quarto capitolo 😉
    Buona giornata!

  2. Associavo il verbo ‘approdare’ al venire dal mare: ma in realtà vuol dire ‘toccare terra’, ed è affascinante immaginarlo dall’aria.
    MI piace pensare che la mano tocchi una foto, con una data nel retro.
    Ti auguro una buona serata.

  3. Ciao Lidia, anche questo capitolo mi è piaciuto moltissimo. Apprezzo tantissimo il modo in cui ti soffermi sulle emozioni e sui dettagli, rende le immagini vivive e le imprime nella memoria del lettore. Piano piano conosciamo qualcosa in più del soldato e sono sempre più curiosa… Ho votato per la lettera, ma tutte e tre le opzioni mi attiravano 😉

    • Ciao Naomi, ti ringrazio. È proprio il mio intento soffermarmi sui dettagli, mi piace farlo per rendere più reale e particolare la storia. Per me hanno sempre fatto la differnza in un racconto. Comunque sia ognuno ha il suo stile… Ma tu l’hai colto. Ti ringrazio ancora.
      A presto.😘

  4. Ciao Lady Lidy e benvenuta, prima di tutto vorrei dirti che sono totalmente d’accordo con il tuo primo commento in risposta a Drago: non sempre i fatti scontati sono banali, anzi, è proprio il modo in cui un autore sa rendere uniche e speciali anche le situazioni più ovvie a rendere il tutto interessante… 😉
    Per questo voto per la salvezza del soldato, anche perché si è sacrificato per un amico e mi sembra che si meriti di rimanere in vita.
    È davvero bello questo incipit, scrivi molto bene. Seguo curiosa.
    Alla prossima! 🙂

    • Ciao Naomi, mi ha fatto molto piacere il tuo commento. Concordo con te, quindi spero di riuscire a rendere in ogni caso il tutto interessante.
      Sono curiosa di sapere se i lettori preferiscono il lieto fine oppure siano più trasportati verso un finale drammatico. Sì vedrà… Per ogni opzione ho già mille idee.
      Ti ringrazio per le tue parole.
      È veramente bello condividere una storia a distanza e con essa delle emozioni.

      Un saluto. L.L.

  5. Ciao Lady Lidy,
    i presupposti per un bel romance ci sono tutti. Fai attenzione ai piccoli errori di battitura, rileggi bene prima di pubblicare 🙂
    Io direi che il bel tenente è in fin di vita e che le parla per un’ultima volta. Potrebbe essere un ottimo spunto per proseguire il racconto.
    Aspetto il nuovo capitolo e ti seguo.
    Alla prossima!

  6. Tenente morto e time skip di qualche anno (a dopo la guerra, magari)?
    Inoltre, sarebbe banale se la nostra infermiera preferita si mettesse col biondo soldatino. 🙂

    Per quanto riguarda la storia, non affretto giudizi (per quanto possano valere XD) e vediamo come procede.

    • Ciao Drago, potrebbe essere un’idea (il time skip a dopo guerra) si vedrà…
      Per il nostro biondo soldatino e tutto da vedere. Se muore non potrà di certo andare così. 😉 Attendiamo l’esito del sondaggio.
      Però credo che le i fatti scontati non sempre siano banali, varia molto da come si riesce a sviluppare i fatti. Un saluto.

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