Oltre noi

Dove eravamo rimasti?

Mi ritrovai tra le mani... Una foto con nel retro una data. (50%)

ASSEDIATI DALLA GUERRA

Mi ritrovai tra le mani una foto in bianco e nero. Tracciai con le dita i bordi ondulati.

Non era un’immagine dalla disposizione classica, si scorgeva sullo sfondo una piazza e il profilo di un uomo seduto lateralmente allo scatto, il suo sguardo era rivolto ai bambini e la donna. La mamma aveva il bimbo neonato in braccio mentre l’altro era in piedi, al suo fianco, il piccolo aveva il volto girato verso quello che poteva essere il presunto padre.

Fare una foto era un evento occasionale e solitamente i soggetti venivano messi in posa. Questo invece sembrava uno scatto rubato. L’uomo era girato di proposito? Quale significato poteva avere questa immagine per il tenente? Poi un pensiero si accese in me, allora non era solo… Aveva una famiglia? Mi aveva mentito? Lui qual era?
A cancellare tutti i miei dubbi fu il retro della foto. Con un inchiostro ormai sbavato era impressa una data: 20 maggio 1923.
Compresi che Alessandro doveva essere quel bambino in piedi.

Mi sentii un’intrusa che curiosava nella sua vita, eppure avvertivo la sensazione di doverlo fare.
Solitamente ero rispettosa e riservata, non mi capacitavo di ciò che mi stava accadendo con quel sconosciuto.

Infilai senza farmi scorgere la foto nella tasca del camice, l’avrei custodita per lui.

La caposala Ada, mi venne incontro. “È ora che tu vada a casa, hai fatto anche troppo per oggi.” Affermò con tono acido. “Non hai compiuto un’azione consona all’etica professionale, sai che potrei intervenire, ma non lo farò perché abbiamo bisogno di te. Con la situazione che incombe non possiamo permetterci di perdere del tempo e di fare trasfusioni di sangue. Lo capisci, vero?”
Guardai tremante i suoi occhi furenti. Aveva ragione. Le parole mi si strozzarono in gola e deglutii in quel momento tutta l’audacia avuta qualche ora prima.

Il giorno dopo il tenente era ancora incosciente ma la febbre era scesa. Mi recai dal soldato Basile, era sveglio e sembrava stare meglio.
“Buongiorno, come si sente?”
“Non bene. Ho un dolore acuto alla gamba e sento pulsare l’occhio.”
“Vedrà che la gamba migliorerà. Per l’occhio a breve arriverà il medico a spiegarle la situazione. Devo dirglielo, ha avuto un angelo custode che l’ha protetto. Deve ringraziare il suo collega se è qua tra noi.”
Corrucciò la fronte perplesso.
“Qualcuno ha voluto che intervenissi tempestivamente su di lei e la salvassi a tutti i costi per le sue bimbe.”
L’uomo iniziò a piangere a dirotto. Gli presi la mano cercando di confortarlo.
“Chi è stato?” Chiese.
“Il tenente Ferrari.”
Un conato di vomito gli risalì la gola facendogli fare degli sforzi di rigetto acuti. Poi iniziò a tossire fortemente.
“Non si agiti.” Gli porsi un bicchiere d’acqua.
“Avrei dovuto morire. Non sono un padre da prendere d’esempio. Lei no sa cosa ho fatto. Lui ha pensato a me, non mi capacito di questa cosa dopo ciò che gli ho fatto.”
Un urlo lancinante rimbombò nella camerata, un paziente si era risvegliato ritrovandosi scioccato senza un arto. In piena crisi isterica mi chiamò.
“Tornerò da lei dopo, in ogni caso qualsiasi cosa abbia fatto è ancora in vita per poter rimediare.” Affermai avviandomi rapida verso il bisognoso.

Verso sera tornai da Alessandro, non era ancora vigile. Con cautela gli tolsi le bende e disinfettai la ferita, con il dito gli tracciai lo squarcio, non avrebbe mai potuto dimenticare questo inferno. Mi sedetti accanto a lui e in un breve momento di pace aprii il mio libricino, era un regalo di una suora del collegio dove avevo passato gran parte della mia vita. Quando me ne ero andata mi aveva dato in dono il romanzo di Jane Eyre di Charlotte Brontë. Inizialmente poteva sembrare la mia storia ma il mio seguito era ancora un’incognita. Ero tanto affezionata a quel piccolo volume, lo tenevo come un cimelio. Quelle frasi accompagnavano le mie giornate ed erano a tutti gli effetti poesia.
Gli lessi sottovoce una parte angosciosa. La bambina era stata sola tutta la vita e quella notte la sua unica amica stava per morire, sarebbe morta poco dopo abbracciata a lei. Avevo bisogno di vivere anche quelle emozioni, di essere triste e di piangere, ma non ci riuscivo. Da quando avevo ricordo reprimevo.

Notai un leggero movimento delle mani, si stava risvegliando, sorrisi agitata al solo pensiero.

Improvvisamente iniziai a udire dei boati sopra le nostre teste, erano degli aerei, sicuramente inglesi.

Mi recai velocemente nello stanzino delle visite, c’erano due dottori e una collega, Anna.

“Rischiamo?” Chiesi preoccupata.
“In guerra sembra sia tutto lecito.” Dichiarò Antonio il medico più giovane.
“Qua vicino c’è un rifugio anti-aereo riparatevi là, resteremo noi con i pazienti.” Affermò Giuseppe il medico anziano.
Guardai Anna capendoci al volo. “Resteremo qua con voi.”
“Dovete andarvene, i soldati sopravvissuti dicono che i nemici non hanno pietà per nessuno.”
“Io resto qua.” Dichiarai uscendo e avviandomi verso l’armadietto dei farmaci.
Antonio mi corse incontro. “Che stai facendo? Te e Anna dovete andarvene.“

“Non posso abbandonare i miei pazienti…”

COSA ACCADE?

  • L'ospedale resta incolume. (100%)
    100
  • L'ospedale viene bombardato. (0%)
    0
  • Anna e Vittoria si recano nel rifugio. (0%)
    0

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25 Commenti

  1. Ciao Lidia, i tuoi capitoli sono sempre pieni di emozione, anche stavolta mi hai coinvolto moltissimo. Ho apprezzato anche il riferimento a Jane Eyre, il fatto che la protagonista vi trovi conforto e sfogo è molto realistico.
    La foto era perfetta, riesci a farci affezionare al soldato sempre di più, e a conoscerlo anche se è ancora incosciente. Per questo voto anche io che l’ospedale resti incolume, mi sono già affezionata troppo ai tuoi personaggi per perderli al quarto capitolo 😉
    Buona giornata!

  2. Associavo il verbo ‘approdare’ al venire dal mare: ma in realtà vuol dire ‘toccare terra’, ed è affascinante immaginarlo dall’aria.
    MI piace pensare che la mano tocchi una foto, con una data nel retro.
    Ti auguro una buona serata.

  3. Ciao Lidia, anche questo capitolo mi è piaciuto moltissimo. Apprezzo tantissimo il modo in cui ti soffermi sulle emozioni e sui dettagli, rende le immagini vivive e le imprime nella memoria del lettore. Piano piano conosciamo qualcosa in più del soldato e sono sempre più curiosa… Ho votato per la lettera, ma tutte e tre le opzioni mi attiravano 😉

    • Ciao Naomi, ti ringrazio. È proprio il mio intento soffermarmi sui dettagli, mi piace farlo per rendere più reale e particolare la storia. Per me hanno sempre fatto la differnza in un racconto. Comunque sia ognuno ha il suo stile… Ma tu l’hai colto. Ti ringrazio ancora.
      A presto.😘

  4. Ciao Lady Lidy e benvenuta, prima di tutto vorrei dirti che sono totalmente d’accordo con il tuo primo commento in risposta a Drago: non sempre i fatti scontati sono banali, anzi, è proprio il modo in cui un autore sa rendere uniche e speciali anche le situazioni più ovvie a rendere il tutto interessante… 😉
    Per questo voto per la salvezza del soldato, anche perché si è sacrificato per un amico e mi sembra che si meriti di rimanere in vita.
    È davvero bello questo incipit, scrivi molto bene. Seguo curiosa.
    Alla prossima! 🙂

    • Ciao Naomi, mi ha fatto molto piacere il tuo commento. Concordo con te, quindi spero di riuscire a rendere in ogni caso il tutto interessante.
      Sono curiosa di sapere se i lettori preferiscono il lieto fine oppure siano più trasportati verso un finale drammatico. Sì vedrà… Per ogni opzione ho già mille idee.
      Ti ringrazio per le tue parole.
      È veramente bello condividere una storia a distanza e con essa delle emozioni.

      Un saluto. L.L.

  5. Ciao Lady Lidy,
    i presupposti per un bel romance ci sono tutti. Fai attenzione ai piccoli errori di battitura, rileggi bene prima di pubblicare 🙂
    Io direi che il bel tenente è in fin di vita e che le parla per un’ultima volta. Potrebbe essere un ottimo spunto per proseguire il racconto.
    Aspetto il nuovo capitolo e ti seguo.
    Alla prossima!

    • Ciao Drago, potrebbe essere un’idea (il time skip a dopo guerra) si vedrà…
      Per il nostro biondo soldatino e tutto da vedere. Se muore non potrà di certo andare così. 😉 Attendiamo l’esito del sondaggio.
      Però credo che le i fatti scontati non sempre siano banali, varia molto da come si riesce a sviluppare i fatti. Un saluto.

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