LA DEVIAZIONE

Dove eravamo rimasti?

Nella prossima puntata: voglio sapere tutto di Thopper e Van Persie. (36%)

Una giornata del videoregistratore

Thopper approfittò dello scombussolamento causato dall’esplosione dell’addetto dell’Unità Anticrisi e se la svignò per le corsie del supermercato.Cercò e trovò la corsia del caffè solubile, pagò col Fluisci-mat, attese che i robottini dissaldassero le uscite e, con la sua brava sportina di quasiplastica stretta nella mano destra, uscì dal negozio. Era quasi il momento del tramonto.

Grazie per aver acquistato presso di noi?, disse la voce automatica.

Il Capitano si accese una sigaretta all’ossigeno e, incamminandosi verso l’ignoto, incominciò a meditare.

La sportina di quasiplastica costava il doppio della confezione di caffè solubile: quella considerazione gli fece venir voglia di calciare una lattina, una bottiglietta, un sassolino per sfogare la sua frustrazione. Niente: le strade del pianeta WHAT? erano pulite, immacolate, e brillavano sotto i raggi della luna artificiale che si stava palesando nel cielo.

Quell’ammasso di acciaio e led gialli lo fece deprimere ulteriormente, e la sua frustrazione aumentò fino a diventare rabbia. Poi pensò al suo Pilota che non si trovava più, e la rabbia divenne furia cieca.

Richiamò mentalmente il menù a tendina per rintracciare il signor Van Persie. Niente: quel cane sembrava sparito, e la furia cieca si trasformò in voglia di imprecare.

Aveva una tale voglia di imprecare che avrebbe dato qualsiasi cosa per poter dire una parolaccia, e sebbene sapesse che la cosa gli era impossibile continuò a rimuginarci su per un bel po’ di tempo.

Thopper sapeva benissimo che il suo vocabolario era stato manipolato, era un ex imprecatore, e gli ex imprecatori hanno tutti un’ ottima memoria. Infatti ricordava ancora la voce robotica dell’addetto dell’Unità Anti Esecrazione.

«Signor Zero, il Sistema ci ha segnalato che lei soffre di una forte rabbia repressa… »

«Già, sai che novità… »

«Come lei ben sa le forme d’odio non sono ben gradite. È a conoscenza dei nuovi Decreti Intergalattici?»

«Ho sentito qualcosa alla Radio Mentale, sì.»

«Quindi è informato sulla procedura di Reindirizzamento Linguistico a cui sono soggetti gli abitanti collerici delle varie galassie… »

«Io non sono collerico, cazzo!»

«Signor Zero”, aveva detto l’impiegato robotico, ha appena imprecato… »

«Ah sì? Veramente? Oh merda… »

«Sì. Sono costretto a manipolarle il vocabolario. Può scegliere tra queste cinque parole. Sono parole innocue e desuete e, se vuole, le potrà usare senza restrizioni.»

Thopper aveva letto il monitor che si era illuminato sulla fronte dell’addetto.

CITROSODINA

BORSELLO

TOTIP

ESPADRILLAS

VIDEOREGISTRATORE

La sua scelta era caduta sull’ultima parola, senza che ci fosse un particolare motivo. Forse l’aveva scelta perché più lunga delle altre e gli sembrava che riempisse la bocca.

«VIDEOREGISTRATORE!», aveva tuonato Thopper.

«Molto bene. Molto bene», aveva replicato l’addetto dell’Unità Anti Esecrazione.

Thopper gettò la cicca della sua sigaretta all’ossigeno e subito un robottino, che sembrava tale e quale a un topo meccanico, sbucò per ghermire il rifiuto.

Grazie per avere dato uno scopo alla mia inutile vita!, disse il robottino sparendo nell’oscurità del vicolo.

Gironzolò a lungo per le strade e per i quartieri di quella straniera città, con la sportina in mano e il morale sotto le scarpe, farfugliando invano il nome del suo adorato Pilota.

Era inutile, Van Persie non si trovava. Era inutile. Tutto era così inutile.

«Perché è tutto così inutile?, videoregistratore! Cosa videoregistratore ci faccio su questo pianeta del videoregistratore? E dove videoregistratore si sarà cacciato quel pilota pulcioso! Vieni Van Persie Bello Vieni, toh! Toh!», prese a dire Thopper lanciando croccantini a destra e a manca.

Grazie per avere dato uno scopo alla mia inutile vita!, disse il Robottino Netturbino.

Thopper provò a calpestarlo, ma il topo meccanico s’intrufolò veloce veloce in quella che doveva essere la sua tana meccanica. Troppo veloce. Non si poteva neanche più tirare un calcio a un sorcio. Era tutto così inutile. Senza Van Persie il suo viaggio non aveva senso. La Vita non aveva senso. Forse un caffè poteva tranquillizzarlo? Ma sì, un caffè lo avrebbe fatto ragionare.

Si diresse verso l’astronavicella e, all’improvviso, la voglia di imprecare raggiunse il culmine: Van Persie aveva le chiavi! Ricordava la sua zampa pelosa che stringeva le chiavi del loro veicolo! Ricordava la sua zampa pelosa che introduceva le chiavi nella taschina pettorale!

«Ma che giornata del videoregistratore!», sacramentò Thopper pensando con nostalgia a quella morbida zampa bianca. A quella zampina… Era tutto così inutile.

«Che ne direbbe di una buona tazza di caffè?», disse una voce alle sue spalle.

Thopper si girò, dai suoi occhi di brace presero a fuoriuscire fulmini d’odio.

«Non mi guardi così? Cercavo solamente di essere gentile?», disse la donna col taccuino.

Il furibondo Capitano sentì all’improvviso il peso di tutta la sua vita cadergli sulle spalle.

«Allora? Guardi che non sono avvezza a insistere?»

Thopper la guardò e, arrossendo un poco, accettò l’invito.

La donna col taccuino in realtà... ?

  • È una Mental Coach? (100%)
    100
  • È una pazza scatenata? (0%)
    0
  • È analfabeta? (0%)
    0
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130 Commenti

  • Ciao, Massimo.
    Part of me, part of you è una delle mie canzoni preferite, è bellissima! Avresti dovuto mettere un link perché tutti, anche quelli che non la conoscono, potessero ascoltarla. Già solo questo dà a questo capitolo un tocco di magia irresistibile, poi ci sono le parole, il racconto del passato e di come si sia giunti a Van Persie, poetico, bello. Un degno finale per una storia strepitosa, ricca di spunti e idee geniali. Bravo, Massimo. Non avevo dubbi, ma bravo davvero.
    Ho visto che hai pubblicato una nuova storia, coi miei tempi, andrò a leggere.
    Alla prossima!

    p.s. molto blu e molto aperto a un lieto fine.

  • Capitolo 10)

    Ciao Massimo!

    Gran bella chiusura della storia. Toccante al punto giusto.
    Ho visto che hai già vestito i panni di nuovi personaggi, quindi complimenti per l’assidua dedizione alla scrittura! 🙂
    Non si può non rimanere affezionati ai protagonisti di questa vicenda. Hai sfruttato bene tutti gli elementi a disposizione, raccontandoci una bella storia. Inoltre, adoro quando le storie mettono su anche colonne sonore tanto belle!
    Grade! 😀

    Vado a leggere la prossima! 😉

  • Finale con romantici addii, tanta tenerezza metallica quasi-umana, e un futuro forse migliore in tasca.
    Una conclusione degna di un racconto denso di un quasi-tutto molto ben costruito, e raccontato.
    Vedo che hai già pubblicato e dunque vado a leggere… Grazie, bravo!?

  • Ciao Massimo!

    È stata una bella maratona, però sicuramente avrò perso per strada qualche dettaglio: penso che rileggerò il tutto con più calma – poi comincia già a mancarmi Thopper!
    Un finale scorrevole, che personalmente preferisco al posto di spiegoni in blocco.
    Inoltre, leggendolo, mi rendo conto che forse il nero avrebbe stonato: ottima scelta il blu, per perdere un po’ di lubrificante.
    Che gran coraggio questo figliuolo, credo che la sua operazione sia uno dei momenti più toccanti, insieme al sogno del padre… ma vedo che alla fine hai lasciato la possibilità di un seguito… arriveranno mai a Terraccinque?
    Mi auguro di sì, videoregistratore!

    Mi sa di aver scritto troppo, ma vorrei davvero ringraziarti per averci regalato dei personaggi così vivi e umani, che risaltano ancora di più in questo freddo mondo distopico.

    Vado a leggere la prossima storia, a presto!

    (P.s. Se ci sarà mai una continuazione, sarò tra i primi a seguirla).

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