LA DEVIAZIONE

Dove eravamo rimasti?

A questo punto direi di fare un salto indietro nel tempo: dove vuoi andare? Al cimitero comunale (60%)

Gocce di lubrificante

I led del robottino si illuminano: il suo sistema operativo viene invaso da migliaia di migliaia di dati. E tutti riguardano Thopper.

Ogni dato è un trip intergalattico, per il robottino; ognuno di quei dati gli fa l’effetto di un film in 3D, e le scene gli si imprimono nei circuiti. Non ho mai visto niente di più straziante, dirà in seguito, ai suoi nipotini.

Il robottino vede Thopper, un vento gelido gli sta facendo svolazzare il lungo cappotto. Thopper è accovacciato accanto a un bambino, gli sta cingendo la spalla, ed entrambi stanno fissando un muro di cemento e marmo sul quale sono stati ricavati diversi riquadri. Ogni riquadro è caratterizzato da una piccola cornice, con dentro una piccola fotografia. Thopper sta guardando quella di una donna dai capelli biondi tagliati corti. Thopper sta tirando su col naso; la mano, che stringe la spalla del bambino, è scossa da un leggero tremore.

Il Resoconto Emozionale, la sottile linea colorata situata in basso, passa dal rosso al viola. Dal viola al nero, e i pixels che formano la scena attaccano a pulsare. I pixels si gonfiano, e poi esplodono, formando una macchia nera che perdura per parecchi mesi. Il robottino osserva la data sovraimpressa in alto a destra, i numeri che si avvicendano con gran velocità.

Thopper sta passeggiando con suo figlio, la barra del Resoconto Emozionale è blu. Thopper sta dicendo a suo figlio che le cose stanno cambiando troppo in fretta, e che così non si può andare avanti. Gli dice che ha sentito al Notiziario Mentale che l’umanità presto verrà suddivisa in quattro grandi gruppi, e che si stanno costruendo quattro nuove grandi civiltà su altrettanti nuovi pianeti.

«Saranno pianeti tali e quali a questo», dice Thopper a suo figlio. «Ma saranno abitati in base alla classe sociale e al nucleo familiare.»

«Questo pianeta sta per morire. Lo sai, vero?», gli dice. Il bambino annuisce.

Thopper gli dice che loro sono stati assegnati a Terraddùe, il pianeta pensato e costruito per le famiglie, e che il resto dell’umanità andrà a vivere su Terratrè, Terraquàttro e Terracìnque. Gli dice che in un futuro prossimo l’essere umano potrà essere felice come non è stato mai. Gli dice che non ci crede.

Il robottino continua ad acquisire i dati di Thopper, e il suo sistema operativo li confronta in automatico con i dati con cui è stato programmato: Preistoria Terrestre, Storia del Nuovo Sistema Solare, Diritto Spazio Civico, Geografia Cosmica e Politica Intergalattica. Il sistema operativo del robottino contiene già tutte le informazioni che riguardano l’evoluzione dell’Essere Umano Moderno, la Struttura Temporale dei Miglioramenti Androidici e tutto quello che c’è da sapere su eventuali variazioni del CPU non consentite dalla Regolamentazione Universale. E si stupisce non poco quando vede le scene che riguardano il trasferimento dell’Anima Digitale del figlio di Thopper. Thopper sta stringendo la mano di suo figlio, il quale è disteso su una superficie orizzontale obsoleta e ha la calotta cranica aperta. Cavi e fili gli escono dal cervello, si aggrovigliano, coinvolgono in un dispositivo sconosciuto. Da qui ripartono, si raggruppano e si innestano nel collare elettronico di un Golden Retreiver. Il robottino è a conoscenza che i cani e i gatti sono stati i primi esseri umani a compiere il primo passo verso l’Evoluzione Androidica, e che la loro estinzione è coincisa con l’inaugurazione della prima grande catena di montaggio che ha dato alla luce i propri antenati. Sa anche che i primi cani robotici erano programmati per essere specializzati in certe determinate mansioni, e che ogni mansione corrispondeva a una colorazione del collare elettronico. Il robottino nota che il collare di Van Persie è rosso: Van Persie è un cane pilota, uno dei primi della prima generazione di cani robotici.

Le informazioni continuano a defluire veloci nel sistema operativo del robottino, e il suo Software Empatico analizza le scene. E il robottino si rattrista. Ora sa che Thopper ha deciso di rinunciare al corpo di suo figlio per poter vivere una vita migliore. Ora sa che per Thopper non è stato facile, prendere quella decisione, ma era la sola cosa che potesse fare. Sapeva che l’Ordinamento di Terraddùe non permetteva l’Emigrazione Galattica ai minori, e che il Trasferimento dell’Anima Digitale era una pratica diffusa principalmente in quelle classi sociali in cui gli androidi stentavano a integrarsi nella società.

Il robottino conta tutte le perdite di lubrificante che fuoriescono lente dagli occhi elettronici di Thopper, e il suo Software Empatico per un attimo va in crash. Il Software Empatico non capisce il significato di quelle perdite, perché non rileva malfunzionamenti di sorta. Il Software Empatico del robottino s’impalla, e fa andare in stallo tutto il CPU.
Poi, dopo una veloce procedura di riavvio – e a seguito di un aggiornamento rilasciato direttamente dal sistema operativo di Ipsilon – apprende.
E i suoi led luminosi incominciano a rilasciare gocce di lubrificante.

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  • Arancione (33%)
    33
  • Nero (11%)
    11
  • Blu (56%)
    56
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130 Commenti

  • Ciao, Massimo.
    Part of me, part of you è una delle mie canzoni preferite, è bellissima! Avresti dovuto mettere un link perché tutti, anche quelli che non la conoscono, potessero ascoltarla. Già solo questo dà a questo capitolo un tocco di magia irresistibile, poi ci sono le parole, il racconto del passato e di come si sia giunti a Van Persie, poetico, bello. Un degno finale per una storia strepitosa, ricca di spunti e idee geniali. Bravo, Massimo. Non avevo dubbi, ma bravo davvero.
    Ho visto che hai pubblicato una nuova storia, coi miei tempi, andrò a leggere.
    Alla prossima!

    p.s. molto blu e molto aperto a un lieto fine.

  • Capitolo 10)

    Ciao Massimo!

    Gran bella chiusura della storia. Toccante al punto giusto.
    Ho visto che hai già vestito i panni di nuovi personaggi, quindi complimenti per l’assidua dedizione alla scrittura! 🙂
    Non si può non rimanere affezionati ai protagonisti di questa vicenda. Hai sfruttato bene tutti gli elementi a disposizione, raccontandoci una bella storia. Inoltre, adoro quando le storie mettono su anche colonne sonore tanto belle!
    Grade! 😀

    Vado a leggere la prossima! 😉

  • Finale con romantici addii, tanta tenerezza metallica quasi-umana, e un futuro forse migliore in tasca.
    Una conclusione degna di un racconto denso di un quasi-tutto molto ben costruito, e raccontato.
    Vedo che hai già pubblicato e dunque vado a leggere… Grazie, bravo!?

  • Ciao Massimo!

    È stata una bella maratona, però sicuramente avrò perso per strada qualche dettaglio: penso che rileggerò il tutto con più calma – poi comincia già a mancarmi Thopper!
    Un finale scorrevole, che personalmente preferisco al posto di spiegoni in blocco.
    Inoltre, leggendolo, mi rendo conto che forse il nero avrebbe stonato: ottima scelta il blu, per perdere un po’ di lubrificante.
    Che gran coraggio questo figliuolo, credo che la sua operazione sia uno dei momenti più toccanti, insieme al sogno del padre… ma vedo che alla fine hai lasciato la possibilità di un seguito… arriveranno mai a Terraccinque?
    Mi auguro di sì, videoregistratore!

    Mi sa di aver scritto troppo, ma vorrei davvero ringraziarti per averci regalato dei personaggi così vivi e umani, che risaltano ancora di più in questo freddo mondo distopico.

    Vado a leggere la prossima storia, a presto!

    (P.s. Se ci sarà mai una continuazione, sarò tra i primi a seguirla).

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