La leggenda di Roma Sommersa

Dove eravamo rimasti?

Il prezioso manufatto si trova sull'isola? Sì, ma è caduto nelle mani di una sibillina setta religiosa (67%)

I Discepoli

-Come sarebbe a dire non l’avete più?!-

L’anziana capo villaggio batteva i denti terrorizzata mentre Glass le latrava contro ogni genere di improperi.

-Mi p-perdoni, signor Glass, ma ci è stato portato via… erano uomini di fede, come potevamo…?-

-Al diavolo la fede!- sbraitò il capitano, che nel frattempo solcava il pavimento della palafitta camminando avanti e indietro come un indemoniato.

Alle sue spalle, Arnau e Woods Jr assistevano sconfortati alla scena: il giovane quartiermastro scosse la testa, facendo danzare una cascata di ricci castani.

Poi, prudentemente, si avvicinò a Glass:

-Capitano, andiamo. Qui non c’è più nulla per noi.-

Lui non rispose. Rimase fermo, gli occhi fissi sulla donna che se ne stava appoggiata alla parete, tremante; sembrava una fiera pronta a scattare… poi:

-Dannazione- sibilò a denti stretti, e uscì, seguito a ruota dai due ragazzi.

Percorse di gran carriera il piccolo ponte di legno fino alla terraferma dove, sotto una palma ombrosa, lo aspettavano il signor Rivain, il nocchiere della ciurma, e la maestra d’armi di bordo, lady Hanami.

-Beh?- gracchiò il vecchio lupo di mare, perplesso.

-Abbiamo un lavoro da fare- fu la secca risposta del capitano.

                                                         ***                  

-Dunque, a quanto ci ha detto la vegliarda, un bel giorno sono venuti da lei questi dannati sacerdoti, i “Discepoli degli Antichi”, così pare si facciano chiamare. Hanno preso il nostro manufatto e si sono rintanati nel loro buco dall’altro lato dell’isola-

-“Discepoli degli Antichi”, eh? sembra che avessimo ragione. Il manufatto deve avere per forza qualcosa a che vedere con le civiltà precedenti alla Grande Onda- commentò Hanami

-Diamine, sì. Stavolta abbiamo fatto centro: mettiamo le mani su quell’aggeggio, e saremo un passo più vicini a Roma.

Ed ecco che cosa faremo-

                                                             ***

Alla luce della luna, quel posto pareva provenire da un mondo completamente diverso: sembrava più una grotta che un tempio. Un profondo buco scavato nella roccia, con le pareti e le scalinate ricoperte di piastre di metallo come la pelle di un serpente.

-Allora, giovanotti- esordì Rivain –sapete cosa cercare. Andate e, per tutto ciò che c’è di bello su questa dannatissima terra, non tornate a mani vuote. Occhi aperti e orecchie tese-

-D’accordo-

Arnau, Woods e Jenna sgusciarono fuori dai cespugli e silenziosi come ombre scavalcarono la staccionata marcescente che circondava il rifugio dei Discepoli.

Tutto taceva, tutto era immobile.

Finché non raggiunsero l’entrata del rifugio: non fecero in tempo a fare un passo oltre l’uscio, che l’intera galleria fu illuminata da centinaia di faretti che si accesero con un tonfo secco, come per magia. Un rumore che nel cuore della notte parve riverberarsi fino all’angolo più remoto dell’isola.

I tre giovani si acquattarono agilmente in un angolo cieco vicino l’ingresso, mentre faceva la sua entrata in scena Rivain, che nel frattempo si era versato addosso una bottiglia intera di rum e aveva cominciato ad intonare una vecchia canzone.

Nel giro di qualche secondo irruppero affannati due Discepoli armati di balestra e avvolti in lunghe toghe scure.

Allarmati, puntarono le armi contro Rivain e intimarono:- Questo non è posto per lei. Giri a largo!-

-Oh, amici! Hic! Andiamoci a scolare un po’ di rum!- recitò il vecchio

“Tutto secondo i piani” si disse Arnau “Quelle ricognizioni sono state utili”.

Quando aveva assistito per la prima volta all’accensione di quelle luci, era rimasto stordito: come poteva una tecnologia così antica funzionare ancora dopo tanto tempo?

-Andiamo- sussurrò Woods, facendo ripiombare Arnau nella realtà.

Approfittando della performance di Rivain, scivolarono senza farsi notare lungo la parete ed entrarono; prima muovendosi lentamente, poi correndo più veloci di quanto la prudenza potesse consigliare: tuttavia, avevano pochi minuti a disposizione per trovare il manufatto prima che nel tempio qualcuno si svegliasse e desse l’allarme.

Pertanto, Arnau si costrinse a non mettersi a studiare ogni nicchia, ogni porta, ogni centimetro di quel luogo così assurdamente fuori dal tempo.

-Ci siamo-

Si erano fermati davanti all’ultima stanza in fondo al corridoio, quella che, secondo le informazioni che avevano raccolto, doveva essere una sorta di “tesoreria”.

-Accidenti…- commentò Arnau, a bocca aperta.

Il giovane si riempì gli occhi di tutta quella conoscenza, tutta quella storia, come se gli antichi gli stessero urlando attraverso i secoli come erano vissuti, mostrandogli la loro quotidianità: recipienti crepati e incrostati di umidità, mobilia di uno strano materiale duro e flessibile, e una quantità spropositata di oggetti simili a quadri di vetro nero, di tutte le dimensioni.

Finché il suo sguardo non si posò su di una sorta di minuscola scatoletta, ornata da piccoli bottoni a lato e una lente scura. Proprio come la capo villaggio aveva descritto il manufatto.

-Eccolo!- sussurrò eccitata Jenna –Lo abbiamo trovato!- 

Il manufatto è stato recuperato. Quali preziose informazioni rivelerà?

  • Gli ultimi giorni di uno scienziato (80%)
    80
  • Le memorie di un militare (20%)
    20
  • Il viaggio di una bambina profuga (0%)
    0

Voti totali: 5

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

23 Commenti

  1. Buongiorno Maurizio, mi hai spiazzato.
    Sembra che tra il primo e il secondo capitolo manchi qualcosa, non riesco a seguire l’avvicendarsi delle scene, passi dal primo al secondo senza dare continuità a quella che era la chiusura.
    Anche nel secondo episodio trovo elementi slegati, e come se saltassi di palo in frasca senza darci modo di capire quello che dici.
    Il lettore ha bisogno di parole per seguire l’azione e le scene, senza diventa impossibile.
    Scusami per la franchezza.
    Al prossimo, con più attenzione
    pienne

    • Ciao pienne, figurati anzi grazie, sono le critiche che ci fanno migliorare. Quello che posso dire è che, come già ho esposto a Red Dragon, il limite di 5000 battute ad episodio si sta dimostrando parecchio difficile da rispettare. Pensa che ho dovuto suddividere questo episodio in due, l’altra metà sarà pubblicata nel terzo episodio.
      Pertanto, essendo ansioso di sviluppare al meglio i vari elementi della trama, ho sperimentato questo escamotage dei “tagli di scena”, come in un copione di un’opera teatrale. Spero di riuscire a “riconquistarti” nel prossimo racconto 🙂

      • Su questo hai ragione, è limitativo.
        lasciami dire comunque che l’obiettivo finale deve essere a mio giudizio sempre il lettore, per cui dovremmo profondere il max impegno per rendere scorrevole i testi scritti.
        Ti ripeto, la storia la ritengo comunque valida, solo un po più di attenzione.
        A presto, ciao
        pienne

  2. Ciao Maurizio,
    direi che il manufatto contiene le memorie di uno scienziato. Vediamo cosa ci racconterà, a questo punto sono curiosa di sapere cosa è accaduto al mondo a un certo punto e come, gli abitanti della terra, sono riusciti a far sopravvivere la specie.
    Aspetto il nuovo e episodio.
    Alla prossima!

  3. Ciao Maurizio eccomi qui,
    Altro bel capitolo interessante, si inizia a respirare l’avventura, la tensione e l’ansia, bravissimo complimenti. Mi piace il fatto che ci sia una donna a bordo, di solito ci sono sempre e solo uomini, quindi già per questo adoro questa storia!! Comunque ora sono curiosa di sapere che cosa ti inventerai riguardo a questo manufatto!
    Ps. Scienziato… aspetto il prossimo capitolo a presto 😉

  4. Ciao Maurizio, mi piacciono le storie di pirati in generale, con me sfondi quindi una porta aperta, in questa mi pare, però, di sentire una ventata di aria fresca, aspetto di leggere il seguito, l’inizio comunque mi piace, continua così.
    In bocca al lupo, pienne

  5. Ciao Maurizio eccomi qui,
    Benvenuto su the incipit (penso) 😂!
    Ho letto il tuo commento dalle mie parti, e curiosa sono entrata qui.
    Comunque è davvero una bella storia la tua! Premetto che i pirati e tutto ciò che riguarda loro mi piace un mondo, e già come inizio lo trovo molto affascinante! Bravo! Sono curiosa di sapere di più riguardo la storia di Roma, continua così!
    Ps. Setta… seguo e aspetto il prossimo capitolo a presto 😉

  6. Ciao Maurizio, incuriosito dal titolo del tuo racconto che ho letto sul tuo commento, sono passato a vedere che combini.
    Ebbene un gruppo di pirati postapocalittici alla ricerca di un antico manufatto, non potevano che accendere la mia curiosità. In fondo ho un debole per le storie piratesche. Il fatto che, come diceva Keziarica qua sotto, i pirati usino una terminologia piratesca del ‘700… non può che essere un valore aggiunto 😀
    Ti seguo.
    Ciao,

    a presto

  7. Ciao Maurizio,
    una storia di pirati, rivisitata e riadattata a un futuro apocalittico… Bella idea, mi piace.
    Non ho nulla da obiettare, il capitolo è ben scritto, tuttavia ho notato che la terminologia si avvicina molto a quella di pirati del ‘700, un po’ troppo vicina a Jack Sparrow, per intenderci. Ma la vicenda si svolge nel futuro. Forse avrei preferito un approccio diverso, almeno nei dialoghi, alla storia.
    Rimane comunque una bella storia, e aspetto di conoscerne il seguito.
    Alla prossima!

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi