Giochi a somma zero

Dove eravamo rimasti?

Se ci avete fatto caso, Lester Duff ha una particolarità. Nel prossimo episodio la scopriremo (78%)

Uomini e topi

Che fosse simpatico era innegabile, ma gli metteva anche soggezione, e non per la sua notorietà internazionale: al cospetto di Lester Duff, le abilità affinate da Matteo non erano di aiuto. Sulle prime, tuttavia, la compagnia dello scozzese fu rilassante. Parlarono a ruota libera di cazzate varie, ma soprattutto di questa o quella celebrità, su cui il regista aveva una miniera di aneddoti personali. Più la conversazione si faceva disinvolta, più le battute sulle attrici si facevano pesanti. Intanto andava in onda, a volume minimo, un talk show in cui si sarebbe discusso del caso Nobili. Quando fu il momento, Matteo alzò l’audio.

«Ti piace sentire tipi come quello, vero?», domandò Lester dopo almeno mezz’ora di trasmissione. Si trattava di un prete, un esorcista di discreta fama in Italia. Era dell’avviso che Satana fosse in piena attività nell’area brianzola: l’uomo decapitato andava ad aggiungersi al massacro, fresco di pochi mesi – ottobre 2013 – di due ragazze bianche da parte di due uomini del Burkina Faso, qualcuno diceva “nell’ambito di riti tribali africani”. A qualche anno prima risalivano famosi omicidi e stupri “a sfondo satanico” compiuti da una setta. Anche tra vicini di casa, conflitti in apparenza banali erano sfociati talvolta in carneficine degne dei peggiori splatter. E che dire del sacrilego romanzo ambientato proprio in quelle lande, che una disgustosa troupe televisiva stava per mettere in scena? Ricostruito così il quadro d’insieme, per l’esorcista un siffatto “trionfo del male” non poteva che scaturire da una “radicata presenza satanica” in zona.

«Più che altro mi affascina che tanta gente creda a narrazioni tanto fiabesche», rispose Matteo. «È come rendersi conto che gran parte degli adulti teme ancora le streghe e i vampiri… intrigante».

«Quindi non hai dubbi, tutte queste narrazioni sono inventate di sana pianta».

«Tu hai idee diverse?» Un Lester Duff credente non gli sembrava credibile.

«Immagina un gruppo di topi da laboratorio. Cosa dovrebbero pensare? Che speranze hanno di comprendere il contesto in cui vivono e le sue cause? Se ti dicessi che il nostro destino è nelle mani di esseri superiori che fanno esperimenti su di noi, mi prenderesti per un idiota. Eppure nel caso di quei topi è la verità. Perciò io non escludo mai nulla».

Matteo rimase colpito: il prof di filosofia al liceo, quando aveva spiegato lo scetticismo, era stato molto meno convincente. Proprio nel cercare una collocazione alle nuove riflessioni, tornò all’origine di quella strana serata, cioè alla presenza di Lester. Si rese conto di non aver ancora capito perché fosse lì, non aveva detto che c’era qualcosa di urgente di cui parlare? Che urgenza potevano avere i massimi sistemi? Di colpo il regista gli apparve ancor più elusivo di prima; la fase di confidenza era durata poco. In fondo Lester era sempre stato sospetto. Era l’unica persona di cui Matteo non riusciva ad “annusare” le emozioni.

«Les, ma esattamente di cosa eri venuto a parlare?»

«Perché, ti sembra di aver sprecato tempo?»

«No. Ma finora non mi avevi mai cercato a orari strani, anzi non ci eravamo mai visti senza averlo stabilito in anticipo, stasera inv»

«Forse era il momento giusto per farti venire dei dubbi, tutto qui». Ora si esprimeva come un saggio maestro giapponese hollywoodiano. Credeva di poterlo trattare da ritardato?

«Scusa ma sembra una risposta da film, non da realtà. Perché proprio stasera?»

Lester lo ignorò. «E i dubbi sono utili a farti uscire dal tuo nichilismo forzato. L’hai usato per andare avanti, ma quel che non sai è che sta facendo danni di altro tipo. Sei bravo, non è da tutti andare avanti dopo aver ammazzato qualcuno con premeditazione, ma ora devi cambiare metodo».

Matteo non sapeva cosa dire o fare e nemmeno come fosse più opportuno sentirsi… ma ricordò di essersi sentito proprio in quel modo quando stavano arrivando le forze infernali. Un momento, che cazzo era successo? Ah, giusto, così i pezzi combaciavano. Ma ora quindi soffriva anche di allucinazioni? Doveva ammettere che Lester (chiunque o qualunque cosa fosse) non aveva tutti i torti sulla sua salute mentale.

«Ora vado, tu dormici sopra», gli consigliò avviandosi alla porta.

«Les?»

«Sì?»

«Probabilmente quei topi non capiscono una mazza di come stanno le cose, e si sentono inermi in mano a esseri onnipotenti. Ma noi sappiamo che in realtà sono messi molto meglio di quanto credano. Si comportano come noi praticamente in tutto, ed è normalissimo: che differenza c’è tra il cervello di un topo e il nostro, in confronto alla differenza tra il cervello di un topo e quello di un insetto? La distanza evolutiva che ci separa dal topo è praticamente nulla. I suoi carcerieri e carnefici sono ben poco “superiori”. Se sapessi che qualcuno ci tiene in ostaggio allo stesso modo, penserei solo che dovremmo tentare la fuga e organizzare la resistenza».

Stavolta a rimanere colpito sembrò Lester. Squadrò Matteo per qualche secondo e finalmente se ne andò, senza aggiungere nulla.

Dopo questa sera, la prima preoccupazione di Matteo sarà:

  • Che fare del peso con cui vive da cinque anni? Decide di confessarlo a qualcuno (56%)
    56
  • Che sta succedendo nella mia testa? (11%)
    11
  • Cosa sa Lester e come fa a saperlo? (33%)
    33

Voti totali: 9

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43 Commenti

  1. Ero indecisa tra le prime due opzioni, ma “cosa sa Lester” mi sembra prioritario. Leggendo il capitolo mi è venuto il dubbio che questo Lester (e forse altri personaggi già visti nel racconto) esistano solo nella fantasia di Matteo. Che forse questa coscienza non ce l’ha poi così elastica e si è un po’ frammentato nello spirito.
    Vorrei anche sapere del crimine e di come sia passato sotto silenzio per 5 anni. E Matteo è “cosciente” di essere stato posseduto da forze sataniche o è stata un’illuminazione/allucinazione improvvisa? insomma: un sacco di domande 🙂
    Ciao

    [Sto cercando di smettere con i consigli di stile, ma “Un Lester Duff credente non gli sembrava credibile” è proprio stridente. Uno dei due aggettivi con radice credere merita un sinonimo.]

    • Non preoccuparti, mi piace ricevere consigli di stile… per poi decidere che ho ragione io 😀
      L’uso di credente e credibile è intenzionale, per lo stesso motivo per cui a te stride: a me sembrava di creare un effetto vagamente comico che ben si adattava a quel preciso momento. Perché ben si adattasse, non so spiegartelo 🙂

      Mi impegnerò a chiarire nel prossimo capitolo ciò che a questo punto del racconto dovrebbe essere chiaro, 5000 battute permettendo…

  2. Arrivati a questo punto, potrebbe essere necessario aprirsi con qualcuno, ogni peso diventa meno ingombrante se condiviso con qualcun’ altro, almeno io la penso così!
    Complimenti, i dialoghi tengono incollata la mia curiosità, e questo mi piace!
    Ci ritroviamo al prossimo ed effervescente contatto con Matteo.
    Ciao Kivar e buon lavoro!

  3. Ciao!

    Più si va avanti è più diventa intrigante: bravo davvero!
    L’unica nota dolente è l’utilizzo dell’abbreviazione “inv.” , suona poco di dialogo. Nel parlato quotidiano mica utilizziamo “inv.” , utilizziamo “invece”.
    Ho votato per ” che fare del peso…”

    • Mi è partito il commento:).. così grandi e con una diversa forma di pensiero, quantificare il livello di intelligenza di un insetto dal nostro modo di percepirlo? Forse noi stessi siamo scarafaggi agli occhi di creature molto più grandi di noi che non riusciamo a vedere, a comprendere.

      E io ci credo, sai? Abbiamo molto ego, noi umani, ma non siamo i migliori.

      Comunque a questo punto c’è bisogno di risposte; bisogna capirci qualcosa. Voto per sapere cosa sa Les e come lo sa.

  4. CIao Kivar,
    E se la nostra vita fosse frutto di un esperimento? E se qualcuno si divertisse a metterci in determinate situazioni, così, tanto per fare qualcosa… se i n ostri limiti non dipendessero da noi, ma dalle decisioni prese da esseri superiori, e se esistessero i Marziani…
    Forse lo pensano anche i topi 😳
    Molto interessante anche questo capitolo, sassolini o non sassolini 😉.
    Voto la Confessione
    Alla prossima!

  5. Restiamo su Lester Duff.
    In tutto ciò ho due sole certezze: Matteo non sta bene e nel 2009 è successo qualcosa di grave 🙂
    È caotico, ingarbugliato, spaesante, non si capisce cosa stia succedendo, cosa sia vero e chi sia il pazzo, eppure riesci a mantenere un filo e ti si legge con piacere. Chapeau.
    Davvero, cominceremo a capire qualcosa dal prossimo capitolo?

  6. Voteremo in massa per “la scopriremo” per il semplice motivo che le altre due opzioni non c’entrano nulla con la domanda sulla particolarità di Lester Duff.
    Scorrevole l’episodio, ottima la leggibilità, apprezzabile lo stile di scrittura. Dal punto di vista del plot del racconto, hai seminato un po’ di indizi e tratteggiato la personalità del protagonista e va bene così, anche perché siamo solo al secondo episodio e non è chiaro se gli altri personaggi che hai introdotto siano funzionali alla trama o (spero di no) un mero riempitivo.

    • Sì, nelle opzioni ho fatto un disastro. Grazie dei complimenti e, no, gli altri personaggi non sono un mero riempitivo, nella maggioranza dei casi.
      Dai tuoi commenti mi pare di non averti fatto venire dubbi su sogni, visioni o altro, il che è rincuorante 🙂

      • Sai, io sono un insopportabile perfezionista, pedante e pignolo: non leggo velocemente, se ho dubbi torno a rileggere anche gli episodi precedenti. In ogni caso non leggo troppi racconti contemporaneamente – e raramente leggo i commenti altrui – proprio per non confondermi le idee. Confermo che non ho dubbi sul tuo racconto.

  7. Di bene in meglio Kivar. Questo secondo episodio mi ha incuriosito ancora più del primo. Scrivi davvero bene, ti faccio i miei complimenti. E’ molto piacevole leggerti. Probabilmente ho preso una cantonata assurda ma secondo me Lester Duff è un bambino. Nel vederlo all’ora di cena si stupirono tutti, non l’avevano mai visto andare in giro da solo, e non rifiuta mai cibo o bevande. Non lo so, secondo me la sua particolarità potrebbe essere questa 🙂 Ovviamente ho votato per “la scopriremo”.
    Alla prossima 🙂

    • È molto piacevole leggere commenti come questo 😊
      Mi piace anche il tuo ragionamento sul regista, anche se, come ho scritto sotto, c’è davvero troppo poco per il lettore, e il modo in cui ho posto la domanda non lo mette certo sulla strada giusta. Purtroppo questo scombussola anche la scelta finale fra le tre possibilità. Speriamo che l’errore mi serva per il futuro. Grazie e alla prossima 🙂

  8. Ciao Kivar,
    sta sempre in compagnia e gli piace scroccare? 🙂 Non saprei, quindi ho scelto l’opzione della scoperta.
    Ti devo confessare che non ho capito molto di questo capitolo. Un sogno dentro il sogno o un sogno nuovo? Mi pare ci siano troppi accadimenti, tutti insieme, e che questo provochi un po’ di confusione in alcuni lettori, me per esempio. Ti assicuro che anche io a confondere le idee sono bravissima!
    Aspetto il nuovo capitolo per cercare di capire di più.
    Alla prossima!

    • Ciao Allegra_Dubois 🙂
      Forse hai ragione, ho fatto succedere troppe cose. Credo sia la fretta di cominciare davvero la storia (accadrà nel prossimo capitolo, o almeno questo è il programma).
      Ma tu sei parente di quella Dubois sensitiva che al contrario di Matteo collabora con la polizia? Per questo sei fissata coi sogni? Addirittura un sogno dentro il sogno? 😀
      Pensa che speravo di chiarire qui la confusione che potevo aver generato nel primo episodio… ad ogni modo sono felice della tua presenza, vediamo come andrà col terzo! 🙂

  9. Mi piace il fatto che questo racconto non sia così chiaro, tutto nero su bianco, come una favola che inizia con ‘c’era una volta’ e continua lineare fino al ‘e vissero felici e contenti’. Il tuo incipit crea quel tipo di ‘confusione’ che sai ti porterà da qualche parte alla fine; è intrigante:)

    Matteo è un sensitivo, scrittore, regista……ma ha anche un lavoro?
    Voto di scoprire la particolarità di Duff perché a me è decisamente sfuggita, a parte che è scozzese e tralasciando il fatto che non usano le mutande sotto i kilt non sono poi così particolari 😀
    Ciao!

    • Mi piace che ti piaccia, spero continui a piacerti 🙂

      Finora a Matteo è andata troppo bene per aver bisogno di lavorare davvero :-D, posso anticiparti che studia o forse finge solo di studiare all’università, questa parte della sua vita è solo abbozzata anche per me al momento.

      Mi sto rendendo conto, anche leggendo i commenti successivi al tuo, che la “particolarità” di Duff era più nella mia testa che nelle righe di questo episodio, quindi tranquilla, è normale non trovarla (ma dai, non hai notato che non ha la cornamusa?! :-D)

  10. Stuzzicante come incipit.
    Quello che più mi incuriosisce sarà vivere l’altalena che Alice dovrà spesso cavalcare relativamente all’entusiasmo e la perdita di pazienza che Matteo, continuamente, riuscirà a provocarle.
    Una coppia perfetta, direi.
    Ti seguirò e credo che l’interruzione ci farà scoprire qualche altro bel personaggio.
    Alla prossima.

    • Grazie Alexander! Ma non ho scritto da nessuna parte che l’attuale incomprensione tra i due sia causata da una qualche stranezza di Matteo. Sebbene lui per varie ragioni non sia la persona più normale del mondo (ma riesce a sembrarlo, di solito). Vedremo…

    • Grazie Flow!
      Pensa che lui non assume neanche strane “caramelle”! 😀
      Come ho già detto proverò a delineare meglio il protagonista, a mettere qualche punto fermo.
      E in effetti quella descrizione del libro è smaccatamente ispirata a Game of Thrones 🙂

  11. Ciao Kivar, e complimenti per il tuo incipit. Hai saputo dire e non dire, che per un buon inizio è un tratto fondamentale per suscitare interesse e curiosità nel lettore. Matteo promette di essere un protagonista fuori dagli schemi e pieno di sorprese. Ti seguo con piacere in attesa di saperne di più su quello che è successo nel 2009 e su Matteo ovviamente. Ho votato per “nulla per ora.”
    Al prossimo episodio e buon fine settimana 🙂

  12. Ciao Kivar,
    siamo nella testa di un matto? O di un quasi matto a cui è capitato qualcosa di orribile nel 2009?
    È un incipit interessante, ben scritto, intrigante che ha già piazzato sulla via della storia, diversi sassolini a cui dare un significato, e lo ha fatto molto bene.
    Aspetto il prossimo capitolo e direi che Matteo non fa nulla, perché qualcosa li interrompe.
    Alla prossima!

    • Ciao keziar, sei gentilissima, non potevo sperare in un primo commento migliore.
      Se e quanto Matteo sia matto, direi che non è il caso di dare spiegazioni qui, ma hai fatto bene a chiedere: ora so che su questo punto dovrò essere meno ambiguo.
      Peccato che la tua storia sia così avanti, ma prima della fine proverò comunque a passare da te e dire la mia. Ciao e grazie ancora!

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