Elisabeth e il segreto di Stephen Black.

Dove eravamo rimasti?

Cosa trovano non appena aprono la porta? Entrambe le due possibilità sopra. (100%)

L’intruso

L’ingresso era completamente distrutto, tutti i mobili e i vari oggetti giacevano a terra come se fosse appena passato un tornado, Elymir mi fece segno di aspettare ed entrò avanzando lentamente.

Lo seguì non volendo rimanere sola, anche la sala era distrutta, ogni cosa era per terra, perfino le finestre erano rotte.

Io e lui ci guardammo chiedendoci il motivo di tutta quella distruzione, non era mai entrato un ladro in casa ma non credevo che distruggessero in questo modo.

Entrando in cucina vedemmo una pentola sul fuoco, nessuno dei due l’aveva messa, Elymir la spense subito:

<< eccoti qui folletto! >>

Ci girammo sorpresi, seduto alla tavola c’era un uomo ma era nascosto dalla penombra per quello non ce ne eravamo accorti.

<< chi sei? >> domandò Elymir spingendomi dietro di lui.

<< come? Non riconosci un vecchio amico? >>

Si alzò permettendo di vederlo meglio, la prima cosa che notai fu una cicatrice partire dalla coda dell’occhio destro fino al mento: aveva i capelli castani e gli occhi rossi.

<< Jihr… cosa ci fai qua? >>

<< lo sai perfettamente…un momento chi è quella ragazza? >>

Mi guardò seriamente, mi sentii a disagio distolsi subito lo sguardo:

<< non ci posso credere, ha una figlia…uno come lui, padre. Divertente. >>

<< non so dove sia. >> rispose Elymir

<< ah ah, smettila folletto. Dovresti sapere cosa sono in grado di fare, perché rischiare? soprattutto in sua presenza. non vorrai che si faccia male, cosa direbbe il suo paparino se le accadesse qualcosa? ti disprezzerebbe dopo tutto quello che ha fatto per te. oppure puoi collaborare, così entrambi avremmo dei vantaggi, a te la scelta. >>

Guardai Elymir lo fissava seriamente, qualsiasi cosa cercasse doveva essere importante.

Proprio prima che potessi dire qualcosa Elymir gli lanciò contro un incantesimo gridandomi di scappare, corsi alla porta vedendo l’uomo bloccarlo e ricambiando il gesto.

Continuarono a lanciarsi incantesimi, finche l’uomo non ne lanciò uno potente: Elymir non riuscii ad evitarlo, cadde a terra ferito gravemente.

Vidi l’uomo ridere e andare verso di lui, gli mise un piede sul petto per impedirgli di scappare:

<< voi folletti non siete bravi con gli incantesimi, l’unica cosa che dovreste fare è servire. Dovevi continuare il lavoro dei tuoi, perlomeno saresti utile. >>

Era molto debole, riuscì a dire solo poche parole che però non compresi.

L’uomo stava per lanciargli un incantesimo che l’avrebbe sicuramente ucciso, lo bloccai lanciandogliene uno io che lo feci cadere.

Avevo già perso mio padre non potevo perdere anche Elymir!

<< si può sapere cosa cerchi?! >> esclamai disperata, non ne potevo più.

Fece un sorriso malizioso, si alzò e rispose:

<< il talismano di tuo padre ovviamente. Se me lo dai risparmierò questo inutile folletto e giuro che non mi vedrai più. >>

Guardai Elymir, non sapevo nulla di un talismano:

<< non farmi perdere tempo ragazzina, allora? >>

<< papà non mi ha mai parlato di un talismano ma se mi dici com’è fatto posso cercarlo. >>

<< molto bene. È una pietra con inciso una runa. >>

Una pietra con una runa, sapevo dove si trovava, indossavo sempre una collana così, me l’aveva regalata papà quando avevo 8 anni: dicendomi che mi avrebbe protetto.

Non volevo dargliela, era un caro ricordo di papà, ma Elymir era più importante.

Mi tolsi la collana e gliela porsi, me la strappò di mano e la guardò, nel frattempo corsi da Elymir per aiutarlo.

L’uomo mi afferrò per la gola e disse di non scherzare, gettò la collana a terra dicendo che non aveva tempo da perdere.

Mi sussurrò che il tempo era scaduto, mi gettò a terra e andò da Elymir, puntò un dito contro di lui e lanciò l’incantesimo uccidendolo.

Gridai no, scoppiai a piangere disperata, ora ero completamente sola:

<< tu sei la prossima…>>

Prima che riuscisse ad afferrarmi, qualcuno gli lanciò un incantesimo: mi girai, Stefano si trovava sulla porta.

Venne da me per controllarmi, domandò se stessi bene ma non riuscivo a parlare dallo shock.

Il suono di un vetro rotto risuonò, Stefano corse in quella direzione mentre io mi avvicinai a Elymir.

Provai a scuoterlo ma ovviamente era troppo tardi, ritornai a piangere stringendolo.

Pochi minuti dopo qualcuno mi toccò la spalla, pensando fosse di nuovo quell’uomo gridai:

<< tranquilla sono io. >>

Stefano mi aiutò ad alzarmi e mi portò fuori di casa dicendomi che dovevamo andarcene, un umano aveva chiamato la polizia e sarebbe saltata la copertura se mi avessero scoperto.

Prima di andare però bruciò la casa con un incantesimo, mi afferrò per il braccio e mi trascinò via, mi liberai guardandolo male:

<< dove mi stai portando? >>

<<  a casa mia, andiamo! >>

<< no! Chi sei in realtà? E che significa quel simbolo? >>

<< non è il momento, andiamo! >> cercò di afferrarmi ma mi spostai.

<< dimmelo, altrimenti non farò un passo! >>

Cosa risponde?

  • Cammina o ti lancio un incantesimo! (0%)
    0
  • Il mio vero nome è Rajh, per ora non posso dirti nulla, ma ti prometto che ti spiegherò tutto. Ma non qui, dobbiamo muoverci in fretta. (0%)
    0
  • Sono tuo fratello (100%)
    100
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18 Commenti

  1. Mi dispiace ma Jihr non ce lo vedo a fermarsi: lo uccide! Se poi questo significa che gli altri maghi lo faranno fuori o meno, dipende da te 😉
    Prossimo capitolo, ultimo capitolo: spero non vorrai far finire tutto a schifio e di vedere presto il seguito 😉

    Ciao 🙂

  2. Anche se sono stato tentato, per una volta evitiamo Jihr e facciamo un Troll. Jihr farà la sua ricomparsa quando lei potrà far qualcosa di più di “mamma! aiuto!” 😀 😉

    Riesci sempre a ben dipingere i rapporti tra queste persone 🙂

    Ciao 🙂

  3. Porca misera!
    Non glielo disse 😉

    A parte qualche errorino qua e là, questo capitolo mi ha appassionato molto 🙂

    Ciao 🙂
    PS: Secondo me stai andando troppo veloce e la gente non fa in tempo a votare. Prova ad attendere 2 o 3 giorni prima del prossimo capitolo (io attendo una settimana).

  4. Sono tuo fratello (becca, incarta e porta a casa).

    Il capitolo ha diversi problemi di punteggiatura (due punti mancanti o che ci sono dove non dovrebbero essere), inoltre la frase:
    —————————
    Pochi minuti dopo qualcuno mi toccò la spalla, pensando fosse di nuovo quell’uomo gridai:
    <>
    —————————-
    ha poco senso 😉

    Per il resto non mi aspettavo la morte del folletto: avrei voluto sapere qualcosa di più su di lui 🙁

    Ciao 🙂

  5. Ciao Lea,
    Il fantasy non è per tutti; non lo è per me,per esempio. non credo sarei in grado di scriverlo perché pur avendo molta fantasia non riesco a volare così in alto da inventare mondi troppo nuovi.. vorrei tanto! Quindi a volte provo a leggere chi ne sa più di me e magari ad imparare qualcosa di nuovo. Per ora seguo il tuo e vediamo che succede 🙂

    Ps-un piccolo ‘aiuto’… quando usi il passato per la prima persona singolare, non usi “ì’, ma “ii”. Quindi io annuii, riuscii, sentii ecc.. ciao, buona scrittura e alla prossima!

  6. Ciao!
    Il Fantasy mi appassiona e il tuo racconto m’incuriosisce perché sono abituato alle vicende di umani, stregoni, elfi, folletti e orchi in ambienti tutt’altro che moderni, ti seguirò sicuramente!
    Ho votato per il tatuaggio, perché dietro ad ogni simbologia equivale un significato atavico e concreto.
    Alla prossima!

  7. Ciao! Complimenti per il capitolo, mi piace molto il modo che hai di scrivere, e mi piace l’idea di un fantasy ambientato in Italia! Se posso darti un consiglio cerca di stare attenta alle ripetizioni, tipo quando hai scritto “notai un tatuaggio sul suo braccio quando allungò il braccio”, anche se credo siano errori di sbadataggine più che altro (a me capita un sacco di volte 😂)! Io comunque ho votato per il tatuaggio di Stefano! Alla prossima!

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