Elisabeth e il segreto di Stephen Black.

Dove eravamo rimasti?

Cosa risponde? Sono tuo fratello (100%)

La storia di papà

<< sono tuo fratello…>>

Lo guardai scioccata, mio fratello? Mi doveva prendere in giro.

<< mi prendi in giro?! >>

<< credimi lo vorrei tanto. >>

<< ma come…>>

Mi interruppe afferrandomi il braccio ordinandomi di correre, troppo confusa lo seguì.

Smettemmo arrivati davanti a un palazzo, mi spinse dentro obbligandomi ad entrare in quella che credo fosse casa sua.

Bloccò la porta e mi ordinò di sedermi, rimasi però in piedi fissandolo mentre afferrava vari ingredienti magici.

Prese cinque ingredienti, da cui distinsi una salamandra, una penna argentea, un dente e una zampa, mormorò qualcosa: probabilmente una formula.

Pochi secondi dopo gli ingredienti si unirono come pezzi di un puzzle, formando un vortice,  indietreggiai sorpresa:

<< andiamo. >>

<< dove? >>

<< a casa di mia madre. Ti spiegherò tutto lì. >>

<< come faccio a fidarmi di te? >>

<< non hai scelta, o me o quel stregone. Dato che non sei brava con gli incantesimi ti consiglio di seguirmi. Tieni. >>

Mi allungò la collana che mi aveva dato papà, e che avevo mostrato allo stregone.

La presi e l’indossai ma non mi mossi.

Sbuffando aggiunse che mi avrebbe lasciato lì, l’uomo mi avrebbe trovato subito dimostrando la mia stupidità.

Fece un gesto con la mano e attraversò il portale.

Approfittando della sua assenza feci mente locale della situazione, ero completamente sola e quel uomo stava cercando di uccidermi, nonostante le sue frecciatine era l’unico che ancora non mi aveva fatto nulla.

Il portale c’era ancora, feci un profondo respiro e chiudendo gl’occhi l’attraversai: sperando che non mi prendesse in giro.

Sentii il mio corpo sospeso nell’aria, avevo paura di aprirli ignorando cosa avrei visto: li riaprii solo quando tutto si fermò.

Ero in una casa, esattamente sul pavimento della sala, mi guardai intorno incuriosita.

Mi alzai e solo in quell’istante sentii delle voci provenire dalla stanza accanto.

Prima di seguirle mi affacciai alla finestra per capire dove mi trovavo, vidi solo un prato verde.

Entrai nella stanza accanto, era seduto di fronte a una bella donna, sembrava troppo giovane per essere la madre.

Attirai la loro attenzione:

<< eccoti qui! >>

<< non mi fido di te, ma per ora non ho scelta. >>

<< non preoccuparti, prima portiamo il talismano all’organizzazione e prima le nostre strade si dividono! >>

<< Rahj! E le buone maniere?! >> esclamò la donna.

<< le ho perse il giorno in cui ho scoperto della sua esistenza! >>

Si alzò e uscì dalla stanza, lei sospirò e scosse la testa poi mi guardò e sorridendomi mi fece segno di sedermi.

Mi sedetti di fronte a lei:

<< ti chiedo scusa. Non c’è l’ha con te, ma con vostro padre. >>

<< allora è vero che siamo fratelli. >>

<< si. E devo ammettere che tu sei la sua immagine sputata. Mentre lui non ha preso nulla da lui. Anche questo gli da fastidio. >>

<< e perché tu non sei arrabbiata? >>

Fece un piccolo sorriso e mi disse che dato che si conoscevano fin da bambini lo comprendeva fin troppo bene.

Mi raccontò tutta la sua storia, i suoi genitori morirono quando lui aveva 8 anni uccisi da uno stregone nero, lui sopravvisse perché riuscì a scappare.

Suo padre prima di farlo andare gli diede il talismano, raccomandandosi di non farlo mai cadere in mani sbagliate, in quanto era in grado di offrire una forza immensa a chiunque lo possedesse.

Nelle mani giuste avrebbe portato pace e prosperità, e protetto il mondo magico.

Ma nelle mani sbagliate porterebbe distruzione e guerre.

Non sapendo dove andare iniziò a vagare da solo, ma incontrò solo persone senza scrupoli che lo sfruttavano, venne ingannato più volte fidandosi troppo.

Per fortuna conobbe anche persone buone che lo aiutarono.

Poi un giorno, mentre attraversava un paese in Irlanda, sentì un grido d’aiuto, uno stregone stava di fronte a un piccolo folletto: Elymir.

Lo salvò giusto in tempo prima che lo uccidesse, da quel giorno rimasero sempre insieme.

Non passò molto tempo che incontrarono lei, Auriel, anche lei orfana: si unì a loro incoraggiata da papà.

Lui aiutò molte persone, nonostante non avesse nulla non negava mai soccorso.

Nonostante tutta la crudeltà che aveva incontrato non ebbe mai un momento di risentimento verso le persone che l’avevano ferito.

Passarono gli anni e incontrando molti stregoni si rese conto della situazione, non solo erano gli umani a distruggere il nostro mondo ma anche la magia nera: assetata talmente di potere da distruggere tutto.

Così creò il wizard guardian, un organizzazione con lo scopo di proteggere non solo la magia bianca ma anche le creature.

Papà e Auriel si sposarono, ma quando lei scoprì di essere incinta lui, preoccupato per il futuro del bambino, li lasciò: non voleva che seguisse le sue stesse orme.

<< Stephen mi disse che saremmo tornati insieme distrutto il talismano. Due anni dopo venne da me dicendomi di aver combinato un casino.>>

Che casino combinò?

  • Non glielo disse. (100%)
    100
  • Aveva distrutto il talismano ma aveva perso alcuni frammenti. (0%)
    0
  • Sia era fatto ingannare da una strega nera (0%)
    0
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18 Commenti

  1. Mi dispiace ma Jihr non ce lo vedo a fermarsi: lo uccide! Se poi questo significa che gli altri maghi lo faranno fuori o meno, dipende da te 😉
    Prossimo capitolo, ultimo capitolo: spero non vorrai far finire tutto a schifio e di vedere presto il seguito 😉

    Ciao 🙂

  2. Anche se sono stato tentato, per una volta evitiamo Jihr e facciamo un Troll. Jihr farà la sua ricomparsa quando lei potrà far qualcosa di più di “mamma! aiuto!” 😀 😉

    Riesci sempre a ben dipingere i rapporti tra queste persone 🙂

    Ciao 🙂

  3. Porca misera!
    Non glielo disse 😉

    A parte qualche errorino qua e là, questo capitolo mi ha appassionato molto 🙂

    Ciao 🙂
    PS: Secondo me stai andando troppo veloce e la gente non fa in tempo a votare. Prova ad attendere 2 o 3 giorni prima del prossimo capitolo (io attendo una settimana).

  4. Sono tuo fratello (becca, incarta e porta a casa).

    Il capitolo ha diversi problemi di punteggiatura (due punti mancanti o che ci sono dove non dovrebbero essere), inoltre la frase:
    —————————
    Pochi minuti dopo qualcuno mi toccò la spalla, pensando fosse di nuovo quell’uomo gridai:
    <>
    —————————-
    ha poco senso 😉

    Per il resto non mi aspettavo la morte del folletto: avrei voluto sapere qualcosa di più su di lui 🙁

    Ciao 🙂

  5. Ciao Lea,
    Il fantasy non è per tutti; non lo è per me,per esempio. non credo sarei in grado di scriverlo perché pur avendo molta fantasia non riesco a volare così in alto da inventare mondi troppo nuovi.. vorrei tanto! Quindi a volte provo a leggere chi ne sa più di me e magari ad imparare qualcosa di nuovo. Per ora seguo il tuo e vediamo che succede 🙂

    Ps-un piccolo ‘aiuto’… quando usi il passato per la prima persona singolare, non usi “ì’, ma “ii”. Quindi io annuii, riuscii, sentii ecc.. ciao, buona scrittura e alla prossima!

  6. Ciao!
    Il Fantasy mi appassiona e il tuo racconto m’incuriosisce perché sono abituato alle vicende di umani, stregoni, elfi, folletti e orchi in ambienti tutt’altro che moderni, ti seguirò sicuramente!
    Ho votato per il tatuaggio, perché dietro ad ogni simbologia equivale un significato atavico e concreto.
    Alla prossima!

  7. Ciao! Complimenti per il capitolo, mi piace molto il modo che hai di scrivere, e mi piace l’idea di un fantasy ambientato in Italia! Se posso darti un consiglio cerca di stare attenta alle ripetizioni, tipo quando hai scritto “notai un tatuaggio sul suo braccio quando allungò il braccio”, anche se credo siano errori di sbadataggine più che altro (a me capita un sacco di volte 😂)! Io comunque ho votato per il tatuaggio di Stefano! Alla prossima!

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