Elisabeth e il segreto di Stephen Black.

Dove eravamo rimasti?

Che casino combinò? Non glielo disse. (100%)

Chi fa per se fa per tre, giusto?

<< non mi disse cosa combinò ma credo che c’entrasse tua madre. >>

<< mia madre? >>

<< si, so solo che era una strega nera, un’incantatrice. È riuscita a sedurlo con l’inganno. Non ti ha mai raccontato di lei per questo, un po’ per la vergogna e un po’ perché non voleva metterti a disagio. >>

Mi raccontò anche che più il tempo passò e più iniziò a Odiare il talismano, avrebbe voluto distruggerlo, ma non sapeva come farlo: iniziò perciò a studiarne un modo.

Ma non sapeva se l’avesse trovato.

<< ti disse quindi della mia nascita. >>

<< si, subito. E ovviamente all’inizio ne fui contrariata, ma quando vidi quanto fu felice non riuscì a dirgli nulla. Era dal giorno in cui seppe della notizia della nascita di Rahj che non sorrideva in quel modo. Iniziò a crescerti e la sua anima si calmò dimenticando tutti i problemi. >>

Aggiunse che in realtà papà avrebbe voluto che mi crescesse lei, ma per un anno non volle parlargli per rabbia, e quando lo perdonò lui si era troppo affezionato a me.

Infine papà gli aveva rivelato che il talismano l’aveva dato a me dopo essere riuscito a disattivare tutto il suo potere.

In poche parole il talismano era la collana che indossavo, l’avevo con me per tutto il tempo.

<< ma perché non mi ha mai detto nulla?! >>

<< voleva dirtelo, ma non ha mai avuto modo di farlo. >>

Rahj entrò in quel momento:

<< è ora di andare. >>

Entrambe ci alzammo, e dopo avermi dato la buona fortuna ci abbracciammo, poi seguì lui.

Ero sconvolta da tutto quello che avevo scoperto, il mio intero mondo era stravolto: non mi accorsi di seguirlo fuori dalla casa.

Mi disse qualcosa ma non prestai attenzione, ero persa nei miei pensieri.

Mi riportò alla realtà afferrandomi il braccio:

<< hai sentito cosa ho detto? >>

<< no scusa. >>

Sospirò e ripeté che la sede dell’organizzazione non distava molto, mi bloccai confusa:

<< vuoi dire che siamo già in Irlanda? >>

<< certo, dove credevi di essere?! Forza, non vedo l’ora che sia tutto finito. >>

Nonostante comprendessi il suo stato d’animo non lo sopportavo, non era colpa mia se papà aveva cresciuto me:

<< il fatto che tu ce l’abbia con nostro padre, non ti autorizza a scaricare tutta la sua rabbia su di me. Io non c’entro nulla. >>

Mi guardò male avvicinandosi a me:

<< hai ragione! Non importa se mio padre invece di stare con la sua famiglia si sia fatto ingannare da una strega nera e che abbia cresciuto l’errore al posto del suo figlio legittimo! E che ha anche avuto la faccia tosta di presentarsi un giorno e dopo avermi rivelato tutto mi ha chiesto di proteggerla! Ti chiedo scusa se penso che abbia rovinato la mia vita insieme a te! >>

Si girò continuando a camminare.

Non riuscì a muovermi, era come se un mazzo di coltelli mi avesse trapassato il petto, ma non volevo dargli la soddisfazione di vedermi piangere:

<< visto che la pensi così è meglio se mi occupo da sola di portare il talismano all’organizzazione. >>

<< mi sembra un’ottima idea! >>

Tornò indietro dandomi la buona fortuna.

Quando non lo vidi più scoppia a piangere, non sapevo più a cosa credere: mi mancava terribilmente papà e allo stesso tempo arrabbiata .

Ma avevo un compito da portare a termine, mi asciugai le lacrime e continuai a camminare.

Non avevo la minima idea di dove andare ma avevo ancora il simbolo nella tasca, in qualche modo l’avrei trovata.

Camminai per mezz’ora arrivando in un paesino molto carino, sembrava uno di quelli che papà mi descriveva nelle storie.

Guardai attentamente gli abitanti per capire se fossero stregoni o umani, ma rimasi delusa scoprendo che erano umani.

Passando davanti a una panetteria il profumo mi ricordò che era da un po’ che non mangiavo, nascondendomi dietro un albero usai un incantesimo per far comparire delle monete.

Tornai a camminare terminato il mio pranzo.

Per mia fortuna il paese seguente era abitato da stregoni, per non attirare troppo l’attenzione decisi di provare a chiedere al negozio di ingredienti magici.

Il negozio era invaso da ogni sorta di cianfrusaglie e barattoli contenenti vari ingredienti, era la prima volta che entravo in quel tipo di negozio.

Lo stregone dietro il bancone mi scrutò attentamente mi sentì un po’ a disagio ma non mi feci intimorire:

<< salve, posso chiederle un’ informazione? >>

<< certo, vedrò se posso esserti utile. >>

Tirai fuori il simbolo mostrandoglielo, domandandogli se sapesse dove si trovasse l’organizzazione.

Rispose di non saperlo, ma conosceva qualcuno che lo sapeva, mi diede l’indicazione e andò a rispondere al telefono che nel frattempo iniziò a squillare.

La persona di cui mi aveva parlato abitava a pochi metri di distanza, felice la raggiunsi in poco tempo.

Era una villetta in mattoni, bussai attendendo una risposta:

<< vieni pure sono sul retro! >> esclamò una voce distante.

Seguì la voce e quello che vidi mi fece gelare il sangue.

Cosa vide arrivando sul retro?

  • Un gruppo di stregoni neri. (0%)
    0
  • Un troll (100%)
    100
  • Jihr seduto accanto al cadavere del proprietario della casa (0%)
    0
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18 Commenti

  1. Mi dispiace ma Jihr non ce lo vedo a fermarsi: lo uccide! Se poi questo significa che gli altri maghi lo faranno fuori o meno, dipende da te 😉
    Prossimo capitolo, ultimo capitolo: spero non vorrai far finire tutto a schifio e di vedere presto il seguito 😉

    Ciao 🙂

  2. Porca misera!
    Non glielo disse 😉

    A parte qualche errorino qua e là, questo capitolo mi ha appassionato molto 🙂

    Ciao 🙂
    PS: Secondo me stai andando troppo veloce e la gente non fa in tempo a votare. Prova ad attendere 2 o 3 giorni prima del prossimo capitolo (io attendo una settimana).

  3. Sono tuo fratello (becca, incarta e porta a casa).

    Il capitolo ha diversi problemi di punteggiatura (due punti mancanti o che ci sono dove non dovrebbero essere), inoltre la frase:
    —————————
    Pochi minuti dopo qualcuno mi toccò la spalla, pensando fosse di nuovo quell’uomo gridai:
    <>
    —————————-
    ha poco senso 😉

    Per il resto non mi aspettavo la morte del folletto: avrei voluto sapere qualcosa di più su di lui 🙁

    Ciao 🙂

  4. Ciao Lea,
    Il fantasy non è per tutti; non lo è per me,per esempio. non credo sarei in grado di scriverlo perché pur avendo molta fantasia non riesco a volare così in alto da inventare mondi troppo nuovi.. vorrei tanto! Quindi a volte provo a leggere chi ne sa più di me e magari ad imparare qualcosa di nuovo. Per ora seguo il tuo e vediamo che succede 🙂

    Ps-un piccolo ‘aiuto’… quando usi il passato per la prima persona singolare, non usi “ì’, ma “ii”. Quindi io annuii, riuscii, sentii ecc.. ciao, buona scrittura e alla prossima!

  5. Ciao!
    Il Fantasy mi appassiona e il tuo racconto m’incuriosisce perché sono abituato alle vicende di umani, stregoni, elfi, folletti e orchi in ambienti tutt’altro che moderni, ti seguirò sicuramente!
    Ho votato per il tatuaggio, perché dietro ad ogni simbologia equivale un significato atavico e concreto.
    Alla prossima!

  6. Ciao! Complimenti per il capitolo, mi piace molto il modo che hai di scrivere, e mi piace l’idea di un fantasy ambientato in Italia! Se posso darti un consiglio cerca di stare attenta alle ripetizioni, tipo quando hai scritto “notai un tatuaggio sul suo braccio quando allungò il braccio”, anche se credo siano errori di sbadataggine più che altro (a me capita un sacco di volte 😂)! Io comunque ho votato per il tatuaggio di Stefano! Alla prossima!

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