Gloria al Re Nero

Dove eravamo rimasti?

Chi è il Re nero? Il Re Nero è un essere esterno, che utilizza i propri poteri per soggiogare le sue vittime, in modo da assumerne il controllo. (60%)

E’ tutto merito vostro, non ne siete felici?

Essere lì, non era ciò che volevo, essere lì, era la perfetta antitesi di ciò che rappresentava la mia anima, se ancora ne avevo una.

La notte era buia e senza stelle, fredda come il ventre di una donna sterile; il cemento si sovrapponeva ad altro cemento, il verde era solo un miraggio e gli occhi delle persone che vivevano in quell’inferno erano spenti ormai da tempo.

Io ero uno di loro, un ragazzo, abitante della moltitudine, che voleva solo farla finita; prendere la pistola e sbriciolarmi il cervello, ecco a cosa pensavo la notte, prima di prendere sonno. Avrei voluto tingere di rosso carne l’interno della mia stanza, cancellare tutta la vergogna, tutto il dolore che albergava nel mio cuore una volta per tutte, con un colpo di spugna, come per magia… ma ero un debole, un codardo, che si rifugiava nei sogni di un mondo migliore, incapace di fare alcunché della propria esistenza, fino al Suo arrivo.

«Non sei tu, quello che deve morire, amico mio. Tu mi servi.»

Lui mi aiutò, lui mi indicò la via.

*******

Non c’erano molte macchine fuori dal locale e le poche persone che riuscivano ancora a tenersi in piedi non fecero alcun caso a me; un semplice uomo, senza nulla di speciale, nemmeno degno di un’occhiata: era l’occasione perfetta.

Misi la mano all’interno della giacca, strinsi la pistola che mi ero portato dietro e me la infilai nei pantaloni, cercando di non dare troppo nell’occhio.

Aprii la porta, un cumulo fatiscente di metallo, senza far caso a chi fosse seduto tra i tavoli del bar; ero lì per un motivo, solo per un motivo, il resto non contava più.

Una volta dentro, nessuno mi degnò di uno sguardo, nessuno tranne la barista: era una donna e questo sì che mi sorprese: capelli rossi e lentiggini facevano solo da cornice a un seno, che molto probabilmente era la causa di chissà quante litigi in una bettola come quella.

Senza distogliere lo sguardo da quel viso angelico, mi avvicinai al bancone, sicuro di ottenere ciò che volevo.

«E’ lì dentro, proprio come promesso.»

Gli occhi della ragazza danzarono in mezzo al fumo, mutando e rivelandomi la sua vera identità.

«Cosa vuoi in cambio?», gli chiesi stupidamente.

«Niente, voglio solo che tu sia felice.»

Di nuovo quel sorriso, troppo grande e troppo spazioso per essere vero, ma allo stesso tempo così rassicurante.

Quando lasciai il bancone, la rossa continuò a sorridermi, tenendo lo sguardo fisso su di me, fisso su ogni singolo passo che mi separava dalla fine di questo tremendo atto.

Una volta dentro, sentii qualcuno ansimare, uno dei due cubicoli adibiti a cagatoi era chiuso, le voci provenivano proprio da lì.

«Stai fermo cazzo! Non ci riesco se ti muovi!»

«Non mi sembra una buona idea, lasciami! Ci ho ripensato! Non voglio!»

La porta di legno si aprì di colpo, un ragazzo sui diciotto anni, venti al massimo, ne uscì con gli occhi disperati, occhi che avevo già visto: pieni di lacrime, pieni di vergogna. Appena mi vide, senza dire niente se ne andò, lasciandoci soli.

Lui usci subito dopo, completamente nudo, con la sua solita vecchia faccia trionfante; mi fissò incuriosito, quasi non credendo ai propri occhi.

«E tu da dove salti fuori?»

Non risposi, mi limitai a togliermi la giacca, non volevo sporcarla con il suo sangue.

«Non c’è bisogno che tu dica nulla. Vieni qui tesoro, ci penso io a farti divertire.»

Da quanto aspettavi questo momento? Dal tuo dodicesimo compleanno? O forse era l’ottavo? Quanti anni, amico mio? Quanti anni passati da solo, senza amici, senza nessuno a cui confidarsi? Con la tremenda certezza che nessuno ti avrebbe mai creduto? Ora tutto questo finisce, ora tu sarai per sempre libero.

La Sua voce rese tutto più chiaro.

Estrassi la pistola da dietro la schiena e gliela puntai alla testa.

Cercò di parlare, aprì la bocca, ma non ne uscì nulla.

Rapido, abbassai la canna dell’arma all’altezza delle sue ginocchia e feci fuoco; sentii la cartilagine andare in pezzi, sentii la sua morte avvicinarsi senza fretta e ne fui felice. Non poteva morire, non ancora.

Un altro colpo risuonò all’interno del bagno, altre grida, altro sangue; lui era a terra, lui era lì e mi guardava, mi insultava, mi pregava, mentre strisciava nel piscio e nel suo stesso sangue. Sapeva che stava per morire ed il su cervello cercava disperatamente una via di fuga, vidi le sue pupille vagare come farfalle spaventate.

Mi avvicinai, lo guardai molto attentamente, poi chiusi gli occhi e pensai al passato.

«Non è abbastanza.», gli sussurrai all’orecchio, mentre sentivo il mio viso dilatarsi in un sorriso isterico

Spinto da una forza senza pari, spinto da una totale presa di coscienza verso il mio destino, gli afferrai la testa, lo trascinai verso uno dei bagni e gli feci assaporare tutto l’amore di uno squallido bar di periferia. E lì, mentre stava affogando tra i liquami, svuotai l’intero caricatore nel cervello di un uomo che un tempo era stato mio fratello, cancellandolo finalmente dal tessuto stesso della mia esistenza.

«Gloria al Re Nero.»

Quale sarà il destino di quest'uomo?

  • Voglio che l'uomo nella storia incontri il Re Nero di persona: Lui, ha qualcosa da dirgli. (67%)
    67
  • L'uomo verrà 'guidato' dal Re Nero, in modo da soggiogare una nuova vittima. (33%)
    33
  • Il Re Nero lo abbandona, nel prossimo capitolo non si parlerà più di lui. (0%)
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51 Commenti

  1. Mi è piaciuto molto questo capitolo! Sono felice di aver saputo finalmente qualcosa in piu su di lui. Ho votato per la rabbia e la vendetta perchè, a mio parare, per una storia cosí, un finale positivo avrebbe stonato. Sono curiosa di vedere come si concluderà la storia!

  2. Ciao Lorenzo, siamo arrivati alla fine! Riflettendo ho votato per la natura umana e non per cosa vorrei io o per come vorrei che fosse il mondo. Purtroppo rabbia e vendetta e crudeltà faranno sempre parte della maggioranza del genere umano. A te l’ onore di chiudere il racconto con la tua personale visione della vita!:-)

  3. Ci sarà una seconda occasione, non può finire in eterna sofferenza, anche se questo è un horror…
    Ciao Lorenzo,
    quindi il fardello oscuro è capitato sulla schiena di Victor senza che lui potesse farci nulla. Esiste una città oscura, che non vede mail la luce, brulicante male. Be’, il nono capitolo apre la scena al gran finale. Ora sappiamo cosa è successo e perchè, non resta che arrivare alla fine e vedere cosa ne sarà del mondo.
    Alla prossima!
    p.s. ci sono un paio di refusini, ma poca roba 🙂

  4. Ciao Lorenzo,
    horror splatter dopo la pausa sperimentale! Bene, non sono certa di aver capito proprio tutto dei due capitoli, che ho letto di seguito, perchè uno lo avevo perso… Ma la colpa è mia, dovrei rileggere da capo e ritrovare il filo, ci sono talmente tante storie…
    L’bilità descrittiva, cmq, non ti manca, quindi bravo.
    Alla prossima!

  5. Questo capitolo mi è piaciuto veramente tanto! Forse è quello che ho preferito tra tutti. Complimenti, l’ho letto tutto d’un fiato, sperando che Amanda riuscisse a salvarsi. Per fortuna è stato così.
    Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, ero indecisa tra i discepoli e il re nero in persona ma alla fine ho votato per il re nero. Sono curiosa di vederlo in azione.

  6. Ciao Lorenzo. Voglio sapere di più sul Re Nero… al sesto credo sia doveroso da parte dell’autore svelare qualcosina in più su questa terrificante entità.
    I sei capitoli scorrono bene e sono scritti altrettanto bene.
    Benché sia scritto in prima e impostato come un lungo monologo io avrei limitato un po’ le escursioni oltre la quarta (fanno un po’ troppo Poe secondo me, non che Poe sia male, anzi, ma quel modo di scrivere è un po’ – scusa il gioco di parole involontario – superato).
    Meglio, molto meglio, quando ti dai alla descrizioni macabre e da stomaci forti, la mano insanguinata e via dicendo. In ogni caso una buona prova fino a questo momento. Te lo dico da appassionato del genere.

  7. Ciao Lorenzo,
    mi sono persa un capitolo, l’ho recuperato oggi.
    Interessante il monologo, va a toccare temi all’esistenza in cui molti di noi possono riconoscersi, per questo o quell’altro verso. Il lavoro, la casa, la macchina, le vacanze, fare una vita monotona che non ti piace e che, nella migliore delle ipotesi, ti porterà a invecchiare e a gioire del rimborso al netto di una vita intera dei contributi versati.
    Se non fosse per l’anima che si tinge di nero e il cuore che ghiaccia nel petto, il re nero sarebbe la soluzione a molti mali, purtroppo non vi si può fare ricorso oppure sì?
    Aspetto il nuovo capitolo e ti saluto.
    Alla prossima!

  8. Ciao Lorenzo, sto seguendo questa storia dall’inizio e innanzitutto volevo farti i miei complimenti, mi sta piacendo molto!
    Questo capitolo era cosi scorrevole e coinvolgente che l’ho letto in pochissimo e, arrivata in fondo, ero dispiaciuta che fosse finito. Ci tenevo a farti i complimenti per le descrizioni perchè, mentre leggevo, la scena si formava nitida nella mia mente e questa cosa non mi succede spesso con i testi che leggo.
    Ho molto apprezzato la presenza di una figura femminile, mi ha aiutato a entrare ancor di piu nella storia.
    Aspetto impaziente il seguito 😀 Nel frattempo ho votato per ‘evolvere l’umanità’!

  9. Ciao Lorenzo,
    ottimo episodio, carico di terrore. Mi ha ricordato FRAGILE. A GHOST STORY. Lo hai mai visto?
    Molto azzeccata anche la canzoncina (l’hai inventata tu?), le musiche per bambini negli horror rendono sempre molto bene. Vedi THE NIGHTWATCH nella scena quando Nick Nolte… Ops stavo per spoilerare 😉
    Bene, dunque, hai fatto un buon lavoro.
    Aspetto il nuovo capitolo, ho votato per l’essere umano speciale.
    Alla prossima!

  10. Ciao Lorenzo,
    ho votato le mani, mi ha colpito la descrizione della mano che si apre, molto convincente.
    Hai fatto un bel lavoro, la ricerca della porta, quasi si stesse cercando l’indirizzo di un medico, il fondo di un pozzo. L’unico appunto è sul dialogo tra il fratello e il protagonista, non ho capito subito chi avesse ucciso chi, non sempre occorre specificare, ma a volte farlo rende più comprensibile il testo.
    Alla prossima!

    • Prima cosa: grazie mille per avermi seguito sin qui. Apprezzo davvero i tuoi consigli e sì, una delle mie problematiche, con questo tipo di scritti così brevi, è la difficoltà di dare chiarezza a pensieri che necessitano di un più ampio respiro. Grazie ancora, farò del mio meglio.

  11. Ciao Lorenzo,
    l’uomo incontra il re nero che ha qualcosa da dirgli.
    Un capitolo molto forte, immagini crude e crudeli, l’horror può tingersi di molti colori, tu hai scelto il nero dell’abisso. L’angelo rosso dietro il bancone mi fa intendere che la storia sarà popolata di diavoli, re e assassini, bene così.
    Attendo il nuovo, alla prossima!

  12. “La notte era buia e senza stelle, fredda come il ventre di una donna sterile”
    Questa è la frase che mi è piaciuta di più.

    Dato che mi immagino il Re Nero come una creatura che si nutre di “energia psichica”, non ha senso che abbandoni la sua attuale “vittima”, che costringerà a cercare una nuova persona da soggiogare e avere più fonte di cibo.

  13. L’incipit promette bene, attenzione che ci sono dei passaggi abbastanza confusi tra le riflessioni del protagonista. Sebbene tutto faccia pensare a una creatura esterna, mi ricorda un cortometraggio molto bello che mi fa pensare che la storia possa farsi più angosciante se il Re Nero fosse nell’uomo che parla.

  14. Ciao Lorenzo,
    mi piacciono gli horror, quindi mi sono fiondata a leggere il tuo incipit. Direi che il re nero è un essere esterno che riesce a soggiogare le vittime, che poi sarebbero i carnefici… Perché sono assassini, o no?
    Il protagonista lo conosce in tenera età, in fondo è alle porte dell’adolescenza che cominciano i tre sintomi. Vediamo dove ci porta il tuo racconto, intanto ti saluto e alla prossima!
    p.s. ottima esposizione, una sola cosa: prima di “Tarzan”, all’inizio, manca una preposizione?

  15. Incipit angosciante, complimenti!
    Dopotutto è proprio il genere che stai scrivendo che pretende quest’ansia.
    Ho scelto di seguire la tua storia perché voglio capire di quale male si nutre il Re Nero, pertanto mi oriento verso la scelta di un soggiogatore esterno e molto subdolo.
    Aspetto il prossimo capitolo e buon lavoro!
    Ciao Lorenzo

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