Gloria al Re Nero

Dove eravamo rimasti?

Quale sarà il destino di quest'uomo? Voglio che l'uomo nella storia incontri il Re Nero di persona: Lui, ha qualcosa da dirgli. (67%)

Non c’è riposo per i deboli.

Di nuovo, fu la sua voce a chiamare il discepolo, di nuovo, l’uomo che avete seguito fin qui, volse lo sguardo e lo vide, lì, in pieno giorno, tra i vicoli di una città al culmine della sua umana rovina.

Com’è possibile? Pensò, per poi annullare la propria domanda, trovandola, in quel momento, priva di alcun senso.

Nel vicolo, a pochi passi dal chiarore del giorno che ormai volgeva al suo termine, vide la porta che stava cercando; erano giorni che la sognava, notte dopo notte, incubo dopo incubo e ora, finalmente, era comparsa.

Così rossa da far male, il color cremisi si stagliava violentemente tra i rifiuti, obbligandolo a volgere lo sguardo verso quell’uscio senza apparente destinazione, che volteggiava immobile nello spazio tra le pareti.

«Questo è il mio posto, questa è casa.»

Il mondo era un luogo tetro, senza alcuno scopo felice, dove gli uomini e le donne come lui venivano solo utilizzati come nutrimento per l’ego di esseri che di umano avevano ben poco; no, quella porta era la soluzione, quella porta rappresentava la via per un luogo migliore.

*******

Non appena posò la mano sul pomello d’oro e smosse l’uscio, varcando la soglia di quell’assurdità, pensò di essersi perso; il buio, impenetrabile e denso di umidità, era padrone di ogni cosa.

«No… basta incubi, ti prego!»

All’improvviso, come se qualcuno da lassù avesse finalmente ascoltato le sue preghiere, le tenebre cessarono di espandersi e, a pochi metri da dove era entrato, trovò una parete di mattoni ad attenderlo, che in cerchio pareva estendersi formando la base di un…

«Pozzo.», sussurrò.

Si udì un rumore di passi provenire dall’alto, qualcuno si stava avvicinando al bordo di quel rudere, qualcuno aveva qualcosa da dire.

In religioso silenzio, il discepolo alzò lo sguardo verso il nulla che lo sovrastava e lì, Lui, per la prima volta da quando assunse quella forma, si mostrò:  due enormi occhi di fuoco, danzavano in quell’innaturale spettacolo, illuminando un sorriso all’apparenza eterno.

Un pensiero sfuggì al controllo del discepolo, osservando quello spettacolo: troppi, ha troppi denti, quella non può essere la sua bocca.

Non appena smise di pensare, il Re Nero estrasse un’altra parte di sé dalle tenebre.

Una mano completamente fatta d’oro, scintillante e dal palmo marchiato di nero, si allungò contorcendosi fino al centro del pozzo; lungo oltre ogni senso e necessità anatomica, quell’arto, affilato come zanne, una volta raggiunta la massima estensione si aprì, distendendo le dita.

«Non c’è riposo per i deboli.», disse Il Re rimanendo completamente immobile.

In un istante le tenebre furono cancellate, così come il pozzo, così come tutto ciò che solo un attimo prima pareva aver imprigionato per sempre il discepolo; solo l’oscurità attorno al Re Nero perdurò, ben salda attorno a quello che credeva essere il suo corpo.

Prima di ogni inutile parola, le Sue dita si mossero nell’aria, agitandosi, come le mani di un marionettista.

«Aprila, non vuoi ricevere il tuo premio?»

La voce lo colpì alle spalle, lasciando incredulo.

«Non può essere, tu non puoi essere qui! Ti ho ammazzato con le mie mani!»

Il fratello del discepolo, o almeno ciò che ne restava, visto l’avanzato stato di decomposizione del suo corpo, era lì: un ammasso di carne tenuto insieme da una volontà ben superiore della sua e da uno scopo così grande da poter atterrire chiunque.

«Non mi hai sentito? Non vorrai davvero far attendere il tuo pubblico!?»

Non appena la carcassa si avvicinò al centro del pozzo, il suo volto mutò e con esso l’intera realtà che li comprendeva: luci, sedie, un intero palco e macchine da presa comparvero dal nulla, ricreando alla perfezione uno studio televisivo pronto allo spettacolo.

Il fratello del discepolo, ora divenuto il presentatore di quell’assurdità, era in splendida forma nel suo abito elegante, mentre si muoveva qua e là per aizzare una folla, che fino a quel momento non era mai esistita.

«Allora pubblico, ditemi, voi sì che lo sapete! Voi sì che non potete deludermi! Cosa ha vinto il nostro Samuel?»

Tutti avrebbero peso dalle sue labbra, se ne avesse avute, tutti avrebbero sorriso, se solo avessero avuto dei volti come il nostro, ma non fu così; quelle ombre senza vita, non potevano ridere, non potevano amare, potevano solo osservare, prigioniere di una pace eterna senza dolore.

«Tu sai cosa hai vinto!». Disse a gran voce l’idolo della folla, mentre nel suo abito rosso fuoco danzava a ogni sussulto di dita del Re Nero.

«Devi trovare gli altri, devi contaminare il mondo con il suo verbo. Ecco perché sei qui.»

Senza alcun preavviso il presentatore si voltò e con un balzo afferrò Samuel. I suoi occhi, neri e vacui, lo fissarono, alla ricerca di qualcosa.

«Non ci sarà più dolore, né morte, né odio. Il mondo sarà in pace. Devi solo aprire quella porta e accettare il Suo dono.»

«Va bene.», rispose Samuel come ipnotizzato, prima di realizzare il proprio destino e abbandonare così ogni sua mortale preoccupazione.

Quale sarà il dono del Re Nero?

  • Le mani del Re (75%)
    75
  • Il cuore del Re (0%)
    0
  • Gli occhi del Re (25%)
    25
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51 Commenti

  1. Mi è piaciuto molto questo capitolo! Sono felice di aver saputo finalmente qualcosa in piu su di lui. Ho votato per la rabbia e la vendetta perchè, a mio parare, per una storia cosí, un finale positivo avrebbe stonato. Sono curiosa di vedere come si concluderà la storia!

  2. Ciao Lorenzo, siamo arrivati alla fine! Riflettendo ho votato per la natura umana e non per cosa vorrei io o per come vorrei che fosse il mondo. Purtroppo rabbia e vendetta e crudeltà faranno sempre parte della maggioranza del genere umano. A te l’ onore di chiudere il racconto con la tua personale visione della vita!:-)

  3. Ci sarà una seconda occasione, non può finire in eterna sofferenza, anche se questo è un horror…
    Ciao Lorenzo,
    quindi il fardello oscuro è capitato sulla schiena di Victor senza che lui potesse farci nulla. Esiste una città oscura, che non vede mail la luce, brulicante male. Be’, il nono capitolo apre la scena al gran finale. Ora sappiamo cosa è successo e perchè, non resta che arrivare alla fine e vedere cosa ne sarà del mondo.
    Alla prossima!
    p.s. ci sono un paio di refusini, ma poca roba 🙂

  4. Ciao Lorenzo,
    horror splatter dopo la pausa sperimentale! Bene, non sono certa di aver capito proprio tutto dei due capitoli, che ho letto di seguito, perchè uno lo avevo perso… Ma la colpa è mia, dovrei rileggere da capo e ritrovare il filo, ci sono talmente tante storie…
    L’bilità descrittiva, cmq, non ti manca, quindi bravo.
    Alla prossima!

  5. Questo capitolo mi è piaciuto veramente tanto! Forse è quello che ho preferito tra tutti. Complimenti, l’ho letto tutto d’un fiato, sperando che Amanda riuscisse a salvarsi. Per fortuna è stato così.
    Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, ero indecisa tra i discepoli e il re nero in persona ma alla fine ho votato per il re nero. Sono curiosa di vederlo in azione.

  6. Ciao Lorenzo. Voglio sapere di più sul Re Nero… al sesto credo sia doveroso da parte dell’autore svelare qualcosina in più su questa terrificante entità.
    I sei capitoli scorrono bene e sono scritti altrettanto bene.
    Benché sia scritto in prima e impostato come un lungo monologo io avrei limitato un po’ le escursioni oltre la quarta (fanno un po’ troppo Poe secondo me, non che Poe sia male, anzi, ma quel modo di scrivere è un po’ – scusa il gioco di parole involontario – superato).
    Meglio, molto meglio, quando ti dai alla descrizioni macabre e da stomaci forti, la mano insanguinata e via dicendo. In ogni caso una buona prova fino a questo momento. Te lo dico da appassionato del genere.

  7. Ciao Lorenzo,
    mi sono persa un capitolo, l’ho recuperato oggi.
    Interessante il monologo, va a toccare temi all’esistenza in cui molti di noi possono riconoscersi, per questo o quell’altro verso. Il lavoro, la casa, la macchina, le vacanze, fare una vita monotona che non ti piace e che, nella migliore delle ipotesi, ti porterà a invecchiare e a gioire del rimborso al netto di una vita intera dei contributi versati.
    Se non fosse per l’anima che si tinge di nero e il cuore che ghiaccia nel petto, il re nero sarebbe la soluzione a molti mali, purtroppo non vi si può fare ricorso oppure sì?
    Aspetto il nuovo capitolo e ti saluto.
    Alla prossima!

  8. Ciao Lorenzo, sto seguendo questa storia dall’inizio e innanzitutto volevo farti i miei complimenti, mi sta piacendo molto!
    Questo capitolo era cosi scorrevole e coinvolgente che l’ho letto in pochissimo e, arrivata in fondo, ero dispiaciuta che fosse finito. Ci tenevo a farti i complimenti per le descrizioni perchè, mentre leggevo, la scena si formava nitida nella mia mente e questa cosa non mi succede spesso con i testi che leggo.
    Ho molto apprezzato la presenza di una figura femminile, mi ha aiutato a entrare ancor di piu nella storia.
    Aspetto impaziente il seguito 😀 Nel frattempo ho votato per ‘evolvere l’umanità’!

  9. Ciao Lorenzo,
    ottimo episodio, carico di terrore. Mi ha ricordato FRAGILE. A GHOST STORY. Lo hai mai visto?
    Molto azzeccata anche la canzoncina (l’hai inventata tu?), le musiche per bambini negli horror rendono sempre molto bene. Vedi THE NIGHTWATCH nella scena quando Nick Nolte… Ops stavo per spoilerare 😉
    Bene, dunque, hai fatto un buon lavoro.
    Aspetto il nuovo capitolo, ho votato per l’essere umano speciale.
    Alla prossima!

  10. Ciao Lorenzo,
    ho votato le mani, mi ha colpito la descrizione della mano che si apre, molto convincente.
    Hai fatto un bel lavoro, la ricerca della porta, quasi si stesse cercando l’indirizzo di un medico, il fondo di un pozzo. L’unico appunto è sul dialogo tra il fratello e il protagonista, non ho capito subito chi avesse ucciso chi, non sempre occorre specificare, ma a volte farlo rende più comprensibile il testo.
    Alla prossima!

    • Prima cosa: grazie mille per avermi seguito sin qui. Apprezzo davvero i tuoi consigli e sì, una delle mie problematiche, con questo tipo di scritti così brevi, è la difficoltà di dare chiarezza a pensieri che necessitano di un più ampio respiro. Grazie ancora, farò del mio meglio.

  11. Ciao Lorenzo,
    l’uomo incontra il re nero che ha qualcosa da dirgli.
    Un capitolo molto forte, immagini crude e crudeli, l’horror può tingersi di molti colori, tu hai scelto il nero dell’abisso. L’angelo rosso dietro il bancone mi fa intendere che la storia sarà popolata di diavoli, re e assassini, bene così.
    Attendo il nuovo, alla prossima!

  12. “La notte era buia e senza stelle, fredda come il ventre di una donna sterile”
    Questa è la frase che mi è piaciuta di più.

    Dato che mi immagino il Re Nero come una creatura che si nutre di “energia psichica”, non ha senso che abbandoni la sua attuale “vittima”, che costringerà a cercare una nuova persona da soggiogare e avere più fonte di cibo.

  13. L’incipit promette bene, attenzione che ci sono dei passaggi abbastanza confusi tra le riflessioni del protagonista. Sebbene tutto faccia pensare a una creatura esterna, mi ricorda un cortometraggio molto bello che mi fa pensare che la storia possa farsi più angosciante se il Re Nero fosse nell’uomo che parla.

  14. Ciao Lorenzo,
    mi piacciono gli horror, quindi mi sono fiondata a leggere il tuo incipit. Direi che il re nero è un essere esterno che riesce a soggiogare le vittime, che poi sarebbero i carnefici… Perché sono assassini, o no?
    Il protagonista lo conosce in tenera età, in fondo è alle porte dell’adolescenza che cominciano i tre sintomi. Vediamo dove ci porta il tuo racconto, intanto ti saluto e alla prossima!
    p.s. ottima esposizione, una sola cosa: prima di “Tarzan”, all’inizio, manca una preposizione?

  15. Incipit angosciante, complimenti!
    Dopotutto è proprio il genere che stai scrivendo che pretende quest’ansia.
    Ho scelto di seguire la tua storia perché voglio capire di quale male si nutre il Re Nero, pertanto mi oriento verso la scelta di un soggiogatore esterno e molto subdolo.
    Aspetto il prossimo capitolo e buon lavoro!
    Ciao Lorenzo

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