Gloria al Re Nero

Dove eravamo rimasti?

Quale sarà il dono del Re Nero? Le mani del Re (75%)

Attento a ciò che desideri, potresti ottenerlo.

Una volta che le sue mani furono un tutt’uno con quelle del Re, la sua vita poté finalmente iniziare ad avere un senso. Giorni, anni, innumerevoli attimi persi dietro a un desiderio tanto vano, quanto fondamentale; ma alla fine Samuel ce l’aveva fatta: finalmente era felice.

Niente più dolore, niente più paura, o rabbia, o odio, o ansia, niente più amori non ricambiati, o promesse non mantenute, o aspettative non all’altezza, o no, niente di tutto questo; quando le sue mani gli furono segate via, lasciando spazio a quel sortilegio dorato, la sua anima divenne una tabula rasa, un tutt’uno con la mente del suo nuovo Dio.

*****

«Perché sei qui? Lui non può riceverti.» la voce di Samuel risuonò atona all’interno dell’immenso salone, che fungeva da ingresso al tempio.

«Mi avevi detto che mi avresti aiutato! Che Lui mi avrebbe dato ciò che più desideravo, ma non lo ha fatto!»

Le mani d’oro scivolarono delicate sulle spalle del pellegrino, mimando un gesto che avrebbe dovuto essere di conforto, ma che al tatto, non era altro che il freddo e vuoto abbraccio del nulla.

«Non devi avere paura, tu hai chiesto di rivederla. Non io, nemmeno il nostro Re, tu, lo hai fatto. O sbaglio?»

L’uomo era disperato.

«Non così… io… io non la volevo vedere così!»

«Ma lei sì, lei non vuole perdere il suo papà. Per nessuna ragione al mondo. O forse l’amore di cui tanto ti vanti, non e nient’altro che una sudicia ed egoistica scusa?»

Per un istante, alle spalle di Samuel, nell’oscurità e nel silenzio tra pilastri di marmo nero, si sentì una risata, interrotta solamente da un battere ritmico, su quella che doveva essere una porta.

«So quello che provi. Ed è per questo che non ti permetterò di abbandonare il tuo desidero.»

Dolcemente, le dita affilate donategli dal Re corsero lungo il collo del pellegrino, macchiandosi del suo sangue.

«Gloria al Re Nero.», sussurrò.

Senza alcun indugio, Samuel colpì in pieno petto l’uomo con il palmo delle mani, facendolo trasalire e, allo stesso tempo, ricacciandolo da quel sogno, in cui il suo padrone lo aveva guidato tempo prima.

*****

Quando il pellegrino si risvegliò nel suo letto, pensò subito a un incubo, o peggio ancora, a l’ennesimo sogno andato storto; erano passati ormai diversi anni dalla morte di sua figlia, ma nonostante tutto il suo dolore non si era placato, obbligandolo a una vita dove il risposo notturno non era altro che una mera utopia.

Lei non è qui, è stato solo un sogno, lei non può essere qui…

All’improvviso, da dietro la porta, un rumore fin troppo familiare si insinuò nell’aria; era una semplice musichetta, una di quelle che i bambini utilizzano sui propri cellulari e che, in molte occasioni, ascoltano fino allo sfinimento.

Trilla, trilla il coccodrillo, mangia sempre mentre squillo, salta sempre la ranetta e se non scappa, finirà come una polpetta.

Spiazzato da quelle stupide parole, l’uomo si alzò dal letto e corse trafelato in corridoio; lì, senza far caso all’assurda lunghezza che lo separava dalle scale, la musica si face più forte, sempre più martellante.

Trilla, trilla il coccodrillo, mangia sempre mentre squillo, salta sempre la ranetta e se non scappa…

Ci fu una pausa, poi un tonfo.

Non può essere…

«Papà, sei tu?»

«Eveline?»

«Finalmente ti ho trovato, papà!», la voce era felice, gioiosa, troppo squillante per poter appartenere alla sua bambina.

Non può essere lei, non di nuovo, lei è morta e…

«E Lui mi ha riportato da te, papà.  Vuoi cantare con me? Trilla, trilla il coccodrillo, mangia sempre mentre squillo….»

«Vai via! Io… non voglio vederti in quello stato! Tu non puoi essere mia figlia, non puoi! Lei è morta, io la rivolevo com’era prima, non così!»

Sorda alle sue lamentele, il cadavere di Eveline iniziò a risalire le scale, senza smettere di canticchiare.

Il pellegrino cercò di aggrapparsi con tutta la sua mente alla realtà, sapendo che, dopo quel tremendo incidente, il cadavere di sua figlia non avrebbe mai potuto in alcun modo salire quelle scale: senza gambe, con il costato deturpato dall’esplosione e con un braccio mozzato, nessuno avrebbe potuto permetterle di compiere quell’azzardo alla fisica, ma si sbagliava.

Grazie al Re Nero, lei era cambiata: lunghe gambe scure e metalliche simili a uncini la sollevavano da terra, conficcandosi in profondità nella carne del busto, mentre il volto, rattoppato in più punti, cercava disperatamente di apparire il più umano e felice possibile.

«Lui ti ha marchiato, ovunque andrai, io sarò lì con te, per sempre. Proprio come desideravi, papà.»

Gli occhi di Eveline, colmi di un fuoco a lui stranamente familiare, colsero nel segno, obbligandolo a fissare quella maschera di inumana pazzia.

«Perché non mi abbracci? Ho paura…»

La bambina, o il demone, a voi la decisione, allungò l’unico braccio rimastole verso il padre, tendendogli la mano.

«Trilla, trilla il coccodrillo, mangia sempre mentre squillo, salta sempre la ranetta…»

«E se non scappa finirà come una polpetta.», concluse l’uomo, di nuovo in lacrime, prima di ricongiungersi con la sua adorata bambina.

Chi si opporrà al nostro Re?

  • Un essere umano speciale, capace, per un motivo non noto, di vedere oltre il Suo potere. (80%)
    80
  • Un'organizzazione umana, simbolo della nostra civiltà. (20%)
    20
  • Un'entità simile, ma opposta nella sua natura. (0%)
    0
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51 Commenti

  1. Mi è piaciuto molto questo capitolo! Sono felice di aver saputo finalmente qualcosa in piu su di lui. Ho votato per la rabbia e la vendetta perchè, a mio parare, per una storia cosí, un finale positivo avrebbe stonato. Sono curiosa di vedere come si concluderà la storia!

  2. Ciao Lorenzo, siamo arrivati alla fine! Riflettendo ho votato per la natura umana e non per cosa vorrei io o per come vorrei che fosse il mondo. Purtroppo rabbia e vendetta e crudeltà faranno sempre parte della maggioranza del genere umano. A te l’ onore di chiudere il racconto con la tua personale visione della vita!:-)

  3. Ci sarà una seconda occasione, non può finire in eterna sofferenza, anche se questo è un horror…
    Ciao Lorenzo,
    quindi il fardello oscuro è capitato sulla schiena di Victor senza che lui potesse farci nulla. Esiste una città oscura, che non vede mail la luce, brulicante male. Be’, il nono capitolo apre la scena al gran finale. Ora sappiamo cosa è successo e perchè, non resta che arrivare alla fine e vedere cosa ne sarà del mondo.
    Alla prossima!
    p.s. ci sono un paio di refusini, ma poca roba 🙂

  4. Ciao Lorenzo,
    horror splatter dopo la pausa sperimentale! Bene, non sono certa di aver capito proprio tutto dei due capitoli, che ho letto di seguito, perchè uno lo avevo perso… Ma la colpa è mia, dovrei rileggere da capo e ritrovare il filo, ci sono talmente tante storie…
    L’bilità descrittiva, cmq, non ti manca, quindi bravo.
    Alla prossima!

  5. Questo capitolo mi è piaciuto veramente tanto! Forse è quello che ho preferito tra tutti. Complimenti, l’ho letto tutto d’un fiato, sperando che Amanda riuscisse a salvarsi. Per fortuna è stato così.
    Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, ero indecisa tra i discepoli e il re nero in persona ma alla fine ho votato per il re nero. Sono curiosa di vederlo in azione.

  6. Ciao Lorenzo. Voglio sapere di più sul Re Nero… al sesto credo sia doveroso da parte dell’autore svelare qualcosina in più su questa terrificante entità.
    I sei capitoli scorrono bene e sono scritti altrettanto bene.
    Benché sia scritto in prima e impostato come un lungo monologo io avrei limitato un po’ le escursioni oltre la quarta (fanno un po’ troppo Poe secondo me, non che Poe sia male, anzi, ma quel modo di scrivere è un po’ – scusa il gioco di parole involontario – superato).
    Meglio, molto meglio, quando ti dai alla descrizioni macabre e da stomaci forti, la mano insanguinata e via dicendo. In ogni caso una buona prova fino a questo momento. Te lo dico da appassionato del genere.

  7. Ciao Lorenzo,
    mi sono persa un capitolo, l’ho recuperato oggi.
    Interessante il monologo, va a toccare temi all’esistenza in cui molti di noi possono riconoscersi, per questo o quell’altro verso. Il lavoro, la casa, la macchina, le vacanze, fare una vita monotona che non ti piace e che, nella migliore delle ipotesi, ti porterà a invecchiare e a gioire del rimborso al netto di una vita intera dei contributi versati.
    Se non fosse per l’anima che si tinge di nero e il cuore che ghiaccia nel petto, il re nero sarebbe la soluzione a molti mali, purtroppo non vi si può fare ricorso oppure sì?
    Aspetto il nuovo capitolo e ti saluto.
    Alla prossima!

  8. Ciao Lorenzo, sto seguendo questa storia dall’inizio e innanzitutto volevo farti i miei complimenti, mi sta piacendo molto!
    Questo capitolo era cosi scorrevole e coinvolgente che l’ho letto in pochissimo e, arrivata in fondo, ero dispiaciuta che fosse finito. Ci tenevo a farti i complimenti per le descrizioni perchè, mentre leggevo, la scena si formava nitida nella mia mente e questa cosa non mi succede spesso con i testi che leggo.
    Ho molto apprezzato la presenza di una figura femminile, mi ha aiutato a entrare ancor di piu nella storia.
    Aspetto impaziente il seguito 😀 Nel frattempo ho votato per ‘evolvere l’umanità’!

  9. Ciao Lorenzo,
    ottimo episodio, carico di terrore. Mi ha ricordato FRAGILE. A GHOST STORY. Lo hai mai visto?
    Molto azzeccata anche la canzoncina (l’hai inventata tu?), le musiche per bambini negli horror rendono sempre molto bene. Vedi THE NIGHTWATCH nella scena quando Nick Nolte… Ops stavo per spoilerare 😉
    Bene, dunque, hai fatto un buon lavoro.
    Aspetto il nuovo capitolo, ho votato per l’essere umano speciale.
    Alla prossima!

  10. Ciao Lorenzo,
    ho votato le mani, mi ha colpito la descrizione della mano che si apre, molto convincente.
    Hai fatto un bel lavoro, la ricerca della porta, quasi si stesse cercando l’indirizzo di un medico, il fondo di un pozzo. L’unico appunto è sul dialogo tra il fratello e il protagonista, non ho capito subito chi avesse ucciso chi, non sempre occorre specificare, ma a volte farlo rende più comprensibile il testo.
    Alla prossima!

    • Prima cosa: grazie mille per avermi seguito sin qui. Apprezzo davvero i tuoi consigli e sì, una delle mie problematiche, con questo tipo di scritti così brevi, è la difficoltà di dare chiarezza a pensieri che necessitano di un più ampio respiro. Grazie ancora, farò del mio meglio.

  11. Ciao Lorenzo,
    l’uomo incontra il re nero che ha qualcosa da dirgli.
    Un capitolo molto forte, immagini crude e crudeli, l’horror può tingersi di molti colori, tu hai scelto il nero dell’abisso. L’angelo rosso dietro il bancone mi fa intendere che la storia sarà popolata di diavoli, re e assassini, bene così.
    Attendo il nuovo, alla prossima!

  12. “La notte era buia e senza stelle, fredda come il ventre di una donna sterile”
    Questa è la frase che mi è piaciuta di più.

    Dato che mi immagino il Re Nero come una creatura che si nutre di “energia psichica”, non ha senso che abbandoni la sua attuale “vittima”, che costringerà a cercare una nuova persona da soggiogare e avere più fonte di cibo.

  13. L’incipit promette bene, attenzione che ci sono dei passaggi abbastanza confusi tra le riflessioni del protagonista. Sebbene tutto faccia pensare a una creatura esterna, mi ricorda un cortometraggio molto bello che mi fa pensare che la storia possa farsi più angosciante se il Re Nero fosse nell’uomo che parla.

  14. Ciao Lorenzo,
    mi piacciono gli horror, quindi mi sono fiondata a leggere il tuo incipit. Direi che il re nero è un essere esterno che riesce a soggiogare le vittime, che poi sarebbero i carnefici… Perché sono assassini, o no?
    Il protagonista lo conosce in tenera età, in fondo è alle porte dell’adolescenza che cominciano i tre sintomi. Vediamo dove ci porta il tuo racconto, intanto ti saluto e alla prossima!
    p.s. ottima esposizione, una sola cosa: prima di “Tarzan”, all’inizio, manca una preposizione?

  15. Incipit angosciante, complimenti!
    Dopotutto è proprio il genere che stai scrivendo che pretende quest’ansia.
    Ho scelto di seguire la tua storia perché voglio capire di quale male si nutre il Re Nero, pertanto mi oriento verso la scelta di un soggiogatore esterno e molto subdolo.
    Aspetto il prossimo capitolo e buon lavoro!
    Ciao Lorenzo

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