Gloria al Re Nero

Dove eravamo rimasti?

Cosa avverrà dopo? Voglio vedere Ela, sapere di più su di lei e su come ha intenzione di combatterlo. (60%)

Il dovere di una madre.

Le posso sentire, nella notte, durante il giorno, sempre. I loro cuori che battono, la vita che portano con se; Lui non può niente contro di noi, in qualche modo siamo immuni al Suo potere. Forse posso fare qualcosa, se solo le trovassi.

Diario di Ela, giorno 9.

***

«È necessario.»

Amanda, stretta in un angolo del salotto, si fece immediatamente più piccola, mentre i suoi occhi osservavano increduli il proprio destino.

«Non è sicuro, non per una bambina della tua età; qualcuno deve aiutarti e la mamma è qui proprio per questo.»

L’essere si mosse a scatti lungo la mobilia fatiscente, osservando la donna che aveva di fronte con un ghigno distorto e mutilato: i denti, incrinati, laceravano in gran parte un volto senza alcun significato se non la follia pura.

«Lui mi ha salvato, non vedi? Ora finalmente posso prendermi cura di voi…»

Non può essere lei, non può! Pensò Amanda, mentre, stretta nella morsa gelida della paura, non riusciva a muovere un solo muscolo.

«Vi ho abbandonato, vi ho deluso, ma ho già rimediato. Chiedilo alle tue sorelle!»

Ciò che un tempo era simbolo di amore e di calore, dispiegò i propri arti ricoperti di bende verso un punto buio della stanza, lì, non appena sorrise, due figure apparirono dal nulla.

Una ragazza, vestita con un leggero abito smunto, era seduta composta di fronte a una tavola imbandita di ogni prelibatezza, se non fosse per il pesante strato di polvere e lerciume che ricopriva ogni cosa. Dietro di lei, vicino alla finestra che dava su un mondo ormai al collasso, un’altra ragazza, vestita allo stesso modo, si stava spazzolando energicamente i capelli.

«Cosa hai fatto!?»

Ci fu un rumore, come quello di un meccanismo arrugginito inceppato, poi l’essere ruotò con alcuni scatti verso la propria figlia.

«Cosa ho fatto? Prima la povera Sara non riusciva nemmeno stare a tavola, a mangiare come gli altri bambini; era sempre in piedi, o seduta per terra a urlare, a sbraitare, non stava mai composta, ma ho rimediato!»

Come se la Sua maledizione non le avesse già risucchiato l’anima, il corpo di Sara ebbe un sussulto, senza però riuscire a muoversi: le mani, così come i piedi e le braccia, erano inchiodate al suolo, al tavolo, alla sedia, regalandole una postura perfetta, degna della figlia più educata che si potesse desiderare.

 «E tua sorella minore? Non ricordi quanto tempo sprecato per farle fare un bagnetto come si deve? Il bagno da pulire, la sporcizia che si portava a letto la sera sparsa tra i capelli! Ora cose del genere non potranno più accadere.»

Il tono della voce dell’essere divenne così ragionevole da far spavento.

«Guarda.»

Hanna, l’ultima genita,  non si accorse delle parole della madre, impegnata com’era nel passarsi la spazzola tra i capelli, sotto la cute, dentro la carne, dove gli steli metallici appuntiti della spazzola, tranciavano con sempre più fame il cranio in cui erano immersi.

«Grazie mamma.», sibilarono all’unisono.

«Grazie mamma.», il sangue intorno alle ferite, lungo il tavolo, sotto la sedia prese a scorrere più copioso.

«Grazie mamma.», non ci fu alcun tentennamento nella voce di Hanna, quando la spazzola le si inceppò in un pezzo di carne e per questo dovette fare ancor più forza per poter continuare il proprio dovere, finendo così con il distaccare buona parte della propria fronte dalla testa.

«Smettetela!», qualcosa dentro Amanda la colpì, facendola ridestare dal torpore; ancora spaventata, ma finalmente risoluta nel non voler ripercorrere il loro destino, si alzò e cercò di guadagnarsi una via verso l’uscita.

La mano dell’essere che un tempo fu sua madre, colpì il muro, trapassandolo e bloccandogli ogni via di fuga.

«Dove pensi di andare? E’ tardi, troppo tardi per andartene e poi tu sei la mia bambina, cosa direbbero i vicini se ti vedessero in queste condizioni? Faresti la figura della puttana! Ecco COSA!»

Le mani di Amanda corsero guidate dall’istinto sul proprio ventre ancora piatto, come se, in cuor suo, già sapessero cosa proteggere.

«Lui non può averlo!»

Quel semplice gesto fu abbastanza, tutto d’un tratto si sentì coraggiosa abbastanza da schivare l’abbraccio mortale dell’essere e fuggire. In un battito di ciglia, senza sapere nemmeno come, era fuori.

*******

Quando Ela vide uscire la donna seguita dall’abominio fatto di metallo e carne, finalmente ne ebbe la certezza: quello era il suo posto.

Come altre notti prima di quella, la sua mano destra, quella con cui era solito cullare il proprio figlio, iniziò a pulsare.

«Lasciala a me.», disse ad Amanda, sicura al cento per cento che la donna, pur non conoscendola, l’avrebbe seguita fino in capo al mondo.

Appena l’essere la vide, i suoi occhi si accesero e per la prima volta da quando si era trasformato, tradirono un’emozione: paura.

Quando la mano di Ela si poggiò sul suo volto, ci fu un grido terrificante, poi una luce, bianca e soffice, colpì la notte, ricacciandola.

«Il bambino è MIO!», urlò la madre.

«No.», rispose Ela, prima di stringere il palmo della mano e ricacciare per sempre il Suo emissario all’interno della casa.

Il nostro Re è stato sfidato: come reagirà?

  • Sarà Lui, in prima persona, a intervenire contro il suo nuovo nemico. (75%)
    75
  • Ignorerà la donna, concentrandosi sull'espandere la propria influenza e divenire così più forte. (0%)
    0
  • Manderà i suoi discepoli alla ricerca di Ela. (25%)
    25
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

51 Commenti

  1. Mi è piaciuto molto questo capitolo! Sono felice di aver saputo finalmente qualcosa in piu su di lui. Ho votato per la rabbia e la vendetta perchè, a mio parare, per una storia cosí, un finale positivo avrebbe stonato. Sono curiosa di vedere come si concluderà la storia!

  2. Ciao Lorenzo, siamo arrivati alla fine! Riflettendo ho votato per la natura umana e non per cosa vorrei io o per come vorrei che fosse il mondo. Purtroppo rabbia e vendetta e crudeltà faranno sempre parte della maggioranza del genere umano. A te l’ onore di chiudere il racconto con la tua personale visione della vita!:-)

  3. Ci sarà una seconda occasione, non può finire in eterna sofferenza, anche se questo è un horror…
    Ciao Lorenzo,
    quindi il fardello oscuro è capitato sulla schiena di Victor senza che lui potesse farci nulla. Esiste una città oscura, che non vede mail la luce, brulicante male. Be’, il nono capitolo apre la scena al gran finale. Ora sappiamo cosa è successo e perchè, non resta che arrivare alla fine e vedere cosa ne sarà del mondo.
    Alla prossima!
    p.s. ci sono un paio di refusini, ma poca roba 🙂

  4. Ciao Lorenzo,
    horror splatter dopo la pausa sperimentale! Bene, non sono certa di aver capito proprio tutto dei due capitoli, che ho letto di seguito, perchè uno lo avevo perso… Ma la colpa è mia, dovrei rileggere da capo e ritrovare il filo, ci sono talmente tante storie…
    L’bilità descrittiva, cmq, non ti manca, quindi bravo.
    Alla prossima!

  5. Questo capitolo mi è piaciuto veramente tanto! Forse è quello che ho preferito tra tutti. Complimenti, l’ho letto tutto d’un fiato, sperando che Amanda riuscisse a salvarsi. Per fortuna è stato così.
    Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo, ero indecisa tra i discepoli e il re nero in persona ma alla fine ho votato per il re nero. Sono curiosa di vederlo in azione.

  6. Ciao Lorenzo. Voglio sapere di più sul Re Nero… al sesto credo sia doveroso da parte dell’autore svelare qualcosina in più su questa terrificante entità.
    I sei capitoli scorrono bene e sono scritti altrettanto bene.
    Benché sia scritto in prima e impostato come un lungo monologo io avrei limitato un po’ le escursioni oltre la quarta (fanno un po’ troppo Poe secondo me, non che Poe sia male, anzi, ma quel modo di scrivere è un po’ – scusa il gioco di parole involontario – superato).
    Meglio, molto meglio, quando ti dai alla descrizioni macabre e da stomaci forti, la mano insanguinata e via dicendo. In ogni caso una buona prova fino a questo momento. Te lo dico da appassionato del genere.

  7. Ciao Lorenzo,
    mi sono persa un capitolo, l’ho recuperato oggi.
    Interessante il monologo, va a toccare temi all’esistenza in cui molti di noi possono riconoscersi, per questo o quell’altro verso. Il lavoro, la casa, la macchina, le vacanze, fare una vita monotona che non ti piace e che, nella migliore delle ipotesi, ti porterà a invecchiare e a gioire del rimborso al netto di una vita intera dei contributi versati.
    Se non fosse per l’anima che si tinge di nero e il cuore che ghiaccia nel petto, il re nero sarebbe la soluzione a molti mali, purtroppo non vi si può fare ricorso oppure sì?
    Aspetto il nuovo capitolo e ti saluto.
    Alla prossima!

  8. Ciao Lorenzo, sto seguendo questa storia dall’inizio e innanzitutto volevo farti i miei complimenti, mi sta piacendo molto!
    Questo capitolo era cosi scorrevole e coinvolgente che l’ho letto in pochissimo e, arrivata in fondo, ero dispiaciuta che fosse finito. Ci tenevo a farti i complimenti per le descrizioni perchè, mentre leggevo, la scena si formava nitida nella mia mente e questa cosa non mi succede spesso con i testi che leggo.
    Ho molto apprezzato la presenza di una figura femminile, mi ha aiutato a entrare ancor di piu nella storia.
    Aspetto impaziente il seguito 😀 Nel frattempo ho votato per ‘evolvere l’umanità’!

  9. Ciao Lorenzo,
    ottimo episodio, carico di terrore. Mi ha ricordato FRAGILE. A GHOST STORY. Lo hai mai visto?
    Molto azzeccata anche la canzoncina (l’hai inventata tu?), le musiche per bambini negli horror rendono sempre molto bene. Vedi THE NIGHTWATCH nella scena quando Nick Nolte… Ops stavo per spoilerare 😉
    Bene, dunque, hai fatto un buon lavoro.
    Aspetto il nuovo capitolo, ho votato per l’essere umano speciale.
    Alla prossima!

  10. Ciao Lorenzo,
    ho votato le mani, mi ha colpito la descrizione della mano che si apre, molto convincente.
    Hai fatto un bel lavoro, la ricerca della porta, quasi si stesse cercando l’indirizzo di un medico, il fondo di un pozzo. L’unico appunto è sul dialogo tra il fratello e il protagonista, non ho capito subito chi avesse ucciso chi, non sempre occorre specificare, ma a volte farlo rende più comprensibile il testo.
    Alla prossima!

    • Prima cosa: grazie mille per avermi seguito sin qui. Apprezzo davvero i tuoi consigli e sì, una delle mie problematiche, con questo tipo di scritti così brevi, è la difficoltà di dare chiarezza a pensieri che necessitano di un più ampio respiro. Grazie ancora, farò del mio meglio.

  11. Ciao Lorenzo,
    l’uomo incontra il re nero che ha qualcosa da dirgli.
    Un capitolo molto forte, immagini crude e crudeli, l’horror può tingersi di molti colori, tu hai scelto il nero dell’abisso. L’angelo rosso dietro il bancone mi fa intendere che la storia sarà popolata di diavoli, re e assassini, bene così.
    Attendo il nuovo, alla prossima!

  12. “La notte era buia e senza stelle, fredda come il ventre di una donna sterile”
    Questa è la frase che mi è piaciuta di più.

    Dato che mi immagino il Re Nero come una creatura che si nutre di “energia psichica”, non ha senso che abbandoni la sua attuale “vittima”, che costringerà a cercare una nuova persona da soggiogare e avere più fonte di cibo.

  13. L’incipit promette bene, attenzione che ci sono dei passaggi abbastanza confusi tra le riflessioni del protagonista. Sebbene tutto faccia pensare a una creatura esterna, mi ricorda un cortometraggio molto bello che mi fa pensare che la storia possa farsi più angosciante se il Re Nero fosse nell’uomo che parla.

  14. Ciao Lorenzo,
    mi piacciono gli horror, quindi mi sono fiondata a leggere il tuo incipit. Direi che il re nero è un essere esterno che riesce a soggiogare le vittime, che poi sarebbero i carnefici… Perché sono assassini, o no?
    Il protagonista lo conosce in tenera età, in fondo è alle porte dell’adolescenza che cominciano i tre sintomi. Vediamo dove ci porta il tuo racconto, intanto ti saluto e alla prossima!
    p.s. ottima esposizione, una sola cosa: prima di “Tarzan”, all’inizio, manca una preposizione?

  15. Incipit angosciante, complimenti!
    Dopotutto è proprio il genere che stai scrivendo che pretende quest’ansia.
    Ho scelto di seguire la tua storia perché voglio capire di quale male si nutre il Re Nero, pertanto mi oriento verso la scelta di un soggiogatore esterno e molto subdolo.
    Aspetto il prossimo capitolo e buon lavoro!
    Ciao Lorenzo

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi